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Coutinho il ritratto della felicità

Coutinho uno entusiasta dell’Inter

All’Inter veramente se ne vedono (è sempre storicamente stato così) di tutti i colori e non per niente questa è proprio la forza di una squadra davvero unica al mondo. Compresi non pochi giocatori di più svariati periodi sfacciatamente spacciati per fenomeni (a volte quasi paranormali) e tra i più assurdi e pittoreschi. Dal mitico Vampeta al più recente Zarate il campionario è veramente ampio e variegato.

Di certo però mi mancava la faccia smunta, lo sguardo perso e il passo incerto, ieri sera all’Olimpico, di Philipe Coutinho. Al momento dell’ingresso in campo aveva, per dire, lo stesso entusiasmo di chi sta andando dal dentista.

Cioè, voglio dire: dato che in Italia faceva solo ridere l’abbiamo mandato pure in Spagna per fargli ritrovare la fiducia subito persa fin dal suo arrivo a Milano, l’abbiamo amorevolmente riverito e perfino coccolato come si fa con i bambini (con la pazienza che ci vuole con i bambini) e però non solo continua a giocare malissimo, ma per giunta ci tiene pure il muso? Eh no, così è veramente troppo, ora si sta veramente esagerando. Se è questo allora l’effetto che gli fa la maglia nerazzurra qualcuno lo aiuti e faccia in modo che non sia più così triste e disperato. Fatelo per il suo bene: mandatelo, per favore, subito via dall’Inter. Sarà sicuramente contento lui, lo saremo ancora di più noi.

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Nuova Inter e vecchi vizi?

Rodrigo Palacio
A COSA SERVE PALACIO? No, mi dispiace, ma con tutta la buona volontà (e una certa voglia di non essere sempre disfattista e negativo) non riesco proprio a capire come Palacio con i suoi 30 anni possa essere il futuro dell’Inter. Come possa cioè essere considerato un rinforzo. Anche senza voler considerare l’età a me non sembra proprio un fenomeno — un buon giocatore, certo, ma niente di più — e soprattutto non un giocatore su cui investire (ingaggio compreso) decine di milioni. No, mi dispiace, ma non ci siamo proprio. E mi cadono le braccia.

INTER SEMPRE PIÙ ARGENTINA? Un’altra cosa che trovo ormai difficile da capire — e da giustificare — è questa tendenza di prendere sempre argentini. Senza voler ricordare certe frecciate di Ibrahimovic sui separati in casa nello spogliatoio dell’Inter, credo si stia davvero esagerando. Anche perché — e non credo di correre il rischio di sbagliarmi — spesso e volentieri (ogni riferimento a Mauro Zarate è puramente voluto) quelli che arrivano non sono propriamente dei fenomeni. Come per l’appunto potrebbe essere il caso dell’ultimo acquisto. Mentre si sta tentando di farne venire un altro ancora, ancora più sopravvalutato e costoso. No, così non va proprio bene: quando è troppo è troppo.

MA CHI GIOCA IN DIFESA? Il più grande problema dell’Inter negli ultimi due anni è stato quello di non riuscire a fare delle scelte ben precise e di farle in tempi brevi. E ho paura (anche se spero di essere prontamente smentito) che anche stavolta sarà così. Esempio: mezza difesa non c’è improvvisamente più. Incognita Maicon a parte, prima Lucio e ora Chivu vanno via: chi li sostituirà? Prima ancora di preoccuparsi di prendere Palacio, Lavezzi o qualsiasi altro nome di richiamo non sarebbe meglio risolvere le questioni più urgenti? Non sarebbe più serio cercare per prima cosa due titolari per il reparto tra l’altro più in difficoltà? Mah…

La nuova Inter di Stramaccioni e gli errori da non commettere più

Stramaccioni e Capitan Zanetti
VIVA IL CORAGGIO DI DECIDERE E SCOMMETTERE. Prendo per buona l’ultima dichiarazione in ordine di tempo sull’argomento e dico: meno male. E penso: finalmente si comincia a fare sul serio. Scegliere subito l’allenatore della prossima stagione come ha fatto stavolta il nostro caro grande presidente Massimo Moratti è quello che si doveva assolutamente fare. Certo, Andrea Stramaccioni è una scelta rischiosa, se non una vera e propria scommessa, ma almeno (vivaddio!) è una scelta. Coraggiosa e se vogliamo anche rivoluzionaria. Da sostenere però — sia chiaro — fino alla fine della prossima stagione, senza eventuali autolesionistici ripensamenti in corsa. Stramaccioni è il futuro dell’Inter e la squadra dovrà calarsi in questa realtà e tutti i giocatori (quelli che saranno confermati e quelli che arriveranno) dovranno comportarsi di conseguenza.

MA ORA CARO BRANCA BASTA CON LE CAZZATE. Indovinata la prima mossa, non bisogna ora sbagliare le prossime. E cioè quelle che riguardano la ricostruzione della squadra. Nessun interista si sognerebbe mai di chiedere la luna, ma a maggior ragione che i soldi a disposizione saranno presumibilmente pochi la dirigenza non può fare altre cazzate. Proprio no. Dopo tutte quelle combinate in questi ultimi due anni è ora che Branca e compagnia bella comincino a fare le persone serie. Mi sembra che sia ora.

FACCIAMO I SERI: ZARATE VA SUBITO RISPEDITO A ROMA. Bisogna mettersi subito in testa che la nuova Inter di Stramaccioni per diventare una grande Inter (come quelle di Mancini e Mourinho) non può assolutamente più permettersi altri passi falsi. Servono giocatori veri, giocatori affidabili e che garantiscano un rendimento sicuro e — Moratti se ne farà una ragione — non è più tempo di mezzi fenomeni che giocano bene una partita ogni dieci. E proprio per questo la prima cosa da fare è prendere Mauro Zarate e farlo salire su un aereo diretto a Roma. Perché Zarate non solo non vale minimamente i 15 milioni stabiliti con la Lazio per il riscatto, ma anche se Lotito alla fine dovesse regalarcelo (cosa che non mi sentirei di escludere) rimane comunque il fatto che Zarate — per i risaputi limiti tattici e mentali — non è e non potrà mai essere un giocatore da Inter. O almeno da grande Inter.

LAVEZZI? MAGARI, MA NON BASTA. Ecco: se da Zarate passiamo a parlare di Lavezzi allora sì che si comincia a fare sul serio. Il talento di Ezequiel Iván Lavezzi è fuori questione. Ma prima di Lavezzi servono altri giocatori perché in alcuni ruoli ora come ora la squadra è scoperta. L’Inter ora come ora ha bisogno, prima ancora che di fenomeni, di gente un pochino meno fantasiosa e decisamente più concreta per esempio a centrocampo, un reparto che ultimamente (diciamo pure due anni, ormai) non è sembrato mai particolarmente brillante. E per esempio in difesa, tenendo presente che anche senza Champions l’età avanzata dei titolari rimane comunque un bel punto interrogativo.

IL MERCATO VA CHIUSO ASSOLUTAMENTE IL PRIMA POSSIBILE. Un altro errore assolutamente da non commettere (ripetere, in questo caso) è tirarla con le lunghe con i giocatori in partenza. Sneijder e Maicon su tutti. Sneijder e Maicon sono indispensabili nel momento in cui hanno ancora voglia di rimanere all’Inter e di credere alla scommessa Stramaccioni. In caso contrario, se non hanno più stimoli o se piuttosto la società (dato che sono quelli con più mercato) è intenzionata a cederli al miglior offerente, l’importante è che tutto si risolva in tempi relativamente brevi. Bisogna fare scelte altrettanto chiare come con l’allenatore. Se vanno via devono andare via subito e non all’ultimo momento. Altrimenti Moratti e Branca condanneranno a partire con l’handicap anche la nuova Inter di Stramaccioni.

Rossi-Zarate, che coppia

Mauro Zarate
Hai visto mai che le cose non ricomincino a girare bene per l’Inter? Dalla Spagna, per esempio, arrivano buone notizie. Il secondo grave infortunio di Giuseppe Rossi, su cui Branca e Moratti a detta dei media avevano già messo gli occhi addosso dopo che il piccolo ed esoso attaccante si era fatto male una prima volta nei mesi scorsi, terrà a quanto pare il giocatore lontano dai campi di gioco per almeno altri dieci mesi, se va bene. Già lo era prima, ma adesso è ancora di più un grande acquisto. Un’occasione davvero imperdibile per l’astuto Branca, che fa ben sperare per la prossima imminente e indispensabile campagna acquisti. Rossi è decisamente quello che serve all’Inter, perfettamente in linea cioè con il fair play finanziario che Platini ha espressamente chiesto anche quest’anno all’Inter (punirne una per educarne cento) affinché tutte le altre squadre capiscano, vedendo i risultati, quanto sia conveniente e vantaggioso.

Rossi sarà così destinato a formare una formidabile coppia d’attacco (come non si era mai vista prima) insieme con Zarate che a sua volta sarà giustamente riscattato visti tutti i gol e gli assist realizzati da quando è meritatamente diventato titolare inamovibile. Certo, non sarà facile convincere Lotito. Il presidente della Lazio infatti è talmente pentito per l’imperdonabile errore di aver sottovalutato un fenomeno come Zarate che addirittura pare sia pronto anche a regalarlo.

Rossi e Zarate però chiaramente non bastano, servono ancora altri rinforzi. E infatti la dirigenza nerazzurra sta cercando di prendere pure un paio di centrocampisti, anche se chiaramente non è facile riuscire a scovare sul mercato gli infortunati giusti che possono risolvere i noti problemi in mezzo al campo. In quanto alla difesa, invece, tra Ranocchia, Samuel e Lucio, di giocatori malmessi ce ne sono già abbastanza e quindi per il momento va bene così. Insomma, quest’anno è andata com’è andata, ma il bello — vogliamo scommettere? — deve ancora venire.

(Sto scherzando, ovviamente. Almeno… spero)

L’Inter, Moratti e il riscatto di Zarate

Foca ammaestrataCome dire, ecco (questa ci mancava) il fair play finanziario… ad personam:

Zarate? Se continua così ci si può pensare ad un riscatto. — Massimo Moratti

D’altronde, tra riscatto, ingaggio e benefit per gli eventuali assist (sic) tutta l’operazione verrebbe a costare più o meno come per un Balotelli o un Sanchez qualsiasi. Magari Zarate non la passa mai e vede la porta come un terzino, ma vuoi mettere il divertimento? Diciamo la verità: era dai tempi di Quaresma che ci mancava uno così.

L’Inter di Stramaccioni fotocopia di quella di Ranieri

Un pianto amaro, l’Inter di Stramaccioni vista a Trieste contro un Cagliari in dieci per metà ripresa.

Gli schemi sulle palle inattive la cosa più ridicola di tutta questa disgraziata stagione.

Per il resto giocano parecchi che dovrebbero accomodarsi in tribuna e che invece, come succedeva con Claudio Ranieri, continuano ad essere titolari inamovibili. E a questo punto della stagione ciò è davvero ingiustificabile e imperdonabile.

D’altronde, una squadra come l’Inter che voleva rilanciarsi e puntare — addirittura — al terzo posto con Zarate, non merita nessun altro ulteriore commento. Facciamo solo ridere, ma evidentemente non per il nostro caro grande presidente Massimo Moratti e la sua pittoresca dirigenza che insistono a voler imporre — ormai senza più vergogna — all’allenatore di turno scelte di mercato infelici. L’Inter vergognosa vista oggi a Trieste non è l’Inter di Stramaccioni (come non lo era di Ranieri) ma è l’Inter presuntuosa quanto scoglionata di Moratti e Branca.

Affidare la panchina al giovane Stramaccioni e far sempre giocare quelli che giocavano con Ranieri è (anche solo in prospettiva futura) un errore, prendere Guarin infortunato (di fatto inutilizzabile per tre mesi) e poi pretendere  che si ambienti in un paio di partite è un errore, prendere una prima punta come Forlan quando hai già Milito e Pazzini è un errore, prendere Palombo e non avere fiducia in lui nemmeno per soli dieci minuti è un errore, prendere un mezzo giocatore come Zarate è un errore e, secondo me, anche la dimostrazione che all’Inter qualcuno di calcio ne capisce veramente poco. Veramente.

Muriel

Oggi si è visto uno Zarate davvero incontenibile

Se l’Inter di Stramaccioni riparte (ancora!?) da Zarate

Mauro Zarate
Zarate, ancora tu? Ma non dovevamo vederci più? Zarate titolare inamovibile della nuova rivoluzionaria Inter di Stramaccioni? No, non ci credo. Non è possibile. Per favore, qualcuno mi dica che è uno scherzo, un pesce d’aprile. Ditemi che non è vero quest’incubo che sembra non dover finire mai, questa stagione ormai destinata a diventare davvero la peggiore, la più disgraziata di tutte. Ma come? Ma non si era detto appena qualche giorno fa che si cambiava tutto? Che si metteva da parte tutte le cazzate commesse finora? Che senso ha allora riproporre (come preannunciano con malcelato divertimento i media che già pregustano nuove epiche figure di merda) proprio uno dei simboli del fallimento? Come si può essere così ridicoli da ripresentare dopo tante vergognose comparsate quest’improponibile, imbarazzante mezzo giocatore? E mi chiedo anche il perché di tutto questo, mi chiedo se non ci sia davvero un limite al peggio.

Premesso che Andrea Stramaccioni mi ha subito ispirato simpatia e che sono tra quelli pronti a concedergli incondizionata fiducia (anche perché nella situazione in cui siamo non abbiamo nulla da perdere) rimane il fatto che se Zarate mette di nuovo piede a San Siro secondo me il giovane quanto brillante nuovo allenatore nerazzurro parte (e mi dispiace molto per lui) subito molto male. Perché se Zarate diventa miracolosamente titolare dopo aver sempre fatto ridere in campo due sono le cose: o Stramaccioni non ha voce in capitolo sulla formazione (come è già toccato a Ranieri) o altrimenti, in caso contrario, dovrei pensare (ma non lo credo) che non capisca un cazzo di calcio. In ogni caso, di una cosa (almeno una) sono sicuro e cioè che non vorrei essere al posto del povero Stramaccioni.

(Certo, va anche detto che nessuno può escludere che Zarate magari indovini la partita della vita e possa anche segnare due gol: i numeri, tecnicamente parlando, ce li ha. Così come non sono così stupido da pensare che Zarate non sappia giocare a pallone, perché è e rimane un fenomeno con la palla al piede, ma poi stop: gioca per conto suo e la porta la vede troppo poco. Non è una punta, non è un trequartista, non è un’ala, non è un centrocampista: è un mezzo giocatore innamorato del pallone — come ne sono piene le serie minori — che una partita te la fa stravincere e cento altre perdere. Dovesse anche fare un partitone il giudizio non cambierebbe di una virgola: è la continuità a fare sempre la differenza ed è proprio ciò che manca a Zarate e gli mancherà sempre: non è e non sarà mai un giocatore capace di giocare a certi livelli)

Oriali, Branca e l’Inter del futuro

Oriali con Mourinho
Tra Lele Oriali e Marco Branca io sto, manco a dirlo, con Oriali. Non fosse altro perché sicuramente non è colpa di Oriali se uno come per esempio Zarate è venuto all’Inter. E come Oriali sono altrettanto preoccupato per il futuro dell’Inter:

La cosa che mi preoccupa di più è che Branca ha detto che sta già lavorando per il prossimo anno: se fosse vero spero che stia lavorando per il futuro di un’altra squadra, non dell’Inter.

Quanti altri mezzi giocatori arriveranno? Quante nuove mezze punte arricchiranno la collezione? A quanti nuovi colpi di mercato (sic) come Zarate saremo condannati ad assistere?

Qui uno dei tanti articoli sulla lite a mezzo stampa tra Oriali e Branca, il primo allontanato improvvisamente (e inspiegabilmente) dall’Inter quando l’Inter vinceva e il secondo tuttora indiscusso responsabile del mercato nonostante i clamorosi, ripetuti e a volte imbarazzanti errori di valutazione commessi dalla notte di Madrid a oggi.

L’Inter di Ranieri (o di Figo) tradita dalla paura

MARSIGLIA-INTER 1-0 Il gol
L’Inter di Ranieri  (o di Figo) meritava il pari ed è stata punita sull’unico vero errore (ma non è la prima volta che a Chivu succedono infortuni del genere) commesso all’ultimo minuto di recupero. Ma se decidi di difenderti a oltranza devi anche mettere in preventivo che nel calcio, pur nella sua totale irrazionalità, la beffa ci sta, va sempre messa in preventivo. Soprattutto se per tutta la partita non hai fatto niente per mettere in difficoltà un avversario nettamente inferiore.

Contro un Marsiglia tecnicamente modesto e psicologicamente intimorito, l’Inter di Ranieri (o di Figo) aveva l’obbligo di non accontentarsi e di forzare la situazione di stallo, avrebbe dovuto avere più coraggio. Perché nel calcio basta pochissimo per spostare gli equilibri e cambiare il risultato. Così come il calcio a volte sa davvero essere crudele quando lo si offende gravemente come ha fatto Ranieri (e chi gli ha fatto la formazione) schierando in una partita di Champions che vale la stagione un ectoplasma come Zarate (che, particolare non di poco conto su quello che sta succedendo all’Inter, sapeva già da diversi giorni che avrebbe giocato…)

E — ma l’abbiamo detto e ripetuto fino alla nausea — sta tutto qui il limite di Claudio Ranieri, quello cioè di farsi mettere i piedi in testa, lui che in tempi non sospetti  aveva detto forte e chiaro che Zarate non è da Inter. E Zarate non solo non è stato subappaltato a qualche squadra minore ma nella partita più importante della stagione ridiventa magicamente titolare senza nessun merito e senza nessuna giustificazione. Chi ha deciso di farlo giocare? Figo comparso improvvisamente come la Madonna in panchina? Branca? Moratti stesso?

Zarate in campo — veramente non c’è mai limite al peggio — è la cosa più patetica che si potesse vedere. Davvero. Che poi uno ce la mette davvero tutta a fare il tifoso dell’Inter sempre e comunque, ma certo a volte diventa un’impresa quasi impossibile.

Settore e le incredibili sostituzioni di mister signorsì

Se mister signorsì Ranieri fa sbroccare anche Settore:

Quanto a te, Ranierone nostro, quanto mi piacerebbe venire con te al bar a farmi spiegare i due cambi con cui hai riscritto la storia e il concetto stesso del “forcing finale”, togliendo Sneijder per mettere un centrocampista e togliendo

(pausa)

(su questa, Claudio, ti sei giocato la stima di alcuni milioni di interisti)

togliendo il centravanti che te ne aveva messe quattro, più una quinta annullata, in pieno stato di grazia, per mettere un giocatore inutile sull’asciutto e figurati sulla neve. Spero che su YouTube qualcuno rimandi la faccia di Zarate mentre stava per entrare. La faccia di uno che non aveva voglia di giocare con tutta quelle neve per terra. La faccia di uno che non ha più voglia di giocare nell’Inter. Avessi avuto il tuo cellulare, Claudio, ti avrei chiamato per dirti:

a) ma che cazzo fai????

b) togli a Pazzini, piuttosto, e metti a Castaignos, piuttosto

Ma non ho il tuo numero, è entrato l’Uomo Inutile e abbiamo buttato nel contenitore dell’umido due punti utili per la classifica e quattro gol del Principe che sono serviti a farci fare un misero punto in casa con il Palermo. Poi, Ranieruccio, se stai giocando a fare incazzare i due più buoni che abbiamo, ti prego, smettila.

L’Inter di Ranieri fa solo ridere

DILETTANTI A SAN SIRO. La sostituzione di uno stratosferico Milito solo perché l’ingresso di Zarate era stato programmato prima del pareggio del Palermo è una cosa da prendere a calci tutti quanti, roba da torneo amatoriale, non di una società come l’Inter. Una cosa semplicemente vergognosa. Che spiega perfettamente chi è Ranieri e perché sia diventato il perdente di successo che è e che rimane.

SCOGLIONATI E RASSEGNATI. Complice forse il campo, la squadra è apparsa sempre più scoglionata e ormai avviata verso una preoccupante involuzione. Non vorrei, tocchiamo ferro, che stia prevalendo una sorta di rassegnazione. Partite così una volta le vincevamo sempre. Ora invece rischiamo anche di perderle.

INTER-PALERMO 4-4 Poker di Diego Milito

Diego Milito, il Principe delle nevi

ALLENATORE NEL PALLONE. Altri due punti persi, la crisi è tutt’altro che superata. Ed è un pareggio che brucia perché prendere quattro gol come li ha presi l’Inter non esiste proprio. Non è serio. La situazione comincia a preoccupare, anche perché Ranieri non mi sembra per niente un allenatore capace di capire quello che sta succedendo e capace di imporsi nello spogliatoio e soprattutto con i dirigenti, quelle grandissime teste di cazzo che  – tanto per fare un esempio – non solo non si vergognano di aver valutato quell’ectoplasma di Zarate 20 milioni, ma insistono ancora per farlo giocare. E Ranieri, perfino più ridicolo di chi glielo ordina, obbedisce come se nulla fosse. Speriamo che Sneijder non diventi un caso e che la difesa riesca a ritrovare  – nonostante Ranieri – gli equilibri perduti.

DISADATTATI. Ranocchia adesso ha proprio stufato. O si dà una svegliata oppure è meglio che vada a giocare in squadre più modeste. Il periodo di apprendistato è durato abbastanza, ma gli errori aumentano invece che diminuire. A volte (voglio sperare siano state le pessime condizioni del campo) sembra quasi incapace di giocare a questi livelli, sembra insomma un difensore di categoria inferiore.  Certo, le chiacchiere ora stanno a zero e non ci sono più scuse. Se è da Inter è meglio che cominci a dimostrarlo. E subito.

PALOMBO SARA’ UNA SORPRESA ANCHE PER LA SOCIETA’. A occhio Palombo è un grande acquisto, un giocatore molto più importante di quanto la stessa società (tutti tendenzialmente dei coglioni i dirigenti dell’Inter, per chi non l’avesse ancora capito) potesse presupporre. Uno che corre e che mette ordine in mezzo al campo e che detta i tempi. Un giocatore generoso e di carattere, uno che potrà sopperire all’assenza nei momenti cruciali delle partite di quello stordito di Ranieri. Che a Sky spiega così, neanche troppo dispiaciuto, l’ennesimo passo falso: “E’ stata una grandissima partita”. E ha detto tutto di sè, di come intende il calcio e della sua impossibilità di riuscire mai a vincere qualcosa. Facciamo, insomma, ridere. Massimo Mauro sarà sicuramente d’accordo.

L’Inter di Ranieri affonda

LECCE-INTER 1-0
L’incredibile sostituzione di Sneijder (d’accordo, aveva innervosito mezza squadra ma era il migliore in campo) e l’ennesima imbarazzante apparizione di un Zarate veramente da prendere a calci sono forse segnali evidenti sul fatto che forse Ranieri da Napoli a Lecce potrebbe aver improvvisamente perso il controllo della situazione.

Ma l’Inter di Ranieri è questa: nel bene (vedi il derby vinto soprattutto con la forza di volontà) e nel male (quando non riesce proprio  a correre) la squadra ha risaputi limiti dinamici e anagrafici per poter essere competitiva. Ma sia chiaro: l’Inter di Ranieri ha sempre dato il massimo e di più non può fare. Semmai, Ranieri ha la colpa di aver accettato una situazione del genere e di aver magari rassicurato la società sulla tenuta di un gruppo sempre più logoro, ma non per altro è diventato il perdente di successo che è sempre stato.

Al di là delle occasioni avute e delle parate del portiere, la sconfitta contro la penultima in classifica è  una sentenza senza appello. E il terzo posto torna di nuovo, dopo tanta fatica nel rincorrere squadre più fresche e più attrezzate, quasi un sogno.

Zeru tituli

NAPOLI-INTER 2-0 Thiago Motta e Ranieri
TRADIZIONE CONFERMATA. E anche quest’anno, ancora una volta, Claudio Ranieri non vincerà niente. Il perdente di successo non si smentisce mai. Dispiace, perché l’Inter non merita questo straziante declino dopo i trionfi del 2010. Dispiace perché da due anni il nostro caro grande presidente Massimo Moratti è estraneo ai fatti e a se stesso e, quello che è peggio, pare non abbia nessuna intenzione di tornare in sè.

I MIRACOLI NON RIESCONO SEMPRE. D’accordo, l’Inter di Ranieri può recriminare perché non meritava una batosta del genere. D’accordo, c’era un rigore clamoroso su Milito lanciato in porta e il Napoli non ha fatto niente di straordinario, forse il risultato più giusto era il pari e forse per come hanno affrontato la partita (tutta giocata sui nervi e sugli episodi) meritavano entrambe l’eliminazione. D’accordo, la rosa è quella che è (qui lo si scrive da più di due anni) e Ranieri ha già fatto miracoli (sicuramente sì) facendo di necessità virtù. E cioè cercando di sopperire alla meno peggio ai limiti dinamici facendo ogni volta ricorso al tradizionale calcio speculativo all’italiana: poca fantasia, molta concretezza e tanta attenzione tattica, squadra chiusa a riccio in difesa per poi sfruttare ogni tanto le ripartenze, affidandosi alle iniziative dei singoli. Ma giocando sempre al limite delle possibilità (e con una panchina imbarazzante) non sempre si riesce a ottenere il massimo. Come a Napoli.

QUANTO PESERA’ ORA QUESTA BATOSTA? Non vorrei che questa brutta sconfitta a Napoli possa avere conseguenze sul futuro della stagione, che cioè la faticosa rincorsa sia già finita al San Paolo. D’altronde, vista l’aria che tira e cioè senza rinforzi e men che mai un pur minimo accenno di programmazione c’è poco da stare allegri. Per contro, l’immotivata fiducia nelle forze sempre più ridotte della squadra che comunque (questo le va sempre riconosciuto) dà sempre tutto in campo, non fa altro che rendere ancora più dolorosa questa specie di agonia. Perché arriva un momento in cui la forza di volontà non basta più e se dalla notte di Madrid, a partire dal traumatico addio di Mourinho, la società si rifiuta ostinatamente di decidere alcunché, realisticamente non si va più da nessuna parte.

MISTER SIGNORSI’ AGLI ORDINI. Chi mi ha sempre contestato di essere eccessivamente prevenuto nei confronti di mister signorsì Claudio Ranieri è servito. Fare entrare Zarate nel momento più delicato e decisivo della partita è l’ennesima conferma che ho ragione io: il limite di Ranieri è la mancanza di personalità nello spogliatoio e con la società. Società che evidentemente vuole vedere in campo più spesso Zarate, ma Zarate (l’abbiamo visto tutti) è del tutto inconsistente. Inutile. Non serve alla squadra, che tra l’altro (l’abbiamo visto tutti) non si fida di lui tant’è che mai una volta un compagno gli ha passato il pallone, manco per sbaglio. Eppure, se la società ordina di metterlo in campo, l’allenatore scatta sugli attenti e obbedisce. Anche contro gli interessi dell’Inter. Ranieri obbedisce a Moratti anche contro la volontà del gruppo e nonostante lui stesso si sia espresso chiaramente, prima della pausa di Natale, nel chiedere alla società di subappaltare questo inqualificabile prestito che tra l’altro oltre agli assist a pagamento (sic!) prevedeva l’eventuale riscatto di venti milioni. Provate ora solo a immaginare le ripercussioni di un cambio del genere (non in un’amichevole o in una partita già vinta) nello spogliatoio.

Anno nuovo, Inter nuova

Inter positiva contro il Parma
SE RANIERI NON FA RANIERI. Ebbene sì: Ranieri non ha fatto entrare Zarate nemmeno sul 4-0. Più che una scelta una sentenza. Riuscirà a spuntarla con Moratti? Comunque sia: chapeau.

LARGO AI GIOVANI. Se poi Ranieri avesse anche il coraggio di mandare in campo i giovani si vedrebbe un’altra Inter, magari meno esperta ma decisamente più agile e veloce, più aggressiva e più coperta. Alvarez a parte – suo fratello gemello ha giocato un primo tempo strepitoso – Poli e Faraoni, tra gli altri, meritano molto più spazio.

SORPRENDENTE FARAONI. Molto contento per il gran gol di Faraoni che, prodezza a parte, è la vera sorpresa di questa stagione. Tra tanti errori di mercato, bisogna dare i meriti alla società anche per gli acquisti indovinati.

VITTORIA COLLETTIVA. Importante l’aver sbloccato subito il risultato (grazie, va ribadito ancora, al fratello gemello di Alvarez che ha fatto la differenza) e ancor di più il raddoppio di Thiago Motta arrivato subito dopo. Ma più del doppio vantaggio che ha messo in ginocchio il Parma vanno sicuramente sottolineati i meriti di tutta l’Inter per l’impegno e la lucidità durante tutti i novanta minuti. Ha giocato bene tutta la squadra, insomma.

OCCHIO IN DIFESA. A voler essere proprio pignoli nell’analizzare una partita vinta 5-0 non si può non ricordare almeno quattro occasioni nette sprecate maldestramente dal Parma. Comunque troppe: colpa del solito filtro a centrocampo e di una difesa a volte poco concentrata. Nel derby queste distrazioni potrebbero costare caro.

FINALMENTE UN’INTER SERIA. Contro il Parma la squadra ha dato – al di là di quello che potrà essere (a cominciare dal derby) il futuro della stagione – una grande dimostrazione di serietà. Non possiamo non prenderne atto.

Inter-Parma e i destini incrociati di Ranieri e Zarate

Mattia Destro

Mattia Destro, oggi assoluto protagonista a Siena: uno scartato dall'Inter

RANIERI SULL’ATTENTI. Anno nuovo, Ranieri nuovo? Falso allarme, si direbbe. L’allenatore nerazzurro aveva parlato chiaro su Zarate: non è da Inter come non è da qualsiasi altra grande squadra perché semplicemente non ne ha le capacità. La scoperta dell’acqua calda potrei dire, ma anche che non è mai troppo tardi. E sarebbe quindi meglio per tutti se nel mercato di gennaio venisse se non rimandato subito indietro al mittente (ma la Lazio non ne vuole proprio sapere) almeno subappaltato a qualche squadra di fascia inferiore. Detto fatto? Manco per idea. Deve essere intervenuto d’autorità il nostro caro grande presidente Massimo Moratti (a cui evidentemente il giocatore piace) perché Ranieri ha dovuto immediatamente rimangiarsi tutto e convocare come se nulla fosse il (mezzo) giocatore. A dimostrazione della grande personalità che Claudio Ranieri, meglio noto come mister signorsì, ha sfoderato ogni volta che serviva nella sua indimenticabile carriera di perdente di successo.

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Ranieri e il subappalto di Zarate


Lo ammetto: se è vero quello che si legge in giro e cioè che Zarate infelicemente preso in prestito dalla Lazio ora potrebbe essere dato in prestito a un’altra squadra ancora (nel qual caso si tratterebbe del primo caso di giocatore subappaltato) allora dovrò per forza rivalutare Claudio Ranieri. Dipendesse da lui, infatti, mezzi giocatori come il già citato Zarate o per esempio ex giocatori come Milito (faccio i primi nomi che mi vengono in mente, che l’elenco sarebbe lungo) non giocherebbero mai in una sua squadra. Perché tutto è Ranieri tranne che stupido. Eppure succede ed è sempre successo (lo chiamano apposta per questo motivo) che le formazioni non dipendano quasi mai da lui. Perché finora il tecnico romano (militarmente sempre sull’attenti)  non è mai stato capace, dovunque sia andato, di decidere alcunché.  E il fatto che dopo tanti anni di (dis)onorata carriera di perdente signorsì abbia avuto – finalmente, è il caso di dire – il coraggio di contraddire le scelte scriteriate della società non può (sempre ammesso che Zarate vada via veramente) che fargli onore. Come si dice in questi casi: non è mai troppo tardi.

(Fermo restando che, comunque si chiuda, il caso Zarate è e rimane una vergogna, un vero e proprio insulto al calcio. E non può mica finire così. Prima o poi deve uscire fuori il nome – o i nomi – di chi non solo l’ha voluto ma ha perfino valutato l’eventuale riscatto la bellezza di 20 milioni – ripeto: ven-ti-mi-lio-ni – non fosse altro per evitare ulteriori danni a venire)

A Trebisonda missione compiuta per l’Inter di Ranieri

Missione compiuta, il minimo obiettivo stagionale, e cioè gli Ottavi di Champions, è stato raggiunto. Pur riuscendo a complicarsi la vita contro la squadra più modesta del girone, l’Inter di Ranieri è riuscita a portar via da Trebisonda quel punticino utile per il primo posto. Anche se, risultato a parte, la squadra ha giochicchiato come al solito non mostrando per niente alcun miglioramento rispetto alla solita mediocrità.

Inguardabile (non è certo una novità) Zarate per la sua assoluta stupidità (non solo tattica, dovrei presupporre) nel riuscire a sbagliare ogni giocata. Secondo me, poi, il ridicolo contratto a tassametro (15mila euro in più per ogni assist) ha peggiorato la già deficitaria lucidità di questo mezzo giocatore bravo solo a fare la foca e spesso nei momenti meno opportuni. Uno che passerà alla storia nell’Inter per aver fatto rivalutare Alvaro Recoba. Quante partite deve giocare ancora Zarate prima che la società ammetta l’errore e non obblighi più Ranieri mister signorsì a schierarlo e noi poveri tifosi a vederlo in campo?

Mentre ho avuto la nettissima sensazione che Milito o non si allena ormai più (conoscendo Ranieri non lo escluderei) oppure deve avere evidenti problemi fisici. Praticamente ha la mia stessa reattività: un tronco. Su un colpo di testa facile facile sotto porta l’ho visto andare in difficoltà non riuscendo a eseguire una semplice torsione del corpo. Mal di schiena o torcicollo? Sciatica? Scene da calcio amatoriale, comunque. Mah…

Archiviata la Champions ora l’Inter di Ranieri dovrebbe concentrarsi sul campionato per cercare di risalire posizioni in classifica. Ma per fare questo è vietato fare altri passi falsi. E ora come ora  non vedo come possa farcela. Soprattutto se Ranieri sarà ancora costretto a far giocare sempre Zarate e altri cadaveri assortiti.

L’Inter, Zarate e gli assist a pagamento di Moratti

Non so, ma questa storia dei 15mila euro ad assist (se non di più) che il nostro caro grande presidente Massimo Moratti regalerà a Zarate mi fa venire voglia di disdire subito l’abbonamento Sky. Veramente.

(E se magari applicassimo, come in ogni gioco che si rispetti, la regola anche al contrario? Non solo premi, cioè, ma anche delle belle – e salutari – penalizzazioni? Sarebbe perlomeno più sportivo. Che so, ogni dieci palle perse da Zarate il nostro caro grande presidente Moratti rimborsa uno di noi?)

Massimo Mauro boccia il mercato dell’Inter

Rieccolo, è tornato Massimo Mauro su Repubblica. All’Inter la situazione  è quella che è (dopo due anni al ribasso ormai non possiamo più avere dubbi sul ridimensionamento in atto)  e allora speriamo che le valutazioni di Mauro siano ancora una volta (come sempre) sbagliate e che le sue pagelle di mercato con la drastica bocciatura dell’Inter a cui assegna un infamante 5 possano davvero portarci fortuna:

 Il gap con il Milan invece che diminuire è cresciuto. Il ridimensionamento è chiaro, e la cessione di Eto’o è la fotografia del momento. Certo, l’offerta dei russi era difficile da rifiutare, ma nessuno in via Durini si è preso la responsabilità di rifiutarla. Con Gasperini si ripropone il dubbio delle ultime campagne di mercato: erano bravi Mancini e Mourinho a farsi acquistare i calciatori che volevano o sono troppo “deboli” i vari Benitez, Leonardo e lo stesso Gasperini, che non riescono ad opporsi alle cessioni dei pezzi da novanta? Raccomandazione per i tifosi nerazzurri: diffidate dalle false bandiere e da chi bacia la maglia. Chi arriva in un club a 30 anni non può essere una bandiera, ricordatevelo. Dubbi sull’acquisto di Zarate.

Zarate (tecnicamente) bello e (tatticamente) impossibile

Mauro Zarate in prestito all'Inter
Di Zarate, al momento, non mi viene niente da dire. Di positivo, dico. Perché non ce lo facevo proprio all’Inter e perché ogni volta che l’ho visto giocare mi hanno sempre impressionato le sue indubbie capacità tecniche decisamente proporzionali alla sua palese e spesso insopportabile stupidità (e forse non solo tattica). Molto sveglio non lo è mai sembrato (ma nel calcio spesso non è un difetto) e  men che mai uno che si mette a disposizione della squadra (e a tal proposito a Sky hanno accennato a una specie di incentivo sul contratto legato al numero degli assist…) e Gasperini dovrà essere molto bravo a non farlo diventare un problema nello spogliatoio e, soprattutto, in campo.

Bello a vedersi, ma quasi sempre per niente concreto (a Rudi Ghedini per esempio fa subito venire in mente Recoba) Mauro Zarate, insomma, è uno che non la passa mai, uno che quando si perde fa il finto tonto e uno che secondo quando mi sembra di aver letto da qualche parte (lo so non c’entra niente o piuttosto parafrasando Moretti c’entra e non c’entra) si fa la ceretta. Vabbè, si dirà, saranno pur fatti suoi, ma la cosa (non posso farci niente) a me un po’ inquieta.

  • UPDATE

Un peso rilevante per convincere Zarate ad accettare l’Inter sono stati i premi e i bonus inseriti nel contratto dell’argentino. L’Inter, infatti, ha inserito una clausola che prevede un premio al decimo assist realizzato da Zarate, e il presidente Massimo Moratti ha poi assicurato un premio personale al suo quindicesimo gol.