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La Costituzione e i vitaliziosi

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La sinistra liberata

Zavorre

Continuo a non vedere Maurizio Landini leader di una nuova forza alternativa – troppo marcata la sua storia operaia e sindacale per riuscire a catalizzare il variegato e spesso contraddittorio voto disperso – ma trovo molto positivo il ruolo di traghettatore che si sta ritagliando. Soprattutto trovo molto importante l’aver stoppato sul nascere qualsiasi tentativo da parte dei partiti della cosiddetta sinistra radicale di mettere come sempre il cappello.

La neonata coalizione sociale avviata da Landini insieme con Emergency di Gino Strada e Libera di don Luigi Ciotti – ovvero il massimo in quanto a autorevolezza e credibilità per aggregare tutto quanto si muova a sinistra del Pd – ha il merito di aver messo il veto a Sel o Rifondazione Comunista e cioè ai principali responsabili di anni e anni di penose e imbarazzanti coalizioni elettorali sistematicamente boicottate dai suoi ex sostenitori.

Si sta, insomma, cominciando a fare sul serio. C’è qualcuno come Landini – e Strada e Ciotti – capace di assumersi il coraggio di ripartire. E di farlo buttando a mare quelle che Stefano Rodotà giustamente ha definito zavorre. Allontanando cioè personaggi politici ormai al limite del patetico come per esempio il sempre più imbarazzante Nichi Vendola e chiunque altro come lui vada ormai avanti per forza d’inerzia con l’obiettivo di rimanere a galla.

Quando don Ciotti viveva in una baracca e fu espulso da scuola

Don Luigi Ciotti
Segnalo una bellissima intervista sul numero di marzo di E, il mensile di Emergency, a don Luigi Ciotti, intervista di Fabrizio Ravelli pubblicata in anteprima sulla Repubblica e in cui il fondatore del Gruppo Abele e di Libera parla un po’ della sua vita e di come tutto iniziò dall’incontro con una maestra nervosa, un medico disperato e un vescovo coraggioso. Copioincollo, in particolare, quello che dice a proposito di solidarietà e giustizia:

In questo Paese si parla del volontariato, straordinario e meritevole, come di un alibi per chi non fa niente. Non ti manda in bestia?
“Lo dico da sempre, mi auguro che ci sia meno solidarietà e più giustizia. Non verrà mai meno l’attenzione agli altri, l’accoglienza, la relazione. Però noi non possiamo diventare i delegati a occuparsi dei poveri e degli ultimi. Noi continueremo a occuparcene, perché non abbiamo mai chiuso la porta in faccia a nessuno. Ma in questo Paese, oggi, il sociale è mortificato: chiudono cooperative, chiudono associazioni. E si dimentica che la solidarietà è indivisibile dalla giustizia, non si deve dare per carità quello che spetta alla gente per giustizia. Guai se diventiamo il tappabuchi. Abbiamo anche il dovere della denuncia seria e documentata, il dovere di chiedere conto alla politica. E se è lontana dalla strada, dai problemi della gente, dalla sua fatica, allora la politica è lontana dalla politica. C’è un problema di democrazia nel nostro Paese, è una democrazia pallida che non ha senso di responsabilità”.

Non si deve dare per carità quello che spetta alla gente per giustizia: potrebbe essere un buon punto di partenza per un nuovo partito di sinistra.