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Il turn-over e il rischio di un’altra imbarcata

Marco Benassi e Rodrigo Palacio

Il problema o almeno uno dei problemi (magari ce ne fosse un solo) più immediati da risolvere è il seguente: come fare al meglio il turn-over (perché si farà, vero?) nella trasferta romena senza rischiare di prendere (eventualità da non escludere) un’altra imbarcata?

In una situazione così difficile a pochi giorni da un derby che sembra improvvisamente diventato un ostacolo quasi insormontabile mi auguro non si faccia la cosa peggiore immaginabile e cioè che ogni decisione, anche la più difficile, venga scaricata addosso a Stramaccioni. Credo sia assolutamente necessario fare quadrato attorno all’allenatore e che cioè i senatori si assumino le loro responsabilità e la società sostenga eventuali scelte poco gradite allo spogliatoio. Tipo che secondo me nell’Inter attuale il Capitano e Cambiasso insieme non possono giocare. Per ragioni che conosciamo troppo bene uno è sempre di troppo. Quindi secondo me sarebbe opportuno che uno giochi giovedì e l’altro domenica. Uno dei due accetterà di rinunciare al derby? Ora come ora penso di no, così come immagino che Stramaccioni da solo difficilmente potrebbe riuscire a imporre una scelta così drastica, ma forse utile alla squadra.

Considerato poi che difficilmente a Benassi faranno giocare il il derby mi sembra chiaro che contro il Cluj debba essere piazzato al fianco di Cambiasso o il Capitano, a seconda di chi giocherebbe in campionato. Mentre per gli altri due centrocampisti, che potrebbero essere Gargano a destra e Guarin a sinistra, prevederei un’opportuna staffetta nella ripresa. Come trequartista o finta seconda punta e magari, perché no, insieme a Guarin con l’Inter schierata ad albero di Natale, mi affiderei obbligatoriamente ad Alvarez, seppure con tutte le comprensibili perplessità sull’argentino: già non ci si può contare a risultato acquisito figurarsi in una trasferta che certo non si preannuncia una passeggiata. Ma questi abbiamo e questi devono giocare. Lì davanti concederei un tempo per ciascuno a Palacio e Cassano, dato che escluderei in una partita così complicata l’esordio del ragazzino della Primavera Terrani. Insomma, io farei questa formazione:

HANDANOVIC

JONATHAN RANOCCHIA JUAN JESUS PEREIRA

GARGANO CAMBIASSO BENASSI

GUARIN ALVAREZ

PALACIO

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Due seconde punte e un fantasma

Il tridente nerazzurro prima dell'infortunio di Milito

L’infortunio di Milito ha ingigantito e allo stesso tempo palesato un equivoco di fondo nell’attacco nerazzurro. Cassano è una punta anomala, che si è progressivamente trasformato ( a forza di non correre più) da seconda punta quasi in un trequartista. Palacio non solo non è (e non sarà mai) una prima punta, ma se non ha la possibilità di giocare a ridosso dell’area perde gran parte della sua pericolosità.

L’accoppiata Palacio-Cassano per quanto forzata dagli eventi è oggettivamente improponibile. Lo è per le caratteristiche dei due  a cui vanno aggiunti peraltro i limiti dinamici dell’italiano. Talmente assurda, come coppia, che secondo me sarebbe addirittura più compatibile facendo giocare da prima punta il più adattabile Cassano. Ma così com’è non funzionerà mai bene: Cassano continuerà a cercare di servire Palacio senza riuscirci quasi mai perché Palacio non sa fare i movimenti da prima punta (in cui per esempio Milito è un maestro) mentre lo stesso Palacio giocando fuori ruolo si sfiata correndo  quasi sempre a vuoto. Questo è.

Anche se ci sarebbe un’altra possibile ed estrema soluzione e cioè quella di fare un ultimo tentativo con Rocchi (lui sì una prima punta) cui affiancargli uno tra Cassano e Palacio. Purtroppo l’Inter di Stramaccioni non può permettersi il lusso di sbagliare e non c’è più tempo per gli esperimenti. La situazione è diventata talmente difficile che ogni possibile tentativo rischierebbe di naufragare alle prime difficoltà. Ma dipendesse da me, perso per perso, io ci proverei lo stesso.

Inter-Genoa, intervallo

Antonio Cassano

Il tridente più Alvarez sbilancia troppo la squadra e alla lunga l’espone alle ripartenze di prima del Genoa. Il modulo alla Mourinho è troppo dispendioso anche perché Stramaccioni non ha gli stessi interpreti del Triplete.

L’infortunio di Alvarez (che però fin lì aveva giocato ancora una volta maluccio, anche perché da esterno fa sempre tanta fatica) con l’inserimento di Pereira dovrebbe dare almeno più equilibrio.

Ma l’Inter non trova sbocchi per gli attaccanti e continua a incartarsi al momento dell’ultimo passaggio. Cassano è l’unico in grado di creare qualcosa, ma per ora predica nel deserto. Mentre il Genoa continua a crescere e a diventare sempre più pericoloso in contropiede. L’unica vero tiro in porta è di Immobile, che lo piazza di precisione sul secondo palo ma non sorprende Handanovic.

L’Inter di Stramaccioni stavolta ha poca fortuna

Antonio Cassano

Stavolta siamo in credito

Ha vinto la Lazio perché Klose alla seconda occasione non ha sbagliato, mentre l’Inter può recriminare per il pali prima di Guarin (voto 7, il migliore dell’Inter) e poi di Cassano (voto 5 nel primo tempo e 7 nella ripresa). Migliore la Lazio nel primo tempo, meglio l’Inter nella ripresa: il pari sarebbe stato il risultato più logico. Vabbè, stavolta siamo in credito con la fortuna.

Panchina senza ricambi

Nonostante la sconfitta l’Inter di Stramaccioni (voto 6) ha fin qui fatto tutto quello che era nelle sue possibilità e forse anche qualcosa di più considerato l’organico a disposizione. Nella ripresa, magari sarebbe stato utile cambiare qualcosa, ma ora come ora mancano ricambi validi. Quando si è infortunato Cambiasso (voto 6) in panchina c’erano solo ragazzini della Primavera. Questo è quanto. E Stramaccioni è stato costretto a fare di necessità virtù mandando in campo Palacio (voto 6 per l’impegno messo a giocare fuori ruolo) come esterno di centrocampo. Una mossa che ha conseguentemente sbilanciato la squadra che a quel punto ha tentato il tutto per tutto cercando di trovare l’occasione buona per sbloccare il risultato. E solo un grande Marchetti ha impedito a Guarin, a Cassano e (sulla ribattuta) a Nagatomo (voto 6,5 non fosse altro per il grande spirito di sacrificio) di cambiare la storia della partita. Anche Milito (voto 5, evanescente come gli succede spesso da un po’ di tempo) ha avuto una mezza occasione e che forse avrebbe fatto meglio ad alzare la testa e accorgersi che sarebbe stato meglio passarla a Cassano davanti alla porta.

Non si possono concedere due occasioni di seguito a Klose

Gol mancato, gol subito. Scoprendosi, l’Inter ha concesso inevitabilmente alcune penetrazioni centrali su cui Klose si è sempre fatto trovare smarcato. Il tedesco prima si mangia un gol fatto sbagliando lo stop, ma alla seconda occasione (e qui sì, hanno dormito un po’ tutti) riesce ad anticipare sul tempo Handanovic (voto 6, stavolta non ha fatto quel miracolo che serviva). Niente da dire però: perché al quel punto ci stava che alla fine la gara potesse essere decisa da un episodio.

No, non c’è sudditanza psicologica. Per l’Inter, dico

Lascerei da parte ogni puntualizzazione su Ranocchia (voto 6 anche se il gol subìto è soprattutto colpa sua) placcato in area e sul mezzo fallo fischiato a Milito che ha impedito a Cassano di pareggiare a porta spalancata. Non mi sono sembrati errori arbitrali particolarmente vistosi e, per dire, ci stanno. A dimostrazione (se qualcuno avesse avuto dubbi) di come l’Inter non sia beneficiata di alcuna sudditanza psicologica.

È ufficiale: Coutinho non lo voglio più sentire nemmeno nominare

L’unica cosa per me veramente inaccettabile – che dire mi abbia fatto incazzare è poco – è stato l’atteggiamento con cui è entrato in campo Coutinho (voto 0). Stavo già smadonnando vedendo l’incredibile indolenza con cui stava entrando, roba da prenderlo per un orecchio e rispedirlo in panchina. Ma poi veramente non ci ho visto più. Quando cioè nonostante l’insopportabile lentezza nel prendere posizione in campo (nonostante che la squadra – la sua squadra – fosse in svantaggio) praticamente Cassano l’ha liberato al tiro e lui – solissimo – avrebbe potuto improvvisamente diventare il protagonista assoluto e invece no. Invece, scoglionatissimo come uno quasi scocciato di essere lì in quel momento, ha sparacchiato  in curva facendosi trovare totalmente impreparato. Ha tirato con la stessa svagatezza di uno che passava lì per caso. Una vergogna. Una cosa che nemmeno negli amatori. Inconcepibile. Assurdo. Ridicolo. Da prenderlo a calci da qui fino a Natale. Non ci sono giustificazioni per un atteggiamento del genere. Non solo. Evidentemente non soddisfatto, ha poi proseguito a giocare con la stessa insopportabile sufficienza sbagliando tutto il possibile. E allora stop. Non voglio più sentire nemmeno nominare uno così. Potrà magari diventare bravo pure come Messi, ma non me frega assolutamente niente: uno così meglio perderlo che trovarlo, uno così io non lo voglio vedere più con la nostra maglia. E non va venduto, l’Inter lo deve regalare.

L’Inter di Stramaccioni di misura contro un grande Napoli

Fredy Guarin migliore in campo

Alla fine il pari sarebbe stato sicuramente più giusto. Ma nel calcio la spunta quasi sempre chi sbaglia di meno. E anche se tutte e due le squadre hanno commesso errori in quantità industriale (a dimostrazione che devono entrambe ancora crescere) l’Inter di Stramaccioni (voto 7 innanzitutto per aver rinunciato al tridente e poi anche per la sicurezza e il carattere che trasmette alla squadra) è quella che ne ha fatto qualcuno di meno dell’avversaria. Tipo i due gol – bellissimi quanto non facili – mentre per contro il Napoli ne ha sbagliati almeno un paio in maniera imperdonabile.

Il migliore in campo: Fredy Guarin (voto 8). Un gol che ha messo subito l’Inter nella situazione tattica preferita e un assist che la partita l’ha – quasi – chiusa. Ma soprattutto una ruspa in mezzo al campo, sia quando si tratta di ragionare e di dirigere e sia quando c’è da lottare e soffrire. Fondamentale nel fare sempre la differenza con un cambio di passo che spezzava gli equilibri di reparto e per la capacità di svolgere difensivamente anche la copertura che di solito svolge Cambiasso (voto 7) stasera a sua volta immenso anche come libero. L’asse Guarin-Cambiasso ha permesso all’Inter di Stramaccioni di reggere l’urto di un Napoli (nella ripresa veramente travolgente) a cui però è mancata sufficiente lucidità sotto porta.

Sempre più convincente Handanovic (voto 7) protagonista di alcuni grandi interventi che tra l’altro per prontezza di riflessi ricordavano quelli di Julio Cesar. Meglio Juan Jesus (voto 6,5) nel primo tempo, meglio Ranocchia (voto 6,5) nella ripresa, ma secondo me nonostante le molte occasioni concesse a Cavani e compagni l’intero reparto va promosso proprio in considerazione del valore degli avversari. Tra l’altro non c’era uno come Samuel che ora come ora è insostituibile. Nonostante ciò il Napoli ne ha fatto solo uno e se andiamo a sottilizzare pure in fuorigioco (anche se non era facile vederlo).

Andrea Stramaccioni durante Inter-Napoli 2-1Non particolarmente brillanti mi sono sembrati il Capitano (voto 6) e Nagatomo (voto 6) che però hanno come sempre corso tantissimo e hanno dato tutto senza risparmiarsi un solo minuto.

Nota dolente, almeno secondo me, ancora una volta Pereira (voto 5) perché impegno e corsa a parte sembra proprio aver litigato con il pallone fino a rischiare un autogol che secondo me lo avrebbe, almeno a San Siro, crocifisso. Gli ho visto indovinare un paio di passaggi consecutivi solo nei convulsi e confusi minuti finali. È troppo poco per giocare a questi livelli. Poco meglio mi è sembrato, anche se tatticamente indispensabile come gregario a tutto campo, un Gargano (voto 5,5) anche lui con evidenti difficoltà ad andare d’accordo il pallone. Ma con la maglia dell’Uruguay li ho visti giocare tutti e due a ben altri livelli: questo per dire che i veri Pereira e Gargano li dobbiamo ancora vedere.

Capitolo tutto particolare quello di Milito (voto 7 per il capolavoro del gol e voto 4 per tutto il resto della partita) che dopo 38 minuti in cui fa solo danni viene lanciato in area da Guarin e lui esegue uno dei suoi numeri preferiti: controllo in corsa e palla a fil di palo. Da alzarsi tutti in piedi per la standing ovation a un campione che ha fatto la storia recente dell’Inter. Ma gol a parte praticamente un cadavere in campo. Mah…

Con il ritorno di Cassano (voto 6,5) l’Inter ha improvvisamente ritrovato sbocchi in attacco. Lui parte alla grande, esegue alla perfezione il corner che libera Guarin in area e diventa un pericolo costante per la difesa napoletana. Poi però subisce un paio di interventi abbastanza cattivi e non è più in grado di dare uguale intensità. Meriterebbe il gol poco prima di essere sostituito, però il pallone che supera De Sanctis si stampa sul palo. Succede, ma la classe non è acqua.

Solitamente letale quando entra a partita in corso, stavolta Palacio (voto 6) è meno lucido del solito nel cercare di sfruttare le pur poche occasioni in contropiede nel momento di massimo sforzo del Napoli. Dà comunque una mano anche lui e nei minuti finali avrebbe meritato pure di chiudere la partita, ma dopo una grande azione personale il tiro gli finisce fuori di poco.

Infine: Coutinho (s.v.). Giusto farlo entrare e giustissimo farlo entrare al posto del sempre più frastornato Milito. Ma che cazzo lo fai entrare a fare se poi nessuno gli dà mai un cazzo di pallone?

Il gol di Milito

Per l’Inter di Stramaccioni una sconfitta che fa male

Brutta sconfitta a Parma

Dopo Torino l’Inter si è progressivamente smarrita. Psicologicamente, caratterialmente. E dopo la battaglia contro il Cagliari sembra essere crollata anche dal punto di vista fisico.

Molti giocatori vanno troppo spesso in sofferenza, quasi che a volte sembra di rivivere l’incubo della passata stagione.

Il gruppo sembra non esserci più. Nella ripresa la squadra si è disunita e ognuno giocava per conto proprio. L’Inter non può subire un gol come quello che ha segnato Sansone. Praticamente, è partito palla al piede senza che nessuno provasse a fermarlo e ha tirato un rigore in corsa. Semplicemente ingiustificabile.

Dispiace dirlo, ma Stramaccioni (voto 4) non ha dato segni di vita quando la squadra si è improvvisamente bloccata. Bisognava fare qualcosa, si doveva cercare qualche possibile soluzione. Invece, sostituisce Alvarez (voto 3, peggiore in campo) che ha fatto solo danni quando è troppo tardi. Ancora più ridicoli gli ingressi in campo di Livaja (s.v.) e Duncan (s. v.) a partita praticamente finita. Segno forse che è andato in confusione. Ma sbagliare una partita ci sta.

L’importanza di Cassano molti interisti l’hanno scoperta con la sua assenza. D’accordo, gioca quasi da fermo e aiuta poco, ma ora come ora è l’unico capace di fare sempre la differenza. Senza di lui – e non potendo ormai più contare su Sneijder (difficile, adesso che la situazione è pubblicamente degenerata, si possa arrivare a una soluzione) – il centrocampo non ha abbastanza qualità per creare gioco con una certa continuità.

Assenti ingiustificati Milito (voto 4) e Palacio (voto 4,5) che sì non sono stati mai serviti bene, ma non hanno mosso un dito per cercare a loro volta di dare una mano ai compagni in difficoltà.

Al di là della brutta sconfitta che ci può anche stare (il nostro obiettivo rimane un posto in Champions) inaccettabile è la mancata reazione dopo aver preso un gol che sicuramente non si doveva prendere. Preoccupa la sensazione che il gruppo possa essersi spaccato. Eccessiva tensione, parecchie facce scure, troppi passaggi sbagliati. E di nuovo – devo purtroppo ripetermi – un altro flash: c’è scarso dialogo in campo, si vede poco coraggio e ognuno sembra preoccuparsi di svolgere alla meno peggio il proprio compitino come se in panchina ci fosse ancora Ranieri e non chi fino a tre settimane fa era diventato l’allenatore emergente del calcio italiano.

È un momento difficile: se viene a mancare la serenità (come sembra) non arrivano più i risultati e se non arrivano i risultati non è facile ritrovare la serenità.  Anche la società dovrà fare la sua parte per ridare un po’ della fiducia perduta a un ambiente che improvvisamente dopo l’insperato trionfo di Torino – una vittoria indimenticabile proprio perché ottenuta nonostante le note circostanze avverse – ha improvvisamente perso la tranquillità non appena i risultati sono venuti a mancare, anche e non solo per propri demeriti. Anzi: soprattutto per gli errori arbitrali capitati – puntualmente – proprio nei momenti più sbagliati.

Rispetto a Bergamo o alla partita con il Cagliari l’Inter stavolta non ha alibi e nemmeno attenuanti. E la crisi è dietro l’angolo. Ma una grande squadra – se ancora non lo è lo diventerà, deve solo crescere – si vede nei momenti come questi.

Atalanta-Inter, intervallo

Praticamente, Palacio sta cercando di ammazzare Consigli a pallonate. Per due volte davanti alla porta lo centra di testa (e non era per niente facile) e prima o poi secondo me ci riuscirà. Almeno a stordirlo. Sarà pur bravo, non dico di no, ma quando Palacio gioca così in punta di piedi risveglia i miei lati negativi e tutti in una volta.

Alla prima occasione l’Atalanta ha fatto bingo. E adesso sarà inevitabilmente tutto più difficile. Colpa dell’Inter, della sua leziosità sotto porta. Di Palacio, sicuramente. Ma anche di Cassano che non tira mai anche se a volte dovrebbe. E per fortuna che Denis si è mangiato il raddoppio, altrimenti la partita sarebbe già finita.

A parte tutto – dico subito che anche dovesse finire nella peggiore delle ipotesi l’Inter di Stramaccioni comunque ha già fatto il massimo – voglio incorniciare a futura memoria l’immagine di Cassano che si scontra con Consigli in uscita e una volta a terra si rialza immediatamente. Quanti, soprattutto se sotto di un gol, avrebbero fatto la stessa cosa? Non posso che ringraziare Antonio Cassano (proprio lui di cui se ne sono sempre dette di tutti i colori) per avermi fatto sentire ancora una volta orgoglioso di essere interista. Quale che sarà il risultato finale a Bergamo l’Inter ha vinto ancora.

Cassano salta Consigli in uscita invece di cercare il contatto in area per procurarsi il rigore

LA DIFFERENZA DI ESSERE INTERISTI Cassano salta Consigli in uscita invece di cercare il contatto in area

Se Stramaccioni sostituisce Guarin con… Alvarez

Milito sconsolato, ma lui è stato tra i peggiori in campoL’Inter ha tenuto il campo e (pur non riuscendo a segnare) l’ha tenuto bene finché Stramaccioni non è impazzito e ha avuto l’infelice idea di fare un cambio assurdo, semplicemente da non credersi. Sostituire Guarin con Alvarez, una volta tanto che gli equilibri di centrocampo funzionavano, è stato un harakiri inspiegabile. Mettere dentro un altro “fantasista”, quando il problema invece era semmai che non c’era mai nessuno in area a dare una mano allo spento Milito, ha avuto l’effetto di intasare definitivamente gli spazi davanti all’area del Siena e, cosa ancora più grave, ha praticamente scoperto il centrocampo con Gargano (che Stramaccioni, a completamento del suo capolavoro tattico ha poi sostituito anche lui con… Coutinho!) lasciato a fare reparto da solo.

Sneijder a testa bassaEra talmente prevedibile quello che è poi puntualmente successo che non riesco francamente a capire come sia stato possibile. Non poteva che finire così com’è finita. Inevitabile, se togli dal campo gli unici due interditori capaci di correre anche per gli altri e butti nella mischia al loro posto non dico degli attaccanti veri (tipica mossa della disperazione di Mourinho) come per esempio Livaja (messo dentro solo nei minuti finali) ma due rifinitori come Alvarez e Coutinho. Con il risultato – anche abbastanza tragicomico –  che Alvarez e Coutinho insieme a Sneijder e Cassano tutti e quattro (e io per dire che già considero Cassano insieme con Sneijder un azzardo…) si sono messi a crossare (come non bastasse anche ostacolati da Pereira e Nagatomo che invece di ripiegare sono rimasti in attacco a creare ulteriore confusione) palloni su palloni a casaccio (ben 45 cross secondo le statistiche della Gazzetta…) in un’area presidiata da quasi tutto il Siena con in ostaggio un Milito tra l’altro irriconoscibile. Tanto che nel finale, evidentemente contagiato dal clima di follia generale, lo stesso Milito si è piazzato sulla fascia e – incredibile ma vero – si è messo a crossare pure lui.

La delusione di Cassano

La sensazione, insomma, è che dopo aver clamorosamente sbagliato il cambio Stramaccioni abbia perso il controllo della situazione e sia stato sopraffatto dagli eventi senza che nemmeno il più esperto Beppe Baresi al suo fianco sia stato in grado di aiutarlo in qualche modo ad aggiustare in corsa il buco a centrocampo creato dall’ingresso di Alvarez. Per riequilibrare la mediana scoperta in fase di interdizione sarebbe stato sufficiente per esempio togliere prima Cassano e mettere dentro il Capitano. Invece, Stramaccioni ha commesso un secondo clamoroso errore facendo uscire anche Gargano e a quel punto non c’è stato proprio più niente da fare. Con la squadra imbottita di giocolieri e quasi tutta riversata al limite dell’area del Siena ai giocatori di Cosmi sono bastati un paio di ripartenze in velocità per chiudere la partita.

Stramaccioni sbaglia i cambi e l'Inter cade a San SiroChe dire, dopo una disfatta del genere? Continuo senza nessun dubbio a credere nelle qualità di Stramaccioni, perché un allenatore della sua età e in pratica alle prime armi ha tutto il diritto di sbagliare. Soprattutto in una situazione assai complicata come l’attuale, con una squadra ancora in fase di rodaggio e che ha quindi bisogno di tutto il tempo necessario per crescere. E in ogni caso l’Inter non si può certamente permettere alcun ripensamento, tra l’altro dopo poche partite, rispetto a quello che è il progetto su cui questa estate si è creduto o forse solo scommesso. E secondo me l’Inter deve sostenere e difendere Stramaccioni per aiutare lui e la squadra a superare questo momento non difficile ma difficilissimo.

Ma la prossima volta, ce lo dobbiamo augurare tutti, anche quelli che a San Siro hanno impietosamente fischiato una squadra che comunque aveva dato tutto, Stramaccioni dovrà avere il coraggio e la forza, se ce ne sarà bisogno, di sostituire o anche mettere in panchina Sneijder e Cassano. Ma credo che il nostro caro grande presidente Massimo Moratti lo sappia benissimo.

Inter-Siena, intervallo

Se all’Inter ci si dimentica dei fondamentali del calcio. Mai nessuno sul secondo palo. Se Cassano fa una giocata sul primo palo tu Guarin che stai sull’altra fascia devi andare ad attaccare il secondo palo. Perché che arrivi o no il pallone (quello di Cassano era facile facile, solo da appoggiare in rete) tu ci devi andare comunque. Somaro che non  sei altro.

Bene Cassano, autore di buone giocate, di cui un paio potevano essere trasformate in gol. Ma se Milito non è in giornata, come è sembrato finora, è come predicare nel deserto.

Bene anche Sneijder nella posizione più arretrata rispetto al solito (mentre Cassano fa da spalla a Milito) ma ancora una volta l’olandese è svagato nei momenti in cui bisogna essere concreti. Cassano l’ha messo in porta palla al piede e lui non trova di meglio da fare che metterla in mezzo per il fantasma di Milito. Ma che cazzo fai? Imperdonabile.

Buona la difesa, anche se Ranocchia è stato veramente fortunato a non fare autogol. Così così il centrocampo, positivo in fase di contenimento un po’ meno quando si deve far girare la palla con una certa velocità. Troppo lenti, sveglia!

Milito abulico come non mai, se continua così io non ci penserei su due volte a buttare nella mischia Livaja al posto di uno tra Cassano e Sneijder.

Cassano si è già autoconvocato

Antonio Cassano da bambino

Manco è arrivato che si è già autoconvocato per la trasferta di Pescara, si è assegnato la maglia da titolare e fa proclami da leader. Lui, insomma, si sente a casa sua. D’altronde, Cassano è così, prendere o lasciare. Una cosa è sicura: comunque vada ci divertiremo.

Palacio titolare di una sola mezza estate

Rodrigo Palacio

A questo punto due sono le cose: o Wesley Sneijder lascia l’Inter (ma a meno di un clamoroso colpo di scena sembra ormai improbabile, almeno a questo giro di mercato) o Antonio Cassano giocherà al posto di Rodrigo Palacio. Non ci sono altre soluzioni realisticamente praticabili. Tra Cassano, Sneijder e Palacio ce n’è uno di troppo e l’indiziato maggiore non può che essere l’argentino, che appena qualche ora fa era sicuro di partire titolare. No, non vorrei proprio essere al posto del povero Palacio. Uno  che dopo una lunga preparazione con tanto di preliminari di Europa League scopre, a nemmeno una settimana dell’inizio del campionato, che il suo posto non è più in campo ma ahimé in panchina. Dove probabilmente dovrà stare anche spesso.

Una bella fregatura, insomma, per uno che in Argentina era addirittura la seconda punta del Boca Juniors (mica una squadretta) ed era arrivato in Italia in punta di piedi cercando fortuna nel solito Genoa che Preziosi ha trasformato in una specie di import-export di calciatori stranieri sottostimati e/o sottovalutati. L’Inter era veramente la grande occasione, come prima ancora lo era stato per Diego Milito, di poter dimostrare di essere di categoria superiore. Ma il suo sogno si è infranto prima ancora di cominciare e il contraccolpo non sarà, presumibilmente, facile da assorbire. Certo, meglio fare panchina all’Inter che essere titolare inamovibile nel Genoa, ma la frustrazione è di quelle che bruciano non poco.

Non si può allora non esprimergli un po’ di solidarietà per come vanno (o sarebbe meglio dire non vanno) le cose nell’imbarazzante calcio italico contemporaneo. Un calcio sempre più misero quanto cialtrone, ridotto com’è ormai a scambiarsi i giocatori come fossero figurine Panini. Operazioni di mercato al risparmio, spesso fatte davvero con poca logica se non quella di fare comunque un po’ di casino e attirare così l’attenzione dei tifosi più fessi. Che se poi qualcuno si azzarda a chiedere il perché di certe (a dire poco) cervellotiche scelte ti spiegano subito che sei tu che non capisci, che non ti rendi conto di come si stia portando avanti un “progetto” i cui risultati si potranno vedere non ora e né domani, ma soltanto in un futuro prossimo venturo non meglio definito. E come dice Nichi Vendola, uno che di “progetti” non a lungo ma a lunghissimo termine se ne intende, bisogna imparare a capire anche nel calcio come in politica, l’importanza dell’ardire utopico dei pensieri lunghi. Chissà se Rodrigo Palacio riuscirà prima o poi a farsene una ragione, nelle sue lunghe sedute in panchina.

Cassano all’Inter è una bella scommessa

Cassano e Pazzini

Anche se capisco le ragioni per cui la maggioranza dei tifosi non è d’accordo, a me l’ipotesi Cassano piace. E confermo ciò che scrivevo, a proposito di un suo possibile arrivo, lo scorso 26 luglio:

Comunque sia, visto come siamo malridotti a me l’idea di vedere Cassano in nerazzurro a questo punto non dispiacerebbe proprio per niente. D’accordo, non c’è giocatore più inaffidabile di lui (a parte forse Balotelli) ma sarebbe davvero una bella scommessa. Intanto perché Cassano sogna da sempre di giocare nell’Inter, inoltre perché sarebbe davvero la sua ultima grande occasione nel calcio che conta e infine perché sembra abbia un buon rapporto con Stramaccioni.

Fermo restando che io un attaccante come Pazzini lo terrei sempre (la società nerazzurra sta commettendo un clamoroso errore di sottovalutazione) e comunque non lo darei mai (ci mancherebbe altro) a Mediaset, se poi proprio non si può fare a meno di mandarlo via (mi piacerebbe tanto che qualcuno avesse il coraggio di assumersi pubblicamente la responsabilità) che almeno arrivi al suo posto uno che a pallone ci sa fare.

Certo, bisognerà vedere se avrà voglia di giocare (allenarsi come si deve non se ne parla, dato che non l’ha mai fatto e mai lo farà) e se lo spogliatoio sarà capace di sopportare la sua ingombrante presenza. Tecnicamente Cassano non si discute, tutto il resto invece sì. Ed è una bella scommessa, soprattutto per Stramaccioni.

Cassano all’Inter: non è vero ma ci credo

Secondo la Gazzetta Cassano potrebbe andare all'InterSo benissimo di essere in (netta) minoranza e comunque la notizia sparata in prima pagina dalla Gazzetta sembra tanto la solita puttanata estiva, di quelle tipicamente fantasiose o comunque abbastanza forzate quando non c’è proprio niente di valido con cui aprire il giornale. Comunque sia, visto come siamo malridotti a me l’idea di vedere Cassano in nerazzurro a questo punto non dispiacerebbe proprio per niente. D’accordo, non c’è giocatore più inaffidabile di lui (a parte forse Balotelli) ma sarebbe davvero una bella scommessa. Intanto perché Cassano sogna da sempre di giocare nell’Inter, inoltre perché sarebbe davvero la sua ultima grande occasione nel calcio che conta e infine perché sembra abbia un buon rapporto con Stramaccioni.

D’altronde, se abbiamo preso Palacio allora possiamo benissimo anche dare una chance a Cassano. O no? Tra l’altro, limiti caratteriali a parte, tecnicamente non si discute. E poi vuoi mettere la soddisfazione, una volta tanto, di vedere finalmente uno buono (non Guglielminpietro o Coco, per dire) che lascia Mediaset per venire da noi? Il solo pensarci mi risolleva il morale dopo le tante figure di merda rimediate finora da quel gran simpaticone di Branca e da Ausilio.

Semmai il problema è un altro e cioé: qualora Cassano volesse veramente trasferisi e l’Inter fosse veramente interessata (dopo che lo ha sempre rifiutato) Mediaset sarebbe così sportiva come di solito lo è l’Inter? Ecco, forse sta proprio tutta qui la scarsa verosimiglianza della (presunta) notizia e cioè che Berlusconi non è Moratti e contrariamente a Moratti non gliela darebbe comunque vinta neanche se magari di Cassano non saprebbe più che farsene. Comunque sia, anche se è un’operazione impossibile o quasi (non fosse altro che per l’aspetto puramente economico, non certo irrilevante) io solo all’idea di vedere un attacco con il placido Palacio e il fragile Coutinho voglio illudermi e un po’ ci spero.