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Giorgio Napolitano

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Zagrebelsky, il governo Letta e il vecchio piano di Licio

D'Alema e Berlusconi in una foto d'epoca

Certe volte non posso fare a meno di pensare che forse esagero, che forse sono io che in momenti di così grande confusione ho inevitabilmente perso quei necessari punti di riferimento per capire bene quello che sta succedendo in Italia. Tipo che il governo Letta, sarà un caso oppure no, secondo me praticamente sta di fatto realizzando il piano di rinascita democratica (sic) della P2 di Licio Gelli. Boom!, mi si potrà dire, certo che a volte le spari proprio grosse. E in effetti di fronte alla calma piatta sui media e alla generale indifferenza in cui si sta tentando ancora una volta di cambiare la Costituzione ( e, diciamo così, indirizzarla in un certo modo) quasi me ne faccio una ragione pure io. Forse esagero. Però oggi in un’intervista sul Corriere della sera ad esprimere le mie stesse, diciamo così, perplessità è anche uno come Gustavo Zagrebelsky Gustavo Zagrebelskyle cui preoccupazioni certamente non possono (almeno si spera) passare inosservate. Intervista — che si può leggere on line qui sul sito di Giustizia e libertà e i cui contenuti vengono rilanciati giustamente anche dall’Huffington Post — di cui copioincollo, in particolare, due delle risposte date da Zagrebelsky ad Aldo Cazzullo:

Lei pensa che la destra se ne avvantaggerà a scapito della sinistra?
«Dal punto di vista delle riforme, la danza la sta menando la destra. Il presidenzialismo è un tema tradizionale della destra autoritaria, cavallo di battaglia già del Msi, poi cavalcato dal partito di Berlusconi. Ed è uno dei punti centrali del piano di Gelli. Queste cose non si usa dirle più. Sembrano politicamente scorrette. Ma la continuità di un’idea della politica che non è nata oggi vorrà pur dire qualcosa. Quelli che a noi paiono pericoli mortali, per loro sembrano opportunità. Invece alla visione e alla pratica della democrazia, secondo la sinistra e secondo la sociologia politica cattolica, quell’idea è stata sempre estranea. Non ricordo chi diceva: la destra propone, la sinistra segue; ma solo la destra sa quel che si fa».
Autorevoli esponenti del centrosinistra, a cominciare da Prodi, hanno aperto al presidenzialismo.
«Non so che dire. Non me lo spiego. I cattolici sono sempre stati irremovibili nel difendere una concezione politica che non poteva incarnarsi nell’uomo solo al potere. Alla Costituente, Calamandrei avanzò la proposta d’un sistema all’americana: presidenzialismo unito a federalismo, diritti di libertà, forti garanzie, a cominciare dall’indipendenza della magistratura e della Corte costituzionale. Ma non raccolse consensi. Riproporla ora mi pare effetto della sindrome di Stoccolma».

Insomma, più chiaro di così…

Licio Gelli a Villa Wanda

Il delitto perfetto (13)

Massimo D'Alema e Silvio Berlusconi in una foto d'epoca

Come fa opportunamente notare Rudi Ghedini, se la Cassazione ha stoppato il tentativo di trasferire i processi da Milano è pur vero che con la morte di Giulio Andreotti ora si libera un posto da senatore a vita.

Se fanno senatore a vita Berlusconi sarebbe di fatto l’ultimo tassello mancante di una storia della Repubblica che non ci hanno mai raccontato, una storia decisamente tutta da rivedere e da riscrivere e sicuramente diversa, decisamente diversa da come hanno voluto far sembrare.

Se fanno senatore a vita Berlusconi bisognerà allora rivedere un po’ di giudizi nei confronti non tanto del centrosinistra di questi ultimi 20 anni ma del Pci in tutta la storia repubblicana. Bisognerà insomma cominciare a capire — una volta per tutte — che cosa sia stato veramente il Pci e chi sono stati in realtà i loro massimi dirigenti.

Se fanno senatore a vita Berlusconi ci si augura insomma che qualche magistrato si faccia coraggio e decida finalmente di aprire opportune inchieste non soltanto sugli intrallazzi di Berlusconi ma anche verso coloro che hanno difeso e protetto Berlusconi non da 20 ma da quasi 40 anni a questa parte.

Se fanno senatore a vita Berlusconi per quanto mi riguarda tutto — finalmente — tornerebbe. E i fatti darebbero perfettamente ragione a quell’adolescente che a volte si vergognava al solo pensiero di sospettare che forse la colpa era tutta del Pci.

Se fanno senatore a vita Berlusconi sarebbe la mia personalissima quanto sofferta pacificazione non solo politica ma, per uno come me da sempre abituato a mettere la politica sopra ogni altra cosa, oserei dire esistenziale.

Enrico Berlinguer e Giorgio Napolitabo in una foto d'epoca

Enrico Berlinguer e Giorgio Napolitano in una foto d’epoca

La guerra civile (che non c’è)

Potrà piacere o no, ma Marco Travaglio dice quello che quasi tutti gli altri rimuovono.

E con questo è tutto

Non credo ci sia altro da aggiungere a quanto ha affermato in una sua tv Silvio Berlusconi:

”Si farà una convenzione per le riforme e nel corso delle trattative per la formazione del governo si è determinato che, alla guida di questo organismo, vada un esponente indicato dal Pdl. Immagino che sia io a guidarla, perché nei nove anni che sono stato presidente del Consiglio ho avuto modo di verificare le difficoltà di guidare il Paese”.

Rimane solo da decidere se le riunioni della nuova Bicamerale si terranno a Palazzo Grazioli o direttamente a Villa Wanda.

Licio Gelli nel giardino di Villa Wanda

Licio Gelli nel giardino di Villa Wanda

Il delitto perfetto (12)

D'Alema e Berlusconi in una foto d'epoca

Ce ne hanno messo di tempo, quasi vent’anni, ma alla fine ce l’hanno fatta. Vent’anni dopo, centrosinistra e Berlusconi nello stesso governo e finalmente non più di nascosto. Un unico grande governo di un unico grande partito. Ma solo, si intende, per il bene dell’Italia. E ora tutti a Villa Wanda a intervistare nonno Licio.