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Parla con mamma (2)

Il premier Enrico Letta con il vice Angelino Alfano e il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri

Sempre a proposito delle interferenze del ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri sui giudici del caso Ligresti, noto una certa diversità di vedute anche tra giornalisti di sinistra. Si chiede per esempio Gad Lerner:

In coscienza, quando ti prospettano il pericolo di vita in cui versa un/una detenuto/a, cosa c’è di male nel segnalarlo ai responsabili dell’amministrazione penitenziaria?

Una domanda a cui sembra rispondere, seppure indirettamente, il post scritto sullo stesso argomento da Alessandro Gilioli:

Incredibile è la faccia tosta nel sostenere di essersi comportata nello stesso modo per tutti i detenuti che nelle carceri compiono atti di autolesionismo o si suicidano: centinaia se non migliaia i primi, che non vengono nemmeno censiti; più di 40 i secondi solo quest’anno, e mancano ancora due mesi alla fine del 2013.

Per quanto mi riguarda sono d’accordo con Gilioli perché il punto è proprio quello che lui mette a fuoco e cioè non tanto se il ministro della Giustizia abbia interferito nelle decisioni dei giudici per aiutare Giulia Ligresti che aveva problemi di salute. No, il problema è semmai perché il ministro non abbia segnalato anche tutti gli altri casi simili di detenuti che si trovano esattamente se non peggio nelle stesse cattive condizioni di salute.

D’altronde, come si fa — e tantomeno da un punto di vista di sinistra — a essere contrari ad aiutare chi soffre? Ci mancherebbe altro. Il fatto è che, nel caso in questione, i detenuti che stanno male come Giulia Ligresti sono, a differenza sua, ancora dentro. Questo allora bisognerebbe innanzitutto chiedere al ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri: perché Giulia Ligresti sì e tutti gli altri invece no? Forse perché la famiglia Ligresti ha il numero del suo cellulare? Niente di più facile allora da risolvere: renda pubblico un suo recapito telefonico e dia la stessa possibilità anche a tutti gli altri detenuti che si trovano nelle stesse condizioni di Giulia Ligresti. Altrimenti, va da sè, dovrebbe dimettersi per forza.

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Parla con mamma

Il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri è innanzitutto una mamma italiana esemplare

Il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri è innanzitutto una mamma italiana esemplare

Ma quale interferenza sui giudici per il caso Ligresti, il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri ha semplicemente fatto né più né meno quello che avrebbe fatto ogni mamma che vuole bene ai suoi figli. Come avviene in ogni famiglia italiana che si rispetti. E cioè: non è il ministro ad aver sbagliato, ma chi pensa che abbia sbagliato e continua così a pretendere che l’Italia sia un Paese di individui cresciuti e vaccinati e non di mamme e figli, di padri, nonni, zii, nipoti e cugini fino al terzo grado. Dove credete di stare? Forse ancora negli anni Settanta? Ma da allora il mondo è cambiato e di tempo ne è passato. Sveglia! Sono cose fuori moda e da un pezzo.

Caso mai non si fosse ancora capito, siamo di fronte a un’esemplare riaffermazione dei valori della famiglia, della solidarietà tra congiunti, del sangue che chiama il proprio sangue e nei momenti di pericolo si ricompatta per il bene del proprio clan, della propria tribù. La famiglia prima di ogni altra cosa. Le istituzioni possono aspettare e ce ne faremo benissimo una ragione perché siamo tutti padri e figli e tutti abbiamo una mamma. Il cui unico dovere deve essere quello verso i figli, anche se incidentalmente fa il ministro e della Giustizia per giunta.

Quello di Anna Maria è stato il gesto esemplare di una mamma preoccupata e sensibile come tutte le mamme sanno essere. Una mamma che nel fare ciò che ha fatto ha ricordato a tutti noi come sia ormai indispensabile in tempi così bui di crisi economica e incertezze morali rinsaldare i rapporti generazionali tra padri e figli affinché ogni famiglia ritrovi al suo interno quell’unità d’intenti che favorisca finalmente una nuova rinascita dell’Italia. Tutti insieme nella stessa barca, senza più inutili e sterili distinzioni tra pubblico e privato, padri e figli, ministri e mascalzoni, faccendieri e corrotti, di destra, di centro e di sinistra o come ti pare a te. Tutti comunque votati a un sempre più radioso futuro della famiglia. Italiana.

La famiglia Ligresti

La famiglia Ligresti