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Primo non complicarsi la vita

Medel, Osvaldo, Carrizo e Juan Jesus probabilmente titolari stasera nella partita di Europa League a San Siro contro il Dnipro

Medel, Osvaldo, Carrizo e Juan Jesus probabili titolari stasera nella partita di Europa League contro il Dnipro

Per ora Mancini sembra volersi divertire giocando a nascondino

M’Vila e D’Ambrosio possono considerarsi già fuori da ogni rotazione o sono stati invece precettati per Roma? E Vidic è veramente infortunato o è stato scartato senza appello? Per Mbaye si allontana di nuovo la prima squadra? L’impressione è che Mancini (squalificato in Europa) giochi a nascondino. Del resto, con l’organico a disposizione c’è poco da inventarsi.

Per Medel e Osvaldo sarà assolutamente vietato sbagliare partita

Medel a centrocampo e Osvaldo in attacco quelli che più di altri potrebbero beneficiare del turn over contro il Dnipro. Per Medel, in particolare, dovrebbe essere l’occasione per convincere Mancini che di solito non va propriamente pazzo per centrocampisti come lui. Più difficile per Osvaldo riuscire a scavalcare nelle gerarchie Icardi. Per provarci ha un solo modo: fare gol.

Chiudere la pratica qualificazione è il minimo sindacale

Fermo restando che l’Inter attuale potrebbe andare in difficoltà con qualsiasi avversario, il Dnipro già battuto in Ucraina è più che abbordabile. Riuscirci pure in casa, anche facendo ricorso al turn over, equivale al minimo sindacale. Del resto, lo stesso Mancini ha parlato di voler chiudere il discorso qualificazione. Senza, si spera, possibili complicazioni.

La formazione

Forse in difesa il turno over più evidente. Oltre a Carrizo in porta, potrebbero esserci Andreolli e Campagnaro. Mentre a centrocampo al posto dell’acciaccato Kovacic dovrebbe giocare dal primo minuto Hernanes. Sarà di nuovo lo sperimentale 4-1-4-1? Stavolta con Medel davanti alla difesa? Con Mancini è sempre difficile fare previsioni, soprattutto di questi tempi.

Carrizo – Campagnaro, Andreolli, Juan Jesus, Nagatomo – Medel – Palacio, Guarin, Kuzmanovic, Hernanes – Osvaldo

Il pronostico

Una vittoria, anche di misura, senza strafare. Possibilmente, in scioltezza. È chiedere troppo?

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Stessa squadra, ma almeno con un po’ di coraggio in più

Roberto Mancini ieri durante la conferenza stampa alla vigilia del derby

Roberto Mancini ieri durante la conferenza stampa alla vigilia del derby

L’Inter del ritrovato Mancini alla ricerca del coraggio perduto

Inutile farsi tante illusioni: la squadra è quella che è e Mancini non può fare miracoli. Certo, il ritorno del marchigiano riporterà almeno un minimo di entusiasmo, smarrito ormai da tempo. E forse porterà in più anche un po’ di quel coraggio senza cui diventa difficile riuscire a fare la differenza a certi livelli. Proprio ciò che più di ogni altro aspetto è mancato a Mazzarri.

Primo obiettivo: sbloccare una squadra tatticamente troppo rigida

Più del nuovo modulo – difesa a quattro e rombo improvvisato a centrocampo – il primo problema di Mancini potrebbe essere quello di sbloccare la squadra, preoccupata com’era di rispettare le rigide consegne tattiche di Mazzarri. Nel derby, contro un avversario deciso a sparigliare con molte punte, servirà maggiore elasticità nel capire le varie situazioni gioco.

Mancini pretende meno tocchi e più profondità: centrocampo all’altezza?

Con Mazzarri il maggiore difetto dell’Inter era – anche a causa del suo estremo tatticismo – la lentezza della manovra con tutti quegli interminabili quanto sterili passaggi orizzontali. Mentre il marchio di fabbrica di Mancini è invece la profondità, con giocate preferibilmente di prima. Magari fosse così… Tutto sta capire se l’attuale centrocampo sarà sufficientemente all’altezza.

La formazione

Mancini potrebbe essere tentato di schierare Juan Jesus terzino per proteggere i due centrali non propriamente velocissimi. Ma non sarebbe da escludere D’Ambrosio a destra, con Nagatomo che tornerebbe a sinistra. Davanti alla difesa M’Vila potrebbe dare più affidabilità rispetto al possibile esperimento di Hernanes (che dovrebbe partire dalla panchina).

Handanovic – Nagatomo (D’Ambrosio) Ranocchia, Vidic, Juan Jesus (Nagatomo) – Guarin, M’Vila (Hernanes) Kuzmanovic – Kovacic – Osvaldo (Palacio) Icardi

Il pronostico

Derby di particolare indecifrabilità, tenuto conto del poco tempo avuto a disposizione da Mancini appena ritornato e considerata la scarsa esperienza di Inzaghi, esordiente da allenatore. L’impressione è che nemmeno loro sappiano bene cosa potranno provare a fare. Con tutti i rischi che ne potrebbero conseguire. Scaramanticamente propendo per un pari.

Contro il Verona per non fare ancora peggio

I tempi sempre troppo lunghi di Thohir

Il richiamo all’ordine di Thohir non so perché ma stona. Forse perché troppo duro rispetto a mesi di estrema tolleranza fin quasi all’indifferenza o forse solo perché arrivato decisamente fuori tempo massimo. Il permaloso Mazzarri stavolta – rispetto alle critiche fatte da Moratti – non ha replicato trincerandosi dietro la formula che quanto detto da un presidente non si commenta. Ma, insomma, le parole di Thohir non saranno certo passate inosservate e sono destinate inevitabilmente a mettere ancora più pressione di quella che già c’è.

Purtroppo il problema vero sembra essere la mancanza di qualità

Difficile pensare a questo punto della stagione a un improvviso cambio di marcia di una squadra condannata alla mediocrità. La sensazione infatti è che non sia solo una questione mentale o peggio che le difficoltà possano essere addebitate interamente all’allenatore. Il problema di fondo, irrisolvibile, è che all’Inter di Mazzarri manca soprattutto la qualità. Quella qualità capace di sopperire alle difficoltà nei momenti negativi, quando cioè le cose non vanno come dovrebbero ma non per questo automaticamente la squadra si smarrisce come adesso.

I soldi non possono essere un alibi per giustificare l’incompetenza

Dal Triplete in poi la storia dell’Inter si può sintetizzare come una serie ininterrotta di errori. Di valutazioni tecniche ridicole prima ancora che sbagliate nella scelte di allenatori e giocatori. Mettendo da parte Moratti (che ormai è il passato) Thohir sta riuscendo nell’impresa, quasi impossibile, di fare cazzate perfino peggiori. Ma non c’è alibi che tenga per giustificare l’incompetenza calcistica che Thohir ha finora dimostrato. E in questo la la mancanza di soldi non c’entra niente. Si può fare molto meglio – la Samp su tutte – ed è giusto pretenderlo.

La formazione

Le ultime notizie danno per certo il rientro di Nagatomo e sarebbe la fine di un incubo perché almeno il giapponese è di ruolo ed è comunque il più affidabile di tutti. Mentre la solita difficoltà di Mazzarri ad ammettere errori fa pensare alla conferma di un Palacio ormai sempre più perso e spaurito, quando invece farebbe bene a dare spazio a Bonazzoli in tandem con Osvaldo. Inevitabile, vista che Hernanes sembra essere ancora acciaccato, che venga riproposto Kuzmanovic, tra l’altro apparso in discreta crescita.

Handanovic – Ranocchia, Vidic, Juan Jesus – Nagatomo, Kuzmanovic, Medel, Kovacic, Dodò – Palacio, Icardi

Il pronostico

Facile dire – a parole – che la la vittoria è d’obbligo. Ma non certo per l’attuale Inter. Più facile azzardare che l’Inter riesca almeno a fare risultato.

Il vero avversario è la paura (di Mazzarri)

Il rientrante Osvaldo ha bisogno di giocare per tornare in forma

Il rientrante Osvaldo ha bisogno di giocare per tornare in forma

Quando le cose non vanno bene Mazzarri si fa prendere dalla paura

Mazzarri è così, ha bisogno di sicurezze. Ha le sue convinzioni e non le cambia. Soprattutto nei momenti di difficoltà.  Ragion per cui, come anticipa Sky, avrebbe deciso di tornare alle sane vecchie abitudini e cioè, a parte l’ormai famigerata difesa a 3, di giocare con una punta sola. Contro il Saint-Étienne tutto il peso dell’attacco dovrebbe caricarselo l’incerto e confuso Palacio, le cui spalle attualmente tutto sono tranne che solide.

Palacio unica punta sarebbe non una ma tre volte sbagliato

Anche se criticare le scelte di Mazzarri è ormai come sparare sulla Croce Rossa, Palacio unica punta sarebbe un triplo errore. Primo perché la precarietà dell’assetto non fa altro che generare più confusione di quella che già c’è. Secondo perché Palacio è quello che più di chiunque altro avrebbe bisogno di stare fuori. Terzo perché si toglie spazio a Osvaldo che ha bisogno di essere recuperato al più presto viste le condizioni imbarazzanti proprio di Palacio.

Un assetto troppo difensivo potrebbe esporre l’Inter a un’altra imbarcata

La paura di Mazzarri potrebbe essere tale che anche una trasferta apparentemente non proibitiva potrebbe trasformarsi in un altro, ennesimo, disastro. Soprattutto se con la scusa degli infortuni e del turn over Mazzarri fosse tentato di varare un centrocampo eccessivamente difensivo e quindi inevitabilmente destinato a scomparire dal campo. Anche perché l’ipotesi assai bislacca di Kovacic nel ruolo che fu di Alvarez sarebbe una cosa davvero inguardabile.

La formazione

Non oso pensare che Mazzarri decida sul serio di mettere in campo una delle formazioni che i media stanno anticipando in queste ore per quanto sembrano squilibrate e quasi mandate allo sbaraglio. Preferisco credere che sia solo pretattica. E mi auguro che Mazzarri schieri più o meno una cosa del genere:

Handanovic – Andreolli, Vidic, Juan Jesus – Mbaye, Kuzmanovic (Guarin) Medel, Kovacic, Dodò – Palacio (Osvaldo) Icardi

Il pronostico

Molto dipenderà dalla squadra che scenderà in campo. La formazione che ha perso a Parma può benissimo strappare ai francesi un altro pareggio inchiodando la partita sullo 0-0. In caso contrario, non è azzardato prevedere che si possa ballare.

A Parma alla ricerca del Palacio perduto

Grande attesa a Parma per Palacio ancora a secco  dopo i gol falliti contro la Samp

Grande attesa a Parma per Palacio ancora a secco dopo i gol falliti contro la Samp

È l’occasione giusta per cambiare indirizzo alla stagione

Vigilia insolitamente serena, anche perché dopo due salutari vittorie i momenti critici sembrano essere ormai alle spalle. Del resto, il Parma sembra essere attualmente tra le squadre più in difficoltà e non dovrebbe essere una trasferta proibitiva. Anzi. Se non sbagliasse approccio nemmeno stavolta e riuscisse a tenere il campo con un minimo di intensità e un po’ d’ordine, davvero l’Inter potrebbe puntare alla terza vittoria consecutiva. Pur con gli uomini contati, Mazzarri ha l’occasione giusta per dare un altro indirizzo alla stagione, finalmente all’altezza di quelle che, volenti o nolenti, sono le aspettative. L’Inter non può rassegnarsi a un ruolo da comprimaria.

Finalmente con Thohir è la società a decidere e non più i giocatori

In sintonia con questo clima abbastanza incoraggiante è anche l’ipotesi che Thohir decida di non rinnovare il contratto in scadenza a Jonathan. Sarebbe indubbiamente l’inizio di una svolta importante. E cioè che a un giocatore viene concesso tutto il tempo necessario per dimostrare quanto vale, ma non può più durare in eterno come succedeva ai tempi di Moratti. Jonathan ha dimostrato di essere un buon giocatore, questo sì. Ma non è niente di speciale, non è insomma un campione su cui investire più di tanto. Meglio allora scommettere su Mbaye o guardare altrove e pescare qualche altra giovane promessa. In ogni caso scelte meno costose di Jonathan, ma con più talento. Senza milioni da investire è l’unica politica seria attuabile.

Se Palacio non si sblocca giusto rischiare uno tra Puscas o Bonazzoli

Stesso discorso sui tempi dovrebbe valere anche per Palacio. Nessuno discute il suo valore e quanto sia indispensabile per questa Inter. Ma sarebbe inammissibile ripetere lo stesso errore commesso a suo tempo con Milito quando a sua volta tornò dai Mondiali completamente distrutto, soprattutto psicologicamente. Tutti noi stiamo sottolineando la preoccupante analogia a titolo scaramantico, nel senso che non vediamo l’ora di essere smentiti sul campo dai gol di Palacio. Però è anche vero che l’attuale Palacio più che una risorsa rappresenta un problema. E se continua così prima o poi – o magari già da stasera al Tardini – Mazzarri dovrà per forza avere il coraggio di rischiare uno tra Puscas o Bonazzoli.

La formazione

Sempre in tema di giovani su cui rischiare, sembra che a Parma Mbaye possa partire dall’inizio. Sarebbe una buona idea, intanto perché Obi non merita di soffrire così tanto in un ruolo non suo. E poi perché è giunto il momento per Mbaye dopo le recenti apparizioni non del tutto convincenti di confermare in campo – con la responsabilità da titolare – quanto di buono si dice di lui. Così come se Hernanes non dovesse farcela, non sarebbe per niente male dare una chanche, stavolta nella sua posizione, a Obi che rispetto al macchinoso Kuzmanovic garantirebbe più dinamismo. Ammetto però che per Mazzarri più di un azzardo per volta sarebbe davvero troppo.

Handanovic – Mbaye, Ranocchia, Vidic, Juan Jesus, Dodò – Kuzmanovic (Hernanes) Medel, Kovacic, Palacio, Icardi

Il pronostico

Previsione quanto mai infida e scivolosa perché tutto sembrerebbe volgere al meglio, ma nel calcio le cose non sono quasi mai come sembrano. Diciamo allora che non sarebbe del tutto illogico che l’Inter riuscisse alla fine a spuntarla, magari di misura. Anche con un solo misero golletto. Chissà.

A San Siro una Samp con una media da Champions

L'ex viceallenatore dell'Inter Mihajlovic si presenta a San Siro con una Samp ancora imbattuta

L’ex viceallenatore dell’Inter Mihajlovic si presenta a San Siro con una Samp in grande forma

Contro l’imbattuta Samp non è per niente facile

La Samp è esattamente il tipo di avversario che in questo momento non precisamente facile non ci voleva proprio. Imbattuta, è una delle squadre più in forma. Con un allenatore assai motivato. La Samp assomiglia a Mihajlovic: tosta e compatta, non molla mai. E atleticamente sembra essere messa meglio dell’Inter. Corrono tutti parecchio, nessuno tira indietro la gamba.

Importante gestire la pressione e, se possibile, avere un buon approccio

Il rischio è che l’Inter possa perdere la partita prima ancora di giocare. Sarà importante saper gestire la pressione di San Siro, sapendo che ormai la delusione dei tifosi è tale che non sono più disposti a perdonare niente. Sarà fondamentale non sbagliare approccio, cosa ovviamente più facile a dirsi che a farsi, dato che in campo ci sono anche gli avversari.

Occhio sulle fasce e alle ripartenze di Soriano e Obiang

Oltre ai soliti limiti di copertura sulle fasce, Mazzarri avrà il problema di non concedere troppi spazi soprattutto a giocatori come Soriano e Obiang, capaci di veloci ribaltamenti di fronte. Così come serviranno lucidità e freddezza sotto porta. Con 4 gol subiti la Samp è insieme con la Roma (inchiodata a Marassi sullo 0-0) la seconda miglior difesa del campionato.

La formazione

Gli infortuni lasciano poco spazio a possibili novità. L’emergenza sulle fasce rimane il punto debole. Anche se è proprio dai piedi di Dodò e Obi (finora inaffidabili nella fase difensiva) che potrebbero arrivare quei cross capaci di innescare azioni pericolose. Dopo il turno di riposo Vidic dovrebbe rientrare al centro della difesa.

Handanovic – Ranocchia, Vidic, Juan Jesus – Obi, Hernanes, Medel, Kovacic, Dodò – Palacio, Icardi

Il pronostico

Vincere sarebbe ovviamente il massimo e forse anche… un mezzo miracolo. Rappresenterebbe una svolta. In un momento come l’attuale sarebbe però già positivo fare almeno risultato. E, considerato lo stato di forma degli avversari, tutto sommato anche un mediocre 0-0 forse non sarebbe del tutto da disprezzare.

A Cesena l’Inter di Mazzarri non può sbagliare di nuovo

Da troppo tempo l'Inter attende il ritorno del vero Palacio: Cesena potrebbe essere l'occasione giusta

Da troppo tempo l’Inter attende di ritrovare il vero Palacio: Cesena potrebbe essere l’occasione giusta

Dopo Cagliari e Fiorentina sbagliare anche a Cesena sarebbe davvero troppo

A Cesena l’Inter di Mazzarri non può permettersi di fare ancora altri errori. Se vuole provare a uscire dalla crisi di risultati e di gioco (anche se il primo tempo col Napoli, il migliore della stagione, è stato più che incoraggiante) ha un solo risultato a disposizione. O vince – torna a vincere – o in caso contrario la situazione è destinata a diventare sempre più preoccupante.

Trasferta difficile ma non certo proibitiva

Teoricamente, nonostante tutti i passi falsi, lottare per il terzo posto sarebbe ancora possibile. Ma in questo momento sarebbe già tanto che la squadra dimostrasse di essere perlomeno viva. Capace cioè di avere sufficiente personalità per gestire una trasferta non certo facile (visti i problemi soprattutto mentali che si porta dietro) ma sicuramente alla sua portata.

Infortuni e giocatori in difficoltà non possono diventare un alibi

Del resto, l’Inter non ha ancora mai vinto in trasferta e sarebbe pure ora. Se non riuscisse a farlo nemmeno contro una delle squadre che al momento sembrano tra le più deboli della Serie A, a quel punto sarebbe sempre più arduo trovare giustificazioni plausibili. La differenza tecnica è tale che non ci sono scuse – infortuni o giocatori non al meglio – che tengano.

La formazione

Sugli esterni prevedibilmente Mazzarri non rischierà Mbaye (anche perché poco convincente in coppa) e riproporrà Obi fuori ruolo a destra e l’intoccabile Dodò a sinistra. Tutti e due sono bravi a spingere, molto meno a difendere. Presumibilmente, i rischi maggiori verranno – come al solito – proprio sulle fasce. Per il resto, visti gli infortuni, Mazzarri ha scelte obbligate o quasi.

Handanovic – Ranocchia, Vidic, Juan Jesus – Obi, Hernanes, Medel, Kovacic, Dodò – Palacio, Icardi

Il pronostico

Una seppur striminizita, risicata e pur anche poco spettacolare vittoria. Anche se sembra chiedere tanto (visto le condizioni non esaltanti della squadra) è pur sempre il minimo.

L’Inter non può permettersi di sottovalutare il Saint-Étienne

Walter Mazzarri

Walter Mazzarri sempre più sotto pressione

Più che un partita un intralcio ai lavori in corso

Tutto avrebbe voluto Mazzarri tranne questo intermezzo di coppa. In un momento così delicato la partita con il Saint-Étienne non può essere di nessun aiuto e per di più potrebbe, se le cose dovessero complicarsi, anche rendere la situazione ancora più difficile di quella che già è. L’avversario è di quelli che pur non avendo un nome che spaventa è comunque di buon livello e potrebbe creare problemi se affrontato con sufficienza. E cioè pensando già al Cesena.

Turn over ma non troppo, che c’è già abbastanza confusione

Turn over o no? In linea di massima sarebbe più che giusto far tirare il fiato a qualche elemento tra quelli apparsi ultimamente in difficoltà e dare così spazio alla panchina. Senza esagerare, però, visto che ora come ora per Mazzarri sembra essere un lusso che non può permettersi più di tanto. La squadra non ha ancora trovato un assetto affidabile e troppe novità potrebbero ingenerare ancora più confusione di quella che troppo spesso si è vista in campo.

Mazzarri avrà le sue colpe, ma la società di certo non lo aiuta

Se la squadra non riesce ancora ad esprimersi a un buon livello Mazzarri ha sicuramente le sue responsabilità. Però è pur vero che al di là delle uscite di Moratti, la società dà l’impressione di non sostenere adeguatamente l’allenatore. Anzi. Thohir pare più interessato all’opera di ridimensionamento e la sua attenzione sempre concentrata sugli aspetti finanziari e mai su quelli tecnici. Non è certo il massimo, come cosa. Di sicuro non aiuta.

La formazione

Difficile capire cosa Mazzarri cambierà, anche perché gli eventuali cambi saranno dettati da problemi contingenti, come per esempio nel caso di Medel, fuori per una contusione accusata nell’ultimo allenamento. Prevedibilmente dovrebbe essere M’Vila a sostituirlo. Se la conferma di Obi (di nuovo fuori ruolo) sembra scontata, difficile che Mbaye possa essere provato (come sarebbe giusto) sulla sinistra, al posto di Dodò. Probabile l’inserimento di Guarin.

Handanovic – Andreolli, Vidic, Juan Jesus – Obi, Guarin, M ‘Vila, Hernanes, Dodò – Palacio, Icardi

Il pronostico

Rivincere a San Siro, per dire, non sarebbe mica male. Anche senza dover per forza strafare, che non è il proprio il caso.

Il futuro di Mazzarri nelle mani di Dodò (e Palacio)

Dodò

Dodò giocatore chiave di Mazzarri nella partita con il Napoli che può valere la stagione

Come giocarsi tutto scommettendo su quell’improbabile terzino che è Dodò

Ognuno se la gioca come meglio crede, ci mancherebbe altro, ma certo che da qui a scommettere il proprio futuro su Dodò ce ne vuole. Perché sì, il destino di Mazzarri è – anche se la cosa fa un po’ ridere – nelle mani di un improbabile terzino bravo sì ad attaccare ma del tutto incapace a coprire gli spazi di competenza. Sarà proprio sulle fasce (e come ti sbagli?) che dopo Cagliari e Fiorentina anche il Napoli cercherà di fare la differenza per portare a casa i tre punti. Ormai lo sanno tutti che l’Inter di Mazzarri soffre in particolar modo la pochezza dei suoi esterni e, soprattutto, l’inconsistenza tattica del peggiore dei quattro possibili titolari (uno peggio dell’altro a dire la verità, escluso forse Nagatomo) e cioè, appunto, l’ormai famigerato Dodò.

L’unica speranza è che gli attaccanti del Napoli facciano cilecca

Perché allora non cambiare? Semplice: Mazzarri risponderebbe che Mbaye non ha mai giocato – per i parametri dell’allenatore è ritenuto ancora troppo inesperto – e men che mai va rischiato proprio nella partita più difficile di tutta la stagione come questa contro il Napoli. Quindi? Quindi niente: gioca Dodò e non resta che sperare che il Napoli non ne approfitti. Che gli attaccanti del Napoli cioè non riescano a sfruttare gli spazi che si apriranno quando i centrali andranno a raddoppiare sulle fasce per tamponare i buchi lasciati dai due esterni (ultimamente anche Nagatomo non sembra più lui) e che i terzini napoletani a loro volta (dato che pure questi non è che siano proprio dei fenomeni, anzi) facciano perfino peggio dei nostri. Speriamo.

Serve un miracolo: la resurrezione dell’unico capace di fare la differenza

Anche se una ritrovata, quanto insperata, tenuta difensiva non basterebbe mica. Per liberare l’Inter di Mazzarri dalle sue paure stasera a San Siro si dovrebbe assistere a un miracolo e cioè alla tanto attesa resurrezione di quel cadavere che è diventato Palacio dopo i disastrosi (dal punto di vista soprattutto psicologico) Mondiali. Allo stato attuale dei fatti solo lui (sempre ammesso e concesso che l’improponibile Dodò non faccia troppi danni) potrebbe impedire, ora come ora, che l’Inter non perda la terza partita di fila. È l’unico capace di fare la differenza in campo, visto e considerato che il rendimento di Icardi è condizionato dalle capacità della squadra di innescarlo adeguatamente, attualmente assai scarse.

La formazione

Problemi difensivi a parte, Mazzarri si ritrova con un centrocampo fisicamente non al meglio. Facile immaginare che la tentazione sia quella di affidarsi ancora una volta all’inaffidabile Guarin, con tutti i rischi connessi. Con Kovacic in dubbio e l’alternativa del lento Hernanes che non potrà come al solito garantire un minimo di copertura, toccherà a Medel caricarsi addosso l’intero centrocampo sperando che la sua rabbia agonistica possa nascondere in qualche maniera i limiti dinamici dei compagni di reparto.

Handanovic – Ranocchia, Vidic, Juan Jesus – Nagatomo, Guarin, Medel, Kovacic (Hernanes), Dodò – Palacio, Icardi

Il pronostico

Parliamoci chiaro: non perdere sarebbe già un grandissimo risultato. Significherebbe che c’è ancora vita.

A Firenze aspettando che Mazzarri faccia almeno due cambi

Walter Mazzarri

Se devo scegliere tra Pellizzari e Mazzarri allora sto con Mazzarri

D’accordo, Mazzarri non è Mourinho, ma nemmeno l’ultimo degli allenatori. Questo blog non è stato mai tenero con Mazzarri, ma il rispetto è un’altra cosa. Il rispetto è sacro, a maggior ragione nei confronti di chi comunque sta dando il massimo per fare bene all’Inter. Rispetto che per esempio Tommaso Pellizzari non ha nel condannarlo senza appello come inadatto perché ritenuto privo delle necessarie qualità umane (addirittura) prima ancora che tecniche. Ora, a parte il fatto che attaccare Mazzarri anche sul piano personale – in questo momento che è in grosse difficoltà – è un po’ come sparare sulla Croce Rossa, chi pensa di avere delle certezze su uno sport opinabile e contraddittorio come il calcio è a prescindere persona come minimo di scarso spessore.

Il carisma del condottiero senza truppa

Che poi mica basta diventare opinionista del Corriere della sera per poter scrivere impunemente che per esempio Mazzarri sarebbe privo del “carisma del condottiero”.  Non sarà invece che a Mazzarri più del “carisma del condottiero” manchino magari due esterni capaci di marcare l’uomo? O magari un centrocampista meno lento di Hernanes? Vorrei proprio vederlo uno come Mourinho cui il “carisma del condottiero” certo non manca, essere costretto a schierare Hernanes, D’Ambrosio e Popò. O con Vidic che finora più che quel grande difensore che era in Premier League è sembrato una specie di infiltrato della Fiat. Già me l’immagino la faccia di Mourinho. E che fine farebbe il suo “carisma del condottiero”.

 Non è il gioco a mancare, ma la velocità d’esecuzione

Così come è una stupidaggine sostenere che l’Inter di Mazzarri non abbia un gioco. Non solo è falso, ma anzi spesso le rigidità tattiche di Mazzarri (nel pretendere l’esatta esecuzione degli schemi) diventano a volte perfino controproducenti. La verità invece è un’altra: la manovra è sempre troppa lenta e quindi prevedibilissima perché i giocatori non riescono a giocare la palla di prima. Il gioco è una cosa, la capacità dei suoi interpreti (alcuni assai scadenti) un’altra. Semmai si può obiettare a Mazzarri perché abbia scelto giocatori non all’altezza. Ma è semplice (e qui Pellizzari ha ragione quando scrive che non è colpa sua) e cioè: era l’unica condizione, quella di accettare un mercato al ribasso, per rimanere sulla panchina dell’Inter.

A Mazzarri manca solo il coraggio di scommettere su Mbaye e uno tra Obi e Khrin

A Mazzarri non mancano le capacità tecniche o morali come sostiene Pellizzari. Ha solo bisogno di avere più coraggio e rischiare di più. Come? Al di là di quello che potrà succedere a Firenze, Mazzarri deve avere il coraggio di cambiare gli esterni e la mezzala che deve interagire con Kovacic. Quando Mourinho si è trovato nella sua stessa situazione lo ha fatto eccome: tolse Maxwell e fece esordire Santon. Mazzarri deve fare altrettanto: deve avere il coraggio di scommettere su Mbaye (cui tra l’altro il talento non manca) e rivedere le gerarchie. D’Ambrosio non è tecnicamente all’altezza, Dodò non sa marcare e in Serie A potrebbe al massimo giocare come ala o attaccante esterno (se solo almeno vedesse la porta). Mentre a centrocampo Hernanes e Guarin hanno avuto tutto il tempo e tutte le occasioni per dimostrare quello che ora come ora evidentemente non riescono a fare. Anche in questo caso Mazzarri dovrebbe avere il coraggio di dare spazio a uno tra Obi e Krhin. A meno che non voglia giocare con il doppio mediano e cioè con Medel affiancato da M’Vila.

 La formazione

Stando alle ultime notizie Mazzarri potrebbe optare per il doppio mediano ed è una scelta più che lecita. Purtroppo però sarebbe di nuovo intenzionato a confermare i due esterni peggiori a disposizione e cioè D’Ambrosio e Dodò. Ora come ora due vere disgrazie. Facile prevedere che la Fiorentina cercherà di mettere in difficoltà l’Inter e di vincere la partita proprio sulle fasce.

Handanovic – Ranocchia, Vidic, Juan Jesus – D’Ambrosio, M’Vila, Medel, Kovacic, Dodò – Osvaldo, Icardi

Il pronostico

Firmerei per lo 0-0. Dopo il tracollo col Cagliari sarebbe fondamentale fare almeno risultato.

Serve continuità (e ritrovare Palacio)

Rodrigo Palacio: il suo pieno recupero è fondamentale

L’obbligo di vincere anche due volte di fila

All’Inter di Mazzarri manca la continuità. Dei risultati, ovviamente, perché il bel gioco quello non si è mai visto e difficilmente, tentuo conto degli interpreti, si potrà mai vedere. Dopo l’incoraggiante impresa compiuta con l’Atalanta ora però non bisogna fare il solito passo indietro. La partita col Cagliari (non certo uno squadrone) è di quelle che vanno vinte e possibilmente anche senza nemmeno soffrire più di tanto. Altrimenti siamo sempre alle solite.

L’importanza di Palacio, l’unico veramente indispensabile

In una squadra senza tanti fuoriclasse diventa fondamentale il pieno recupero di uno come Palacio, determinante per la sua versatilità: sa giocare da prima come da seconda punta, sa fare anche l’ala e, secondo me, sarebbe devastante come esterno di centrocampo. Icardi e Osvaldo sono dei finalizzatori e in fondo uno vale l’altro. Palacio invece è unico perché può ricoprire tutti i ruoli d’attacco facendo sempre la differenza. Questa Inter non può fare a meno di lui.

Mai gridare al terzo posto prima del tempo

Meno male che ci ha pensato Stramaccioni a spodestare l’Inter dal terzo posto. Ora come ora è un peso insostenibile per la squadra di Mazzarri apparsa finora ancora troppo fragile. A maggior ragione lo è anche in considerazione del fatto che i media avevano pensato bene di gridare subito al miracolo. Senza considerare inoltre che ci sono squadre più attrezzate: il Napoli ha comunque un organico migliore e Mediaset maggior fortuna con gli arbitri.

La formazione

Per come i media preannunciano novità in difesa e a centrocampo, l’impressione è che Mazzarri, uno che difficilmente rinuncia (se non costretto) all’undici di base, stia giocando a nascondersi. Mah. Vedremo. L’importante comunque è che giochi Palacio e che, soprattutto, al più presto ritrovi la forma perduta.

Handanovic – Ranocchia (Andreolli), Vidic, Juan Jesus – Jonathan, Guarin (Hernanes), Medel, Kovacic, Dodò – Palacio, Osvaldo

Il pronostico

Minimo: 1-0 (e segna Palacio). Classico: 2-0 (Palacio e Kovacic). Massimo: 3-0 (doppietta di Palacio e Kovacic). Tassativamente, però, senza subire gol.

Panico a San Siro, arriva l’invincibile Atalanta

Bonaventura affonda l'Inter a San Siro nella scorsa stagione

Lo spauracchio bergamasco che fa tanto paura all’Inter

Sembra uno scherzo e invece non lo è per niente. A prescindere da squadra e allenatore, ogni volta che l’Inter affronta l’Atalanta sono sempre figure di merda. Del resto, il fatto che da ben quattro anni una squadra come l’Inter non riesca a battere, nemmeno in casa, una squadretta di provincia come l’Atalanta spiega abbastanza bene cosa sia il calcio, soprattutto quello italiano.
Com’è possibile una cosa del genere, considerata la sproporzione tecnica per non parlare del fatturato? Ecco allora la mia modesta proposta per esorcizzare lo spauracchio bergamasco: un milione di multa a testa (compresi quelli in panchina) nel qual caso i nostri eroi riuscissero nell’impresa al contrario di non vincere nemmeno stavolta. Scommettiamo che funziona? Pare infatti che nel calcio i soldi possano fare miracoli impensabili. Hai visto mai.

Merito dell’Atalanta o, piuttosto, demerito dell’Inter?

I professori dicono che sia tutta una questione di carattere e forza di volontà. E come no. Semplice, che ci vuole? Come se bastasse solo volere una cosa per ottenerla. Guarda caso, però, l’Atalanta si limita solo a ridicolizzare ogni volta l’Inter e stop: non è che poi lotti per lo scudetto. Proprio per niente. Fa semplicemente un figurone solo quando gioca contro l’Inter. Per il resto del campionato fa solo numero. E allora c’è per forza qualcosa che non riporta. Non sarà magari che più dei meriti dell’Atalanta dipenda magari dai demeriti dell’Inter?
Non sarà piuttosto che i fenomeni di città quando incontrano i dilettanti di paese non si degnino di garantire quasi mai il minimo sindacale di impegno? Senza che poi la società faccia loro pesare adeguatamente questa palese mancanza di professionalità? No, perché dopo quattro anni è difficile continuare a parlare di eccezione che conferma la regola.

La formazione

Rientra dal primo minuto Palacio: giocatore indispensabile non solo in attacco, ma per gli equilibri di tutta la squadra. E Palacio è di fatto l’ultima carta a disposizione di Mazzarri per far uscire la squadra dalla mediocrità in cui si dibatte. Se nemmeno questa dovesse funzionare, sarebbe davvero un bel problema. L’organico è stato rinforzato come voleva Mazzarri, eppure l’Inter accusa gli stessi limiti e difetti della scorsa stagione.

Handanovic – Ranocchia, Vidic, Juan Jesus – D’Ambrosio (Jonathan), Guarin, Medel, Kovacic, Dodò – Palacio, Icardi

Il pronostico

Troppe umiliazioni e relative incazzature per poter solo ipotizzare l’ennesimo passo falso. L’incredibile sconfitta della scorsa stagione forse può essere considerata il simbolo del fallimento del cosiddetto anno zero. Certo, l’Atalanta (l’invincibile) non è il Sassuolo e nessuno pretende la goleada, ma a tutto c’è un limite e il risultato a disposizione è per forza uno solo. O altrimenti, davvero, questo blog non risponde più di se stesso.

A Palermo primo vero esame di maturità

Medel protagonista contro il Sassuolo

Palermo per capire quanto può valere l’Inter

Qual è la vera Inter? Quella impaurita e senza idee di Torino o quella straripante con il Sassuolo? Palermo sembra essere un esame più che attendibile. Una partita che potrebbe dire già abbastanza su quello che potrà essere il percorso dell’Inter. Se cioè può puntare a un campionato di vertice oppure – ahimé – no. D’accordo, siamo all’inizio ed è ancora troppo presto. Ma non fare passi falsi aiuterebbe non poco.

Esame continuità per Medel

Un altro test riguarda sicuramente Medel. Forte è forte ed è esattamente il mediano di cui l’Inter aveva bisogno da anni. Contro il Sassuolo è stato perfetto. Riuscirà ad essere anche continuo? Riuscirà cioè a giocare a grandi livelli anche contro avversari meno velleitari del Sassuolo? E, soprattutto: sarà capace di farlo senza subire frequenti ammonizioni, quello cioè che potrebbe rivelarsi come il suo punto debole?

Ennesima verifica per la retroguardia ritrovata

Cinque partite ufficiali, zero gol. Considerati gli orrori della scorsa stagione, si tratta di un vero miracolo. Ed è sicuramente un dato importante perché soltanto così si diventa una grande squadra. Sembra che l’innesto di un campione come Vidic abbia subito dato più compattezza al reparto che era quello più fragile. E Ranocchia gratificato dalla fascia di capitano sembra ritrovare di partita in partita le sicurezze perdute. Palermo allora diventa un’ulteriore verifica.

La formazione

Speriamo che Kovacic possa giocare perché la nuova Inter non può fare a meno di lui ed è destinata a crescere insieme. Così come in attacco mi sembra da escludere ulteriori attacchi di panico di Mazzarri che non rinuncerà quindi alla seconda punta. Mentre non mi dispiacerebbe, come si legge in rete, vedere Guarin al posto di Hernanes. Sempre che, ovviamente, il colombiano sia disposto a fare in maniera seria anche la fase difensiva.

Handanovic – Ranocchia, Vidic, Juan Jesus – Nagatomo, Kovacic, Medel, Hernanes (Guarin), Dodò – Osvaldo, Icardi

Il pronostico

Se proprio non dovesse essere possibile fare risultato pieno, un eventuale pari (ma nel qual caso rigorosamente a reti bianche) non sarebbe del tutto da disprezzare. Insomma, come minimo 0-0. Se poi Icardi (più di Osvaldo) dovesse farci un altro regalo…

Calcio, guerra e turn over

Guarin e Osvaldo probabile coppia d'attacco a Kiev

Guarin e Osvaldo probabile coppia d’attacco a Kiev

Per l’esordio in coppa Mazzarri cambia

Difficile ipotizzare che esordio sarà. Innanzitutto perché a Kiev ora come ora giocare a calcio non è per niente facile e c’è da chiedersi tra l’altro se sia giusto farlo a guerra in corso. E poi perché a quanto pare Mazzarri avrebbe deciso di fare il turn over (anche se sarà pronto a controbattere che per lui sono tutti titolari). Scelta che forse potrebbe piacere poco a Thohir.

L’Inter non può permettersi di snobbare questa coppetta

Del resto, Thohir è stato chiaro fin dall’inizio. L’ha detto e ripetuto in più occasioni: il futuro dell’Inter dipenderà anche da quanto sarà capace di farsi strada in Europa League. Va presa quindi sul serio e non più come un ripiego utile per far giocare i rincalzi. Ma tant’è: oggi a Kiev la situazione è davvero particolare e c’è poco da star a pontificare.

A Kiev non sarà facile però giocare

Questa trasferta così complicata dal punto di vista ambientale è per forza un’incognita e non potrebbe essere altrimenti. In ogni caso l’importante sarà evitare figuracce. Sembrerebbe che pure gli ucraini siano abbastanza rimaneggiati, ragion per cui il compito di portare a casa un risultato positivo dovrebbe essere, almeno sulla carta, più agevolato.

La formazione

Mazzarri sembra intenzionato a riproporre Campagnaro in difesa e a far giocare dal primo minuto Kuzmanovic a centrocampo, mentre in attacco spazio a Guarin come spalla di Osvaldo.

Handanovic – Campagnaro, Vidic, Juan Jesus – D’Ambrosio, Hernanes, M’Vila, Kuzmanovic, Dodò – Guarin – Osvaldo

Il pronostico

Considerata la situazione, anche il minimo sindacale – uno spento 0-0 – andrebbe bene. L’importante, cioè, è non farsi del male.

Chi ha paura del Sassuolo?

Osvaldo e Kovacic: da loro ci si aspetta che facciano la differenza

L’Inter di Mazzarri per ora sembra spaventarsi pure della sua ombra

Prima partita a San Siro all’insegna del solito strazio. Dopo il modesto esordio di Torino pare di essere quasi già al clima del dentro o fuori e per di più contro quei fenomeni del Sassuolo. A questo punto ormai siamo, che perfino una squadretta di provincia può rappresentare un ostacolo ostico. Ma tant’è: l’Inter in versione Mazzarri (quella della passata stagione così come anche l’attuale che sembra ricopiarne i limiti mentali) sembra per ora una squadra che ha innanzitutto paura dell’avversario (qualunque esso sia) o forse, prima ancora, della sua ombra.

A Torino si è visto una squadra fondamentalmente repressa

A Torino, al di là della mancanza di idee e soprattutto quel minimo di personalità nel momento in cui si è chiamati ad indossare una maglia importante, Mazzarri è apparso ancora una volta il peggior nemico di se stesso nel suo perfezionismo tattico dettato da un’ossessione che assomiglia molto a un complesso d’inferiorità di scoprirsi il meno possibile, anche a costo di non giocare proprio. Cosa che di fatto reprime ulteriormente una squadra già di per sè non particolarmente dotata di estro e con scarse capacità creative.

Manca ancora la necessaria mentalità da grande squadra

Fatto sta che alla prima di campionato l’Inter di Mazzarri – ed è bene sottolineare anche di Thohir che sembra aver pienamente sposato questa idea di votarsi alla mediocrità pur di assicurarsi un’ipotetica tranquillità da comprimari – ha fatto una pessima impressione. E non tanto perché Mazzarri abbia schierato due mediani e un solo attaccante davanti a un Torino orfano di Cerci e Immobile e irrimediabilmente spuntato. O meglio: non solo. Ma soprattutto perché non si è mai vista in campo la mentalità da grande squadra.

Se non giochi all’attacco e non ti scopri nemmeno contro il Sassuolo…

Fa allora veramente ridere leggere gli ultimi aggiornamenti sulla probabile formazione che esordirà a San Siro. Fanno ridere di cuore le notizie che ipotizzano il possibile impiego delle due punte, quasi come se fosse una decisione coraggiosissima – se non un azzardo – e non piuttosto una scelta obbligata. Cioè, se non schieri due punte nemmeno in casa contro il Sassuolo bè allora andiamo tutti a casa e buonanotte, lasciamo perdere il calcio e passiamo al baseball (sempre ammesso che prima o poi riuscirò a capirne le regole).

La formazione

Andreolli o Campagnaro? Andreolli tutta la vita, anche perché Campagnaro, in mancanza di offerte gradite, ha preferito rimanere pur non rientrando nei piani di Mazzarri. M’Vila o Hernanes? Per me M’Vila perché almeno copre meglio il campo, ma con Mazzarri è per ora una battaglia persa. Però ribadisco ancora una volta che Hernanes è un inutile (e assai più lento) doppione di Kovacic. Palacio o Osvaldo? Palacio la spalla perfetta di Icardi. Ma cosa gli è successo prima, durante e dopo il mondiale? Che ha Palacio? Si riprenderà?

Handanovic – Andreolli, Ranocchia, Juan Jesus – Nagatomo, Kovacic, Medel, Hernanes, Dodò – Osvaldo, Icardi

Il pronostico

Non scherziamo: la vittoria è fuori discussione e l’unico dubbio ammissibile riguarda il numero dei gol.

Mazzarri il solito provinciale: a Torino con una sola punta?

Gary Medel dovrebbe esordire stasera nella prima di campionato

Gary Medel dovrebbe esordire stasera nella prima di campionato

Ci risiamo. Mazzarri potrebbe farsi prendere ancora una volta dalla paura e sarebbe già pronto a commettere lo stesso errore. Sembrerebbe infatti deciso a schierare una sola punta (Icardi) e a quel punto saremmo come sempre di nuovo a punto da capo. Con una squadra cioè inevitabilmente limitata, rinunciataria, come se davanti non ci fosse il Torino, ma il Real Madrid. Non c’è niente da fare: nei momenti in cui deve finalmente osare per far fare il necessario salto di qualità alla squadra Mazzarri continua ad essere vittima del provincialismo da cui evidentemente non è ancora capace di liberarsi.

L’Inter ha bisogno di tornare ad avere la mentalità di una grande squadra

Non è in discussione il risultato (magari si vince e pure alla grande, perché no?) ma la differenza che passa tra una grande squadra e una provinciale. D’accordo, Mazzarri è Mazzarri e nessuno pretende che diventi zemaniano, questo no. E nemmeno che abbia il coraggio di Mourinho che (vabbè d’accordo, era un’altra Inter) di punte ne schierava tre. Ma che l’Inter torni a giocare con la mentalità di una grande squadra però sì. Il bagno d’umiltà della passata stagione, quando l’Inter è stata costretta a indossare i panni della squadretta per ovviare a un organico inadeguato, è stato necessario e si è rivelato tutto sommato utile. Ma era una situazione d’emergenza, aggravata anche dalla traballante situazione generata dal passaggio di proprietà. Ora però le cose sono decisamente cambiate e in meglio. O no? Ora, insomma, non ci sono più alibi.

L’Inter ultima occasione di Mazzarri per dimostrare che Moggi ha torto

Pur non prendendo campioni, Thohir ha comunque messo a disposizione di Mazzarri quegli elementi di cui aveva bisogno per rendere più completa la rosa. E, soprattutto, più competitiva. Perché allora continuare a ragionare da squadretta che deve solo preoccuparsi di limitare i danni? Tra l’altro questa è veramente l’ultima occasione che Mazzarri ha per dimostrare di essere un allenatore di vertice. Con il Napoli ci è andato sicuramente vicino, con l’Inter non può più sbagliare. Non fosse altro per non dare ragione a uno come Moggi che dice di lui:

“Se gli dai una squadra per salvarsi lui la porta a metà classifica, se gli dai una squadra per vincere lui la porta a metà classifica”.

Io credo che Moggi abbia torto. Finora però Mazzarri ha fatto di tutto per dargli ragione.

La formazione

L’idea di schierare tutti e due i mediani (anche se Medel non ha mai giocato nemmeno un minuto) è secondo me cosa buona e giusta perché finalizzata a risolvere una volta per tutte i disastrosi buchi a centrocampo della passata stagione. Assai più discutibile però mi sembra il sacrificio di Osvaldo pur di schierare sia Kovacic (nel ruolo che fu di Alvarez) che Hernanes. Ma tant’è.

Handanovic – Ranocchia, Vidic, Juan Jesus – Jonathan, Medel, M’Vila, Hernanes, Dodò – Kovacic – Icardi

Il pronostico

Nonostante tutte le paure di Mazzarri, il Torino non è il Real Madrid e si può benissimo iniziare la nuova stagione nel migliore dei modi. Una vittoria di misura andrebbe più che benissimo. Anche giocando maluccio (cosa che non mi sento di escludere vista il probabile schieramento di partenza).

Per la prima va bene pure il minimo sindacale

Walter Mazzarri al suo secondo anno all'Inter

L’importante è non fare brutta figura

Primo non farsi inutilmente del male. A cantiere aperto e con una forma ancora approssimativa, a Reykjavik sarà sufficiente non fare brutta figura. Non si pretende chissà che. Al di là del gioco che ancora non c’è, l’importante è che la squadra dimostri subito di avere voglia di fare bene e si muova in campo con un minimo di personalità. Male che vada va bene pure un palloso pari. Di questi tempi ci si può insomma accontentare anche del minimo sindacale.

Centrocampo ancora poco equilibrato

Tra Kovacic e Hernanes uno è di troppo. Ed è inutile aggiungere chi tra i due è l’intruso. Semmai ci sarebbe da chiedersi a chi sia venuto in mente di spendere 20 milioni per prendere un atipico come il brasiliano che sa fare un po’ tutto, ma è troppo lento per qualsiasi ruolo. Affidare ogni responsabilità di copertura all’esordiente M’Vila sembra un azzardo che potrebbe rendere inutile la solita difesa a tre. Difesa che rimane male assortita: non vedo uno particolarmente veloce e questo potrebbe essere alla lunga un bel problema.

Bene il mercato in entrata, necessario anche quello in uscita

Il mercato in entrata è stato finora abbastanza intelligente. Certo, si è preso quello che si poteva prendere e non sono certi arrivati campioni, di quelli capaci di fare la differenza. Ora Mazzarri ha a disposizione un organico più equilibrato e atleticamente più affidabile. Anche se sotto l’aspetto comportamentale M’Vila, Osvaldo e Medel sono delle scommesse non da poco. Non sarà uno scherzo tenerli a bada. Mentre per il mercato in uscita sarà fondamentale liberarsi di qualche elemento di disturbo. Al limite anche pagando.

La formazione

Magari fa pure una tripletta ma Botta non può essere un titolare. Spero giochi per necessità e non perché Mazzarri sia convinto che sia da Inter.

Handanovic – Ranocchia, Vidic, Juan Jesus – Jonathan, Kovacic, M’Vila, Hernanes, Dodò – Botta, Icardi

 Il pronostico

Va bene qualsiasi cosa dallo 0-0 in su.

Ultima occasione per chiudere almeno in bellezza

Walter Mazzarri

Un buon derby per illuminare una stagione da dimenticare

Un derby è sempre un derby ed è (non può non essere) pur sempre una partita importante. Così importante da decidere a volte, anche in solo 90 minuti, il destino di allenatori e giocatori. È l’ultima occasione tra l’altro per dare un po’ di soddisfazione ai tifosi al termine di una stagione ancora una volta fallimentare in cui forse la vittoria dell’andata (con lo strepitoso gol di tacco nei minuti finali di Palacio) ha rappresentato uno dei rari momenti esaltanti. Ripetersi sarebbe il minimo, viste le tante partite sbagliate finora.

L’Inter non ha niente da perdere, la squadra di Mediaset invece sì

Dall’alto dei 57 punti l’Inter parte psicologicamente avvantaggiata nei confronti della squadra di Mediaset obbligata a vincere non tanto per l’ormai impossibile sorpasso, ma per continuare a sperare di poter disputare l’Europa League. E c’è anche una bella differenza tra la relativa tranquillità che si respira ultimamente alla Pinetina rispetto ai sonni agitati di Seedorf ostaggio di una società litigiosa che mal sopporta l’attuale mediocrità. Mazzarri e la squadra lo sanno benissimo e non possono sbagliare partita.

La gavetta di Mazzarri e quel raccomandato di Seedorf

Viste le premesse della vigilia, sarà inevitabilmente un derby nel derby quello che si giocherà tra i due allenatori. Del resto le dichiarazioni di Mazzarri sono sembrate abbastanza inequivocabili nel sottolineare come lui abbia dovuto fare parecchia gavetta a differenza di chi invece come l’olandese sta semplicemente beneficiando dei trascorsi da calciatore per risparmiarsi tanta fatica. Detto questo, appare ovvio che Mazzarri ci tenga molto a voler dimostrare sul campo il valore di tutta la sua sudata esperienza.

La formazione

Due ballottaggi e mezzo: Campagnaro o Ranocchia a destra, D’Ambrosio o Jonathan sulla fascia destra e non è da escludere, probabilmente, anche quello tra Kovacic e Guarin a centrocampo. Passi per Campagnaro, così come ci sarebbe poco da dire sul possibile rientro di Jonathan, ma l’eventuale mossa a sorpresa di schierare all’ultimo momento Guarin potrebbe rivelarsi abbastanza discutibile, soprattutto in considerazione dei recenti progressi fatti dal giovane talento croato.

Handanovic – Campagnaro (Ranocchia), Samuel, Rolando – D’Ambrosio (Jonathan), Hernanes, Cambiasso, Kovacic, Nagatomo – Palacio, Icardi

Il pronostico

In una partita tradizionalmente imprevedibile come il derby (in cui non contano quasi mai i favori del pronostico, né tantomeno i punti in classifica) indovinare il risultato esatto è abbastanza impossibile. Certo, al di là della scaramanzia, è innegabile che l’Inter sembra avere più possibilità di aggiudicarselo. Mi piace pensare che questo derby possa essere nel segno di Icardi. Andrebbe benissimo, ci mancherebbe altro, anche un’altra seppur risicata vittoria di misura.

Per Icardi e, soprattutto, Kovacic: vietato sbagliare

Mateo Kovacic

La “raccolta dati” di Mazzarri per scegliere l’Inter futura

Se per Mazzarri Inter-Napoli è un’ennesima “raccolta dati” per capire chi potrà far parte del gruppo futuro, per Benitez è un test per scegliere gli undici che giocheranno la finale di Coppa Italia. Cosa non si fa (e non si dice) pur di inventarsi delle motivazioni. Del resto, sarà pur vero che a differenza del Napoli che non ha più niente da dire in questo campionato l’Inter è pur sempre in corsa per l’Europa League ma, insomma, siamo proprio ai titoli di coda di una stagione sicuramente deludente rispetto alle rispettive ambizioni di partenza.

Occasione da non fallire per Icardi e, soprattutto, Kovacic

Per la gioia dei cosiddetti esperti di mercato Thohir continua intanto a darci sotto con le chiacchiere alimentando senza sosta voci su voci di acquisti mirabolanti quanto improbabili. Di positivo ci sarebbe la conferma di Kovacic e Icardi (oddio, su quest’ultimo continuo ad avere grosse riserve dal punto di vista comportamentale, anche se tecnicamente non si discute) che sarebbero così già dei punti fermi su cui avviare finalmente questa benedetta ricostruzione di cui si parla da anni e non viene mai attuata sul serio. Inter-Napoli è allora un’occasione, soprattutto per il croato, da non fallire. Una partita importante in cui poter confermare quanto di buono fatto ultimamente.

Fare risultato per disputare il derby con un largo vantaggio

L’edificante sconfitta di Mediaset a Roma (con Balotelli che intervistato dà il meglio di se stesso rispondendo che gli opinionisti Sky non capiscono niente di calcio, cosa che a esclusione dell’ottimo Boban non è del tutto sbagliata) allontana ogni ipotesi di sorpasso. E, anzi, se l’Inter riuscisse a fare risultato col Napoli il distacco sarebbe tale da poter affrontare il derby psicologicamente avvantaggiati. Anche in considerazione dello stato confusionale in cui versano Seedorf, Galliani e Barbara, a tratti perfino più evidente di quello di Balotelli.

La formazione

Infortuni e squalifiche hanno finalmente spianato la strada ad Andreolli che, meglio tardi che mai, potrà giocare la sua prima partita dall’inizio. Per il resto è più che scontata la riconferma dei titolari con l’unico ballottaggio (ma non è detto) tra D’Ambrosio e il recuperato Jonathan.

Handanovic – Campagnaro, Ranocchia, Andreolli – D’Ambrosio, Hernanes, Cambiasso, Kovacic, Nagatomo – Palacio, Icardi

Il pronostico

Come tutte le partite di cartello rimaste tali solo sulla carta potrebbero avere – con l’arrivo destabilizzante della primavera e la stagione ormai al termine – esiti imprevedibili, a volte pure con molti gol. Propenderei prudentemente per un utilitaristico e tutto sommato indolore pari, anche se la partita è apertissima e possono benissimo vincere entrambi. Diciamo allora 1-1 (segna Icardi) o, dovesse magari girare tutto per il verso giusto, un bel 2-1 con gol di Icardi e Palacio.

Anche gli sfortunati Rocchi e Preti nello spareggio al Tardini

Il guardalinee più sfortunato del mondo Fabiano Preti oggi di scena al Tardini insieme con l'arbitro più sfortunato del mondo Rocchi

Il guardalinee più sfortunato del mondo Fabiano Preti oggi di scena al Tardini

Spareggio (decisamente triste) per la coppetta di consolazione

Al Tardini per giocarsi, vedi un po’ tu, l’Europa League. Questo è quanto ed è abbastanza triste. Rimangono le belle parole e le tante promesse (per ora solo tali) di Thohir che da mesi ci racconta di voler progettare un’Inter nuovamente competitiva. Ma comunque la vogliamo mettere alla prova dei fatti pure questa stagione è stata una vera schifezza. Dopo un avvio promettente, alle prime difficoltà la squadra si è irrimediabilmente smarrita. Era già successo del resto anche la scorsa stagione con Stramaccioni. E come Stramaccioni anche Mazzarri non si è dimostrato capace di porre rimedio alla precaria tenuta mentale che è un po’ il limite più evidente emerso fin qui.

L’incognita Cassano che potrebbe prendersi una rivincita con Mazzarri

Al di là della posta in palio non sarà di certo una passeggiata. La trasferta, anzi, è di quelle difficili. Vuoi perché è da tre anni che al Tardini l’Inter perde sempre. E poi perché c’è il rischio che l’interista Cassano possa voler fare un dispetto a Mazzarri che appena arrivato all’Inter, evidentemente memore di quando l’aveva allenato alla Samp, l’ha mandato subito via. Speriamo di no. A voler poi guardare le cose in positivo ci si può benissimo appigliare alla predisposizione di giocare meglio in trasferta, contro squadre che attaccano e concedono spazi. E a dirla tutta anche il divario tecnico è abbastanza evidente. Certo, se poi pure una squadretta di provincia come il Parma riesce a far paura…

Arbitra Rocchi e assiste Preti che più sfortunati di loro due proprio non si può

Di sicuro la designazione di Rocchi (uno dei peggiori arbitri del calcio moderno o, a seconda dei punti di vista, uno dei più sfortunati che si siano mai visti su un campo di calcio) non può non far venire in mente cattivi pensieri. Tra l’altro, leggo che uno dei guardalinee è un certo Preti e quindi deve essere proprio quel Fabiano Preti la cui notoria sfortuna invece di danneggiarlo sembra proprio agevolarlo visto che continua ad arbitrare nonostante tutte le gare sfortunatamente falsate. Ragion per cui, visti i precedenti esageratamente sfortunati di Rocchi e del suo fido guardalinee Preti le possibilità che questi due poveretti possano sfortunatamente commettere errori capaci di condizionare la partita sono per forza altissime.

La formazione

Purtroppo giocherà Campagnaro. Scelta obbligata a causa della squalifica di Ranocchia. Per il resto Mazzarri si affiderà presumibilmente agli stessi di Marassi. Kovacic dovrebbe avere così un’altra occasione per fare bene, soprattutto se come è successo a Marassi sia Cambiasso che Hernanes gli concederanno gli spazi di cui ha bisogno per dirigere la manovra come lui sa e può fare.

Handanovic – Campagnaro, Samuel, Rolando – D’Ambrosio, Hernanes, Cambiasso, Kovacic, Nagatomo – Palacio, Icardi

Il pronostico

Un pari andrebbe bene, in fondo, a entrambi: sia all’Inter che manterrebbe inalterato il vantaggio di due punti e sia al Parma che comunque non uscirebbe imbattuto dal confronto diretto e rimarrebbe in ogni caso in corsa. Diciamo 1-1 con gol di Cassano e Palacio.

Per Mazzarri ora Marassi è diventato l’esame più difficile

Per Walter Mazzarri la trasferta di Marassi è la prova della verità

Mihajlovic contro Mazzarri: Samp-Inter è soprattutto una sfida tra allenatori

Per Mazzarri è probabilmente la partita più difficile perché, vuoi o non vuoi, le cose si sono messe così male che contro la Samp di Mihajlovic il tecnico toscano si gioca anche un po’ della sua credibilità. Avendo sprecato le occasioni più favorevoli per fare punti, adesso l’Inter deve per forza tentare il tutto per tutto a Marassi. E, visto il recente rendimento non certo esaltante, non sarà per niente facile. Presumibilmente sarà una battaglia. Anche perché Mihajlovic non vorrà sfigurare. Anzi. Sarà inevitabilmente una sfida nella sfida.

Icardi sotto pressione? Non per uno che forse si sente solo di passaggio

Marassi sarà anche un test di maturità per Icardi? Considerato il soggetto in questione, lo scetticismo è d’obbligo. Mai visto uno della sua età più disincantato: ben consapevole dei propri mezzi e non poco ambizioso, Icardi sembra avere in testa (e non certo da ora) ben altri lidi con maggiore visibilità e assai più retribuiti. Potrebbe benissimo giocare (da ex contro l’ex amico) con la stessa superficiale sufficienza con cui ha affrontato finora la sua stagione all’Inter, in cui finora ha dato più che altro l’impressione di essere solo di passaggio.

Il problema vero non è tanto il Parma, ma il possibile rientro di Mediaset

Un eventuale nuovo passo falso a Marassi non sarebbe tanto un problema rispetto all’inevitabile testa a testa con il Parma per il quinto posto. No, quello sarebbe il minimo. L’incubo vero per Mazzarri è che rientri in corsa pure Mediaset. Dopo Marassi ci sarà il Tardini (e cioè uno… scontro diretto) mentre la squadra di Seedorf giocherà le prossime due in casa contro Catania e Livorno. Facile fare i conti: se l’Inter non fa punti rimetterà inevitabilmente in corsa anche chi ormai era (e tale doveva rimanere) fuori dall’Europa.

La formazione

Mi piace immaginare un sorprendente ripensamento di Mazzarri e credere che decida improvvisamente di rinunciare al sempre più stremato e confuso Alvarez per offrire un’occasione al più veloce e lucido Kovacic. Visto il grigiore attuale di una squadra sempre più dimessa e priva d’inventiva potrebbe anche rivelarsi — perché no? — una buona mossa.

Handanovic – Ranocchia, Samuel, Rolando – D’Ambrosio, Alvarez (Kovacic), Cambiasso, Hernanes, Nagatomo – Palacio, Icardi

Il pronostico

Rispetto agli ultimi quattro non poco deludenti risultati, già un pari contro una Samp che si preannuncia parecchio tosta sarebbe se non un’impresa qualcosa del genere. E un eventuale, seppur magari sofferto, 0-0 sarebbe da ritenersi se non altro una buona prova di carattere.

Se battere il Bologna sarebbe un’impresa

Thohir alla Pinetina per la vigilia di Inter-Bologna

Thohir insieme con Fassone, Ausilio e Zanetti alla vigilia di Inter-Bologna

A questo punto sarebbe quasi ingiusto non regalare punti anche al Bologna

Vista dal Bologna sarebbe ingiusto se l’Inter non regalasse punti pure a loro. O anche: sarebbe quasi una provocazione vincere la partita più inutile del mondo dopo aver sprecato l’impossibile contro una squadretta dietro l’altra. Così come, pur capendo le ragioni di Thohir, quest’affannata rincorsa all’Europa League come cosa è pure abbastanza patetica. Non fosse altro per il livello della concorrenza. Non so voi ma vedere l’Inter in un testa a testa con il Parma o, peggio ancora, l’Atalanta a me mette parecchia tristezza. Ma tant’è. In questa stagione va così. E cioè come in quella passata. Il tanto auspicato passaggio di proprietà (forse perché avvenuto in maniera così confusa) invece di fare da traino ha rappresentato un ostacolo, oltre che un prevedibile alibi per i giocatori a cui tra l’altro è stato chiesto come obiettivo da raggiungere niente di più del minimo sindacale.

Conviene o no tenersi il pur serio ma troppo rigido Mazzarri?

Ognuno di noi non può fare a meno di chiedersi se sia meglio tenere Mazzarri e continuare a dargli fiducia oppure no. Thohir insiste nel far sapere che ha fiducia in lui, altrimenti — come ha tenuto a spiegare — l’avrebbe già esonerato due mesi fa, ma i dubbi se sia la scelta migliore rimangono. A favore di Mazzarri gioca la sua indubbia serietà: ha rimesso ordine in uno spogliatoio non facile e ha fatto ripartire una squadra allo sbando e le ha comunque ridato un assetto accettabile. Certo, l’organico è quello che è e Mazzarri non poteva fare miracoli. Questo però non giustifica una sua certa rigidità mentale e tattica. Non depongono certo a suo favore la prevedibilità del gioco e la complessiva scarsa tenuta agonistica di troppi elementi (spesso e volentieri poco reattivi o disattenti) e non certo del solo Guarin. Così come — ed è forse il difetto peggiore — Mazzarri è sembrato inadatto a gestire la crescita dei tanti giovani di talento a disposizione.

Basterà la buona volontà di Thohir per risollevare l’Inter dalla mediocrità?

Il rischio è che Thohir pur facendo i salti mortali (per esempio con le banche) e dimostrando tanta buona volontà alla fine possa essere costretto a ripiegare su seconde e terze scelte quando invece l’Inter (a prescindere da chi siederà in panchina) ha assolutamente bisogno di tre o quattro campioni per scrollarsi di dosso la mediocrità in cui galleggia e da troppo tempo ormai. L’arrivo di altri Alvarez e nuovi fenomeni alla Schelotto oltre a condannare l’Inter all’ennesimo calvario potrebbe avere effetti devastanti sulla credibilità della nuova proprietà e sulla residua fiducia di molti tifosi che hanno creduto per troppo tempo a promesse mai mantenute. Ragion per cui, perso per perso, sarebbe più dignitoso (ma di parecchio) un centrocampo con Benassi e Duncan piuttosto che con le solite nuove mezze figure quasi sempre spudoratamente spacciate per geni incompresi.

La formazione

Fermo Jonathan, avrà un posto sicuro D’Ambrosio. Pare non venga esclusa l’ipotesi di una possibile panchina per Guarin e Samuel, guarda caso cioè, a voler pensare male, i protagonisti in negativo di Livorno. Comunque sia Mazzarri continua a essere davvero indifendibile nel voler insistere contro ogni evidenza a schierare Alvarez titolare.

Handanovic – Rolando, Ranocchia, Juan Jesus – D’Ambrosio, Alvarez, Cambiasso, Hernanes, Nagatomo – Palacio, Icardi 

Il pronostico

1-0. Palacio.

A Livorno contro il possibile futuro

Benassi e Palacio in una partita dell'Inter della scorsa stagione

Il promettente Benassi insieme con Palacio in una partita dell’Inter della scorsa stagione

Classica partita in cui Inter e Mazzarri hanno tutto da perdere

Troppo fragile ultimamente la squadra per poter pensare che la trasferta di Livorno, sulla carta abbastanza facile, sia proprio una passeggiata. Di fronte, tra l’altro, avrà per buona parte i giovani del possibile futuro: Benassi, Mbaye, Duncan, Bardi, Belfodil. Soprattutto i primi due secondo me non avrebbero sfigurato nell’attuale organico. Certo, il fatto che il Livorno non stia facendo un figurone può essere ritenuta l’ennesima conferma di come a certi livelli entusiasmo e buona volontà non bastino: senza grandi giocatori (e grandi investimenti) non si va da nessuna parte.

Basta coi piagnistei: sugli arbitri Thohir deve avere più coraggio di Moratti

Non può non preoccupare la morattite di Thohir nell’affrontare (o sarebbe meglio dire nel non affrontare seriamente) il problema degli arbitri. Do per scontato che abbia capito benissimo anche lui come funzionino le cose in Serie A. E cioè che abbia notato come gli arbitri a volte non si limitino a dirigere le partite, ma giochino pure loro e spesso sono pure determinanti ai fini del risultato. Ragion per cui è ovvio aspettarsi qualcosa di più concreto dei soliti inutili piagnistei. È necessario, insomma, che in merito alla cosiddetta sfortuna degli arbitri Thohir dimostri ben più coraggio e autorevolezza di Moratti.

Certo che un centrocampista come Song sarebbe semplicemente perfetto

Ovviamente a tenere banco (e come potrebbe essere altrimenti?) sono le mirabolanti voci di mercato. A me piace continuare a pensare che alla fine Thohir e Mazzarri non troveranno una linea d’intesa, nonostante si affannino a rilasciare assicurazioni in tal senso. Così come mi piace pensare che sia vera la trattativa per Song, un centrocampista che ho ammirato in Premier League prima che andasse al Barcellona dove ora fa la riserva. Anche se per costo e concorrenza sembrerebbe un’operazione al momento proibitiva, mi piace sognare Song in maglia nerazzurra. Grande incontrista e grande personalità: sarebbe perfetto.

 La formazione

La buona notizia è che Campagnaro non è stato nemmeno convocato. Meno male: un problema di meno. Per il resto sembra che Mazzarri sia intenzionato a fare un turn-over moderato con almeno un cambio in difesa e uno a centrocampo. In difesa potrebbe così rientrare Rolando, mentre a centrocampo partirebbe ahimé dall’inizio Alvarez, quando invece sarebbe più logico contro un avversario abbordabile dare un’occasione a Kovacic. Ma Mazzarri purtroppo è così: quando si fissa sui giocatori è difficile che cambi idea.

Handanovic – Rolando, Ranocchia, Juan Jesus – Jonathan, Alvarez, Cambiasso, Hernanes, D’Ambrosio – Palacio, Icardi

Il pronostico

Se l’Inter non riuscisse a vincere nemmeno a Livorno ci sarebbe solo da vergognarsi. Diciamo allora che il minimo sindacale sia un paio di gol, meglio ancora se li fa il miglior giocatore di questa disgraziata stagione e cioè Palacio.

Inter-Udinese partita inutile come l’Europa League

Thohir con Mazzarri alla Pinetina

Non c’è più tempo per recuperare: la squadra e Mazzarri hanno fallito

Che può dire di più Inter-Udinese rispetto a quello che già sappiamo? Qualsiasi risultato non cambierebbe di una virgola il bilancio ormai fallimentare. Nonostante tutte le difficoltà l’Inter e Mazzarri hanno avuto a più riprese alcune occasioni per dare comunque un senso alla stagione, ma sono sempre state sprecate in malo modo. Colpa della squadra troppo spesso poco volenterosa o peggio ancora distratta e colpa soprattutto di chi come Mazzarri doveva fare in modo che ciò non avvenisse. “Un centrocampista s’è scordato della marcatura”, ha detto a proposito del gol che è costata la sconfitta contro l’Atalanta. Giusto ammettere un errore così grave quanto inspiegabile, peccato però non abbia avuto anche il coraggio di aggiungere che errori del genere si ripetono con una certa frequenza. Si faccia allora una domanda e si dia anche una risposta.

Qualcuno spieghi a Thohir che l’Europa League è un obiettivo da squadrette

Non so fino a che punto sia auspicabile partecipare a una competizione poco più che inutile (se non dannosa per lo spreco di energie, la preparazione anticipata e la necessità di dotarsi di un organico più vasto) come l’Europa League. Dopo aver precipitosamente abbandonato l’ingenuo progetto della squadra di solo giovani, il neofita Thohir sta commettendo un altro errore di valutazione: l’Europa League non può essere un obiettivo di una grande squadra. Qualcuno in società farebbe bene insomma a spiegare a Thohir (che continua a dare l’impressione di avere ancora troppe cose da imparare) che la partecipazione a questa coppetta sia un contentino per squadrette di provincia e che anche dal punto di vista economico il rapporto tra costi e benefici forse non è poi così conveniente come potrebbe sembrare. Nel disputare la coppa di consolazione una grande squadra spesso ha quasi tutto da perdere.

Vidic e Dzeko non bastano: servono anche due grandi centrocampisti

Nel frattempo a tenere desta l’attenzione sono le dichiarazioni (abbastanza incoraggianti) di Thohir in chiave mercato. Noi tifosi pendiamo dalle sue labbra. Pare voglia investire come invece non sembrava quando è arrivato: forse ha capito che il progetto iniziale di puntare solo sui giovani non porterebbe da nessuna parte. Intanto, però, ha di fatto già sprecato la sua prima stagione e ha rinviato ancora una volta la tanto attesa ricostruzione della squadra. Speriamo adesso che gli errori fatti fin qui gli servano da lezione e che diventi subito più concreto e riesca così a recuperare il tempo perso. Per ora si parla solo di un grande attaccante, ma l’Inter ha assolutamente bisogno anche di un grande difensore (impensabile cavarsela solo con l’esperto Vidic) e un paio di campioni a centrocampo. Quelli cioè capaci di  far fare il salto qualità nel reparto più debole.

La formazione

Mazzarri potrebbe non fare turn-over o almeno così sembra. L’unico ballottaggio riguardarebbe l’eventuale rientro di Juan Jesus dopo la squalifica. Mi auguro sia Campagnaro (peggiore in campo contro l’Atalanta) l’escluso.

Handanovic – Rolando, Ranocchia, Juan Jesus – Jonathan, Guarin, Cambiasso, Hernanes, Nagatomo – Icardi, Palacio

Il pronostico

Certo che sbagliare due partite di fila in casa e per giunta contro due squadrette non è nemmeno facile. In teoria qualche tiro potrebbe prima o poi finire, perché no, anche in rete e non sarebbe da escludere, perché no, che avvenga il miracolo. Ma con questa squadra è meglio non sbilanciarsi più di tanto. La sensazione è che possa finire pari. Diciamo 1-1 e segna Palacio.

Inaccettabile sbagliare partita contro l’Atalanta

Rodrigo Palacio

Ho un sogno: vedere l’Atalanta sotterrata di gol

Vorrei vedere l’Atalanta presa a pallonate. Vorrei vedere l’Atalanta prendere tanti gol, ma proprio tanti. Tipo una mezza dozzina. E sarei per sempre grato a quell’allenatore che dovesse prima o poi decidere di farlo. Perché tra le succursali della Fiat quella dell’Atalanta è sicuramente la più servile di tutte. Quella che ogni volta che affronta l’Inter gioca con un’intensità unica, con un accanimento che va al di là del puro e semplice agonismo, come mai le riesce di fare per tutto il resto del campionato. Sono anni ormai che questo curioso avvenimento si ripete puntualmente che è impossibile non averci fatto caso. Il calcio italiano è anche questo e lo stile Fiat sempre ben riconoscibile. Ma tant’è, io aspetto in fiduciosa attesa: prima o poi dovrà succedere che qualcuno (se non Mazzarri chi verrà dopo di lui) prima o poi decida che sia giunto finalmente il momento di asfaltarli una volta per sempre.

Per l’Inter e per Mazzarri è assolutamente vietato fare un altro passo falso

Ovviamente l’Inter di Mazzarri e Mazzarri per primo a questo punto della stagione non hanno più alibi. Il periodo negativo è alle spalle, la squadra è al completo e in discreta salute. Inoltre, sembra aver trovato un assetto affidabile e riesce a giocare con un certo equilibrio tattico. Ultimamente, poi, ha dimostrato di mantenere un livello minimo di concentrazione più che accettabile, cosa che quasi mai le succedeva in passato. Che si vuole di più? L’avversario non è certamente di quelli irresistibili e il pur discusso Giacomelli non potrà mai fare più danni di un Tagliavento o un Rocchi. Ragion per cui non ci sono giustificazioni di sorta: contro l’Atalanta è proprio inaccettabile sbagliare partita. Non solo: dopo una stagione così sofferta è tassativo regalare almeno una giornata di festa cancellando dal campo una squadretta come l’Atalanta.

Anche se a fin di bene, Mazzarri sbaglia a negare l’evidenza del fallimento

Anche se capisco le ragioni per cui Mazzarri lo dice (e cioè per motivare lo spogliatoio) non è vero che il cammino dell’Inter sia “da considerarsi fin qui ottimo”. È falso. Il percorso dell’Inter è stato finora pessimo. L’Inter ha fallito tutti gli obiettivi stagionali (dato che l’Europa League è un contentino per squadrette di provincia) e nel frattempo è stato sprecato un altro anno inutilmente. Il progetto non è mai partito e quest’estate si dovrà ricominciare ancora una volta da capo. Perché (anche e soprattutto per colpa di Mazzarri) molti dei giovani su cui l’Inter aveva investito o si sono persi per strada o non hanno mai avuto la possibilità di dimostrare se siano oppure no da grande squadra. Per contro, l’aver rinunciato a fare esperimenti in prospettiva futura non ha portato nessun beneficio in classifica. Anzi. Tant’è che ora come ora l’Inter ha gli stessi punti della passata stagione.

La formazione

Squadra che vince non si cambia. Presumibilmente Mazzarri confermerà la formazione che ha vinto al Bentegodi con la sola eccezione, eventualmente, di D’Ambrosio che potrebbe anche tornare a sedere in panchina dopo la poco convincente prima da titolare. Ma, in tal caso, più del rientrante e non ancora al meglio Nagatomo il favorito potrebbe essere il Capitano.

Handanovic – Campagnaro, Ranocchia, Rolando – Jonathan, Guarin, Cambiasso, Hernanes, D’Ambrosio (Zanetti) – Palacio, Icardi

Il pronostico

Mi rifiuto di prendere in considerazione qualsiasi ipotesi che non sia una vittoria e anche con un certo scarto. Basta insomma con le barzellette sulle bestie nere. Dico 3-0 e Palacio porta a casa il pallone.

A Verona per confermare che il peggio è passato

Hernanes

Hernanes è diventato subito insostituibile

Al Bentegodi (ennesimo) esame di maturità

La trasferta di Verona è un’opportunità unica per dare una dimostrazione di continuità, cosa che è mancata troppo spesso. È allora un’occasione che non si può sprecare. A parte lo squalificato Juan Jesus, non manca nessuno di quelli che servono. La squadra sembra aver trovato un assetto abbastanza equilibrato. E l’avversario, seppur non da disprezzare, è comunque alla sua portata. Stavolta, insomma, l’Inter di Mazzarri non può fallire quella che è una vera e propria prova di maturità.

Ma Mazzarri assomiglia sempre di più a un traghettatore

Quando gli chiedono della sua riconferma, Mazzarri prende tempo. Dice che se ne riparlerà a giugno e che dovrà eventualmente valutare. Come a voler smentire la società quando ribadisce di aver già deciso di voler continuare con lui. Giustamente, da vero professionista qual è Mazzarri si mantiene sul vago per non concedere nessun alibi o distrazione che sia alla squadra. Ma l’impressione è che la nuova proprietà possa aver già fatto le sue scelte e che Thohir potrebbe aver già preso il nuovo allenatore. Colui cioè che ha voluto Vidic.

Se la difesa continua a tenere nessun risultato è precluso

Fondamentale sarà la tenuta della difesa. Nel momento in cui dovesse confermarsi abbastanza solida come nelle ultime due partite in cui non ha una volta tanto preso gol, nessun risultato è precluso. Tantomeno contro una diretta concorrente — almeno sulla carta — per l’Europa league. L’inserimento di Hernanes si sta dimostrando molto indovinato perché sembra aver dato miracolosamente un po’ di equilibrio al centrocampo, mentre il pur stagionato Palacio è sempre di più una garanzia in attacco e Thohir fa bene a puntare su di lui anche per il futuro.

La formazione

Il rientro dopo la squalifica di Samuel crea problemi di abbondanza. Mi auguro che il sacrificato sia Campagnaro invece di Ranocchia che contro il Torino è stato il migliore in campo. Mentre sarebbe auspicabile che uno tra i due esterni venisse fatto riposare per dare spazio a D’Ambrosio che da quanto è stato preso a gennaio ha giocato soltanto pochi minuti. Non penso però che succederà. Scontate le riconferme sia a centrocampo che in attacco. Anche se nella ripresa non sarebbe male poter vedere comunque in campo anche Kovacic e Milito.

Handanovic – Ranocchia, Samuel, Rolando – Jonathan, Guarin, Cambiasso, Hernanes, Nagatomo – Palacio, Icardi

Il pronostico

Come non essere una volta tanto ottimisti? Anche perché sarebbe veramente un peccato, dopo una stagione così travagliata, sbagliare ancora una volta partita nel momento in cui la squadra ha ritrovato la necessaria tranquillità per fare bene. Finisce allora 0-2, segnano Icardi e Palacio.

Con una difesa da inventare e la paura di perdere altri punti

Walter Mazzarri

Se Mazzarri praticamente è già un ex

Non trovo in rete la domanda che avrei fatto io a Mazzarri nella conferenza di prepartita e cioè: con l’arrivo di Vidic rinuncerà alla difesa a 3 o si può già dire fin da adesso che non sarà confermato da Thohir? Escluso che Mazzarri passi alla difesa alla 4 (non ci sa giocare) ed escluso che Vidic accetti a 33 anni il rischio di sperimentare il modulo a 3 quando ha sempre giocato in una difesa a 4, non rimane che scoprire chi sarà il nuovo allenatore nella prossima stagione. Perché la sensazione è che possa essere già stato individuato e non da ora. 

Con la difesa da inventare, Cerci diventa un problema

Le squalifiche di Samuel e Juan Jesus potrebbero pesare non poco contro un Torino che corre di più e il cui attacco va a nozze contro retroguardie disorganizzate o poco reattive. Per di più, con un centrocampo presumibilmente composto da Guarin, Cambiasso e Hernanes non sarà facile garantire un minimo di filtro. Insomma, ancora una volta le premesse perché si possa soffrire parecchio ci sono tutte. Del resto, la squadra è quella che è e nessuno può permettersi — Thohir per primo — di recriminare sui mancati rinforzi.

Mazzarri non sarà un fenomeno, ma l’organico è impresentabile

Il mercato estivo è stato semplicemente ridicolo, le giustificazioni del nuovo proprietario per evitare di impegnarsi seriamente già a gennaio sono sembrate francamente puerili. Quando devi fare affidamento su delle controfigure come Campagnaro, Jonathan o Alvarez (che per fortuna ha dato forfait) c’è poco da fare. E da aspettarsi. Magari Mazzarri non sarà un fenomeno, ma la squadra che gli hanno messo a disposizione (prima Moratti e ora Thohir) è — anche se molti tifosi preferiscono rimuovere questa cosa — veramente improponibile.

La formazione

Ma chi giocherà sinistra al posto di Juan Jesus? Boh. Probabilmente Rolando, forse la scelta meno rischiosa perché comunque è quello attualmente più affidabile. Certo che il rientro in contemporanea di Campagnaro e Ranocchia è  — nel primo caso per la voglia di strafare e nel secondo per la ormai irrecuperabile perdita di sicurezza e tranquillità — ad alto rischio. Abbastanza prevedibili invece le riconferme delle scelte fatte a Roma e cioè Cambiasso in cabina di regia e Icardi dal primo minuto.

Handanovic — Campagnaro, Ranocchia, Rolando — Jonathan, Guarin, Cambiasso, Hernanes, Nagatomo — Palacio, Icardi

Il pronostico

Purtroppo le possibilità che venga fuori un altro frustrante pari casalingo sono alte. Così come è assai probabile l’ipotesi che l’Inter rimaneggiata in difesa possa prendere almeno un gol. Ma voglio essere ottimista (con la squadra che casca a pezzi che ci ritroviamo non rimane altro da fare) e immaginarmi una doppietta di quel pirla che altro non è di Icardi. 2-1, insomma.

Roma quasi proibitiva anche se forse non quanto il… Cagliari

Mauro Icardi un pirla di talento

Mauro Icardi un pirla di talento

L’Inter ripone ogni speranza nell’incerta presenza del fragile Hernanes

Con o senza Hernanes (abile) è un’Inter decisamente diversa. Dipenderanno molto dalla sua presenza le possibilità che Mazzarri possa uscire vivo (o comunque non proprio con le ossa rotta) dall’Olimpico. La sua Inter non può ormai rinunciare all’unico capace di riuscire a dare un minimo di equilibrio in mezzo al campo. Così bravo nelle prime due apparizioni da far dimenticare l’assenza di un vero mediano in grado di garantire un minimo di copertura. Il problema è: quali sono le sue reali condizioni? Perché si allena sempre a parte? Che ha? Si può contare su di lui? Si tratta cioè di un impedimento fisico solo temporaneo o sarà sempre così?

(Mai insomma una soddisfazione che sia una. Manco il tempo di finire a dire di aver preso dopo tanti scarti finalmente uno veramente buono ed ecco subito c’è qualcosa che non va. Destino infame, insomma: mai uno normale. Mai)

De Rossi e Strootman sono quelli che fanno la differenza tra Roma e Inter

Con De Rossi e Strootman la Roma rimane di un altro pianeta. Quei due poi sono esattamente i centrocampisti di cui l’Inter avrebbe bisogno per poter subito tornare a esprimersi ai livelli di un tempo. Certo, a una squadretta come l’Inter di Mazzarri si è dimostrata ultimamente potrebbe anche venire meglio giocare contro chi concede spazi piuttosto che affrontare avversari più modesti e tatticamente molto meno intraprendenti. Fare risultato all’Olimpico potrebbe cioè anche essere non così impossibile come per esempio riuscire a battere il Cagliari in casa. Del resto a Firenze (anche se la Roma è ancora più forte) la squadra ha retto l’urto e il miracolo è riuscito. A voler però rimanere con i piedi per terra resta il fatto che i margini sono ovviamente pur sempre minimi. Ci vorrebbe un miracolo o quasi.

L’Olimpico potrebbe essere la grande occasione di Icardi

A voler essere proprio ottimisti si potrebbe anche ipotizzare che potrebbe benissimo essere la partita di Icardi, sempre che Mazzarri trovi il coraggio, come sembra, di farlo finalmente giocare dall’inizio. Anche se – facendo le debite proporzioni tra i valori in campo – sarebbe oggettivamente più verosimile che possa risultare decisivo l’ex Destro. Ma, insomma, ora o mai più: per quel poco che ha fatto vedere fin qui di sicuro il talento non gli manca. Icardi dimostri allora di meritarsi l’eventuale chance di giocare al posto di un monumento come Milito. Altrimenti, se ne torni pure a twittare le sue solite stronzate. Certo, però, che dopo giocatori di grande personalità come Milito (o Eto’o) viene difficile solo pensare di poter affidare le sorti future dell’attacco a un pirla del genere…

La formazione

Chissà se prima o poi Mazzarri deciderà (almeno prima che finisca il campionato) di far giocare D’Ambrosio. Uno, per dire, che prima di prenderlo sembrava assolutamente indispensabile e ora invece non vale nemmeno un cambio. Mentre a centrocampo casomai Hernanes non dovesse farcela c’è il rischio di vedere di nuovo in campo un sempre più sfinito e inconcludente Alvarez. A quel punto, invece, non sarebbe male rischiare, proprio come mezzala sinistra, il rientrante Cambiasso: perché no? Mentre in attesa di ritrovare un Milito finalmente più reattivo non si può non dare un po’ di fiducia a Icardi.

Handanovic – Rolando, Samuel, Juan Jesus – D’Ambrosio, Guarin, Kuzmanovic, Hernanes (Cambiasso) Nagatomo – Palacio, Icardi

Il pronostico

0-0? Magari.

La conferenza di Mazzarri

Mazzarri per favore non fare di nuovo casino a centrocampo

Thohir saluta Samuel e Palacio

Thohir stringe la mano a Samuel e Palacio

Mazzarri crede nel terzo posto? Sarebbe già molto non distrarsi più

Talmente bellicoso alla vigilia della sfida con il Cagliari (Inter, Mazzarri: “Vorrei 11 Samuel”) da non escludere nemmeno il terzo posto (bum!) ma va bene così. Anche se ora come ora è solo un’utopia è giusto dirlo perché la squadra ha bisogno di essere motivata. Del resto, la bella prova di Firenze ha fatto ritrovare un po’ di serenità e invoglia tutto l’ambiente a pensare positivo. Tra l’altro, si ha l’impressione che l’Inter possa avere superato il periodo critico. A meno di altri passi falsi, sembra proprio che Mazzarri abbia trovato un assetto che funziona e pure abbastanza affidabile. Il peggio è passato, insomma. A condizione che ci sia sempre lo stesso livello di attenzione mostrato per esempio nel primo tempo – davvero bello – a Firenze. Ed è questo forse il compito maggiore di Mazzarri: far giocare sempre l’Inter con una certa continuità, con un rendimento accettabile cioè anche contro avversari poco importanti come il Cagliari. Perché questo avvenga però molto dipenderà anche dalla capacità di Mazzarri di non ripetere i soliti errori. Soprattutto a centrocampo.

Tornano Cambiasso e Alvarez? O uno o l’altro ma, per pietà, mai più insieme

Gli acciacchi di Hernanes non ci volevano proprio. Con il suo innesto (tatticamente efficace anche in copertura) e grazie agli infortuni di Cambiasso e Alvarez (che hanno obbligato Mazzarri a cambiare per forza) finalmente il centrocampo sembra aver trovato l’equilibrio che mancava. Ora però la situazione rischia di complicarsi di nuovo. E cioè mentre Hernanes rimane fermo un giro, nel frattempo sono tornati in servizio sia Cambiasso e sia Alvarez e questo può diventare un guaio, soprattutto se a Mazzarri venisse di nuovo la malaugurata idea di farli giocare tutti e due insieme. Cosa che come tutti abbiamo visto e rivisto crea inevitabili quanto pesanti scompensi in fase difensiva. Che poi uno ce la mette tutta nel riconoscere a Mazzarri il massimo impegno nel voler far funzionare le cose. Se poi però lui insiste a ripetere sempre gli stessi errori diventa sempre più complicato trovare ogni volta nuove giustificazioni. Cambiasso e Alvarez sono troppo lenti per poter fare la fase difensiva in maniera seria e l’unico che non l’abbia ancora capito sembra essere lui. Uno la squadra magari lo regge, due proprio no. Dovesse capitare ancora (come ho paura che succeda) diventa allora inevitabile chiedersi: ma se ogni volta che hai fatto giocare Cambiasso e Alvarez insieme hai preso caterve di gol come si fa a essere così cocciutamente autolesionisti? Ora come ora uno per dire come Kuzmanovic (pur non essendo un fenomeno, chi dice di no) è l’unico che può improvvisarsi mediano. È proprio così difficile rendersene conto? Mah… Voglio essere positivo e pensare a un atto d’umiltà da parte di Mazzarri nel darsi finalmente una regolata e decidere di non fare più danni.

Con dentro D’Ambrosio e senza più Campagnaro la difesa si rafforza

Il fatto che il pessimo Campagnaro non sia stato nemmeno convocato è un ulteriore segnale positivo del clima decisamente cambiato e delle nuove inevitabili gerarchie dopo l’orrendo inizio 2014. Perché continuando a giocare da titolare pur non essendo per niente in forma Campagnaro era diventato un problema non solo in campo, ma secondo me anche nello spogliatoio. Mazzarri ora dovrebbe fare però un ulteriore sforzo e dare spazio a D’Ambrosio per far rifiatare un Jonathan la cui autonomia di gioco non sembra andare oltre il quarto d’ora. Oddio, non è che Nagatomo ultimamente sembra essere molto più in palla. Ma, insomma, già solo alternarli a turno non sarebbe male. Anche se le preoccupazioni maggiori arrivano da un Handanovic troppo spesso poco concentrato se non proprio demotivato. Il ragazzo andrebbe opportunamente scosso e invitato a tenere in campo un comportamento più da professionista. Altri infortuni come quello di Firenze sono da ritenere inaccettabili per un portiere del suo valore. Speriamo bene.

La formazione

Dipendesse da me, per non stravolgere più di tanto gli equilibri faticosamente trovati di recente, sostituirei Hernanes con Taider e stop. In ogni caso, mi rifiuto di credere che Mazzarri possa riproporre l’orrenda coppia Cambiasso-Alvarez e quindi sono fermamente convinto che uno dei due andrà in panchina. Non solo: non sarebbe nemmeno male Cambiasso mezzala sinistra. Mentre in attacco Milito partirà sicuramente titolare, ma con l’inevitabile staffetta nella ripresa con Icardi.

Handanovic – Rolando, Samuel, Juan Jesus – D’Ambrosio, Guarin, Kuzmanovic, Cambiasso (Alvarez) Nagatomo – Palacio, Milito

Il pronostico

Anche se Mazzarri dovesse mettercela tutta nell’incasinarsi a centrocampo, attualmente la squadra sembra abbastanza in salute per poter battere lo stesso senza troppi problemi un Cagliari decisamente modesto. 2-0 sarebbe l’ideale.