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Se Moggi sbugiarda mezza Italia: il rigore su Ronaldo c’era

L’ammissione di Moggi condanna per sempre al ridicolo milioni di italiani

Se perfino Luciano Moggi ammette — nella sua furba (e come ti sbagli) autobiografia pronta per essere venduta a pacchi — che l’intervento di Iuliano su Ronaldo era rigore (come se potevano mai esserci stati dei dubbi su quello che fu un vero e proprio placcaggio da rugby) che dovremmo dire ora noi a tutti quei tifosi della Fiat che senza un pur minimo senso del pudore per anni e anni hanno continuato a negare l’evidenza?

Uno scudetto che fece vergognare anche l’aziendalista Tosatti

Se perfino Moggi ammette che fu una partita falsata — quella partita come del resto tutto il campionato fu falsato da una serie infinita di sfortunate decisioni arbitrali, che alla fine fece gridare allo scandalo sul Corriere della sera perfino un ferreo aziendalista come la buonanima di Giorgio Tosatti — ora che dovremmo pensare noi di tutti quei tifosi della Fiat che hanno fatto finta per anni e anni di non vedere, di non sentire, di non capire?

Ma, da interista, se Moratti aveva preso Moggi allora sono pronto a rinnegarlo

Anche se il calcio in fondo c’entra fino a un certo punto. Perché in gioco c’è ben altro che qualche trofeo di uno sport tra l’altro sommamente stupido (ragione per cui è così tanto amato). Qui è in discussione l’onestà intellettuale di ognuno di noi, che travalica puerili questioni di tifo. E cioè: a differenza dei seguaci della Fiat nei confronti di Agnelli, da interista non avrei il minimo dubbio a rinnegare Moratti se solo fosse vero (ma io non ci credo, mi rifiuto di crederlo) che aveva preso Moggi.

Moggi ammette: su Ronaldo era rigore

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A Bergamo da provinciale per non sbagliare più partita

Quello che mi piacerebbe vedere

Campagnaro prepara il rientro con la nazionale argentina

Chissà se il nostro caro Hugo Campagnaro riuscirà ad andare di nuovo in nazionale. La prima della prossima serie di amichevoli l’Argentina la giocherà il 15 novembre e credo che ci siamo con i tempi. Che cioè ci sia sufficiente margine per permettere al nostro Campagnaro di ritrovare un minimo di forma. A questo punto ce lo auguriamo tutti quanti visto quanto il nostro Ughetto ci tiene tanto. Alla domanda “come sta Campagnaro” ieri in conferenza stampa Mazzarri ha risposto “non saprei”:

“Non saprei dire, la sensazione è che non dovrebbe essere recuperato, poi dopo Bergamo parleremo e capiremo”.

L’importante, insomma, è che recuperi bene e non affretti i tempi del rientro, ma piuttosto si prepari  alla Pinetina al meglio senza forzare inutilmente per dare poi tutto nelle amichevoli con l’Argentina. L’Inter ha aspettato tanto che può aspettare un altro po’ ancora. Una cosa comunque è sicura: seguirò i Mondiali soltanto per vedere l’eliminazione dell’Argentina e, se c’è una giustizia, al primo turno poi.

Quello che mi piacerebbe non vedere più

Ogni volta che gioca a Bergamo chissà perché l’Inter viene puntualmente sorpresa (sic) dall’atteggiamento per così dire aggressivo (sic) dell’Atalanta, cosa che ogni volta diventa puntualmente l’alibi del dopo partita. Ovviamente è un alibi diventato sempre meno credibile con il passare degli anni. E lo è, se vogliamo, principalmente per due considerazioni. E cioè:

  1. Perché mai l’Atalanta non dovrebbe essere aggressiva? Per quale misterioso motivo non dovrebbe iniziare la partita giocando al massimo? Dove sta scritto?
  2. Considerato che l’Inter si fa ogni volta prendere di sorpresa non sarebbe auspicabile che — almeno una volta — si riesca ad evitare di venire colti di sorpresa? Considerato che l’Inter non vince a Bergamo dal 2008, non sarebbe forse ora, la butto lì, magari di invertire questa fastidiosa tendenza?

Quello che non vorrei più sentir nemmeno nominare

L'infortunio di Ronaldo nel 2000Le ultime recenti dichiarazioni sono servite se non altro a rimarginare definitivamente una ferita rimasta aperta per troppo tempo e, ahimé, assai inutilmente. Tanto valeva in campo Ronaldo quanto non vale niente come persona. Non bastassero la fuga a Madrid e poi l’irriconoscente tradimento nei confronti proprio di chi l’ha amato di più, ora tenta perfino di fare il finto tonto e di rifarsi un’anima ripetendo le solite innocue frasi fatte nella speranza che Thohir lo possa portare all’Inter. Figurarsi. Sarebbe proprio un bel dirigente, uno come lui. Tipo che al confronto perfino Leonardo potrebbe essere scambiato per un simbolo di professionismo e un esempio di fedeltà aziendale.

Quello che l’Inter stasera non si può permettere

Visti tutti i precedenti negativi e inspiegabili sotto l’aspetto puramente tecnico (o anche solo facendo un po’ di conti sui rispettivi ingaggi) secondo me l’Inter di Mazzarri deve scendere in campo fermamente convinta di fare l’Inter di Mazzarri e cioè di giocare come una provinciale, con la rabbia e la determinazione di una provinciale, con l’umiltà di una provinciale. Punto. Tutto il resto, e qui Mazzarri sono sicuro mi darebbe subito ragione, sono solo chiacchiere e tempo perso. Poi, certo, gli episodi possono stravolgere ogni cosa, così come la designazione di uno dei peggiori fischietti in circolazione come Rizzoli non lascia presagire niente di buono. Ma queste cose ci stanno. Quello che invece l’Inter non si può permettere è di non dare tutto in mezzo al campo anche se si gioca nello stadio Atleti Azzurri d’Italia di Bergamo e non al Bernabeu.

La formazione

Walter Samuel rientra a BergamoMazzarri ha già anticipato il possibile rientro di Samuel facendo però capire di non aver ancora deciso chi dovrà fargli posto. E se in attacco c’è davvero poco da scegliere, gli unici interrogativi rimangono sui possibili ballottaggi a centrocampo. Vista la prova non entusiasmante contro il Verona e l’affaticamento accusato nel finale di partita, ad essere escluso potrebbe essere proprio Kovacic.

Handanovic — Rolando, Samuel, Juan Jesus — Jonathan, Guarin, Cambiasso, Taider, Nagatomo — Alvarez — Palacio

Il pronostico

Trovo un po’ difficile accettare che dopo aver sbagliato partita per 5 anni di fila l’Inter la sbagli di nuovo e non riesca a battere nemmeno stavolta l’Atalanta. No, dico, l’Atalanta. Qualsiasi altro risultato sarebbe indecente. Quindi azzardo un tondo 0-2. Manco a dirlo, fa gol Palacio. E l’altro, per una questione puramente statistica visto quante volte tira in porta (senza prenderla quasi mai) lo dovrebbe fare Guarin.

L’Inter, Balotelli e i palloni gonfiati

Mino Raiola

Se, come sembra voler far capire Stramaccioni, l’Inter dovesse fare la corsa solo sulla Lazio, il posto in Champions sarebbe ancora alla nostra portata. La squadra romana pur essendo più completa dell’Inter è decisamente più discontinua e alla lunga inaffidabile. Purtroppo però sembra non sia così, non c’è solo la Lazio. Purtroppo è riuscita a rientrare in corsa anche Mediaset. E se dovesse arrivare, come sembra, Balotelli allora è verosimilmente destinata a rimanere nelle posizioni di vertice. Ora come ora l’Inter di Stramaccioni non è da terzo posto: lo dice la classifica dopo più di metà campionato. Considerando che manca poco alla chiusura del mercato invernale è da escludere che il nostro caro grande presidente Massimo Moratti decida a all’ultimo momento di fare quello che non ha fatto finora, di ripensarci cioè e di tornare sui propri passi per fare investimenti importanti che possano veramente rinforzare la rosa. Anche perché non ha più soldi da buttare nel calcio. Come, a quanto pare, può evidentemente permettersi di fare — nonostante dica il contrario e recentemente si sia messo a predicare sobrietà — Silvio Berlusconi, visto che il Manchester City presumibilmente non gli regalerà Balotelli.

Una ferita che si riapre, questa di Balotelli, anche se si sapeva benissimo che il passaggio a Mediaset sarebbe stata solo una questione di tempo. Si sapeva insomma che Raiola l’aveva spedito solo temporaneamente al Manchester City, ma che il vero obiettivo rimaneva sempre e solo Mediaset. Mi auguravo succedesse il più tardi possibile e invece no. Pochi giocatori ho amato e mi hanno emozionato come Balotelli. Forse, più di lui solo Ronaldo. E vederlo con quella maglia sarebbe una cosa tremendamente ingiusta, quasi come quando lo fece proprio Ronaldo.

Come non rimpiangere allora — in un’industria in cui tutto si fa esclusivamente in funzione dei soldi e di sport ormai è rimasto davvero poco e niente — il calcio di una volta quando esistevano le bandiere che indossavano una sola maglia a vita o quasi? Un’industria che continua a vivere al di sopra delle sue possibilità, incurante delle spese folli. Eppure gli stadi in Italia sono sempre più vuoti, la qualità delle partite sempre più bassa, l’offerta televisiva sempre più scadente. Secondo me i calciatori, soprattutto quelli di grande talento, non sono meno responsabili dei loro procuratori, dei loro padroni miliardari e dei media di rendere il calcio sempre più brutto e per niente credibile.