Archivi tag: Comunione e liberazione

Lupi da salotto

Maurizio Lupi con Roberto Formigoni

Sarà che io al telefono parlo esattamente come in qualsiasi altro contesto, mi esprimo cioè sempre nello stesso modo, ma sono e rimango un estremista delle intercettazioni. Nel senso che continuo a non capire le rivendicazioni sulla privacy. Anzi. Dipendesse da me renderei pubblico tutto, anche conversazioni di nessun interesse giudiziario. Perché mi piace conoscere le persone, sapere come ragionano. E, soprattutto, come parlano. Le parole usate.

Non vedo allora che male ci sia a rendere di dominio pubblico queste conversazioni seppur private. Perché mai uno dovrebbe vergognarsi di quello che dice al telefono seppur in privato? Tanto più che sta esprimendo se stesso, il suo modo di vivere. Perché mai un uomo per giunta pubblico dovrebbe avere una seconda identità nascosta? E perché dovrebbe avere garantita la doppia vita, quella finta che nasconde quella vera?

Perché mai, insomma, io dovrei credere e continuare a credere che Maurizio Lupi sia quello che pontifica di massimi sistemi a Porta a porta e non piuttosto quello che è – e che dice – nella vita reale? Perché dovrei essere obbligato a sorbirmi il santino di Lupi e non poter conoscere invece anche le sue pratiche quotidiane da politico navigato che ragiona di soldi e potere ed è decisamente diverso – ma assai – da come appare in tv?

Annunci

Guardie e ladri

Roberto Formigoni

Volevo scrivere su di una domanda che mi era venuta in mente a proposito di Formigoni, ma poi ho visto che l’aveva già fatto Giuseppe Civati e allora faccio prima a copiare il suo post:

Sequestrati beni per 49 milioni di euro a Roberto Formigoni. La domanda sorge spontanea e precede qualsiasi vicenda giudiziaria: come fa una persona che nella sua vita ha fatto solo politica ad avere beni per 49 milioni di euro? Così, per sapere.

Tra l’altro, a me poi piacerebbe pure sapere, anche solo molto approssimativamente (e cioè sicuramente per difetto) quanti potrebbero essere in totale i milioni che sono passati tra le mani, in questi ultimi 35 anni, di quel potentissimo e intoccabile movimento cattolico di cui fa parte Formigoni e che risponde al nome di Comunione e liberazione. O forse no, forse è meglio non saperlo. Perché verrebbero fuori cifre talmente imbarazzanti da far gridare allo scandalo perfino le peggiori dittature del mondo.

Del resto, come può essere definita una per così dire democrazia in cui un politico (e nemmeno di primissimo piano, se vogliamo) possa appropriarsi di ben 49 milioni (quelli almeno accertati) in pochi anni e all’insaputa di tutti? Dov’erano, per dire, quelli che dovevano controllare? E perché in Italia si continua a scaricare ogni responsabilità, civile prima ancora che penale, addosso alla magistratura? Come se fosse, insomma, sempre e solo una questione di guardie e ladri. E la politica? Che fine ha fatto la politica?

Un altro indagato al Pirellone, ma non è Spreafico

Il cerchietto sull'unico politico non indagato per corruzione

Sopra nella foto, l’ufficio di presidenza del Consiglio regionale lombardo: dei 5 membri originari solo Spreafico (tondo) non è indagato. Gli altri da sinistra: Nicoli Cristiani, Boni, Penati, Ponzoni

Bufera tangenti in Lombardia – titolano senza pietà i giornali – un altro indagato al Pirellone. Ma ancora una volta non è Spreafico, quello indicato sui giornali con il cerchietto, l’ormai famoso unico dei cinque componenti dell’originario Ufficio di presidenza del Consiglio regionale lombardo a non essere sott’inchiesta per corruzione.

Tutti gli altri sì, ma non Spreafico. Spreafico no. Perché Spreafico, come lui stesso ha tenuto a rassicurare specialmente i più malfidati di noi, non ha “scheletri nell’armadio, ma al massimo qualche multa per divieto di sosta”. Insomma, un piccolo, grande eroico uomo dei nostri tempi alquanto sbandati, tempi di particolare confusione morale, ideologica, esistenziale.

Come non fare il tifo per lui? Spreafico sei tutti noi, sei la nostra unica e ultima speranza. Resisti e, se puoi, non ci tradire.  (Nell’immagine qui sotto, la copertina del libro a cui fin da bambino l’eroico Spreafico si è sempre ispirato)

L'ultimo dei Mohicani

Se Roberto Formigoni è la prova che Dio non esiste

Vodpod videos no longer available. Il pio Roberto Formigoni, quando dice di non aver mai fatto favori a nessuno, è la dimostrazione vivente che Dio non esiste o, come minimo, è molto distratto. Altrimenti, come mai il presidente della Regione più indagata d’Italia non viene immediatamente raggiunto da un fulmine?