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A Parma come a Catania, il calcio italiano si sta suicidando

Dopo aver visto un’altra nauseante partita come è stata quella di Parma — quando sono stati dati 6 minuti di recupero ho cambiato canale e ho detto a mia moglie che finiva più 1-3 che 1-2 — e davvero ho sempre più voglia di non seguire più questo calcio senza più una minima credibilità.

Perché davvero non mi sembra più possibile assistere a spettacoli così indecorosi. Non si possono più vedere i giocatori circondare gli arbitri a ogni minima decisione sgradita e aggredirli ogni volta verbalmente fin quasi ad arrivare a mettergli le mani addosso. A Parma come a Catania la partita è stata fortemente condizionata dai giocatori della Fiat. E questo al di là del fatto che i giocatori della Fiat avessero ragione di recriminare su alcune decisioni arbitrali. Il problema però è che gli arbitri possono sbagliare, come in effetti è successo a Parma, ma non possono sbagliare — mai — contro la Fiat. Altrimenti si scatena l’inferno in campo. Tant’è che Damato e gli altri cinque arbitri hanno progressivamente perso il controllo della situazione fino a cedere alle forti pressioni in campo e a falsare la partita. Ma questo non è più calcio, ormai si sono superati tutti i limiti della decenza.

Mi fa specie, comunque, che pure i tifosi della Fiat, magari quelli più seri e che amano veramente il calcio, non comincino loro per primi a dire basta a questo schifo. Personalmente, se vedessi l’Inter vincere le partite così come ho visto fare a Parma (o a Catania) mi vergognerei e parecchio. Secondo me ormai non è più una questione di tifo e di tifosi. Nella loro rabbiosa follia generata da uno spirito di rivalsa per le umiliazioni di Calciopoli gli Agnelli sembrano aver perso ogni freno inibitorio e stanno ormai autodistruttivamente spingendo il calcio in un baratro. Una strada che ora come ora pare senza ritorno. Anche perché nessuno sembra essere in grado di fermarli, di farli ragionare e di far capire loro che portando agli estremi questo condizionamento di partite e campionati sempre più palese e imbarazzante (anche per gli stessi tifosi della Fiat) alla fine il calcio italiano perderà – e succederà tutto molto più velocemente di quello che si possa pensare – qualsiasi interesse e non lo seguirà più nessuno.Massimo Mauro opininionista indipendente

Ripropongo ancora una volta l’invito a tutti gli interisti che come me sono abbonati a Sky di fare – tutti insieme – la disdetta. Solo così, con un’azione di massa, si potrebbe mettere veramente in ginocchio un sistema corrotto come il calcio italiano. Perché l’unica cosa di cui questi porci non possono fare a meno sono i nostri abbonamenti che gli portano gli sponsor milionari grazie ai quali tengono il piedi questo baraccone osceno. Altrimenti non avranno nessuna pietà nel propinarci tante altre partite finte come quella di Parma. Né avranno pietà di noi Caressa e Bergomi (per non parlare poi di Massimo Mauro) nel continuare a prenderci pure per il culo.

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Tv, pizza e mandolino

I fratelli Parodi: Benedetta, Roberto e Cristina

Ogni periodo televisivo ha sua storia, i suoi programmi di culto e, soprattutto, i suoi simboli. Un tempo c’erano le sorelle Carlucci mentre ora è il momento dei fratelli Parodi. Dopo Cristina Parodi e Benedetta Parodi è arrivato il turno di Roberto Parodi. Come racconta lui stesso in una spassosa quanto emblematica intervista al Corriere della sera, ecco il curriculum dell’ultimo arrivato:

“Sono il più artista della famiglia. Suono la chitarra, scrivo, sono un poeta”.

Ah beh, allora…

Roberto Parodi sa suonare la chitarra, sa andare in moto e scrive pure poesie

Roberto Parodi sa suonare la chitarra, sa andare in moto e scrive pure poesie

Il derby più inutile e la vergogna della finta stella

I giornalisti sportivi di Sky
L’Inter di Stramaccioni ha vinto (anzi stravinto, nonostante Rizzoli) il derby più inutile della storia. Secondo me per demerito della squadra di Mediaset che addirittura sembrava più fiacca e ferma sulle gambe dei nostri (ed è tutto dire) e che a vederla ridotta in quelle condizioni non si capisce come abbia fatto a tenere fino in fondo. Mi rifiuto insomma di pensare che l’Inter abbia dato veramente tutto soltanto in due sole partite e cioè che la squadra abbia giocato veramente da Inter soltanto nei derby vinti proprio nella stagione più vergognosa e sicuramente da cancellare prima ancora che finisca.

Ieri sera si è assistito all’ennesimo caso di servilismo da parte del giornalismo italiano con inviati e opinionisti che hanno di fatto legittimato durante le varie interviste e i tanti festeggiamenti la terza finta stella, facendo al limite passare tutta la faccenda per una polemica tra Fiat e Inter. Come se fosse insomma una lite privata. Ma non è così e giornali e tv lo sanno benissimo. Nessuno lo dice, ma la pittoresca faccenda dei 30 scudetti non è, come i media vogliono far passare, una polemica tra Fiat e Inter. Non riconoscere da parte della Fiat le sentenze della giustizia — oltre a denotare la più totale mancanza di rispetto nei confronti delle regole condivise e della lealtà sportiva — è un comportamento offensivo non soltanto nei confronti dell’Inter ma di tutte le squadre di calcio italiane, nessuna esclusa. La terza finta stella è un insulto a tutto il calcio italiano e i giornalisti hanno il dovere di dire la verità e di specificare che gli scudetti vinti dalla Fiat sono 28. Altrimenti, in caso contrario, il calcio italiano non ha, non può avere, nessuna credibilità. Così come non possono essere presi sul serio giornalisti per esempio come Pierluigi BattistaAltrimenti diventa una farsa e tutte le altre squadre (nessuna esclusa) potranno sentirsi in diritto di cucire sulla propria maglia non tre ma a questo punto (buffonata per buffonata) quattro stelle. Sarebbe l’unica cosa da fare per contestare e delegittimare l’arroganza di chi non rispetta le leggi (giuste o sbagliate che siano) dello sport.

Sempre a proposito di poca credibilità del calcio italiano e di giornalisti imbarazzanti, non posso non segnalare il finto stupore degli addetti ai lavori che ieri pomeriggio apparivano scandalizzati (sic) per la pessima direzione di gara di Tagliavento e ieri sera per Rizzoli. Come se in passato Tagliavento e Rizzoli non avessero arbitrato negli ultimi anni il più delle volte schifosamente e come se non fosse proprio per questo che magari hanno fatto una grande carriera in Serie A. Ma tra tutti i giornalisti imbarazzanti non posso fare a meno di segnalare uno di quelli che personalmente considero tra i più imbarazzanti in assoluto e cioè quel cialtrone di Fabio Caressa che nella telecronaca del derby su Sky si è secondo me davvero superato. Quando cioè dopo l’inesistente rigore fischiato da Rizzoli a Julio Cesar qualcuno in tribuna se la sarebbe presa con Adriano Galliani e l’incredibile Caressa ha subito commentato in diretta (vado a memoria) una cosa del genere:

“Non capisco perché se la stanno prendendo con la dirigenza del Milan per quello che sta succedendo in campo…”

Già, che c’entra Galliani? Beh, a parte l’immediata risata che viene subito spontanea, a occhio e croce diciamo magari una vagonata (a stare stretti) di conflitti d’interesse?