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Rubato pc in Campidoglio: siamo già alla (solita) farsa

La notizia del pc rubato negli uffici del comune di Roma secondo me dice tutto. Sull’inchiesta Mafia Capitale e più in generale sull’Italia. Spiega la superficialità (a voler essere proprio buoni) degli investigatori e forse anticipa già il finale. E che cioè, da malfidati e pessimisti quali siamo – gufi e rosiconi direbbe Renzi – dopo il solito polverone iniziale piano piano tutto potrebbe essere inesorabilmente destinato a sfumare fino a diventare ogni cosa indecifrabile.

Come sempre, del resto, quando invece dei soliti delinquenti da strada ci sono di mezzo persone un pochino più influenti. E, se vogliamo, anche decisamente compromettenti. Perché sì, se si andasse – per una volta – veramente a fondo, chissà quante cose incredibili i cosiddetti organi inquirenti potrebbero scoprire. Chissà i collegamenti che potrebbero venir fuori, tali da farci subito esclamare: però, quanto è piccolo il mondo… Ma non succederà nemmeno stavolta.

Già questa storia del computer sorprendentemente trafugato nella notte a me sembra un indizio più che evidente su quanto possa essere davvero molto facile che la si butti come al solito in farsa. Del resto, si sa. Viviamo in un Paese in cui i buoni non vincono mai. Ma proprio mai. Soprattutto se ogni volta riescono sempre a fare la figura degli sprovveduti (per non dire altro). Tipo, infatti, il furto del pc che qualcuno – forse – si è dimenticato di sequestrare.

Rubato pc negli uffici del comune di Roma

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Il Pd non va rifondato ma, più semplicemente, abolito

Democratici e fascisti insieme in una cena riconciliatoria durante l'amministrazione Alemanno (in primo piano Poletti e, di spalle. Alemanno)

Democratici e fascisti a tavola insieme durante l’amministrazione Alemanno (in primo piano Poletti e l’allora sindaco)

Il Pd va rifondato? Ma come, di già? Dopo poco più di sette anni dalla sua nascita? No, dai, non scherziamo. Il Pd va, più semplicemente, abolito. Massì, inutile perdere altro tempo: Renzi si sbrighi (sennò c’è il rischio che crolli tutto) a ufficializzare il suo Partito della Nazione. Un partito che sia dichiaratamente di centrodestra come non pochi ex elettori del Pci sembrano decisamente apprezzare.

Del resto, che c’è di male? Vent’anni fa non più comunisti, ma socialdemocratici. Poi soltanto democratici. I tempi sembrano maturi per un ulteriore passo avanti, per un’ennesima svolta. Che poi non si dica che a sinistra non si dimostri sufficiente voglia di cambiare. In fondo, come ha sempre ricordato un grande pentito come Giuliano Ferrara, anche nel Pci erano in parecchi a essere di destra e a riconoscersi in quei valori.

Cosa si aspetta allora? Perché allungare ulteriormente una situazione così imbarazzante per tutti, non solo per Civati? Dimostri Renzi il coraggio fin qui sbandierato continuamente e metta fine a questa bella invenzione, non c’è che dire, del Pd, escogitata da certi ex comunisti per tirare ancora a campare. Cancelli, insomma, questo scombiccherato, imbarazzante, patetico equivoco che è il Pd. Che, oggettivamente, è durato già troppo.