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Massimo Mauro e gli arbitri che non sbagliano bene

Massimo Mauro e Ilaria D'Amico

Massimo Mauro insieme con Ilaria D’Amico: calcio e giornalismo senza un solo conflitto d’interessi

Se anche volessero, come potrebbero gli arbitri essere meno sfortunati di quello che sono? Ci sarebbe sempre pronto il Massimo Mauro della situazione a ricordare loro il senso di responsabilità nei confronti di un sistema che ha assoluto bisogno delle loro sfortune e che su tali sfortune si sorregge e sostiene: Le parole fanno più danni dei centimetri. Così, paradossalmente, non appena capita una giornata in cui gli arbitri non sono abbastanza sfortunati ecco che subito il Massimo Mauro di turno è pronto a cazziarli quando fino ad allora li aveva elogiati per il loro grande spirito di sacrificio e uno stoico senso del dovere. Improvvisamente succede che gli errori non fanno più parte del gioco e non vanno sportivamente accettati, come si pensava. Ecco cosa scrive – incredibilmente – Massimo Mauro:

Io sono convinto della buona fede di Rocchi, anche se riconosco che le sue decisioni hanno penalizzato la Roma, ma non sono così convinto della casualità di quanto visto sabato nei due anticipi di campionato. Non errori arbitrali clamorosi, ma piccoli indizi di come le tante polemiche post Juve-Roma, abbiano creato un clima che ha tolto serenità alla classe arbitrale. La sensazione è che si volesse riparare ad un torto.

Non so se Massimo Mauro se ne sia reso conto, ma praticamente ha scritto che secondo lui le due partite di sabato sono state falsate dagli arbitri. Quindi, se le parole hanno ancora un senso di fatto ammette che la Serie A sia un campionato truccato. Assodato ciò, rimane però il problema per Mauro che gli errori arbitrali non siano tutti uguali. C’è errore ed errore. E allora per garantire una certa uniformità di giudizio secondo Massimo Mauro è bene che gli arbitri tornino al più presto a essere sfortunati come sono di solito. Sembra incredibile che si possa arrivare a tanto, che siamo arrivati a tanto, ma è così.

Prendiamo per esempio l’ultima giornata: contrariamente a quanto sostiene Massimo Mauro tutto è filato liscio e le partite si sono concluse senza particolari sfortune arbitrali. Purtroppo è successo che, apriti cielo, la squadra della Fiat contro il Sassuolo è incappata in una giornata no e proprio per questo motivo le avrebbe fatto comodo un arbitro sfortunato per portare a casa i tre punti. Invece niente: nessun rigore, nessuna espulsione, nessuna sfortunata decisione sbagliata dell’arbitro. E il risultato è stato che la squadra della Fiat non è riuscita, solo con le sue forze, a vincere. Succede anche ai migliori. Ci sta. Ma non certo per Massimo Mauro. A suo dire l’arbitro avrebbe danneggiato la squadra della Fiat e lo avrebbe fatto deliberatamente per compensare gli aiuti della partita precedente contro la Roma. Evvai. Alla faccia della buonafede degli arbitri. Scrive infatti il sempre più incredibile Massimo Mauro:

Al Sassuolo è stato concesso di giocare 90′ contro la Juve, diciamo con tanta grinta, forse eccessiva. E l’ arbitro Banti di Livorno forse qualche cartellino giallo in più poteva usarlo. La gomitata di Vrsaljko in faccia a Tevez se l’avesse fatta Chielini sarabbe sulle prime pagine di tutti i giornali sportivi e non, con la scritta “vergogna”, invece vedo che è passata completamente inosservata.

Sorvoliamo sul fatto che la gomitata di Vrsaljko non era intenzionale ma si è trattato piuttosto di un normale scontro di gioco (magari irruento) niente di più di tanti altri contrasti che si vedono in una partita di calcio. Ma anche ammesso che l’intervento fosse stato veramente da rosso diretto, perché l’eventuale errore di Banti (ammesso e concesso che di errore si sia trattato) diventa inaccettabile rispetto agli errori commessi da altri arbitri? Perché per Rocchi vale la buonafede e per Banti si sospetta la malafede? Perché un arbitro può avere licenza di sbagliare e un altro no? Perché Rocchi sì (contro la Roma) e Banti no (contro la Fiat)? Forse perché Banti a differenza di Rocchi non ha esercitato una sua precisa facoltà e cioè quella di essere sfortunato? Forse perché, come dire, Banti… non ha sbagliato bene?

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L’arbitraggio di Calvarese umilia e offende il calcio italiano

Adriano Galliani a Empoli

Adriano Galliani a Empoli

A Empoli l’arbitraggio di Calvarese nel secondo tempo è stato vergognoso. Una direzione di gara a senso unico, inutile naturalmente specificare a favore di chi. In particolare, la seconda ammonizione al giocatore dell’Empoli Valdifiori, totalmente inventata (su un dubbio gioco pericoloso) per favorire spudoratamente Mediaset, ha chiaramente falsato la partita.

Al di là del risultato finale – nonostante i fischi a favore di Calvarese, Mediaset non è riuscita a vincere la partita – quello di Calvarese è stato un arbitraggio indifendibile, che fa veramente male al calcio italiano.

E fa ancora più male l’omertà di Compagnoni, Cattaneo, Bergomi, De Grandis, Costacurta e tutti gli altri vari giornalisti e opinionisti di Sky nel fare finta di niente. Ma così il calcio italiano perde sempre più di credibilità e diventa sempre più ridicolo.

Conte e le dimissioni che non si possono raccontare

Giornalisti e opinionisti Sky

Semplicemente da applausi a scena aperta il post di Rudi Ghedini sul giornalismo (sportivo e non) che ha bucato le dimissioni di Conte: Le dimissioni di Conte spingono a una domanda definitiva: a cosa serve la stampa sportiva?
Copioincollo, in particolare, due passaggi. Il primo:

Mi torna in mente una frase di Alessandro Donati, l’allenatore che ha scoperchiato la pentola del “doping di Stato”, ben prima della famosa intervista di Zeman sul calcio che doveva uscire dalle farmacie. Scriveva Donati: “la quasi totalità dei media dello sport sono dei semplici e ripetitivi narratori dell’apparenza”.

E ancora:

Mi rifiuto di credere che nessuno sapesse: piuttosto, chi sapeva, ha scelto di non pestare i piedi alla Vecchia Signora, magari in cambio di qualche indiscrezione “esclusiva” sul successore di Conte.

Un’analisi secondo me inappuntabile che segue quella sempre in tema e altrettanto feroce fatta da Massimo Mantellini e da me citata qualche post fa.

Se ogni tanto i fessi battono i furbi

Buffon ha preso quattro bellissimi gol a Firenze

Buffon ha preso quattro bellissimi gol a Firenze

Ogni volta che la squadra della Fiat perde è una vittoria dello sport. E se viene addirittura travolta è davvero festa nazionale. La festa di noi fessi su tutti i furbi del mondo.

Mentre l’omelia funebre, che Ilaria D’Amico sta celebrando con il suo solito insopportabile birignao e con un affranto e particolarmente querulo Massimo Mauro sull’orlo di una crisi di nervi, giustifica una volta tanto tutti i soldi dell’abbonamento Sky.

Scuola di vita, prima che di comunicazione politica, i post partita di Sky, su come essere italiani veri. Tanto che viene da chiedersi ad ascoltare certi giornalisti e certi opinionisti in tv: ma paraculi si nasce o si diventa?

Perché Fabiano Preti è insostituibile

Wrestling

Vedere il famigerato guardalinee Fabiano Preti alzare la bandierina per un fuorigioco impossibile (e di averlo fatto tra l’altro a freddo, dopo cioè che i giocatori del Chievo stavano festeggiando) non depone a favore della mia intelligenza. L’ennesima partita falsata dagli arbitri ogni qualvolta la squadra della Fiat comincia a  trovarsi in difficoltà conferma ancora una volta che siamo tornati di nuovo (con la complicità dei media) in piena Calciopoli. Il fatto stesso che Fabiano Preti nonostante i suoi errori clamorosi continui a fare il guardalinee è la prova evidente che la Serie A sia un campionato finto con incontri finti come il Wrestling. Altrimenti per quale cazzo di motivo Fabiano Preti deve per forza continuare a fare il guardalinee? Chi lo costringe? Glielo ha ordinato forse il medico? O che? Ragion per cui trovo non sia per niente serio seguire la Serie A e tantomeno pagare una tv come Sky che non solo regge il gioco ma tiene il banco. Ma tant’è, il calcio è l’unica droga che mi concedo.

Anche se non credo nemmeno più che valga la pena di prendersela più di tanto per uno spettacolo così triste e deprimente. Penso piuttosto che sia decisamente più sano vedere le cose per come sono e prenderne atto con ironia e sarcasmo. E profondo disprezzo. Profondo disprezzo per certe squadre, per certi giocatori, per certi arbitri, per certi giornalisti. Questo calcio così screditato ormai assomiglia sempre di più alla politica. Calciopoli poteva essere un punto di svolta per cambiare il calcio e ricominciare tutto da capo ed è stata invece un’occasione persa come in politica lo fu Mani pulite.

Che la situazione sia irrecuperabile lo capisci dall’omertà che si crea ogni volta che gli arbitri vengono inchiodati alle loro responsabilità. A parte le solite proteste ormai rituali da parte di chi è toccato farsi derubare (in questo caso il Chievo) ogni volta è la stessa storia: tutti gli altri presidenti non vedono, non sentono, non parlano. Come se Fabiano Preti abbia soltanto danneggiato il Chievo e non più in generale la credibilità del calcio italiano.

Ma allora se le altre società non si sentono in dovere di difendere il calcio da chi lo scredita perché mai uno dovrebbe credere a questo calcio screditato? Se tutti gli altri presidenti non hanno il coraggio (o forse magari la forza) di chiedere che Fabiano Preti, di fronte alla sua comprovata inadeguatezza emersa nel corso di questi anni, non venga più designato, poi diventa davvero difficile essere ascoltati quando toccherà a loro volta lamentarsi per l’ennesimo torto.

In sintesi: se Fiat e Mediaset dettano legge riescono a farlo — ciò che molti tifosi non riescono ancora a capire — grazie alla complicità di tutte le altre società. Grazie alle loro collusioni, ai loro tornaconti. Quelle stesse società poi i cui dirigenti sono sempre pronti ad andare a piangere in diretta tv soltanto quando si tratta di tenere buoni i tifosi (paganti) puntualmente raggirati ogni volta che Fabiano Preti (o chi per lui) fa il suo oscuro quanto necessario sporco lavoro. Sì, perché questo è il calcio italiano. Un po’ Wrestling e un po’ sceneggiata napoletana. C’è qualcosa di più patetico?

Se per rivedere Sassuolo-Inter bisogna avere un secondo abbonamento

Sassuolo-Inter in differita? Come direbbero a Roma: sì, ciao. Illuso che non sono altro. Figurati se Sky si degna di programmare in differita l’Inter e per di più una partita giocata a mezzogiorno. O meglio: la differita ci sarebbe. Ma su Inter Channel e cioè  su un ulteriore canale a pagamento escluso da tutti i vari pacchetti sportivi che tu hai (e paghi a peso d’oro). Così, per vedere la replica di una partita regolarmente acquistata avrei dovuto avere anche questo ulteriore abbonamento specifico. Morale della favola, sui canali di Sky Sport sono state mandate regolarmente in onda diverse differite del derby laziale, della partita vinta dal Napoli a San Siro e oggi è in programma anche la replica della partita della Fiat, ma quella dell’Inter invece no. Manco a parlarne. Nemmeno a mandarla in onda nelle fasce orarie peggiori, nemmeno che so alle 4 di mattina.

Quando la smetterò di farmi truffare da Sky sarà insomma sempre troppo tardi. Fatta la necessaria autocritica, non mi sentirei però di escludere anche un po’ di colpa da parte del nostro caro grande presidente Massimo Moratti. E cioè: se l’Inter viene trattata sempre così male — da Sky come da qualsiasi altro media — una ragione ci sarà. Ben venga allora Erick Thohir se solo riuscisse, almeno lui, a farsi rispettare un pochino di più.

A parte ciò, quella con il Sassuolo sembra sia stata una pratica sbrigata in scioltezza che nulla aggiunge alla crescita di una squadra che Mazzarri ha miracolosamente resuscitato o quasi. È praticamente la stessa della scorsa stagione, a parte Campagnaro e Taider. Certo, mi si potrebbe obiettare: hai detto niente… Campagnaro e Taider sembrano essere esattamente i due giocatori di cui l’Inter aveva assolutamente bisogno in difesa e a centrocampo. Vero. Com’è vero però che Mazzarri ha preso per mano un gruppo che sembrava avesse esaurito ogni forza, facendo ritrovare a parecchi giocatori le sicurezze perdute ed è riuscito a ricostruire in poco tempo quello spirito di squadra senza il quale non si va da nessuna parte. Non fosse altro, a Mazzarri va se non altro il merito di aver scommesso sul… fratello di Alvarez. E, anche in questo caso: hai detto niente…

Ricky Alvarez

Se Calciopoli è un’invenzione degli interisti

Galliani con Moggi e Giraudo

Adriano Galliani con Luciano Moggi e Antonio Giraudo

Ogni parola contro la squadra della Fiat è una parola contro la credibilità di tutto il calcio italiano: dopo gli avvertimenti lanciati da Sky (nessuno è così stupido da pensare che Massimo Mauro possa dire in tv quello che gli pare, anzi è esattamente il contrario) sono arrivati (in chiara contrapposizione con lo sfogo di Massimo Moratti) anche quelli di Mediaset. Nel rinfacciare abbastanza provocatoriamente a Moratti un inesistente rigore nell’ultimo derby Adriano Galliani ha in pratica mandato un altro messaggio inequivocabile all’Inter e, indirettamente, ad Andrea Agnelli. Segno, evidentemente, che lo sgarbo della scorsa stagione (leggi partita scudetto decisa dagli errori arbitrali) sia da considerarsi ormai superato e che l’alleanza, la storica alleanza tra la famiglia Agnelli e Silvio Berlusconi, sia da ritenersi tutt’ora valida. Come ai bei bei tempi, insomma, quando si dividevano a turno gli scudetti finché non sono venute fuori quelle cazzo di intercettazioni che hanno rovinato – ma solo temporaneamente – l’idillio perfetto. Curioso, no?

Certo che verrebbe proprio da chiedersi, tifoso o no che uno sia, ma Calciopoli è mai esistita? No, perché sui giornali e tv la squadra della Fiat e l’Inter vengono sistematicamente messe sempre sullo stesso piano. Come se entrambi avessero avuto le stesse responsabilità e le stesse colpe. Eppure la squadra della Fiat ha accumulato solo condanne sia dalla giustizia sportiva e sia da quella penale, mentre l’Inter che viene sempre accomunata alla squadra della Fiat ha sì beneficiato della prescrizione (che però mica è… un reato) ma fatto sta che non è mai stata nemmeno processata e non è colpevole di niente.  Curioso, no?

La parola d’ordine è: Calciopoli è una ferita aperta. Una ferita aperta? Ma aperta per chi? Per la Fiat, semmai. Per la Fiat e basta. Eppure, stando a giornali e tv, sembrerebbe che Calciopoli sia stata e sia ancora quasi una guerra privata tra la Fiat e l’Inter. Perché tutti i media sembrano dimenticare che oltre alla Fiat sia stata condannata anche la squadra di Mediaset. Lasciamo stare la Fiorentina (il cui caso è decisamente diverso, dato che aveva accettato i favori di Moggi per non essere presa più di mira dagli arbitri) ma i media ogni volta che si parla di Calciopoli dimenticano puntualmente di citare la squadra di Mediaset. Pare che nessuno se ne ricordi più. Curioso, no?

Gli errori arbitrali? È anche colpa dell’Inter. Lo stesso accomunamento di Calciopoli viene fatto dai media anche per gli errori arbitrali. Nelle ultime tre settimane è l’Inter a dover recriminare inspiegabili torti arbitrali, mica la Fiat. Ma sui giornali e in tv sembra che si tratti invece di una guerra mediatica tra le due società per condizionare gli arbitri. Ogni volta che si parla di favori arbitrali si mettono insieme – e sullo stesso livello – sia la squadra della Fiat e sia l’Inter. Eppure è solo l’Inter ad aver subito errori arbitrali, mica la Fiat. Anzi, semmai, la Fiat è quella che se ne è avvantaggiata.  Curioso, no?

Insomma, cari tifosi-consumatori, cari abbonati di tv e di gradinata, cari sportivi, ecco a voi il nuovo calcio italiano dopo Calciopoli che è esattamente come prima di Calciopoli. Divertitevi, se potete. O se ci riuscite.

Moratti furibondo, gli arbitri e il conflitto d’interessi di Sky

Moratti furibondo per la mancata concessione del rigore

Campionato già scritto

Se il calcio italiano non è più una cosa seria la colpa, come sostiene in diretta Sky o sul sito della Repubblica Massimo Mauro, non è mica colpa degli errori arbitrali che ne minano errore dopo errore la sua residua credibilità. No. La colpa è di chi come Massimo Moratti denuncia gli errori arbitrali e protesta perché non si fa niente per correggerli. Chiaro, no? E semplice, direi. Il messaggio arriva come sempre forte e chiaro: non disturbare il manovratore. Come disse una volta Marcello Lippi a Zdeněk Zeman che osava mettere in discussione il sistema calcio italiano: queste sono le regole, prendere o lasciare.

Il gol di Muntari non concesso nella partita scudetto della scorsa stagione

Il gol di Muntari non concesso nella partita scudetto della scorsa stagione

Mai in passato, però, sto soffrendo meno come questa volta. Perché? Semplice: sapevo benissimo (e l’ho detto e ripetuto fino alla noia in tempi non sospetti) che la restaurazione fosse in atto e già dalla scorsa stagione. La Fiat  vuole ferocemente riappropriarsi del potere perduto dopo Calciopoli ed è tenacemente determinata a vincere lo scudetto a ogni costo e quanto più l’Inter (o il Napoli o la Fiorentina) proveranno a resistere e più si correrà il rischio (ed è in fondo proprio quello che francamente mi auguro) di vedere un’altra stagione vergognosa quasi quanto lo è stata la più vergognosa di tutte e cioè quella del ’97-’98. Siamo tornati esattamente al punto di partenza e cioè esattamente a come erano le cose prima che scoppiasse Calciopoli. A ulteriore dimostrazione di come nel caso di Luciano Moggi e della sua associazione a delinquere il problema non era Moggi dirigente della Fiat ma la Fiat. Quindi due sono le cose: o si fa saltare il banco non rispettando più le regole finte di un calcio finto o bisogna rassegnarsi allo stato dei fatti. Non credo però che il nostro caro grande presidente Massimo Moratti possa avere la forza (né l’interesse) di far crollare un sistema di cui fa parte a pieno titolo e come tutti gli interisti penso quindi che tutto ahimè sia destinato a rientrare nella normalità e che la rabbia (giusta e sacrosanta) del momento sarà ancora una volta circoscritta e trasformata in sterile intrattenimento mediatico.

Vogliamo cambiare il calcio? Non paghiamo più l’abbonamento Sky

Massimo Mauro opininionista indipendenteEppure sarebbe molto più semplice di quello che possa sembrare riuscire a mettere in ginocchio un’industria che vive principalmente del consenso di milioni di tifosi-consumatori. Basterebbe boicottare le pay tv e non pagare più gli abbonamenti e tutto il sistema crollerebbe all’improvviso. Metti che centinaia di migliaia di abbonati da un giorno all’altro – tutti insieme – decidessero di non pagare più e puf! magicamente (ci potete scommettere) scomparirebbero dal video i Massimo Mauro, i Mario Sconcerti e le IIarie D’Amico e Sky si porrebbe improvvisamente il problema di offrire un calcio meno ridicolo e, soprattutto, meno finto e inguardabile di quello attuale. Sarebbe una piccola grande rivoluzione di civiltà, indolore quanto devastante. Ma Moratti, anche se a caldo nel dopo partita ha invitato gli interisti a non seguire più Sky, purtroppo non avrà mai il coraggio di andare fino in fondo nella sua battaglia contro gli arbitri e i media e quindi non ce lo chiederà mai per davvero. Anche perché sarebbe una cosa che andrebbe contro i suoi stessi interessi.

La teoria degli errori arbitrali che alla fine si compensano è solo una cazzata

Dire che gli arbitri hanno il diritto di sbagliare è stupido e intellettualmente disonesto per il semplice motivo che a nessuno verrebbe mai in mente solo di pensare che gli arbitri non possano sbagliare. Certo che possono sbagliare. Gli arbitri sbagliano come tutti, ma non è ovviamente questo il problema. No, il problema è quando sbagliano sempre e solo a beneficio di qualcuno. È diverso. Senza allungarmi inutilmente troppo faccio un esempio: la squadra della Fiat ha mai perso una partita subendo un gol irregolare dopo averne segnato uno regolare ma ingiustamente annullato dagli arbitri? Quante volte negli ultimi 20 anni la squadra della Fiat ha perso come ha perso alcune settimane fa il Catania? Venti volte? Dieci? Cinque? Una? O mai? Beh, è facile rispondere: mai. Questo per dire che sarebbe più onesto sostenere che gli errori arbitrali alla fine si compensano ad esclusione della squadra della Fiat.

Il problema non è Massimo Mauro ma Sky e il suo conflitto di interessi

Silvio Berlusconi e Rupert MurdochQualcuno ha presente il conflitto di interessi che esiste nel calcio tra Sky (o Mediaset Premium) in quanto detentrice dei diritti della Serie A e Sky  (o Mediaset Premium) che fa informazione? Qualcuno si è mai chiesto come può essere seriamente possibile che Sky (o Mediaset Premium) in quanto gestore dell’industria del calcio dovrebbe allo stesso tempo  controllare di fatto il corretto funzionamento dell’industria del calcio che gestisce? Sky (o Mediaset Premium) che dovrebbe praticamente controllare se stessa? Non è ridicolo tutto ciò? Sì, parecchio. Ma in Italia – e a dirlo è un antiberlusconiano di quelli convinti – gli unici conflitti di interessi riconosciuti e combattuti (a chiacchiere) sono quelli di Berlusconi…
Questo per dire che il problema della disinformazione televisiva (e non) non dipende dal fatto che Massimo Mauro sia per così dire uno stronzo. No. Il problema non è Mauro, ma di chi l’ha messo lì per rassicurare i tifosi-consumatori a cui continuare a vendere un prodotto finto. Il problema è Sky (o Mediaset Premium) che paga e utilizza i tanti Mauro della comunicazione quotidiana affinché tutto sembri regolare e sia sotto controllo. Perché Sky non fa informazione, ma più semplicemente vende un prodotto. Di cui bisogna sempre e soltanto parlare bene. E i suoi (presunti) giornalisti, opinionisti e commentatori vari sono semplicemente degli imbonitori che fanno, né più né meno, una televendita. Poi, certo, c’è chi spudoratamente si prende a cuore gli interessi dell’azienda come Massimo Mauro o Mario Sconcerti e chi invece, nonostante tutto, prova comunque a salvare almeno le apparenze cercando di barcamenarsi alla meno peggio come per esempio il buon Luca Marchegiani. Ma sempre e solo di imbonitori stiamo parlando e di nient’altro. Punto.

Moratti furibondo (…finalmente)

Stramaccioni espulso

Dal sito dell’Inter le dichiarazioni del nostro caro grande presidente Massimo Moratti, finalmente furibondo contro gli arbitri e contro i media. Dichiarazioni in cui, tra l’altro, fa un chiaro riferimento anche a Massimo Mauro (finalmente) che su Sky ha avuto pure la faccia tosta di giudicare dubbio il rigore di Astori su Ranocchia che l’arbitro di porta non poteva non vedere (altrimenti a cosa servirebbero gli arbitri di porta?):

MILANO – Al termine della partita tra Inter-Cagliari, il presidente Massimo Moratti ha risposto alle domande dei giornalisti a proposito dell’episodio che ha visto protagonista Andrea Ranocchia, al momento del fallo in area di Davide Astori non fischiato dall’arbitro Giacomelli.
Queste le dichiarazioni integrali del presidente:

È inevitabile iniziare dall’arbitraggio.

“Essendo stato determinante per il risultato della partita credo non sia solo inevitabile, ma credo che da parte nostra, di tutti, e da parte mia in particolare visto che sono io che parlo c’è un certo‘risentimento’ dovuto al fatto che è la 3a partita di seguito che ci ritroviamo con delle sviste arbitrali sempre contro di noi e un atteggiamento che comunque anche durante la partita è certamente non a favore della Società e della squadra. Dico della Società perchè ho già vissuto queste situazioni e non vorrei ritrovarmi ancora dopo tanti anni nella stessa situazione di allora’.

Moratti furibondo dopo la mancata concessione del rigore

Moratti furibondo dopo la mancata concessione del rigore

Inizia ad avvertire un clima simile?

“Ma come inizio ad avvertire…è la terza partita…con la Juventus abbiamo vinto per grazia di Dio, ma non certo dell’arbitro. Con l’Atalanta il gol decisivo è venuto fuori da un rigore che non c’era e il dubbio sta tanto per fare piacere alla classe arbitrale e oggi c’è stata una situazione veramente assurda. Possiamo avere i commentatori televisivi che si divertono, dopo la loro grande esperienza juventina, a fare finta che non sia rigore, ma se non è rigore questo qui, lo mettano pure a dire quello che vogliono e non mi interessa più seguirli né a me né a nessun interista. Questo, chiaramente e siccome mi sono stufato, perchè dopo tre partite è tanto, lo dico”.

Presidente, ha parlato con Andrea Stramaccioni: le ha chiesto che cosa gli è stato detto dall’arbitro o se avete domandato spiegazioni all’arbitro, lui vi ha risposto?

“Mah, dovremmo anche andare a chiedergli “per favore mi dica il perchè”? Ma va…In campo, l’unica cosa che dicevano è: voi dell’Inter state zitti. Voi: voglio capire chi è il “noi” dicendo voi dell’Inter. Ci spieghino chi è il “noi”quando dicono voi dell’Inter”.

Tra la Juventus prima e l’Inter seconda ci sono 4 punti di distanza. Lei ha parlato di questi tre episodi e non si può dimenticare dell’arbitraggio di Catania. È giusto dire che la differenza in termini di punti sia data dagli errori arbitrali?

“Non mi interessa, sto parlando degli arbitri”.

Allora è corretto che il gap in classifica dalla parte dell’Inter è stato creato solo dagli errori arbitrali?

“La classifica si fa sulle partite vinte, pareggiate e perse. Se vogliamo trovare questa possibilità certamente, ma io non è che mi rifaccio a quella che possa essere poi la matematica che viene fuori da questi errori. Mi rifaccio agli errori, che sono continui, che sono costanti, serve un minimo di attenzione. Io non dico di più, ma un minimo di attenzione da parte della classe arbitrale ci deve essere. E di chi li dirige. Scuse non ce ne sono, proprio non ce ne sono”.

Presidente, è pentito di aver tenuto i toni così bassi sia dopo la partita con la Juventus che dopo quella con l’Atalanta. Voi avevate tenuto una linea…

“Ma la linea non era una scelta faticosa, è una normale fiducia che si ha nei confronti e si cerca di avere. Devo dire che però se da questo poi ne nasce costantemente una situazione per la quale con una continuità che poi non ha interruzioni, insomma nelle partite decisive mi sembra che sia qualche cosa della quale nessuno si pente. Ma certamente, anche oggi non vado a dire si tutto bene, tutto tranquillo, che bravi che sono. Non sono bravi, non sono assolutamente bravi”.

A livello di designazioni non sarebbe stato meglio scegliere un arbitro più esperto, magari un internazionale piuttosto che un giovane?

“No, se poi deve fare certe cose, le fa chiunque”.

Dice Moratti: Possiamo avere i commentatori televisivi che si divertono, dopo la loro grande esperienza juventina, a fare finta che non sia rigore, ma se non è rigore questo qui, lo mettano pure a dire quello che vogliono e non mi interessa più seguirli né a me né a nessun interista. Questo, chiaramente e siccome mi sono stufato, perchè dopo tre partite è tanto, lo dico”.

E allora andiamo avanti, andiamo fino in fondo: facciamo tutti quanti noi interisti la disdetta all’abbonamento Sky e mettiamo finalmente fine a questa porcheria che è tornato ad essere il calcio italiano. Ma facciamolo tutti insieme, altrimenti non serve a niente. Io sono pronto.

Il rigore di Astori su Ranocchia

L’avvertimento mafioso di Massimo Mauro a Moratti

Massimo Mauro opininionista indipendentePuntuale, ogni volta che l’Inter osa alzare un po’ il tono della voce, arriva subito la valanga. Appena il nostro caro grande presidente Massimo Moratti s’azzarda a fare anche il minimo appunto contro i soliti aiuti arbitrali alla Fiat ecco che gli piomba subito addosso a mezzo stampa una valanga di messaggi intimidatori che non esito a definire, nella sua dinamica ricattatoria, di chiaro e palese stampo mafioso. Tipo per esempio l’ultimo (in ordine di tempo) avvertimento inviato dal suo blog sulla Repubblica da Massimo Mauro, di cui copioincollo un passaggio decisamente inquietante:

Basta con la stucchevole polemica sulla sudditanza psicologica degli arbitri nei confronti della Juventus. Ricordare che la società bianconera i suoi errori li aveva pesantemente pagati (serie B e danni patrimoniali per oltre 200 milioni di euro) e Agnelli (e la nuova dirigenza) aveva definitivamente voltato pagina. Offendere la Juventus è come offendere tutto il nostro calcio, ogni parola contro i bianconeri è una parola contro la credibilità di tutto il settore.

Perché, sostiene sempre Massimo Mauro, a minare la credibilità del calcio italiano sono le critiche agli aiuti arbitrali alla Fiat, mica gli aiuti arbitrali alla Fiat. Il problema, insomma, non sono gli aiuti arbitrali ma che di questi aiuti se ne parli. AltanPerché se nessuno parlasse di questi aiuti arbitrali è come se non esistessero e tutto filerebbe liscio come l’olio. Invece, se Moratti continua così, se continua a criticare gli aiuti arbitrali alla Fiat, non farà altro che rovinare non solo se stesso (vale a dire, stia bene attento a come parla) ma tutto il calcio italiano. Scrive infatti Mauro:

Il risultato sarà solo uno: stadi sempre più vuoti e sempre più deprezzato il prodotto serie A.

E la colpa, va da sè, è sempre e solo dell’Inter. Perché – come Massimo Mauro spiega secondo me benissimo nel suo personalissimo invito rivolto a Massimo Moratti di, come dire, darsi una calmata – se il calcio italiano non è più una cosa seria ma anzi spesso fa solo ridere la colpa è sempre e solo dell’Inter. Colpa dell’Inter che non fa gli interessi del calcio italiano e continua – inspiegabilmente – a non voler accettare le regole del gioco che la Fiat da sempre – condanne permettendo – impone. Chiaro, no?

L’Inter, la Fiat e perché a Torino non si gioca il big match

La scommessa proposta da Paddy Power

La scommessa proposta da Paddy Power

Non c’è niente di peggio secondo me che assecondare tutta questa voglia di far finta che domani sera a Torino si giochi il cosiddetto big match della Serie A. Perché innanzitutto non è per niente un big match. E poi perché non è nemmeno una partita di calcio.

Non è un big match e nemmeno una partita di calcio

Non è un big match perché mentre per il semplice fatto che l’Inter e la squadra della Fiat giocano due sport e due competizioni completamente diverse. Quella che l’Inter di Stramaccioni si accinge a disputare non è innanzitutto una partita calcio. L’Inter infatti affronterà l’unica squadra in Italia composta da arbitri-giocatori (o giocatori-arbitri se si preferisce) e che di solito si schiera in campo non con 11 ma 17 giocatori. Fare finta che a Catania non sia successo niente e prima ancora a Udine e nella Supercoppa e che quelle partite falsate insomma siano solo ordinaria amministrazione di un calcio malato e irrecuperabile, davvero non si può. Dopo anni e anni, dopo Calciopoli, no. È ora di dire basta.

Campionato comunque falsato anche se l’Inter non dovesse perdere

Non si può far finta che quella di domani sia una partita di calcio perché semplicemente non lo è. E sia chiaro: anche se non dovesse succedere niente di anormale, anche se l’Inter non dovesse perdere com’è nell’ordine delle regole precostituite. Anzi, se l’Inter riuscisse a farla franca a maggior ragione rischieremmo di vedere una specie di replica del campionato ’97/’98, passato alla storia come quello più finto di sempre. Quando cioè l’Inter di Simoni che vinse all’andata subì quello che subì (e certo non solo nello scontro diretto, quello anzi fu il minimo). Anche se a Torino dovesse disputarsi una partita senza particolari condizionamenti arbitrali nella gestione dei falli e delle varie situazioni di gioco, rimane sempre il fatto che di un campionato falsato stiamo parlando e continueremo a parlare, di una Serie A dove gli arbitri posso sbagliare come tutti noi, ad eccezione che nei confronti della Fiat, che infatti non subisce, non può subire mai errori arbitrali.

Il paradosso degli arbitri che non sbagliano mai

Quando si parla degli arbitri il paradosso è sempre questo: non è discussione, come i media vogliono far sembrare – ribaltando così l’oggetto della questione – il diritto degli arbitri di sbagliare. Ci mancherebbe altro. Gli arbitri possono sbagliare come tutti noi. Il paradosso è che quegli stessi arbitri non sbagliano mai quando gioca la squadra della Fiat. E cioè non  fischiano mai contro la Fiat a prescindere. Questo è il problema vero, mica tutta la retorica sulle umane debolezze che ogni volta giornalisti, opinionisti vari e addetti ai lavori tirano in ballo, per rassicurarci e tenerci buoni fino alla prossima partita falsata. E rimuovere sistematicamente i fatti, cosa per cui sono pagati i vari Mauro e Sconcerti, dimenticando improvvisamente quello che è successo appena una settimana fa  (l’ultima partita palesemente falsata in ordine di tempo) è assurdo e inaccettabile. Almeno per chi ama lo sport.

Alle sceneggiate del Pulvirenti di turno non crede più nessuno

Così come il teatrino mediatico delle vittime a rotazione ha decisamente stufato. Le scene madri del Pulvirenti della situazione, massì il presidente del Catania furibondo per i torti subiti dalla Fiat a cui ha gridato al mondo intero tutta la sua indignazione – durata però lo spazio di un servizio televisivo – sono forse la conferma di come tutto sia pateticamente finto. Finita la sfuriata in favore di telecamera e a uso e consumo dei tifosi-consumatori più fessi, avanti un altro. Sotto a chi tocca e chi s’è visto s’è visto. E via di seguito. Ogni volta la stessa storia: gli arbitri sbagliano, dovunque e comunque, tranne quando gioca la Fiat. O meglio, quando gioca la Fiat commettono errori sempre a favore della Fiat, mai una volta contro. Manco per sbaglio.

Non ti piace il calcio truccato? Allora vattene al cinema

Destino infame e crudele? Così dicono, così vogliono convincerci. Così è se vi pare e anche se non vi pare. Ci mancherebbe che qualcuno si permettesse di dire il contrario o soltanto di fare qualche semplice obiezione. Non ti piace il calcio italiano? E allora vattene al cinema, ripete sempre (facendo finta di voler essere spiritoso) Mario Sconcerti ogni volta che qualche tifoso va a toccare inavvertitamente quel nervo scoperto. O accetti le partite truccate o stai zitto. Un altro calcio non è possibile, nemmeno a immaginarselo. Un po’ quello che rispose Lippi a Zeman in quello scontro televisivo in cui l’allenatore della Fiat ricordò elegantemente al collega che  quelle erano le loro regole del gioco e che se non gli piacevano poteva anche accomodarsi fuori. Come sempre in Italia il problema non è il ladro che ruba, ma di chi vuole corrergli dietro e non si fa i cazzi suoi. A ognuno il suo ruolo, la sua parte. Perché tu sei solo uno spettatore e allora paga, guarda e sopratutto non rompere i coglioni.

Juve-Inter: calcio o Wrestling?

Domani sera a Torino il big match di Wrestling

Se improvvisamente la Juve non esistesse più

Gli errori arbitrali sempre a favore della Fiat

Il gol del Catania era regolare ma la panchina della Fiat l’ha fatto annullare

Il Catania non ha perso

Non c’è bisogno né di usare parole forti e né di rispolverare anacronistici quanto patetici eufemismi tipo “sudditanza psicologica” per spiegare lo stato di salute del calcio italiano. A dircelo chiaro e tondo senza tanti imbarazzanti giri di parole ci ha pensato Paddy Power, l’agenzia di scommesse irlandese che ha deciso di pagare le vincite a chi aveva puntato sulla vittoria del Catania o sul pareggio. Sarà stata sicuramente un’operazione di marketing per farsi conoscere e meglio apprezzare, non dico di no, ma praticamente la decisione presa da Paddy Power certifica, soldi alla mano, che il calcio italiano è finto. Paddy PowerD’altronde, non fa una piega su quanto sia effettivamente successo: la partita di Catania è stata falsata dalla panchina della squadra della Fiat che ha fatto annullare un gol regolare prima ancora che dagli stessi arbitri che hanno per contro concesso loro un gol in fuorigioco e favorito con una gestione dei cartellini a senso unico.

Sport o prodotto da vendere a prescindere?

Una vergogna? Dipende dai punti di vista. Se consideriamo cioè il calcio uno sport oppure un’industria con un prodotto che va venduto al maggior prezzo possibile alle tv e alla pubblicità. Se consideriamo i tifosi degli sportivi oppure più semplicemente dei consumatori che devono essere sempre e soltanto rassicurati affinché comprino quel prodotto qualunque sia la sua qualità. Se ritenere cioè il calcio una passione o piuttosto un intrattenimento tipo il Grande Fratello dove tutto viene opportunamente studiato e pianificato dietro le quinte lasciando però ai più fessi la convinzione che sia tutto vero.

Freghiamocene di albi d’oro e scudetti

In ogni caso: chi ce lo fa fare? Non sono certo in gioco i massimi sistemi, non affrontiamo problemi esistenziali seri o tantomeno questioni di politica, di scelte cioè che influiscono sulla nostra vita e sul nostro futuro. Stiamo parlando di calcio, di uno sport pure abbastanza stupido come il calcio. Possiamo benissimo allora comportarci come Paddy Power e improvvisamente fregarcene altamente di tutto. Fregarcene degli albi d’oro, di coppe e coppette, di risultati, classifiche e medie inglesi. E fregarcene soprattutto di quello che dicono Massimo Mauro o Mario Sconcerti pagati per rassicurarci e tenerci buoni. Volete questo calcio pateticamente finto della serie che “gli errori alla fine si compensano” o che “nel calcio bisogna accettare anche gli errori” (che però purtroppo sono sempre a favore della Fiat)? Tenetevelo. Non lo vogliamo, non ci interessa più. Avete stufato.

Non prendiamo più sul serio questo calcio finto

Massimo Mauro e Claudio Lippi

Mauro e Lippi, il calcio finto in campo e in tv

E soprattutto basta con le solite lamentele e i continui piagnistei: tanto l’industria del calcio – non facciamoci ingannare dal presidente di turno che grida al ladro solo e sempre quando tocca a lui essere derubato – non cambierà mai. O almeno non cambierà mai finché noi tifosi continueremo a prenderlo ancora sul serio. Né i media che vivono di calcio potranno avere mai un’autorevole voce in capitolo finché saranno costretti a reggere il moccolo e come equilibristi a dare sempre un colpo al cerchio e uno alla botte da un lato per tenere alto l’interesse e dall’altro per rassicurare i tifosi-consumatori che tutto sia sotto controllo.

Assegnazione d’ufficio dello scudetto alla Fiat a condizione che non giochi più in Serie A

Non solo noi interisti, ma tutti quelli che amano il calcio dovremmo assolutamente mettere fine a questo stato di cose. Come? Non prendendo più sul serio, come Paddy Power, questo calcio finto. Iniziando per prima cosa – noi interisti e chiunque ami il calcio – a proporre a oltranza l’assegnazione d’ufficio dello scudetto alla Fiat. Sì, che se li prenda tutti da qui ai prossimi duecento anni (tanto per quello che valgono…) ma a una condizione: non giochi più in Serie A. Così tutte le altre squadre potranno finalmente disputare in pace il campionato.

Cancelliamo la Fiat dalla classifica e si festeggi chi arriva secondo

Intanto, per cominciare, potremmo già farla scomparire dalla nostra esistenza. Ignorarla. Fare finta che non c’è. Che sia stata (come avrebbe dovuto essere) radiata nel 2006. E ogni lunedì potremmo aggiornare la classifica senza la squadra della Fiat. È prima in classifica? E chi se ne frega. La vera attuale capolista, dopo la nona giornata del campionato 2012/13, è la seconda in classifica: il Napoli. E alla fine della stagione si festeggi la vittoria del campionato di chi l’ha veramente vinto anche e soprattutto se lo scudetto sarà stato assegnato alla squadra della Fiat. Vuoi mettere l’effetto che farebbe? Ridicolizzare la Serie A per quello che è veramente e cioè una competizione ridicola sarebbe davvero una bella soddisfazione.
Perché no? Chi ce lo impedisce? Forse che qualcuno ha potuto impedire a Paddy Power di pagare la vittoria del Catania anche se il Catania secondo Mauro e Sconcerti avrebbe perso? Il calcio finto e corrotto non è il nostro, è il loro. Ne possiamo benissimo fare a meno e inventarci un altro campionato, un’altra classifica e un altro calcio sicuramente meno ridicolo di quello attuale.

La vera classifica della Serie A

La vera classifica della Serie A

Mereghetti, i cinepanettoni e quei cialtroni di Sky

Paolo MereghettiNonostante scriva su uno dei peggiori esempi di giornalismo finto indipendente come il Corriere della sera sono totalmente d’accordo con Paolo Mereghetti:

Mereghetti contro lo spot cialtrone di Sky

L’unico appunto che mi sentirei di aggiungere è questo: eccetto Massimo Marianella e pochi altri ancora, quelli di Sky sono veramente delle grandissime teste di cazzo. Come fedele abbonato è il minimo che posso dire di certa gente.

Sky, le Olimpiadi e lo stacchetto musicale di quattro pensionati

I Moderni

I quattro pensionati del gruppo I Moderni travestiti da giovani

Così  triste ma così triste che manco nelle peggiori tv di provincia: la cosa più straziante delle Olimpiadi di Londra è sicuramente il pallosissimo stacchetto musicale di Sky che con il passare del tempo sta diventando veramente un incubo. Una o anche dieci volte non ci fai caso, ma poi diventa insopportabile come ai mondiali sudafricani le famigerate vuvuzelas. Tanto che dopo giorni in cui la mia reazione si è distrattamente limitata a un certo, diciamo così, disappunto alla fine ho messo bene a fuoco cos’era che mi dava ogni volta fastidio. E allora ho deciso che era giunto il momento di sapere chi fossero questi fenomeni.

Così ho scoperto l’esistenza dei Moderni (quattro miracolati che ora forse riusciranno a non morire di fame esibendosi, finché dura, nelle feste di paese) e del loro singolo L’estate si balla che Sky (con il solito indubbio gusto) non si sa per quale cazzo di motivo ha scelto come colonna sonora per le Olimpiadi di Londra, città notoriamente scarsamente portata per la musica e assai carente di talenti musicali. Sky Italia, per dire, segue le Olimpiadi nel paese dei Beatles e dei Pink Floyd con una colonna sonora dei Moderni che possono vantare un prestigiosissimo secondo posto a X Factor. Per dire, manco primi sono arrivati.

Strazio a parte, questi cosiddetti Moderni sono così datati che al loro confronto i Righeira sono pura avanguardia. Perché questi cosiddetti Moderni sembrano giovanissimi, ma in realtà sono più vecchi di Andreotti. Siamo proprio sicuri che non si tratti di un reperto tv degli anni Ottanta tratto da una puntata della Corrida della buonanima di Corrado?

Comunque, una volta identificati, il motivo vero per cui scrivo questo post è espressamente quello di insultare i Moderni e Sky insieme a loro. Cari Marco Musarella, Fabio Perretta, Celeste Gugliandolo e Placido Gugliandolo (questi i nomi dei quattro pensionati che recitano la parte dei giovani) e cari dirigenti di Sky Italia sappiate che, anche per conto di chiunque ami la musica (ma proprio non c’era niente di meno triste da mandare in onda?) avete veramente rotto i coglioni. Non se ne può più. Vi auguro con tutto il cuore di rimanere con il culo attaccato alla tazza del cesso una settimana intera per ogni volta che sarò costretto a risentire per la centesima volta quel ritornello del cazzo. E credo ora sappiate benissimo dove dovete andare. E dove vi mandiamo ogni volta che va in onda l’indimenticabile stacchetto dell’indimenticabile L’estate si balla.

Il derby più inutile e la vergogna della finta stella

I giornalisti sportivi di Sky
L’Inter di Stramaccioni ha vinto (anzi stravinto, nonostante Rizzoli) il derby più inutile della storia. Secondo me per demerito della squadra di Mediaset che addirittura sembrava più fiacca e ferma sulle gambe dei nostri (ed è tutto dire) e che a vederla ridotta in quelle condizioni non si capisce come abbia fatto a tenere fino in fondo. Mi rifiuto insomma di pensare che l’Inter abbia dato veramente tutto soltanto in due sole partite e cioè che la squadra abbia giocato veramente da Inter soltanto nei derby vinti proprio nella stagione più vergognosa e sicuramente da cancellare prima ancora che finisca.

Ieri sera si è assistito all’ennesimo caso di servilismo da parte del giornalismo italiano con inviati e opinionisti che hanno di fatto legittimato durante le varie interviste e i tanti festeggiamenti la terza finta stella, facendo al limite passare tutta la faccenda per una polemica tra Fiat e Inter. Come se fosse insomma una lite privata. Ma non è così e giornali e tv lo sanno benissimo. Nessuno lo dice, ma la pittoresca faccenda dei 30 scudetti non è, come i media vogliono far passare, una polemica tra Fiat e Inter. Non riconoscere da parte della Fiat le sentenze della giustizia — oltre a denotare la più totale mancanza di rispetto nei confronti delle regole condivise e della lealtà sportiva — è un comportamento offensivo non soltanto nei confronti dell’Inter ma di tutte le squadre di calcio italiane, nessuna esclusa. La terza finta stella è un insulto a tutto il calcio italiano e i giornalisti hanno il dovere di dire la verità e di specificare che gli scudetti vinti dalla Fiat sono 28. Altrimenti, in caso contrario, il calcio italiano non ha, non può avere, nessuna credibilità. Così come non possono essere presi sul serio giornalisti per esempio come Pierluigi BattistaAltrimenti diventa una farsa e tutte le altre squadre (nessuna esclusa) potranno sentirsi in diritto di cucire sulla propria maglia non tre ma a questo punto (buffonata per buffonata) quattro stelle. Sarebbe l’unica cosa da fare per contestare e delegittimare l’arroganza di chi non rispetta le leggi (giuste o sbagliate che siano) dello sport.

Sempre a proposito di poca credibilità del calcio italiano e di giornalisti imbarazzanti, non posso non segnalare il finto stupore degli addetti ai lavori che ieri pomeriggio apparivano scandalizzati (sic) per la pessima direzione di gara di Tagliavento e ieri sera per Rizzoli. Come se in passato Tagliavento e Rizzoli non avessero arbitrato negli ultimi anni il più delle volte schifosamente e come se non fosse proprio per questo che magari hanno fatto una grande carriera in Serie A. Ma tra tutti i giornalisti imbarazzanti non posso fare a meno di segnalare uno di quelli che personalmente considero tra i più imbarazzanti in assoluto e cioè quel cialtrone di Fabio Caressa che nella telecronaca del derby su Sky si è secondo me davvero superato. Quando cioè dopo l’inesistente rigore fischiato da Rizzoli a Julio Cesar qualcuno in tribuna se la sarebbe presa con Adriano Galliani e l’incredibile Caressa ha subito commentato in diretta (vado a memoria) una cosa del genere:

“Non capisco perché se la stanno prendendo con la dirigenza del Milan per quello che sta succedendo in campo…”

Già, che c’entra Galliani? Beh, a parte l’immediata risata che viene subito spontanea, a occhio e croce diciamo magari una vagonata (a stare stretti) di conflitti d’interesse?

L’Inter di Ranieri alla svolta

Sky Italia
NON MONTIAMOCI LA TESTA. Se L’Inter di Ranieri dovesse vincere anche l’ottava comincerebbe veramente a fare paura. Su questo non credo ci siano dubbi. Ma in ogni caso non cambierebbe di una virgola la situazione. E cioè: senza rinforzi (con la Champions e la Coppa Italia alle porte) neanche Ranieri potrà riuscire a tenere in piedi una squadra troppo anziana per giocare due partite a settimana.

MA NOVARA NO. Battere la Lazio significherebbe scavalcarla al quarto posto e girare a quota 35. Si tratterebbe di un mezzo miracolo, insomma, visto che a un certo punto eravamo poco sopra la zona retrocessione. Certo, tra tutti gli orrori iniziali, la sconfitta  di Novara è ancora difficile da perdonare.

COINCIDENZE. Anche in questa giornata le squadre di Mediaset e Fiat hanno usufruito di clamorosi favori arbitrali (all’Atalanta manca un rigore mentre il Novara ha preso un gol irregolare) e ancora una volta tv e giornali (esclusi, due turni fa, Maurizio Pistocchi e Gianluca Paparesta a Mediaset Premium) fanno finta di niente. E Sky (che non dovrebbe apparentemente patire conflitti d’interesse) non fa certo eccezione. Quello che colpisce è la differenza di trattamento, in tema di errori arbitrali, rispetto a quando ai vertici della classifica non c’erano Fiat e Mediaset ma l’Inter. Quei pochi errori (al massimo due o tre casi macroscopici in tutta la stagione) venivano rivisti centinaia di volte e amplificati per tutta la settimana se non, a volte, per mesi e mesi. Ora invece (che le distrazioni arbitrali a vantaggio di Mediaset e Fiat si verificano regolarmente) è diventato assai difficile vedere anche un solo replay delle azioni sospette. Evidentemente hanno deciso di minimizzare gli errori arbitrali, potrebbero insomma aver cambiato linea editoriale. Non appena l’Inter ha cominciato a perdere colpi.

OGNI VOLTA. Ogni volta che – l’ultima è fresca fresca – il nostro caro grande (inerme e indifeso) presidente Massimo Moratti si lamenta per i maltrattamenti di Sky e ogni volta che le sue rimostranze vengono regolarmente inascoltate come se a pronunciarle fosse un tifoso (abbonato) qualsiasi, beh io ogni volta non so – sinceramente – se piangere o ridere.

LA MIA FORMAZIONE. Stavolta è facile: la stessa formazione del derby con (per me) Poli al posto di Thiago Motta (infortunato) e Sneijder subito dal primo minuto. Anche se con il ritorno dell’olandese snaturare il 4-4-2 che aveva cominciato a funzionare così tanto bene diventa un bel rischio.

JULIO CESAR

MAICON
LUCIO
SAMUEL
NAGATOMO

ZANETTI
CAMBIASSO
POLI

SNEIJDER

PAZZINI
MILITO

IL MIO PRONOSTICO. Ancora un – ormai classico – 1-0. Replica Milito.

Sembra Alberto Sordi ma è Maurizio Compagnoni

Alberto Sordi? No, Maurizio Compagnoni

Maurizio Compagnoni, telecronista Sky

COMICI. Come si diventa telecronisti di Sky? Imparate dai film di Alberto Sordi, sublime maschera dell’italiano medio inguaribilmente cialtrone. O da Maurizio Compagnoni, che in certi frangenti gli assomiglia molto.
Come per esempio stasera a Bergamo sulle incredibili distrazioni dell’arbitro: più è netto il rigore condonato alla squadra della Fiat e più diventa flebile e incerta la sua voce. Improvvisamente si impappina, comincia quasi a balbettare, non trova più le parole e i roboanti aggettivi che fino a quel momento ci aveva ininterrottamente urlato addosso (perché di solito, a parte certi momenti, Compagnoni urla).
Davvero, che brutti scherzi che fa la Fiat, a vedere e commentare la Fiat dal vivo. Così è (se vi pare e… se, come me, pagate).

(NON) CI SCUSIAMO PER L’INTERRUZIONE. Ah, dimenticavo. Pare anche che Lichtsteiner pochi momenti prima di sbloccare il risultato avrebbe messo le mani addosso a un guardalinee. Almeno così ha accennato a mezza voce il tremebondo commentatore Luca Marchegiani, degna spalla del cronista. Era da espulsione? Mistero. Le telecamere non hanno inquadrato e Compagnoni non ha chiarito. Di vedere il replay (sentiti, diciamo così, ringraziamenti a Sky) manco a parlarne. Perché rovinare una così splendida serata?

RACCOMANDATI. Ma a parte tutto, la domanda è: per quale motivo l’Atalanta è condannata ad avere un allenatore così somaro come Colantuono? Con tanti tecnici a spasso vedere uno così in Serie A fa venire in mente brutti pensieri. Chi ce l’ha messo lì e, soprattutto, perché?

Maria Latella e l’intervista immaginaria a Marina Grossi

Che ore sono? Vendo fagioli. Ovvero la mirabolante intervista di Maria Latella (guardate bene, su Sky e non su Mediaset o sulla Rai) a Marina Grossi, la manager indagata per le tangenti ai politici. Un’intervista talmente grottesca da diventare tragicomica. Questa è la classe dirigente italiana e questo è il giornalismo italiano. Che ore sono? Vendo fagioli.

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