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Parla con mamma

Il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri è innanzitutto una mamma italiana esemplare

Il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri è innanzitutto una mamma italiana esemplare

Ma quale interferenza sui giudici per il caso Ligresti, il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri ha semplicemente fatto né più né meno quello che avrebbe fatto ogni mamma che vuole bene ai suoi figli. Come avviene in ogni famiglia italiana che si rispetti. E cioè: non è il ministro ad aver sbagliato, ma chi pensa che abbia sbagliato e continua così a pretendere che l’Italia sia un Paese di individui cresciuti e vaccinati e non di mamme e figli, di padri, nonni, zii, nipoti e cugini fino al terzo grado. Dove credete di stare? Forse ancora negli anni Settanta? Ma da allora il mondo è cambiato e di tempo ne è passato. Sveglia! Sono cose fuori moda e da un pezzo.

Caso mai non si fosse ancora capito, siamo di fronte a un’esemplare riaffermazione dei valori della famiglia, della solidarietà tra congiunti, del sangue che chiama il proprio sangue e nei momenti di pericolo si ricompatta per il bene del proprio clan, della propria tribù. La famiglia prima di ogni altra cosa. Le istituzioni possono aspettare e ce ne faremo benissimo una ragione perché siamo tutti padri e figli e tutti abbiamo una mamma. Il cui unico dovere deve essere quello verso i figli, anche se incidentalmente fa il ministro e della Giustizia per giunta.

Quello di Anna Maria è stato il gesto esemplare di una mamma preoccupata e sensibile come tutte le mamme sanno essere. Una mamma che nel fare ciò che ha fatto ha ricordato a tutti noi come sia ormai indispensabile in tempi così bui di crisi economica e incertezze morali rinsaldare i rapporti generazionali tra padri e figli affinché ogni famiglia ritrovi al suo interno quell’unità d’intenti che favorisca finalmente una nuova rinascita dell’Italia. Tutti insieme nella stessa barca, senza più inutili e sterili distinzioni tra pubblico e privato, padri e figli, ministri e mascalzoni, faccendieri e corrotti, di destra, di centro e di sinistra o come ti pare a te. Tutti comunque votati a un sempre più radioso futuro della famiglia. Italiana.

La famiglia Ligresti

La famiglia Ligresti

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E se gli elettori del Pd fossero perfino peggiori dei dirigenti?

Napolitano e Berlusconi

Un paio di sere fa ne discutevo con un mio carissimo amico, un ex dirigente locale del Pci, sul fatto che sarà pur vero che il Pd ormai abbia superato ogni limite di decenza, ma che in fondo i suoi elettori sono secondo me pur sempre di gran lunga migliori del partito. E cioè: secondo me Napolitano e l’attuale segreteria del Pd non possono spingersi talmente oltre fino a tal punto da concedere addirittura l’amnistia anche per i reati fiscali di Berlusconi o a votare contro la decadenza dello stesso. Sarebbe davvero troppo, anche per il più, come dire, flessibile elettore del Pd. Insomma, secondo me Napolitano e i suoi non possono fare una cosa del genere perché lo zoccolo duro dell’elettorato del Pd non potrebbe accettare un simile tradimento. Elettorato che, a parte tutto, comunque è e rimane di sinistra.

Ma è proprio questo il problema, ribatte assai convinto il mio amico. E cioè che per rimanere per così dire di sinistra questi elettori sono stati obbligati a contraddirsi tante di quelle volte che adesso non ci fanno nemmeno più caso. Ragion per cui (volendo ricordare solo alcuni voltafaccia più recenti) dopo l’imboscata a Prodi dei 101, il governo delle larghe intese e la farsa del congresso del Pd rinviato a oltranza con data sempre da destinarsi, perché mai questi elettori cosiddetti di sinistra non potrebbero benissimo anche farsi scivolare come se nulla fosse pure amnistia e salvataggio in extremis dalla decadenza? Emergenza, governabilità, crisi economica, senso dello Stato e bla bla bla: le paroline magiche non mancherebbero per giustificare anche queste ulteriori porcate. Perché no?

Già: perché no? Per quanto mi riguarda rimango sulle mie posizioni e continuo a credere — fiduciosamente — nell’esistenza di un minimo comune senso del pudore oltre il quale chi un tempo faceva e diceva cose di sinistra (chi più chi meno coerentemente) davvero non può andare. Ma ho paura di sbagliarmi, ho paura che possa aver ragione il mio amico che gli ex comunisti li conosce molto meglio di me.

I dubbi di Rodotà sulla nuova maggioranza

Roberto Formigoni di nuovo protagonista della politica nazionale

Roberto Formigoni è tornato nuovamente ad essere protagonista della politica italiana

“Aver sconfitto Berlusconi non vuol dire aver sconfitto il berlusconismo”, dice Stefano Rodotà, in un’intervista sull’Espresso, per niente entusiasta del passaggio da Berlusconi a Formigoni:

“Coloro i quali hanno costituito la nuova maggioranza, i senatori del Pdl – ex o attuali non si capisce – pongono, a mio avviso, una seria ipoteca. Tre nomi: Formigoni, Giovanardi, Sacconi. Ognuno di questi incarna un punto di vista che non penso possa essere di buon auspicio. Formigoni è stato costretto dai suoi a dimettersi, ed è un simbolo del rapporto scorretto tra politica e affari: è questa la linea sulla moralità pubblica della nuova maggioranza?”

E ancora:

“Letta ha vinto e Berlusconi è stato sconfitto, anche se, non posso non notare, che è sembrato più volte sul punto di uscire di scena, ed è poi sempre stato salvato dall’incapacità o dalla scarsa determinazione dei suoi oppositori. Spero non succeda lo stesso questa volta, in cui Berlusconi per la prima volta perde anche i suoi fedelissimi. Bisogna poi sapere che liberarsi da Berlusconi non vuol dire liberarsi dal berlusconismo, dai guasti che ha prodotto, dalla recessione politica e culturale che ha innestato anche a sinistra”.

Sempre ammesso che in Italia esista ancora una sinistra o quantomeno qualcosa di simile.

Palla al centro

Siamo tornati, scrive Alessandro Gilioli, negli anni Cinquanta:

Tutto molto democristiano e tutto molto italiano: un Paese dove il centro ha il cinque per cento dei voti, ma si mangia il 60 per cento del Parlamento.

La disgrazia nazionale

Giorgio Napolitano

Ebbene sì, anche alla luce degli ultimi eventi si può realisticamente affermare senza ombra di dubbio che Giorgio Napolitano sia il peggiore presidente della Repubblica che l’Italia abbia mai avuto. Per distacco. Una vera disgrazia per il Paese perfino peggiore di Silvio Berlusconi.

 

Sim Sala Bim: l’Imu non c’è più

Il mago Silvan

Pare che il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni (fortemente voluto da Napolitano) abbia trovato la soluzione sull’Imu. Sarà cancellata come vuole Berlusconi e al posto suo verrà opportunamente creata una nuova tassa comunale. La tassa insomma rimane, ma si chiamerà con un altro nome. Secondo me, manco Silvan.

(Sì, sto seriamente pensando di non seguire più questa oscena rappresentazione quotidiana che chiamano politica. Non ne vale veramente la pena. È solo tempo perso)

Ebbene sì: il Pd non ha mai voluto fare il governo con Grillo

Quello che era solo un sospetto (anche se c’era più di un indizio) ora è una certezza: il Pd ha sempre puntato, fin dall’inizio, a mettersi d’accordo con Berlusconi e fare il governo di larghe intese che poi si è fatto. Via Andrea Scanzi, da cui copioincollo il video, Marina Sereni rivela a Porta a porta che il Pd non ha mai voluto fare il governo con il Movimento 5 Stelle. Ma di aver solo chiesto loro i voti per ottenere la fiducia. Esattamente cioè quanto ha sempre sostenuto Beppe Grillo.