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Scusi, Gianni Mura, ma c’era il rigore?

Scusi, Gianni Mura, ma c’era il rigore?

Gianni Mura e il rigore che c'era

Richiamo in prima pagina della Repubblica di oggi del commento di Gianni Mura

Scusi, Gianni Mura, ma non ho capito bene: c’era il rigore?

Gianni Mura e il rigore che non c'era

Commento di Gianni Mura sulla prima pagina dello Sport

Quattro volte. Che il rigore non c’era è stato ripetuto quattro volte tra titolo in prima pagina, richiamo e articolo sulla prima di sport. Pignolo, pedante? Vediamo allora cosa ha scritto lo stesso Gianni Mura esattamente una settimana fa a proposito di un altro rigore discusso, sempre a San Siro ma che non è stato dato all’Inter:

Gianni Mura e il problema che è un altro

“Il rigore su Ranocchia c’era, ma non è questo il punto“, scrive lo stesso Gianni Mura di prima. E credo non ci sia altro da aggiungere, a parte il video che segue:

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Moratti furibondo, gli arbitri e il conflitto d’interessi di Sky

Moratti furibondo per la mancata concessione del rigore

Campionato già scritto

Se il calcio italiano non è più una cosa seria la colpa, come sostiene in diretta Sky o sul sito della Repubblica Massimo Mauro, non è mica colpa degli errori arbitrali che ne minano errore dopo errore la sua residua credibilità. No. La colpa è di chi come Massimo Moratti denuncia gli errori arbitrali e protesta perché non si fa niente per correggerli. Chiaro, no? E semplice, direi. Il messaggio arriva come sempre forte e chiaro: non disturbare il manovratore. Come disse una volta Marcello Lippi a Zdeněk Zeman che osava mettere in discussione il sistema calcio italiano: queste sono le regole, prendere o lasciare.

Il gol di Muntari non concesso nella partita scudetto della scorsa stagione

Il gol di Muntari non concesso nella partita scudetto della scorsa stagione

Mai in passato, però, sto soffrendo meno come questa volta. Perché? Semplice: sapevo benissimo (e l’ho detto e ripetuto fino alla noia in tempi non sospetti) che la restaurazione fosse in atto e già dalla scorsa stagione. La Fiat  vuole ferocemente riappropriarsi del potere perduto dopo Calciopoli ed è tenacemente determinata a vincere lo scudetto a ogni costo e quanto più l’Inter (o il Napoli o la Fiorentina) proveranno a resistere e più si correrà il rischio (ed è in fondo proprio quello che francamente mi auguro) di vedere un’altra stagione vergognosa quasi quanto lo è stata la più vergognosa di tutte e cioè quella del ’97-’98. Siamo tornati esattamente al punto di partenza e cioè esattamente a come erano le cose prima che scoppiasse Calciopoli. A ulteriore dimostrazione di come nel caso di Luciano Moggi e della sua associazione a delinquere il problema non era Moggi dirigente della Fiat ma la Fiat. Quindi due sono le cose: o si fa saltare il banco non rispettando più le regole finte di un calcio finto o bisogna rassegnarsi allo stato dei fatti. Non credo però che il nostro caro grande presidente Massimo Moratti possa avere la forza (né l’interesse) di far crollare un sistema di cui fa parte a pieno titolo e come tutti gli interisti penso quindi che tutto ahimè sia destinato a rientrare nella normalità e che la rabbia (giusta e sacrosanta) del momento sarà ancora una volta circoscritta e trasformata in sterile intrattenimento mediatico.

Vogliamo cambiare il calcio? Non paghiamo più l’abbonamento Sky

Massimo Mauro opininionista indipendenteEppure sarebbe molto più semplice di quello che possa sembrare riuscire a mettere in ginocchio un’industria che vive principalmente del consenso di milioni di tifosi-consumatori. Basterebbe boicottare le pay tv e non pagare più gli abbonamenti e tutto il sistema crollerebbe all’improvviso. Metti che centinaia di migliaia di abbonati da un giorno all’altro – tutti insieme – decidessero di non pagare più e puf! magicamente (ci potete scommettere) scomparirebbero dal video i Massimo Mauro, i Mario Sconcerti e le IIarie D’Amico e Sky si porrebbe improvvisamente il problema di offrire un calcio meno ridicolo e, soprattutto, meno finto e inguardabile di quello attuale. Sarebbe una piccola grande rivoluzione di civiltà, indolore quanto devastante. Ma Moratti, anche se a caldo nel dopo partita ha invitato gli interisti a non seguire più Sky, purtroppo non avrà mai il coraggio di andare fino in fondo nella sua battaglia contro gli arbitri e i media e quindi non ce lo chiederà mai per davvero. Anche perché sarebbe una cosa che andrebbe contro i suoi stessi interessi.

La teoria degli errori arbitrali che alla fine si compensano è solo una cazzata

Dire che gli arbitri hanno il diritto di sbagliare è stupido e intellettualmente disonesto per il semplice motivo che a nessuno verrebbe mai in mente solo di pensare che gli arbitri non possano sbagliare. Certo che possono sbagliare. Gli arbitri sbagliano come tutti, ma non è ovviamente questo il problema. No, il problema è quando sbagliano sempre e solo a beneficio di qualcuno. È diverso. Senza allungarmi inutilmente troppo faccio un esempio: la squadra della Fiat ha mai perso una partita subendo un gol irregolare dopo averne segnato uno regolare ma ingiustamente annullato dagli arbitri? Quante volte negli ultimi 20 anni la squadra della Fiat ha perso come ha perso alcune settimane fa il Catania? Venti volte? Dieci? Cinque? Una? O mai? Beh, è facile rispondere: mai. Questo per dire che sarebbe più onesto sostenere che gli errori arbitrali alla fine si compensano ad esclusione della squadra della Fiat.

Il problema non è Massimo Mauro ma Sky e il suo conflitto di interessi

Silvio Berlusconi e Rupert MurdochQualcuno ha presente il conflitto di interessi che esiste nel calcio tra Sky (o Mediaset Premium) in quanto detentrice dei diritti della Serie A e Sky  (o Mediaset Premium) che fa informazione? Qualcuno si è mai chiesto come può essere seriamente possibile che Sky (o Mediaset Premium) in quanto gestore dell’industria del calcio dovrebbe allo stesso tempo  controllare di fatto il corretto funzionamento dell’industria del calcio che gestisce? Sky (o Mediaset Premium) che dovrebbe praticamente controllare se stessa? Non è ridicolo tutto ciò? Sì, parecchio. Ma in Italia – e a dirlo è un antiberlusconiano di quelli convinti – gli unici conflitti di interessi riconosciuti e combattuti (a chiacchiere) sono quelli di Berlusconi…
Questo per dire che il problema della disinformazione televisiva (e non) non dipende dal fatto che Massimo Mauro sia per così dire uno stronzo. No. Il problema non è Mauro, ma di chi l’ha messo lì per rassicurare i tifosi-consumatori a cui continuare a vendere un prodotto finto. Il problema è Sky (o Mediaset Premium) che paga e utilizza i tanti Mauro della comunicazione quotidiana affinché tutto sembri regolare e sia sotto controllo. Perché Sky non fa informazione, ma più semplicemente vende un prodotto. Di cui bisogna sempre e soltanto parlare bene. E i suoi (presunti) giornalisti, opinionisti e commentatori vari sono semplicemente degli imbonitori che fanno, né più né meno, una televendita. Poi, certo, c’è chi spudoratamente si prende a cuore gli interessi dell’azienda come Massimo Mauro o Mario Sconcerti e chi invece, nonostante tutto, prova comunque a salvare almeno le apparenze cercando di barcamenarsi alla meno peggio come per esempio il buon Luca Marchegiani. Ma sempre e solo di imbonitori stiamo parlando e di nient’altro. Punto.

Moratti furibondo (…finalmente)

Stramaccioni espulso

Dal sito dell’Inter le dichiarazioni del nostro caro grande presidente Massimo Moratti, finalmente furibondo contro gli arbitri e contro i media. Dichiarazioni in cui, tra l’altro, fa un chiaro riferimento anche a Massimo Mauro (finalmente) che su Sky ha avuto pure la faccia tosta di giudicare dubbio il rigore di Astori su Ranocchia che l’arbitro di porta non poteva non vedere (altrimenti a cosa servirebbero gli arbitri di porta?):

MILANO – Al termine della partita tra Inter-Cagliari, il presidente Massimo Moratti ha risposto alle domande dei giornalisti a proposito dell’episodio che ha visto protagonista Andrea Ranocchia, al momento del fallo in area di Davide Astori non fischiato dall’arbitro Giacomelli.
Queste le dichiarazioni integrali del presidente:

È inevitabile iniziare dall’arbitraggio.

“Essendo stato determinante per il risultato della partita credo non sia solo inevitabile, ma credo che da parte nostra, di tutti, e da parte mia in particolare visto che sono io che parlo c’è un certo‘risentimento’ dovuto al fatto che è la 3a partita di seguito che ci ritroviamo con delle sviste arbitrali sempre contro di noi e un atteggiamento che comunque anche durante la partita è certamente non a favore della Società e della squadra. Dico della Società perchè ho già vissuto queste situazioni e non vorrei ritrovarmi ancora dopo tanti anni nella stessa situazione di allora’.

Moratti furibondo dopo la mancata concessione del rigore

Moratti furibondo dopo la mancata concessione del rigore

Inizia ad avvertire un clima simile?

“Ma come inizio ad avvertire…è la terza partita…con la Juventus abbiamo vinto per grazia di Dio, ma non certo dell’arbitro. Con l’Atalanta il gol decisivo è venuto fuori da un rigore che non c’era e il dubbio sta tanto per fare piacere alla classe arbitrale e oggi c’è stata una situazione veramente assurda. Possiamo avere i commentatori televisivi che si divertono, dopo la loro grande esperienza juventina, a fare finta che non sia rigore, ma se non è rigore questo qui, lo mettano pure a dire quello che vogliono e non mi interessa più seguirli né a me né a nessun interista. Questo, chiaramente e siccome mi sono stufato, perchè dopo tre partite è tanto, lo dico”.

Presidente, ha parlato con Andrea Stramaccioni: le ha chiesto che cosa gli è stato detto dall’arbitro o se avete domandato spiegazioni all’arbitro, lui vi ha risposto?

“Mah, dovremmo anche andare a chiedergli “per favore mi dica il perchè”? Ma va…In campo, l’unica cosa che dicevano è: voi dell’Inter state zitti. Voi: voglio capire chi è il “noi” dicendo voi dell’Inter. Ci spieghino chi è il “noi”quando dicono voi dell’Inter”.

Tra la Juventus prima e l’Inter seconda ci sono 4 punti di distanza. Lei ha parlato di questi tre episodi e non si può dimenticare dell’arbitraggio di Catania. È giusto dire che la differenza in termini di punti sia data dagli errori arbitrali?

“Non mi interessa, sto parlando degli arbitri”.

Allora è corretto che il gap in classifica dalla parte dell’Inter è stato creato solo dagli errori arbitrali?

“La classifica si fa sulle partite vinte, pareggiate e perse. Se vogliamo trovare questa possibilità certamente, ma io non è che mi rifaccio a quella che possa essere poi la matematica che viene fuori da questi errori. Mi rifaccio agli errori, che sono continui, che sono costanti, serve un minimo di attenzione. Io non dico di più, ma un minimo di attenzione da parte della classe arbitrale ci deve essere. E di chi li dirige. Scuse non ce ne sono, proprio non ce ne sono”.

Presidente, è pentito di aver tenuto i toni così bassi sia dopo la partita con la Juventus che dopo quella con l’Atalanta. Voi avevate tenuto una linea…

“Ma la linea non era una scelta faticosa, è una normale fiducia che si ha nei confronti e si cerca di avere. Devo dire che però se da questo poi ne nasce costantemente una situazione per la quale con una continuità che poi non ha interruzioni, insomma nelle partite decisive mi sembra che sia qualche cosa della quale nessuno si pente. Ma certamente, anche oggi non vado a dire si tutto bene, tutto tranquillo, che bravi che sono. Non sono bravi, non sono assolutamente bravi”.

A livello di designazioni non sarebbe stato meglio scegliere un arbitro più esperto, magari un internazionale piuttosto che un giovane?

“No, se poi deve fare certe cose, le fa chiunque”.

Dice Moratti: Possiamo avere i commentatori televisivi che si divertono, dopo la loro grande esperienza juventina, a fare finta che non sia rigore, ma se non è rigore questo qui, lo mettano pure a dire quello che vogliono e non mi interessa più seguirli né a me né a nessun interista. Questo, chiaramente e siccome mi sono stufato, perchè dopo tre partite è tanto, lo dico”.

E allora andiamo avanti, andiamo fino in fondo: facciamo tutti quanti noi interisti la disdetta all’abbonamento Sky e mettiamo finalmente fine a questa porcheria che è tornato ad essere il calcio italiano. Ma facciamolo tutti insieme, altrimenti non serve a niente. Io sono pronto.

Il rigore di Astori su Ranocchia