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Il trionfo di Tsipras ridicolizza la sinistra all’amatriciana di Vendola o Civati

Il trionfo di Tsipras in Grecia è la prova che la sinistra esiste ancora. E ridicolizza una volta per sempre la sinistra all’amatriciana di casa nostra.

Quella che vorrebbe ma non può, quella che il fine giustifica i mezzi e nel frattempo vede pure la madonna, quella che l’importante è partecipare. I moderati, gli ulivisti, i cattocomunisti.

Tsipras, insomma, è la dimostrazione che per esempio Vendola o Civati dovrebbero cominciare a vergognarsi un po’ per tutto il tempo che ci hanno fatto perdere.

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La sinistra che rimuove la realtà

La Concordia simbolo dell'Italia attuale

La Concordia simbolo dell’Italia attuale

A proposito di elezioni e di programmi elettorali mi sento di condividere in pieno l’analisi politico-economica, secondo me assai convincente per sintesi e lucidità, di Rudi Ghedini:

È possibile che si possano rinegoziare gli impegni presi con l’Europa, ottenendo qualche margine per scelte espansive, a partite dal calo delle tasse sul lavoro e sulla produzione, e da qualche appalto pubblico in grado di rilanciare un po’ di domanda interna.
Ma è inutile fingere che ci siano un’Agenda Bersani o un’Agenda Ingroia o un’Agenda Grillo alternative all’Agenda Monti: qualcuno sa che farà l’opposizione, altri sono convinti di vincere, tutti giocano con le parole. In particolare, il Pd e Sel sanno che l’Agenda Monti non ha alternative, ma non possono dirlo alla loro gente, cercano voti e spargono illusioni.
Avete sentito Bersani dire dove intende tagliare la spesa pubblica? Come intende riformare il lavoro? Come si propone di sburocratizzare lo Stato? Con quali risorse agirà sulle più evidenti distorsioni della riforma delle pensioni?

Giusto parlare di “equità” da garantire nella crescita, e di lavoro qualificato e stabile, e di sviluppo ambientalmente sostenibile. Diventano parole vuote, se non si indicano con precisione i tagli alla spesa, unica via per liberare risorse e offrire allo Stato qualche occasione di investimento.

Se Nichi Vendola propone una nuova corrente del Pd

Non so. Prima pensavo che sarebbe stata la soluzione migliore. Ma adesso, così, mica tanto a dire la verità. La candidatura alle primarie del Pd di Nichi Vendola non è che mi sembri ancora così tanto normale o, cosa più importante, così strettamente necessaria e irrinunciabile.

È che se prima ero convintissimo che bisognava andare allo scontro dentro e non fuori dal Pd adesso, a distanza di un po’ di tempo, alla prova di fatti indiscutibili che certificano l’impossibilità del Pd di uscire dai vincoli della partitocrazia, la candidatura di Vendola a me sembra quasi una resa. Nel senso che si era partiti per sorpassare il Pd (o almeno pareva) e ci si ritrova alla fine intruppati nella palude delle correnti del Pd, con un futuro già bell’e scritto da (ennesima) correntuccia tanto ricca di parole grosse (coniugate sempre e solo al futuro) quanto inoffensiva. E l’inevitabile sensazione è quella di rivedere il solito, ennesimo, film di cui — davvero — non se ne può più.

Se la sinistra, quel poco che rimane della sinistra italiana, non ha altro da sognare che questo triste e secondo me inutile riavvicinamento alla vecchia e ormai irriconoscibile gloriosa casa madre che fu, allora bisogna dare a questo punto ragione a Veltroni e alla sua onesta (questo almeno glielo riconosco) netta e irreversibile scelta di campo liberale (che ormai nella politica italiana significa tutto e il contrario di tutto) o per meglio dire moderata e “centrista”. E cioé: se l’obiettivo di quel pezzettino di sinistra che dà ancora qualche segno di vita è soltanto quello di creare una nuova corrente (e tra l’altro all’interno di un partito che ora come ora tutto è tranne di sinistra) allora tanto vale — è meglio — separarsi per sempre e ognuno per la proprio strada. Perché andare avanti così significa soltanto — al di là dei soliti e ormai insopportabili piagnistei dei tanti cuori spezzati di chi proprio non vuole arrendersi all’evidenza — continuare a farsi del male. E, soprattutto, sprecare il tempo.

Vendola annuncia sull'Unità la candidatura alle primarie

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