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Poteva andare peggio

Il tiro di Obi del pareggio

Il tiro di Obi del pareggio

Per come si erano messe le cose un pari più che accettabile. Ora come ora l’importante è vedere che la squadra c’è e ha dato tutto in campo per cercare di cambiare registro. E, seppure a sprazzi, Mancini (voto 7 di stima) può ritenersi soddisfatto soprattutto per quanto riguarda la tenuta mentale, quando cioè, dopo una ventina di minuti tirati con il piglio da grande squadra, l’inatteso gol di Menez aveva fatto riapparire le solite paure.

A me il migliore in campo è sembrato quel Kuzmanovic (voto 7) che mai prima d’ora era riuscito a far vedere che sapesse giocare a pallone. Evidentemente più a suo agio quando deve cercare la profondità e quando la palla gira con più velocità del solito.

Mentre il peggiore mi è sembrato Kovacic (voto 5) apparso decisamente in difficoltà dovendo giocare defilato a sinistra e spesso costretto a ricevere palla con le spalle girate alla porta. Sarà compito di Mancini far proseguire la sua crescita e non è difficile immaginare che ci riuscirà.

Per me ingiudicabili Icardi e Dodò. Il primo perché potrà fare pure carrettate di gol e diventare pure più forte di Ronaldo, ma non sarà mai il mio centravanti. Troppo stupido (soltanto i razzisti possono pensare che Balotelli sia peggiore di lui) e eccessivamente frivolo e lezioso per essere preso in minima considerazione. Se poi sbaglia il gol che ha sbagliato, buonanotte. D’accordo, poi scheggia l’incrocio con una girata che se il pallone fosse entrato avrebbe fatto crollare la curva. Ma per diventare dei veri fenomeni bisogna avere anche altre qualità che lui non avrà mai. Per quanto riguarda Dodò ormai è come sparare sulla Croce Rossa, non tanto per la ferita che gli ha causato Muntari in una vera e propria aggressione, ma perché riconoscergli tre se non addirittura quattro chiusure difensive riuscite in tutta la partita (e forse è il suo record) spiega già tutto. Dodò era patetico con Mazzarri e continua ad esserlo con Mancini. Per non parlare poi dei suoi ormai famigerati cross che sono più che altro delle morbide e leggiadre palombelle per il portiere. Pensavo che con Mancini finisse in panchina e continuo a non capire.

Giudizi contrastanti per Palacio (voto 6 d’incoraggiamento) Guarin (voto 6 di prospettiva) e Obi (voto 6 ma perché ha fatto gol). Un primo tempo insolitamente tonico di Palacio aveva quasi fatto gridare al miracolo. Nella ripresa però è tornato ad essere il cavallo bolso e parecchio stordito di questi ultimi tempi. Tanto impegno, tanto spirito di sacrificio, ma poca qualità. Troppo poca. Un buon approccio anche quello avuto da Guarin, anche se alla distanza è venuta a mancare ancora una volta la continuità. Però Mancini sembra credere in lui e potrebbe crescere, visto che ha le qualità per farlo. Mentre Obi ha il merito di aver segnato nel derby e di aver fatto un gol pesantissimo (vero, Mancini?) che evita nuovi possibili psicodrammi. Per il resto ha sofferto molto il ruolo di tappabuchi a tutto campo tutta corsa e poca lucidità.

Complessivamente insufficiente la retroguardia, troppi svarioni sulle rare ripartenze di Mediaset, di cui almeno un paio di volte davvero inaccettabili. Se prima era colpa della difesa a tre ora è di quella a quattro? Mah…

Evanescenti le comparsate di Hernanes (in certi frangenti dove servirebbe quella frazione di secondo in più per fare la differenza sembra proprio non avere il fisico) e di Osvaldo, forse messo dentro troppo tardi perché potesse fare qualcosa. Pura presenza quella di un M’Vila che credo però potrebbe avere più spazio in futuro.

Inter vittima della propria mediocrità

Un altro – stavolta mezzo – passo falso. Con tutte le attenuanti del caso e cioè l’espulsione di Medel, l’aver giocato in inferiorità numerica buona parte della ripresa e con il pubblico di casa (quel poco che ancora va a San Siro) se non proprio ostile parecchio esigente rispetto a quelle che sono le possibilità attuali della squadra. Mezzo passo falso che, inevitabilmente, pesa sempre di più, soprattutto su Mazzarri se non sfiduciato messo sotto esame dalle dichiarazioni di Thohir prima della gara.

Con un po’ di fortuna l’Inter avrebbe potuto portare a casa quei tre punti che sarebbero stati preziosissimi. Ma la fortuna bisogna anche andarsela a cercare, cosa che ora come ora la squadra di Mazzarri non ha minimamente la forza di fare. Per la troppa pressione, innanzitutto, che evidenzia ancora di più i limiti di un gruppo che non riesce proprio ad essere all’altezza della situazione. E a causa di una mediocrità ormai sempre più evidente che non promette niente di buono.

Perché uno può dire (e pensare) ciò che vuole su Mazzarri, sulle sue rigidità tattiche e sulle difficoltà a gestire una squadra come l’Inter. Ma se poi te la devi giocare con giocatori come Medel o Dodò, allora diventa difficile continuare a parlare di calcio, di un calcio a certi livelli. Medel è un medianaccio con i piedi storti che nel Cile fanno giocare come ruvido e rognoso stopper. Dodò è un’ala che non sa difendere e che comunque non è da grande squadra: metterlo esterno significa farsi veramente del male inutilmente.

Vittoria di rigore, ma meritata

Kovacic migliore in campo contro la Samp

Kovacic migliore in campo contro la Samp

Un altro rigore risolve il problema. Nel finale, quando la partita sembrava ormai indirizzata sullo 0-0. Ma rispetto a Cesena – dove l’espulsione di Leali ha fatto la differenza – stavolta la vittoria sembra abbastanza meritata. Pur soffrendo oltre misura i mugugni di San Siro, l’Inter dà il meglio nel primo tempo dove riesce a tenere ritmi abbastanza sostenuti e mette paura a una Samp ordinata e compatta, che tiene bene il campo. Il conto parziale delle occasioni è di 3-1, ai gol falliti dall’Inter si contrappone la traversa colpita allo scadere da Duncan.

Nella ripresa diminuisce l’intensità e cresce la paura. L’Inter sbaglia almeno un altro paio di occasioni (e siamo a 5) mentre Handanovic (voto 7 per aver evitato l’ennesimo psicodramma) compie un miracolo su Eder e salva un risultato comunque sempre in bilico. Finché non arriva il rigore (diciamo rigoricchio perché per il mio modo di vedere il calcio come domenica scorsa non era da espulsione il fallo del portiere del Cesena, secondo me non era un fallo così evidente il tocco del giocatore blucerchiato) che in fondo rimette forse le cose a posto.

Migliore in campo mi è sembrato Kovacic (voto 7) perché rispetto a Cesena sembra decisamente più lucido e molto più efficace nei passaggi, soprattutto quando riesce a mandare in porta i compagni con palle che avrebbero dovuto solo essere spinte in rete. Purtroppo gli attaccanti hanno fallito l’impossibile. Tanto che il peggiore in campo è stato proprio Palacio (voto 3) che a tratti è sembrato il Milito goffo e imbarazzante reduce dai Mondiali di quattro anni fa. La prestazione di Palacio è stata assolutamente disastrosa, non tanto per i gol già fatti che sbaglia, ma per il fatto che sembra non esserci più con la testa. Secondo me non è più una questione di forma, di gambe, di fiato. No. La sensazione che dà è che non riesca più a dare quel qualcosa in più che hanno i grandi attaccanti e che fa la differenza in campo. Per di più non ha nemmeno un minimo sostegno da parte di Icardi (voto 6 d’ufficio per aver realizzato il rigore) che si limita come sempre a fare quello che sa fare e cioè il finalizzatore poco attento alla manovra e quasi sempre svogliato quando si tratta di creare spazi per i compagni. Icardi però ha l’attenuante di aver avuto pochi palloni giocabili e nelle due occasioni che gli sono capitate fa fare bella figura al portiere. Può – deve – senz’altro giocare meglio.

Meno brillante che a Cesena, Hernanes (voto 6) si limita a mantenere la posizione e a fare da spalla a Kovacic senza mai incidere più di tanto. Nella ripresa si spegne fino alla sostituzione. Che dire del subentrante Kuzmanovic (voto 6 d’ufficio per essersi procurato il rigore) se non che stavolta non gli si può proprio rimproverare niente? Più disinvolto Medel (voto 6) che oltre a garantire la solita copertura a tutto campo è sembrato meno goffo del solito negli alleggerimenti. Hai visto mai che sia in crescita?

Solo una comparsata quella di Krhin (s. v.) subentrato nei minuti finali per lo stremato Kovacic.

Chi tra i due esterni ha dato più preoccupazioni in difesa? Obi (voto 5) ha sofferto tanto, Dodò (voto 6) un po’ meno perché almeno ha spinto un po’ di più, dando più preoccupazioni ai blucerchiati, anche se è stato spesso impreciso. Mentre ancora discontinua è sembrata la pur breve apparizione di Mbaye (voto 6 d’incoraggiamento) subentrato a Obi. Ma bisogna insistere e dargli tempo perché merita fiducia.

La difesa non ha preso gol ed è davvero tanto rispetto ai problemi passati. Se a Cesena in superiorità numerica era il minimo che si potesse prentendere, contro una Samp ben organizzata e attenta a sfruttare ogni errore è un dato che vale molto di più. Anche se la Samp ha avuto qualche occasione di troppo e su alcune ripartenze tutto il reparto è sembrato andare nel panico. Darei allora un 6 politico a tutti e tre i difensori.

Tre punti preziosissimi per provare a ripartire

Il fallo su Palacio che ha provocato il rigore e l'espulsione del portiere

Il fallo su Palacio che ha provocato il rigore e l’espulsione del portiere

Conta il risultato (che rompe un lungo digiuno di vittorie e dà un’indispensabile tregua a un periodo davvero difficile) non come sia arrivato. Indiscutibilmente la partita è stata decisa, alla mezzora del primo tempo, non tanto dal rigore ma dalla conseguente espulsione del portiere di casa. La superiorità numerica ha ridato fiato e infuso un po’ di sicurezza a un’Inter fino a quel momento timida e impacciata. L’inferiorità tecnica del Cesena in dieci ha così permesso all’Inter di avere il controllo della partita e di trascinarsi fino al termine giocando quasi sempre sotto ritmo.

Nella ripresa Dodò (voto 4) ci ha provato ben due volte a rimettere in partita il Cesena. Prima perdendosi su un calcio piazzato Marilungo che di testa alza sopra la traversa un gol fatto. Poi non andando a marcare Cascione sul cui tiro è pronto Handanovic (voto 7) impeccabile anche per almeno un altro paio di buoni interventi. Non bene nemmeno Campagnaro (voto 5) che in difesa bene o male (rimedia anche un cartellino) tiene, ma quando avanza ed è chiamato a costruire il gioco è quasi sempre inguardabile. È andato peggio Obi (voto 4) anche se però almeno lui ha l’attenuante di aver dovuto giocare fuori ruolo. Ma lo si sapeva: quella dell’esterno destro non è esattamente la sua posizione ideale. Meglio Mbaye (voto 6 d’incoraggiamento) apparso più sicuro delle prime apparizioni.

Migliore in campo Hernanes (voto 7) agevolato dagli spazi lasciati dal Cesena in inferiorità numerica e, sopratutto, dal fatto che si giocasse a ritmi a lui più congeniali e cioè assai bassi. Ha il merito, inoltre, di aver innescato l’azione decisiva che ha provocato il rigore e l’espulsione. Ordinaria amministrazione per Medel (voto 6) attento e volenteroso in copertura anche se poco brillante quando si tratta di far ripartire l’azione. Mentre a me la prestazione di Kovacic (voto 5,5) al di là dell’impegno è parsa discontinua e complessivamente insoddisfacente. Nel senso che tocca tantissimi palloni e non si risparmia mai nelle sue ormai caratteristiche accelerazioni palla al piede, ma le buone cose mi sono sembrate meno di quelle sbagliate. Spesso impreciso e troppe volte per niente incisivo. Tanta buona volontà, insomma, ma con risultati modesti. O non all’altezza di quanto crea. Certo, ha l’attenuante dello scarso sostegno da parte dei compagni. Ma ciò spesso dipende dal fatto che lui va a una velocità insostenibile per tutti gli altri.

La difesa stavolta non prende gol ed è già un miracolo. Difficile però sostenere che ciò possa essere dipeso dall’assenza di Vidic, quanto piuttosto dall’espulsione che ha penalizzato un Cesena già di per sè tecnicamente inferiore. Comunque, anche se riuscendo a soffrire non poco ugualmente – il Cesena ha avuto lo stesso la possibilità, con alcune occasioni abbastanza nette, di pareggiare – alla fine Ranocchia (voto 6) e Juan Jesus (voto 6) riescono a limitare al meglio i danni.

Dolenti note in attacco. Troppo statico Icardi (voto 6 d’ufficio per aver realizzato il rigore-partita) e fuori dalla manovra quando c’erano troppi spazi per potersi nascondere dietro al marcatore. Ancora preoccupante lo stato di forma di Palacio (voto 6 d’ufficio per il grande spirito di sacrificio, mai supportato però da un minimo di lucidità) che comunque ha il merito di essersi procurato il rigore con relativa espulsione.

Tre punti e di questi tempi è già tanto

L’unica cosa buona è il risultato. Tre punti che potrebbero ipotecare la qualificazione.

La squadra però continua a giocare nella stessa maniera scoglionata. E la pochezza del Qarabag c’entra relativamente.

Ma non era certo questa la controprova della disfatta col Cagliari. A Firenze servirà parecchio di più per evitare un’altra figura di merda.

I primi piani dei nerazzurri stasera in campo e – soprattutto – di Mazzarri non sembrano essere rassicuranti. I primi danno l’impressione di essere insoddisfatti o solo confusi, il secondo decisamente disperato.

Impresa dell’Inter che riesce a battere l’Atalanta a San Siro

Osvaldo sblocca il risultato contro l'Atalanta con un gol molto bello

Dopo quattro anni l’Inter corona un sogno che sembrava impossibile. Un’impresa, insomma. Soprattutto di questi tempi. Una partita all’insegna, ancora una volta, della mediocrità. Poche idee e spesso confuse, con qualche giocatore di troppo o non ancora in forma o, peggio, abbastanza svogliato. Al di là dei tre punti, tutto è l’Inter di Mazzarri (voto 6 d’ufficio) tranne che convincente.

Il migliore mi è sembrato, non fosse altro per serietà e spirito di sacrificio, quel tracagnotto di Medel (voto 7 di stima) che sarà certamente brutto e sgraziato ma è già diventato l’uomo-squadra. Non solo perché corre per tre, copre tutti gli spazi e rincorre tutti gli avversari, ma anche perché in campo fa già sentire la sua autorevolezza costringendo compagni meno volenterosi a fare i seri. Proprio il tipo di giocatore che ci voleva, soprattutto quando qualche brasiliano o argentino si mette a fare il turista.

Ovviamente buona la prestazione di Osvaldo (voto 7) che trova un bel gol e per il resto si impegna abbastanza, dando di nuovo l’impressione di tenerci molto a fare bella figura. Meno male, perché con Icardi (s. v.) fuori causa per un contrasto e Palacio (voto 5) che sbaglia un rigore e poi riesce a prendere il palo su un gol già fatto, aveva tutta sulle sue spalle la responsabilità dell’attacco. Insisto a dirlo anche solo per scaramanzia, ma continuano le coincidenze tra Milito e Palacio entrambi vittime a quattro anni di distanza l’uno dall’altro dei fallimenti mondiali. Pure Milito rientrò a pezzi, pure Milito sbagliò un rigore. Speriamo – anche perché Milito non si riprese più – che le somiglianze finiscano qui. Del resto, nonostante la brutta partita Palacio è sembrato in crescita.

Meno brillante del solito, Kovacic (voto 6) garantisce comunque il minimo sindacale di qualità. Spesso gli mancano sponde con cui interagire, anche perché l’atipico e anarchico Guarin (voto 5) gioca più che altro per conto suo, peggio ancora se poi non è di vena (sai che novità). Anche se Hernanes (voto 6, un voto in più per il gol) entrato al posto suo non è che sia riuscito a combinare granché. L’unica cosa che gli riesce è una punizione che – finalmente – chiude la partita. Diligente e ligio alle consegne M’Vila (voto 6 d’incoraggiamento) entrato a un quarto d’ora dalla fine per arginare il forcing dell’Atalanta che cercava di fare ancora una volta il solito colpaccio confidando sul consueto calo di concentrazione dei padroni di casa.

Pessimi – e secondo me i peggiori – i due esterni. Jonathan (voto 5) e Dodò (voto 5) tengono il campo con una presunzione da fenomeni che non sono – soprattutto in fase difensiva – presunzione fuori luogo e immotivata.  Dovrebbero giocare con più umiltà e concentrazione e, soprattutto, dovrebbero mettere ogni giocata al servizio della squadra. Cosa che a volte non succede. Dodò, in particolare, sembra eccessivamente innamorato di se stesso e del tocco lezioso, spesso poco utile e a volte perfino dannoso. Ah, Mourinho dove sei…

Ordinaria amministrazione per il pacchetto difensivo. Qualche sbavatura c’è stata, ma tutto sommato poche cose rispetto a Palermo. Voto 6 politico per i tre difensori e Handanovic. Anche se ha sbagliato un’uscita di routine che poteva provocare il patatrac e riproporre l’ennesimo psicodramma quando c’è di fronte l’Atalanta. Ma stavolta il miracolo si è finalmente avverato. Hai detto niente.

Golletto che vale tre punti e tanta noia

D'Ambrosio esulta dopo aver sbloccato il risultato a Kiev

Il massimo risultato facendo il minimo indispensabile. L’Inter di Mazzarri ottiene il massimo giocando quasi in punta di piedi a Kiev in un’atmosfera vagamente spettrale. Ripresa un po’ meno soporifera del primo tempo, ma comunque una gara noiosa come poche. Pochi spettatori, niente spettacolo, scarsa voglia di divertire e divertirsi: più che comprensibile con la guerra in corso. Siamo sicuri che in questi casi giocare sia la scelta migliore? Mah…

Sfruttando come meglio non si poteva la superiorità numerica in seguito all’espulsione del capitano del Dnipro per un secondo giallo inventato dall’arbitro, nel secondo tempo l’Inter ha segnato con un D’Ambrosio in stile Garrincha il golletto che serviva. Un affondo vincente e stop. Per il resto poco altro con ritmi più da allenamento che da gara di coppa. Mentre gli ucraini, da parte loro, una volta rimasti in dieci nemmeno hanno provato più a cercare la porta di Handanovic.

Dopo il Sassuolo, insomma, un’altra vittoria facile facile. Al di là dello spessore degli avversari, si vede che c’è una sufficiente organizzazione di gioco. Molto positivo, per esempio, il non aver mai preso gol. Soprattutto tenendo presente che nella passata stagione se ne prendevano troppi. È ancora troppo presto però per capire quanto può valere questa squadra. Quello di domenica a Palermo presumibilmente potrebbe essere un test più attendibile.

Più che una partita, una festa

Kovacic migliore in campo

Kovacic migliore in campo

La solita festa – ormai è una tradizione – allo spaesato Sassuolo vittima del’estremismo tattico di Di Francesco. A sparigliare gli equilibri ci ha pensato un Kovacic (voto 8, migliore in campo) sempre più sicuro di sè. Sono bastati due suoi lampi – assist geniale e gol palla al piede – e dopo una ventina di minuti la pratica era già risolta. Perché puoi scervellarti quanto ti pare per coprire tutti gli spazi, ma se hai di fronte un ragazzino dal talento immenso (e pure in giornata) che inventa calcio ogni volta che tocca il pallone, c’è davvero poco da fare se non alzarsi in piedi e applaudire. Kovacic è l’unico vero fuoriclasse dell’Inter e se continuerà a giocare così presto varrà da solo quanto tutta la squadra. La scommessa di Thohir, del resto, è tutta qui: valorizzare i giovani talenti e far quadrare i conti. Bisognerà poi vedere quanto e se avrà voglia di investire anche per ricostruire un grande ciclo.

La vera novità rispetto alla passata stagione (esplosione di Kovacic a parte) è che avendo finalmente pensionato il clan argentino e fatto quindi a meno di Cambiasso (voto 8 alla carriera) che vuoi o non vuoi condizionava ogni scelta a centrocampo, ora l’Inter è finalmente tornata a giocare con un vero mediano. Il trucido tracagnotto Medel (voto 7,5) che finalmente corre dappertutto con l’unico obiettivo di recuperare palloni e coprire ogni spazio lasciato momentaneamente incustodito. Una bellezza, veramente, vedere finalmente quell’equilibrio difensivo che così mancava da troppi anni ormai.

Difficile valutare la tenuta della retroguardia visto che il Sassuolo ha combinato davvero poco. Handanovic (s. v.) mai veramente impegnato. In ogni caso è sembrato particolarmente rigenerato (soprattutto sugli anticipi) il capitano Ranocchia (voto 6,5) a suo agio anche come centrale. Ordinaria amministrazione per Andreolli (voto 6), un po’ meno per Juan Jesus (voto 6) ogni tanto tradito dalla sua voglia di strafare. Vale la stessa cosa anche per gli esterni. Mentre Nagatomo (voto 6) si è limitato a rispettare i compiti tattici, il pur convincente Dodò (voto 6,5) è sì stato spesso straripante in fase offensiva, ma ha mostrato qualche incertezza di troppo nelle chiusure. Contro squadre meno cervellotiche è un lusso che non potrà più permettersi. Quasi una passerella, quella concessa a Mbaye (s. v.) a partita chiusa.

Così come a centrocampo Hernanes (voto 6) si candida a diventare il nuovo equivoco tattico, quello che la scorsa stagione fu Alvarez. Troppo lento per poter interagire con Kovacic, troppo leggero per poter affiancare efficacemente Medel. Di fatto un pesce fuor d’acqua. Ora come ora destinato a diventare il vero punto debole del centrocampo che squadre meno velleitarie e assai più toste del Sassuolo non mancheranno di sfruttare. Buono l’impatto del ritrovato Guarin (voto 6,5) che entra e fa prima un assist generosissimo e poi segna pure al primo tiro e festeggia onorando la maglia. Speriamo solo che duri, che rimanga così concentrato e umile anche in futuro. Perché finora si è visto per troppe volte poco se non pochissimo.

Della sagra del gol non poteva non approfittarne un opportunista d’area come Icardi (voto 7,5) autore di una tripletta che certifica il suo talento e promette quella continuità che gli è finora mancata. Certo, lui è un grande finalizzatore e per rendere ha bisogno della squadra e, in particolare, del genio di uno come Kovacic. Altrimenti sarà difficile che faccia miracoli. Vale lo stesso anche per Osvaldo (voto 7) che seppure meno lucido (anche perché non propriamente in grandi condizioni fisiche) mostra comunque un’indubbia voglia di fare bene. Fa ben sperare infine anche l’ingresso in campo nel finale di Palacio (s. v.) il cui ritorno a pieno regime sarebbe davvero importante, considerato che lì davanti sono solo in tre.

Obbligato a schierare due punte e con Kovacic che gli ha risolto gran parte del lavoro, Mazzarri (voto 7) fa ancora una volta un figurone contro un allenatore altrettanto tatticamente rigido (anche se esattamente al contrario) come lui.

I senatori sono solo un ricordo, ora l’Inter è di Kovacic

Il secondo, bellissimo, gol di Kovacic contro gli islandesi

Il secondo, bellissimo, gol di Kovacic contro gli islandesi

Ripresa ancora più facile del primo tempo. Kovacic fa addirittura il terzo gol e poi esce tra gli applausi. Due ne fa anche Icardi e uno pure Osvaldo. Insomma, una festa. Ma pur essendo un allenamento, nel ritorno contro i dilettanti islandesi la squadra ha mostrato un’incoraggiante voglia di far bene.

Forse per la prima volta da quando è all’Inter Mazzarri ha problemi di abbondanza. Con il prossimo esordio di Medel qualcuno dovrà partire dalla panchina. Centrocampo con Kovacic-Hernanes e uno tra Medel e M’Vila oppure meglio giocare con tutti e due i mediani e tenere quindi fuori una mezzala offensiva? Io non avrei dubbi: ora come ora l’escluso dovrebbe essere sempre Hernanes. In ogni caso mi auguro che Mazzarri non scelga di rifare lo stesso errore della passata stagione, quello cioè di sacrificare una punta per fare spazio al centrocampista in più.

Ma per capire quanto vale attualmente l’Inter sarà necessario aspettare la trasferta di Torino. Contro i granata si potrà cominciare già a capire la tenuta di questa squadra ancora tutta da testare. Soprattutto per quanto riguarda gli equilibri in mezzo al campo e l’organizzazione difensiva, principale punto debole della scorsa stagione.

A occhio, senza più l’ingombrante presenza dei senatori argentini (e dei loro tempi sempre più a scartamento ridotto) la squadra sembra quasi di essersi liberata di un peso. Lo si capisce dalla serenità con cui per esempio Kovacic ha preso per mano la squadra senza i soliti impacci, senza più timori reverenziali, senza più aver paura di sbagliare.

Dovesse poi arrivare (nel caso Ausilio riuscisse a piazzare dopo Alvarez pure Guarin) un esterno tipo Lavezzi o Biabiany (dipendesse da me sceglierei sempre il secondo che certo sarà parecchio meno tecnico, ma è tatticamente assai più utile) potrebbe benissimo diventare una squadra completa e, anche se mancano i campioni, abbastanza competitiva. Forse, chissà, magari potrebbe anche essere in grado di giocare per un posto in Champions.

Nemmeno un tiro in porta e questo è troppo anche per me

Perdere ci sta, quello che proprio non esiste è che una squadra come l’Inter non riesca a fare un solo tiro in porta. Sembra incredibile ma tant’è. Tutto ciò è assolutamente inconcepibile che nemmeno la peggior Inter di Tardelli. L’Inter potrà avere tutti i problemi del mondo ma non può mai tenere il campo così male, come manco una squadretta di provincia. L’inspiegabile atteggiamento esageratamente rinunciatario è stato semplicemente vergognoso. Tanto che anche dopo aver preso gol l’Inter ha continuato a non cercare mai la porta. Cos’è? Si stava difendendo la sconfitta di misura? Stavolta credo si siano davvero superati i limiti di tolleranza. Basta così. Per questa stagione basta e, davvero, avanza.

Numeri del derby impietosi per l'Inter

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Un altro pari, i soliti errori individuali

Thohir durante Inter-Bologna

Evidentemente non c’è mai limite al peggio. Quando è arrivato il primo rigore che poteva risolvere la solita partita incasinata, Milito ( voto 8 alla carriera) lo ha fallito come un esordiente qualsiasi (ma non era lui, ancora imballato, che doveva andare a battere dal dischetto) e siamo sempre lì. Un altro pari, un altro pari casalingo, contro un’altra squadretta che nemmeno sa se la prossima stagione sarà ancora in Serie A. Un’altra prestazione con i soliti cali d’attenzione e i puntuali errori individuali. E la faccia triste e quasi sbalordita di Thohir al fischio finale dice tutto sullo smarrimento attuale.

Eppure Mazzarri (voto 5) pur concedendo al Bologna l’uomo in meno e cioè un Alvarez (voto 4) senza più corsa e fiducia nei propri mezzi e ormai sull’orlo di un esaurimento nervoso, indovina comunque la mossa di affidare la cabina di regia a un Hernanes (voto 6) che pur sulle gambe e non sempre sufficientemente reattivo rende la manovra meno cervellotica del solito. Merito anche di Cambiasso (voto 6) che (come qui si propone da mesi) da mezzala sinistra può correre di meno guadagnandoci in lucidità. Anche se poi nella ripresa Mazzarri ha cambiato e pur di tenere in campo Alvarez ha stravolto tutta la mediana. Tanto da piazzare prima Alvarez addirittura terzino e poi, nel finale, arrivando a schierare, lui di solito così rigidamente aggrappato al prudentissimo 3-5-2, un 4-3-3 con tre attaccanti e tre centrocampisti offensivi. Rimane il fatto che alla resa dei conti sull’incredibile pari del Bologna non si capisce cosa ci stesse a fare Cambiasso al centro dell’area di rigore.

La delusione di Thohir a San Siro

La delusione di Thohir a San Siro

Non male, comunque, l’impatto di Kovacic (voto 6) che tra l’altro ha dato il via all’azione del secondo, bellissimo, gol di Icardi (voto 8) che pur toccando pochi palloni appena ha avuto la possibilità di vedere la porta si è rivelato veramente micidiale, confermando così di avere doti da grande punta. Mentre si è capito subito fin dalle prime battute che non fosse in giornata Palacio (voto 5) che quando non riesce a girare al massimo perde molta della sua pericolosità.

In difesa hanno pesato gli errori individuali. Nel primo tempo quello di Handanovic (voto 4 fino alla doppia parata su Acquafresca e 5 dopo) che prima respinge bene su Lazaros, ma sulla ribattuta da fuori area di Pazienza (deviata da Cristaldo) fa una papera imperdonabile. Mentre nella ripresa il secondo gol del Bologna ce l’hanno sulla coscienza soprattutto Rolando (voto 5 soprattutto per il peso di questa distrazione) e anche uno spaesato Cambiasso. L’infortunio di Juan Jesus (voto 6 d’ufficio) ha costretto Mazzarri a ricorrere di nuovo a un Samuel (voto 6 di stima) forse ancora provato per l’errore di Livorno, ma ha trovato un adeguato sostegno da un Ranocchia (voto 6) ultimamente sempre tra i migliori della retroguardia.

Inguardabili le prestazioni dei due estermi. Parte bene con un assist Nagatomo (voto 5) che poi però copre male sull’azione del primo gol del Bologna e da lì in poi è a tratti quasi irriconoscibile, soprattutto perché sembra aver perso la solita tranquillità. Mentre D’Ambrosio (voto 5) ha confermato quello che già tutti abbiamo già capito benissimo: non è da Inter e prenderlo è stato un errore inspiegabile.

Come con l’Atalanta, ma almeno non si è perso

Thohir e Moratti a San Siro durante Inter-Udinese

Solito copione, ma almeno stavolta con l’Udinese (meno assatanata dell’Atalanta) non si è perso. Al di là di alcune buone parate di Scuffet — ma secondo me l’unico vero miracolo l’ha fatto su Cambiasso (voto 6 d’ufficio) — l’Inter gioca colpevolmente da fermo, solo palla al piede. Mai nessuno che si propone, che fa il movimento per farsi servire tra le linee. E non gioca mai di prima e, peggio ancora, non aggredisce mai gli spazi. Troppo facile allora per chi difende coprire i buchi e tenere le marcature avendo tutto il tempo a disposizione per leggere le possibili giocate che il centrocampo nerazzurro esegue quasi sempre al ralenti. Prevedibili quanto scontati gli sbocchi sulle fasce da cui piovono cross su cross che arrivano sempre fuori tempo massimo, dopo almeno un tocco di troppo. La domanda: ma questi limiti offensivi sono della squadra o dell’allenatore? Diciamo che la squadra non è quella più adatta a giocare come vuole l’allenatore, così come l’allenatore non sa adattare il gioco ai giocatori che ha.

In ogni caso il furibondo Mazzarri (voto 4 non fosse altro per l’incapacità di capire i propri errori) dovrebbe prendersela soprattutto con se stesso se nonostante tutti i fallimenti continua a insistere con un Alvarez (voto 4) sempre più imbarazzante. In quell’imbottigliamento a ridosso dell’area serviva uno capace di puntare la porta o in grado di dare un po’ di profondità, ma ahimé Alvarez non è una vera punta e nemmeno una mezza punta: è un atipico dai piedi eccezionali, ma totalmente privo di intelligenza tattica. L’unica cosa che sa fare Alvarez è ripiegare sulla fascia dove i difensori lo dirottano ogni volta per poi mettere in mezzo cross quasi sempre forzati e spesso prevedibili. Certo, finché c’era stato Guarin (voto 4) non si creavano nemmeno quelli. Ormai io mi sono fatto un’idea ben precisa del problema e cioè che Guarin gioca male perché Mazzarri non riesce a disciplinarlo. Mi sbaglierò, ma secondo me finora potremmo aver visto solo la brutta copia di Guarin. Per me lui con il fisico che ha potrebbe diventare un mediano fortissimo, per esempio un nuovo Bagni. Prima partita stentata anche per Hernanes (voto 5) che nel primo tempo sembrava il fantasma di se stesso, mentre nella ripresa giocando più defilato (praticamente da fermo) ha toccato qualche pallone in più, anche se ha perso due palle sanguinose che hanno innescato due contropiedi che potevano fare molto male.

Sarebbe ingiusto mettere in croce i due attaccanti, a parte il fatto che a volte fanno gli stessi movimenti e c’è sempre una certa difficoltà quando si tratta di capire chi debba ogni volta andare sul secondo palo. Soffrono inevitabilmente la lentezza della manovra e l’incapacità dei centrocampisti di inserirsi in area o quantomeno di portare via l’uomo. Fatto sta che sia Icardi (voto 5) che Palacio (voto 5) nonostante l’indiscutibile impegno non hanno inciso come potrebbero. Inutile e troppo tardivo l’ingresso fuori tempo massimo di Milito (s. v.) anche questa, dopo quella di Alvarez, un’altra mossa la cui tempistica appare inspiegabile.

Sarà una mia impressione però il rientro di Samuel (voto 6) ha avuto effetti destabilizzanti per Ranocchia (voto 6) che pur positivo stavolta è apparso meno sicuro delle recenti prestazioni e ha forse commesso qualche errore di troppo. Nella norma anche la prova del rientrante Juan Jesus (voto 6) anche se in qualche occasione sulla sua fascia si è ballato un po’ troppo. Il fatto è che ultimamente Nagatomo (voto 5) non è più dinamico come una volta. Anche se D’Ambrosio (voto 5) è subentrato al posto di Jonathan (voto 5) che era ancora più fermo sulle gambe. Mentre rimango sempre perplesso su certe prese incerte di Handanovic (voto 5,5) che non sai mai se è un mezzo miracolo o una quasi papera. Stavolta non ha preso gol, ma dà sempre la sgradevole sensazione di non saper mai dare quella sicurezza di cui il reparto ha necessità per diventare veramente affidabile. Boh.

È l’Inter di Palacio, Hernanes e… Ranocchia

Il gol di Palacio

Due gol, due traverse e almeno un altro paio di occasioni abbastanza buone e per contro un solo vero errore difensivo su un buon cross indirizzato sul secondo palo (lo smarcato Moras però non ne ha saputo approfittare) e poco più. L’Inter non fa mai niente di eccezionale, ma un miracolo lo compie. Quello cioè di giocare sempre in maniera semplice e concreta. In più, non si disunisce quasi mai ed è sempre tatticamente ordinata. E, aspetto ancora più importante, riesce finalmente a tenere il campo mantenendo costantemente un buon livello d’attenzione.

Secondo me si può benissimo dire che si sta vedendo (era ora) la mano di Mazzarri (voto 7 d’ufficio) e che con l’organico non eccelso a disposizione sia comunque riuscito (anche se forse quando la stagione volge ormai al termine) a dare quell’equilibrio che mancava. Soprattutto a centrocampo, dove ancora una volta Hernanes (voto 7) ha fatto (soprattutto nella ripresa) la differenza, capace com’è di essere un fondamentale punto di riferimento per la manovra. Così come sta diventando sempre più determinante sui calci piazzati, tanto che in un’occasione la traversa gli ha negato un gol bellissimo. L’innesto di Hernanes sta facendo soprattutto bene a Cambiasso (voto 6,5). Ha sempre il tempo di cui ha bisogno per coprire tutti gli spazi, mentre quando attacca (grazie all’aumentata qualità delle giocate e del conseguente possesso palla più ragionato) Cambiasso non deve mai forzare il lancio. E fa bene il ritrovato equilibrio a centrocampo perfino all’anarchico e discontinuo Guarin (voto 6) apparso sicuramente più disciplinato e disposto a sacrificarsi per la squadra se non fosse per la sua ormai insopportabile ostinazione a calciare da fuori tiri improbabili che finiscono tutti inesorabilmente in curva. Una fissazione, ormai, la sua. Con esiti sempre più ridicoli. Meglio di lui ha sicuramente fatto nei venti minuti che è stato in campo un Kovacic (voto 6,5 d’incoraggiamento) perfino più sicuro e intraprendente che contro il Torino. A tratti strepitoso nelle giocate di prima, devastante quando punta la porta. Con un’azione personale di notevole bellezza ha cercato poi anche di compiere il miracolo di far segnare Hernanes di testa. Ingiudicabile Kuzmanovic (s. v.) entrato nel recupero.

E se il centrocampo funziona a guadagnarci è anche la difesa. Soprattutto se Mazzarri indovina a (ri)giocarsi la carta Ranocchia (voto 7) che dopo l’ottima prova contro il Torino si ripete di nuovo. Stavolta è inappuntabile non solo dal punto di vista tecnico, ma pure sotto l’aspetto nervoso: aveva un cliente difficile (e parecchio scorretto) come Toni che ha cercato ripetutamente di simulare falli da rigore. Ma Ranocchia se l’è cavata benissimo, dimostrando una freddezza che pochi gli riconoscevano, capace di gestire le situazioni più difficili. Insomma, non sembra essere più quel bluff come più di una volta è stato bollato. Come al solito impeccabile la prova di Rolando (voto 6,5) che ormai gioca con una sicurezza dei propri mezzi disarmante. Il meno brillante (anche perché dalle sue parti il pur confusionario Iturbe ha spinto parecchio) è stato Campagnaro (voto 6) a volte poco attento per troppa sufficienza, anche se la sua prestazione è sembrata complessivamente positiva. Inoperoso o quasi fino al novantesimo, Handanovic (voto 6,5)  si rende protagonista nel recupero con una doppia parata non propriamente facile, soprattutto sulla ribattuta.

Se Hernanes fa la differenza a centrocampo e Ranocchia in difesa, il terzo grande perno su cui gira l’Inter di Mazzarri è (come sempre dall’inizio stagione) Palacio (voto 7) che se incantava facendo reparto da solo ora con Icardi (voto 6 se non altro per la traversa a inizio gara e il lavoro sporco da centravanti boa) che gli crea spazi è diventato ancora più imprendibile palla al piede e devastante sotto porta. Segna un gol che non poteva sbagliare, ne poteva fare anche un altro nel finale: evidentemente tradito dalla stanchezza, anche lui come Guarin ha mandato la palla in curva. Ma gioca per due ed è, continua ad essere, determinante in ogni partita. Cosa si vuole di più?

Ma il migliore stavolta è stato proprio chi più di ogni altro questo blog ha sempre preso di mira (e a volte anche con una certa cattiveria) e cioè quel Jonathan (voto 8) che a Verona ha fatto veramente tutto lui. Prima l’assist a botta sicura e poi il gol della sicurezza (anche se c’è forse da stendere un velo pietoso sull’inguardabile difesa del Verona) e il tutto disputando una prova di insolita e sorprendente lucidità e, incredibile ma vero, tenuta atletica. Chapeau. Molto meno entusiasmante, sull’altra fascia, la prima da titolare di D’Ambrosio (voto 5,5) che pur mettendoci tanto impegno e correndo non poco, non è riuscito mai a spingere con una certa continuità e per di più ha commesso qualche errore di troppo in difesa. Anche se, considerati i pochi minuti giocati finora, ci sta. Ben altro impatto ha avuto invece il Capitano (voto 7 di stima) che entrato a metà ripresa ha subito ripreso autorevolmente possesso della fascia sinistra. Rivederlo in campo emoziona e fa venire in mente momenti indimenticabili che sembrano ormai così lontani. Anche se al Bentegodi si è vista un’Inter che soprattutto nei primi venti minuti della gara ha giocato davvero da grande squadra. È già qualcosa.

Inter bella e fortunata: grazie Montella

Il gol di Palacio

Inter bella e fortunata. Bella perché disputa un primo tempo quasi perfetto per ordine tattico e qualità di manovra, segna e colpisce un palo mentre nella ripresa regge bene il pareggio a freddo della Fiorentina e riesce a tornare in vantaggio anche se con un gol viziato da un fuorigioco (seppure di poco). Fortunata perché a Montella viene la felice idea di far giocare la Fiorentina senza punte per buona parte della partita e alla fine questa fenomenale mossa tattica se non determinante ha aiutato non poco l’Inter.

Una vittoria meritata e soprattutto importante perché ottenuta contro una delle squadre più forti del campionato e per giunta in trasferta dove non si vinceva da troppo tempo. Una vittoria che vale molto più di tre punti perché ridà fiducia e aiuta la squadra a ritrovarsi dopo un avvio di anno orrendo. Potrebbe essere un momento di svolta.

Non sbaglia formazione e indovina i cambi, ma a parte questo Mazzarri (voto 7) è riuscito finalmente a ridare un assetto affidabile alla squadra, risolvendo con l’innesto di un sorprendente e sempre più convincente Hernanes (voto 7) i precari equilibri di centrocampo. Notevole Hernanes non tanto per quello che fa ma per quello che non fa. E cioè nello stare in campo con un profilo basso, senza cioè strafare e cercando sempre la giocata giusta che è quasi sempre quella più semplice e soprattutto utile. Bravo, veramente, perché con lui la squadra ha il tempo di ragionare e di mantenere meglio le posizioni in campo. Un ottimo acquisto.

Ma l’uomo partita è stato di gran lunga Palacio (voto 7,5) che fa un gol pesantissimo mentre prima ancora prende un palo e per il resto dalla partita corre per tre. Oltre a far l’attaccante pressa e recupera palloni preziosi e fa sempre la differenza in ogni parte del campo. Una prestazione magnifica dopo un 2014 iniziato in maniera raccapricciante. Meno male. Ora che l’Inter l’ha recuperato potrebbe essere tutta un’altra storia.

Un tiro, un gol. Che vale tre punti. Che dire di Icardi (voto 7) se non che facendo il minimo sindacale è stato fondamentale pure lui? Bravo Mazzarri a rischiarlo nella ripresa, bravo lui a farsi trovare pronto. Anche se il modo di festeggiare palesemente polemico e totalmente fuori luogo se lo poteva risparmiare: non mi è piaciuto per niente quasi quanto il suo esibizionismo sessuale. Vabbè, si è capito che è un altro testa di… rapa pure questo, ma finché fa gol (e rimane all’Inter) va bene anche così.

Non certo positiva la prova di Milito (voto 5,5) che si dà molto da fare, ma non sembra essere ancora sufficientemente reattivo per riuscire a buttarla dentro. Così come Handanovic (voto 5) ha sulla coscienza almeno metà se non tutto il gol di Cuadrado. D’accordo, nel primo tempo ha fatto un buon intervento, ma uno del suo livello in questa stagione sta sbagliando troppo. Può e deve fare molto di più perché va considerato come uno dei migliori portieri al mondo.

Svetta in difesa ancora una volta un sontuoso Samuel (voto 7) che guida il reparto con un carisma da campione ritrovato e la sicurezza dei tempi migliori. Impressionante vederlo giocare ai livelli di un tempo. Da applausi. Meno brillanti, ma pur sempre positivi (gol di Cuadrado a parte e qualche chiusura in ritardo) Rolando (voto 6) e Juan Jesus (voto 6).

Tra i due esterni entrambi non particolarmente in serata a me è sembrato al solito Jonathan (voto 5) quello meno in palla. Ma non per Mazzarri che  ha deciso di far subentrare D’Ambrosio (voto 6 d’incoraggiamento) al posto di un Nagatomo (voto 5,5) forse apparso un po’ in difficoltà nel finale. Ma tant’è, aggiustati come sembra gli squilibri sulla mediana è proprio la spinta sulle fasce il punto debole che ancora non si riesce a migliorare.

A centrocampo invece cresce di partita in partita la sicurezza con cui il troppo bistrattato Kuzmanovic (voto 6,5) si sta calando nel ruolo di mediano improvvisato. Poco appariscente, il suo lavoro sporco di contenimento è utile se non indispensabile. Positivo il primo di tempo di Guarin (voto 6) che lascia intelligentemente il compito di dirigere la manovra a Hernanes, meno nella ripresa anche perché a un certo punto litiga con Cuadrado e si innervosisce troppo. Non sfigura per quel poco che si è visto in campo nemmeno Taider (voto 6) evidentemente contagiato dalla ritrovata tranquillità del gruppo.

Certo, nel recupero la Fiorentina spreca l’occasione per pareggiare. Ma, anche se non ci sarebbe stato niente da dire, l’Inter meritava – e da parecchio tempo ormai – un po’ di fortuna. E vedendo la serenità di Hernanes anche quando gli entrano per far male viene proprio da pensare che il peggio sia passato.

Di misura, ma finalmente vincenti

Il gol di Samuel che ha riportato l'Inter alla vittoria

Anche se di misura (ma solo perché sono stati sbagliati diversi gol, a occhio una mezza dozzina di occasioni) contro un Sassuolo abbastanza modesto (a parte Berardi) l’Inter alla fine riesce a vincere la prima partita del 2014. Considerato ciò è un bel successo. Soprattutto perché la squadra finalmente aggiustata da Mazzarri (voto 6,5) è sembrata finalmente meno confusa del solito, abbastanza quadrata e con un minimo di copertura in fase difensiva.

Ecco, si è visto, come raramente in questa stagione, una difesa finalmente tranquilla e sicura. Gran parte del merito va a Samuel (voto 7,5) che nonostante l’età e gli acciacchi al suo rientro ha rispolverato il tempismo e il senso della posizione dei giorni migliori, rendendosi protagonista di una prestazione impeccabile e che rende improponibile qualsiasi ipotesi di confronto con un terzinaccio come Campagnaro ( s. v.) finalmente costretto a fare la comparsa. Un conto è giocare con Samuel e un altro con Campagnaro. Tanto che anche i compagni di reparto ci hanno guadagnato. Juan Jesus (voto 6,5) non si è mai deconcentrato e non è andato mai in difficoltà perché ha fatto sempre le scelte più semplici. Impeccabile e quasi elegante Rolando (voto 6,5) sempre più a suo agio quando il reparto si muove tutto insieme.

La parata fatta sul calcio piazzato di Berardi nel primo tempo (unica occasione concessa al Sassuolo) vale da sola la partita di Handanovic (voto 7) che per il resto non ha altri problemi. A parte forse un’incomprensione nel chiamare la palla con Rolando che poteva costare la (ennesima) frittata.

Chi invece ha giocato sotto le aspettative sono stati ancora una volta gli esterni, sempre meno capaci di spingere come dovrebbero sulla fascia. Jonathan (voto 6) si è limitato a coprire e si è visto pochissimo in avanti. Nagatomo (voto 6) si è visto un po’ di più nella ripresa, ma non è stato mai concreto.

Abbastanza positiva (anche se da lui ci si aspetta molto di più) la prima di Hernanes (voto 6+) che ha subito l’occasione per segnare al primo tiro in maglia nerazzurra, ma non inquadra nemmeno la porta e poi è cresciuto con il passare dei minuti e delle giocate con i nuovi compagni. Ha una seconda occasione nella ripresa, ma Pegolo riesce a metterci una pezza. Hernanes è sembrato convincente anche nel tenere sempre la posizione in fase di copertura. Partita dai due volti per Guarin (voto 6) che nel primo tempo ci mette molta intensità e crea più di un pericolo, mentre nella ripresa paga lo sforzo e si spegne. Buona la prestazione da uomo d’ordine e mediano improvvisato di Kuzmanovic (voto 6,5) che sembra essere proprio in continua crescita. Quando alla fine non ne ha più viene sostituito nel finale da un Taider (s. v.) comunque propositivo.

Impossibile giudicare positivamente la prova di un Milito (voto 5) che corre e si fa trovare sempre dai compagni: pesano i due gol mangiati, gol che uno come lui non può sbagliare. Inevitabile chiedersi: dipende dalla forma che ancora non arriva o non ne ha proprio più? Sicuramente più reattivo Botta (voto 6) che entra al posto suo, ma si vede proprio che è un trequartista e non ha l’istinto del gol perché almeno in due momenti avrebbe potuto fare di più. Discorso a parte per Palacio (voto 7 per lo spirito di sacrificio) che ormai manco tira più in porta (facendo così affiorare la sua vera anima di ala pura che in un classico 4-4-2 potrebbe giocare da fantastico esterno) ma è da applausi a scena aperta per quanto corre e per quante occasioni sviluppa o crea. Un gol se lo mangia pure lui (ormai è la regola) ma diventa ininfluente rispetto a tutto quello che è riuscito a fare.

Mazzarri allenatore estraneo ai fatti e a se stesso

Mazzarri e KuzmanovicIl problema dell’Inter attuale è che Mazzarri (voto 3) ormai è fuori controllo. Sul piano dell’impegno la squadra c’è e fa quello che può. Manca però il manico. Formazione sbagliata, marcature sbagliate, cambi sbagliati. In fondo, è quasi un miracolo se l’Inter ne ha presi solo tre vista l’approssimazione tattica  – inspiegabile – e l’ormai patologica fissazione nell’insistere a giocare con una sola punta (che tra l’altro quasi non si regge nemmeno più in piedi per la fatica che fa) e nel voler tenere in campo contro ogni logica giocatori fuori forma.

Partiamo dai pochi che si salvano. Il migliore è stato Handanovic (voto 6,5) che ha parato tutto quello che si poteva parare. E poi Kuzmanovic (voto 6) che finché è rimasto in campo ha garantito un minimo di copertura alla difesa. Infatti è stato il primo ad essere sostituito. Convincente come poche volte in passato anche Taider (voto 6) che in una situazione difficile ha mostrato di avere anche non poca personalità. Buona la reattività con cui è entrato nel finale Botta (voto 6) e non è la prima volta.

Passiamo alle dolenti note. Imbarazzante la leziosità di Alvarez (voto 4) diretta conseguenza delle sue sempre più precarie condizioni fisiche, preoccupante la regressione di Kovacic (voto 4) che costretto a fare il mediano è sempre fuori posizione e fuori tempo. Seppur stoico nel dover reggere tutto l’attacco da solo, allo stato dei fatti penosamente stremato Palacio (voto 4) che non solo sbaglia due gol fatti, ma quel che è peggio non inquadra mai la porta. Mentre nella sfida a chi faceva peggio tra Jonathan (voto 4) e Nagatomo (voto 4,5) alla fine ha vinto ancora una volta il sempre più cotto brasiliano.

A tratti patetici i tre difensori. Mediocre come sempre Campagnaro (voto 5) anche se fa molto casino e tocca tanti palloni, mentre quando avanza e si mette pure a fare la mezzala aggiunta è qualcosa che non si può proprio vedere. Insicuro e poco tranquillo Juan Jesus (voto 4,5) come in alcuni frangenti lo è stato anche Rolando (voto 5,5) che ha però almeno il merito di aver segnato alla Fiat.

Ininfluenti le comparsate di Milito (s. v.) e del neoacquisto D’Ambrosio (s. v.) entrati a partita già chiusa.

Sì, è ufficiale: l’Inter di Mazzarri è cotta

Il gol di Antonini lasciato solo in area

Il gol di Antonelli lasciato solo in area

L’Inter dà tutto nel primo tempo ma non riesce a sfruttare almeno un paio di buone occasioni e poi, complice il campo infame reso quasi impraticabile dalla pioggia, cede nella seconda parte della ripresa, non riuscendo a concretizzare altre tre palle gol.

La chiave della partita è stato l’incredibile errore commesso da Mazzarri (voto 3) quando nel momento di far entrare Guarin (voto 5,5 perché non incide come dovrebbe) invece di togliere uno tra Palacio (voto 4, praticamente ha sbagliato ancora una volta quasi tutto) o Milito (voto 6 politico perché deve ancora ritrovare una forma accettabile) ha avuto l’infelice idea di togliere Kuzmanovic (al di là di qualche errore di troppo, voto 6 per senso della posizione e spirito di sacrificio) e cioè l’unico che, piaccia o no, comunque garantiva un minimo di filtro a centrocampo. Lì si è capito che con una mediana composta da Guarin piazzato a destra, il già spaesato Kovacic (voto 5) messo fuori ruolo a sinistra e un Cambiasso (voto 5,5) con il solito andamento lento ormai improponibile come centrale, l’Inter avrebbe ballato e non poco sulle ripartenze del Genoa. Tanto è stato. E pensare che Mazzarri era quasi riuscito a indovinare lo schieramento migliore allorché l’infortunio di Alvarez (voto 6) lo ha costretto a mischiare un po’ le carte per permettere al subentrante Kovacic di giocare a destra. Così mentre Cambiasso è diventato interno sinistro a giocare da centrale è andato Kuzmanovic e da quel momento la squadra sembrava più quadrata e concreta. Nella ripresa però Mazzarri ha deciso di rimettere le cose come sempre, con la conseguenza di complicare la vita sia a Kuzmanovic (che fin lì se l’era cavata abbastanza bene) e ancor di più a Kovacic che a sinistra si vede benissimo non ci si trova proprio. L’unica attenuante che posso trovare a tali scelte tattiche decisamente scriteriate è che ormai è in confusione pure lui. L’anno nuovo ha contorni quasi drammatici: tre sconfitte e un pareggio. E poche prospettive all’orizzonte.

Se Mazzarri è stato il peggiore dei suoi per distacco e Palacio lo segue subito a ruota con un 2014 veramente horror, non è andato tanto meglio un Jonathan (voto 4,5) ormai tornato ai soliti livelli di un tempo, quando praticamente non sembrava nemmeno un giocatore di Serie A. Sbaglia troppo, gioca con insopportabile sufficienza, copre poco e niente e, in ultima analisi, non si capisce perché debba stare in campo. Anzi, si capisce benissimo: non ci sono ricambi. Un po’ meglio Nagatomo (voto 5,5) ma solo perché almeno corre e mostra di impegnarsi parecchio di più, anche se non trovando mai sufificente collaborazione è troppo spesso confusionario.

Un vero pianto amaro Handanovic (voto 4) principale responsabile del gol (nell’area piccola il pallone è per forza suo) prima ancora di un reparto difensivo che in certi momenti sembra davvero non sia ancora tornato dalle vacanze. Sul gol di Antonelli, per dire, ce n’era un altro di genoano lasciato libero di colpire di testa. Mentre Handanovic già nel primo tempo e sempre su un calcio d’angolo aveva commesso per due volte nella stessa azione lo stesso identico errore di non uscire nell’area piccola ed era stato miracolosamente graziato. Se poi il leader di questa difesa è un terzinaccio come Campagnaro (voto 4,5) cui Mazzarri dà licenza di crossare a azzardare lanci lunghi puntualmente sballati, si capisce già tutto. Ancora un volta quello che sbaglia di meno è sembrato Rolando (voto 5,5) mentre Juan Jesus (voto 5) ha mostrato come sempre i soliti difetti di concentrazione e approssimazione tecnica.

Non male, infine, l’impatto di Botta (voto 6 d’incoraggiamento) che per la seconda volta entra nei minuti finali e mostra grande reattività, sfiorando il pareggio.

L’Inter di Mazzarri non riesce proprio a ripartire

Il gol di Nagatomo con un movimento in area da centravanti puro

Il gol di Nagatomo con un movimento in area da centravanti puro

L’Inter meritava di vincere e avrebbe vinto se ancora una volta non fosse stata penalizzata dall’ennesimo errore arbitrale. Il raddoppio di un Nagatomo (voto 6,5) volenteroso ma a volte confusionario era infatti regolare: il giapponese non era in fuorigioco. Ma a parte questo l’Inter è sembrata una squadra sempre più smarrita e in evidente crisi d’identità. Né Mazzarri (voto 5) riesce a scuoterla dal suo torpore. Manovra sempre troppo lenta e macchinosa per mancanza di idee e personalità a centrocampo. Con il 71% di possesso palla l’Inter ha fatto qualcosa come 666 passaggi senza però che tutta questa mole di gioco sia mai servita a creare seri pericoli a Puggioni. Così perfino un modesto Chievo con un minimo di organizzazione  difensiva riesce a strappare un insperato pari.

La difesa sostanzialmente commette solo un errore grave: il primo, che costa subito il gol di Paloschi. Dopodiché riesce a cavarsela più o meno bene, anche se continua a ballare sempre troppo contro avversari non certo irresistibili. Campagnaro (voto 6,5) è il più sicuro e incisivo perché riesce a essere sempre presente in entrambi le fasi e quando l’Inter attacca diventa un centrocampista aggiunto. Meno brillante del solito Rolando (voto 6) ma complessivamente positivo. Soliti alti e bassi per Juan Jesus (voto 6 d’incoraggiamento) che come al solito si fa notare per alcune buone chiusure e per altrettante distrazioni sconcertanti. Si vede che ci mette impegno ma proprio non riesce  a rimanere concentrato tutta la partita. Superato da un tiro per così dire imparabile (ma era imparabile?) Handanovic (voto 6 d’ufficio) non viene mai impegnato seriamente per il resto della gara.

Sulle fasce, rispetto a Nagatomo è sembrata impalpabile la prestazione di Jonathan (voto 5) in evidente calo dopo un girone d’andata complessivamente positivo.

Mentre a centrocampo pur perdendo qualche pallone più del dovuto, Kuzmanovic (voto 6) ha sostanzialmente tenuto bene la posizione ed ha garantito quel necessario filtro che tanto manca lì sulla mediana. Si è visto poco invece Cambiasso (voto 5,5) non nelle sue serate migliori. Tra luci e ombre la prova di Alvarez (voto 5,5) che tocca sempre molti palloni e si rende spesso pericoloso. Però continua a mancargli quella continuità che dovrebbe fare la differenza.

Ancora una volta inguardabile Palacio (voto 4,5) cui in questo periodo non gli riesce più niente. Evidente appannato, forse accusa una comprensibile flessione dopo aver tirato la carretta per mezza stagione. La situazione in attacco non è migliorata nemmeno con l’ingresso di Milito (voto 5) apparso ancora lontano da una forma accettabile dopo il lungo infortunio.

Come Alvarez anche Kovacic (voto 5,5) si dà molto da fare, ma continua a commettere sempre qualche errore di troppo. Meglio come centrale di centrocampo (quando Cambiasso è uscito) piuttosto che dietro Palacio nell’improbabile ruolo a metà tra la seconda punta e il trequartista. Deve crescere in intensità e concretezza. Bisogna allora avere pazienza e dargli ancora fiducia.

Ininfluenti le comparsate nei minuti finali di Taider e Botta (senza voto tutti e due) con la squadra ormai in confusione nell’affannoso quanto sterile tentativo di segnare il secondo gol.

È andata così, è stata un’altra occasione persa. Il girone d’andata si chiude tristemente con il rimpianto per aver perso troppi punti e la fredda realtà dei numeri: l’Inter di Mazzarri è al quinto posto a pari merito con il Verona.

L’Inter di Mazzarri sembra un film già visto

L’Inter paga l’instabilità di un turnover forse esagerato e un assetto troppo difensivo nel primo tempo. Nella ripresa, quando finalmente torna a giocare con due punte e addirittura con la difesa a quattro, va un po’ meglio, ma senza mai riuscire a rendersi veramente pericolosa. Certo, mancano due rigori clamorosi: uno per tempo. Ma ormai all’Inter non li danno più e quindi amen.

Stavolta ha davvero poche attenuanti Mazzarri (voto 4) se non il fatto che la pressione di questi giorni si sta evidentemente facendo sentire. Se per tutta la stagione si è intestardito a giocare sempre e solo con lo stesso modulo e con gli stessi giocatori, a Udine reinventa difesa e centrocampo e inevitabilmente la squadra, ultimamente già confusa di per sè, va subito in sofferenza. L’Udinese ne segna uno ma potrebbe farne almeno un altro. Nella ripresa, quando – finalmente – decide di cambiare modulo l’Inter non sembra avere sufficiente lucidità per cambiare passo. E la frittata è fatta. Fuori anche dalla Coppa Italia, con una squadra in crisi e una società assente.

La difesa ha ballato molto e se ha subìto solo un gol  è solo perché l’Udinese ha sbagliato parecchie conclusioni. Carrizo (voto 4) non è un portiere che può giocare nell’Inter. Punto. Commette errori inammissibili a questi livelli. Inguardabile a sinistra Campagnaro (voto 5,5) meglio quando è tornato a destra nell’inedita difesa a quattro. Molto insicuro Andreolli (voto 5) ma ha l’attenuante di non aver giocato praticamente mai. Mentre Samuel (voto 6 di stima) è quello che comunque ha limitato i danni.

Ma il peggiore in campo, finché ha giocato, è stato purtroppo il Capitano (voto 3). Nell’azione del gol si fa anticipare da Maicosuel e per il resto della partita è come se non ci fosse. Dispiace vederlo così. Poco peggio Mudingayi (voto 4,5) in evidente difficoltà a far girare  la palla lui che diventa utile solo se c’è da metterla sul piano fisico. Anonima anche la prova di Nagatomo (voto 5) anche se nel finale è quello che almeno ci ha provato.

A centrocampo, pur commettendo molti errori,  Kuzmanovic (voto 5.5) ha comunque mantenuto la posizione di uomo d’ordine e lo ha fatto con una certa continuità  perché quello gli si chiedeva. Mentre Guarin (voto 5) è stato il solito Guarin: qualche buona cosa e altre assai meno. Si vede che è potenzialmente un buon giocatore, sopratutto se impiegato a centrocampo, però proprio non riesce ad avere un minimo di continuità. Diverso invece il discorso per il sempre più smarrito Kovacic (voto 5) inappuntabile sul piano dell’impegno, meno sulla concretezza delle sue giocate. Al di là di dover sempre giocare fuori ruolo, continua a commettere ancora troppe ingenuità.  Non è tranquillo e si vede: pare sempre più spaesato perché né la squadra né Mazzarri riescono ad aiutarlo.

Se di bocciatura però vogliamo parlare più che il comunque 19enne Kovacic chi proprio sta dimostrando di non avere la testa giusta per giocare a questi livelli è Alvarez I(voto 5) che a ogni buona azione ne fa seguire due o tre inutili se non dannose. Purtroppo, questa sembra essere la sua dimensione: grandi piedi per grandi ma estemporanee giocate, ma quasi mai è capace di fare la differenza in campo.

In attacco l’unico ad avere avuto se non altro le idee chiare è Milito (voto 6) anche se alla sua prima partita intera alla distanza ha pagato il fatto di non avere ancora sufficiente gamba e nella ripresa si è spento. Però anche se non si è reso mai pericoloso, la sua consistenza offensiva si è vista lo stesso benissimo. Malissimo come all’Olimpico Palacio (voto 4) che entrato nella ripresa praticamente non ha toccato palla o quasi. Preoccupante involuzione.

Infine, non male l’esordio di Botta (voto 6) che dimostra subito sicurezza e reattività. Ma farlo entrare quando ancora non si è nemmeno allenato una volta con la squadra e per giunta per prendere il posto del già abbastanza maltrattato Kovacic è stato forse il peggiore errore di Mazzarri. Deve essere proprio stressato e in grande difficoltà. Perché se avesse avuto la sua solita lucidità non avrebbe mai fatto quella che potrebbe benissimo essere considerata una mancanza di rispetto prima ancora che di fiducia nei confronti della squadra.

L’Inter di Mazzarri tocca il fondo

Un'immagine di Lazio-Inter

Partita di rara bruttezza il cui risultato più giusto sarebbe stato il pari, ma alla fine è stata decisa da un’improvvisa prodezza tecnica di Klose. C’è poco da recriminare perché l’Inter ha risaputi limiti tecnici e atletici. Se la società non vuole investire allora è meglio utilizzare il girone di ritorno per svezzare i giovani. Lo si chiedeva – invano – la passata stagione e lo si ripropone adesso. Altrimenti è solo tempo sprecato.

Finché è rimasto in campo il centrocampo lento ma in grado di tenere posizione e coprire gli spazi l’Inter è stata capace di limitare i danni. Cambiasso (voto 6,5) è stato come al solito impeccabile anche se non è da lui che ci si può aspettare il cambio di passo per fare la differenza. Considerata che era la sua prima da titolare dopo tanto tempo, non male nemmeno la prova di Kuzmanovic (voto 6) anche se pure nel suo caso vale il fatto che non è certo lui quello che può dare qualità. Lo doveva fare invece Alvarez (voto 4) ma praticamente non si è visto mai. Sarà che si è allenato anche a Natale come si evince dalle foto opportunamente twittate, ma dopo un primo tempo così così nella ripresa si trascinava a fatica.

Nel primo tempo l’Inter ha tenuto, poi però nella ripresa a un certo punto Mazzarri (voto 5) ha stravolto il già precario equilibrio a centrocampo. E ha esagerato. Perché a un certo punto l’Inter si è ritrovata in campo con un centrocampo tatticamente davvero improponibile. Cambiasso aveva al suo fianco a destra un Alvarez spompato e a sinistra un Kovacic (voto 5) poco aiutato e subito in difficoltà dopo la prima palla sbagliata.

Per di più con davanti Palacio (voto 4) che stavolta non ne ha azzeccata una che sia una e un evanescente Milito (senza voto) a fare la parodia di un attacco. Cioè: Mazzarri gioca per quasi tutto il girone d’andata con una sola punta e poi ne schiera due con dietro però un centrocampo esageratamente offensivo. Da un eccesso all’altro, insomma. E alla fine l’Inter ha pagato, forse anche eccessivamente, lo squilibrio in campo.

Ancora una volta croce e delizia Guarin (voto 5,5) che fa buone cose e altre pessime. Il solito, insomma. Come lui non hanno inciso più di tanto nemmeno Jonathan (voto 5) e Nagatomo (voto 5,5) forse perché più impegnati a tamponare i tanti buchi del centrocampo che a costruire.

Prestazione dai due volti quella di tutto il reparto difensivo, con erroracci inguardabili e strepitosi recuperi. Alla fine però il gol l’Inter lo prende e il saldo è per forza negativo. Ormai insopportabile la sufficienza con cui gioca Handanovic (voto 5,5) che alterna buone parate a distrazioni inaccettabili. Peggio di lui Ranocchia (voto 5) su cui pesa la responsabilità del gol. Vero dottor Jekyll e mister Hyde l’anarchico Juan Jesus (voto 5,5) notevole in alcune chiusure e orrendo in certi disimpegni suicidi. Chi ha commesso meno errori di tutti gli altri è Rolando (voto 6) che sta crescendo con il passare delle partite.

Squilibrati

Palacio festeggiato da Cambiasso

Palacio festeggiato da Cambiasso

La fiammata di inizio ripresa aveva fatto quasi ricredere. Ma sono stati dieci minuti di grande intensità contro il resto davvero inguardabile. In più pure squilibrati con un centrocampo senza interditori e, nel finale, con uno sbilanciamento in avanti quasi suicida.

Se il Parma avesse vinto non ci sarebbe stato niente da dire. Così come l’Inter ha ben poco da recriminare. La paura di sbagliare fa brutti scherzi, soprattutto se manca la personalità da grande squadra. Sempre più sull’orlo di una crisi di nervi è apparso Mazzarri (voto 5) quando nel primo tempo non riusciva a dare ordine a una squadra impaurita e confusa. Quasi disperato invece nella ripresa di fronte all’impotenza dei suoi.

Due ne fa e due ne sbaglia, ma al di là di questo Palacio (voto 7) è uno dei pochi in campo che dimostra di essere all’altezza della situazione. Anche se non particolarmente incisivo Cambiasso (voto 5,5) ha il merito di non mollare mai, però rimane il fatto che il terzo gol è soprattutto colpa sua che si fa anticipare come un esordiente. Non disprezzabile stavolta la prestazione di Kovacic (voto 6) prima timido e impacciato e poi uscito abbastanza bene sulla distanza. Anche se deve ancora crescere per poter diventare protagonista.

Tra tanti errori ma pure diverse cose buone è complessivamente accettabile la prova di Guarin (voto 6) che almeno non spedisce più palloni in curva e stasera si è fatto vedere anche in copertura. Non del tutto convincente invece Alvarez (voto 5,5) non perché abbia giocato malissimo, anzi. Ha fatto vedere, seppure a sprazzi, delle buone giocate. Ma il problema è che da uno come lui ci si aspetta molto di più. Lui è quello che dovrebbe fare sempre la differenza e se non lo fa ha fatto meno del suo dovere.

Di nuovo deludente la comparsata di Belfodil (voto 5) anche se sono convinto abbia bisogno di carburare in campo prima di sciogliersi come dovrebbe e potrebbe. Senza voto Taider.

Ma ancor più deludente di Belfodil è stata la prova del Capitano (voto 5) che proprio non riesce ad adattarsi come esterno e alla fine deve anche accettare di essere sostituito da un Nagatomo (voto 6 di stima) nemmeno al meglio. Mentre Jonathan (voto 6) ha tenuto abbastanza bene la posizione in fase offensiva, meno però quando si trattava di chiudere gli spazi.

La difesa il reparto più in difficoltà. Sintomatica la papera di Handanovic (voto 5) patetici Ranocchia (voto 5) e Juan Jesus (voto 5) sul primo gol del Parma. Meno disastroso Campagnaro (voto 5,5) ma non è più quello di inizio stagione.

Al di là dei singoli, l’Inter di Mazzarri è sembrata non esserci come squadra.

Un pari di troppo

Walter Mazzarri durante Inter-Samp

Se ti fai mettere alle corde per tutti gli ultimi venti minuti finali da una Samp non certo fenomenale poi c’è poco da recriminare se prendi un gol (dopo che la squadra di Mihajlovic aveva fatto le prove per almeno tre volte) che significa un altro pari, un altro regalo, un altro mezzo passo falso che pregiudica quanto di buono viene fatto ed è stato fatto fin qui.

Insufficiente Mazzarri (voto 5 per non aver capito a metà ripresa che piega stesse prendendo la partita) cocciuto com’è nell’insistere a schierare una sola punta anche se Palacio (voto 5) pur sempre bello a vedersi ha ormai perso la concretezza di una volta e si vede chiaramente che da solo non ce la fa più. Mentre Guarin (voto 6) si salva solo per il gol nel primo tempo e il palo colpito a inizio ripresa perché per il resto gli errori sono sempre molti di più rispetto alle cose buone che riesce a fare. Pur dando qualità in attacco rimane tatticamente inaffidabile. Buona prova nel primo tempo di Alvarez (voto 5,5) con il pregevole assist e alcune altre buone giocate ma – come sempre ormai – nella ripresa si spegne e diventa anche lui come Guarin un peso per l’economia di gioco della squadra. C’è da dire che per contro chi subentra e cioè a circa mezzora dalla fine Kovacic (voto 5) e nei minuti finali Belfodil (s. v.) non li fa certo rimpiangere. E questo è un problema. Più reattivo è sembrato, in poco più di dieci minuti che è stato in campo, Mudingayi (voto 6 d’incoraggiamento) al suo rientro stagionale.

Complessivamente positiva, anche se non certo esaltante la prova di Taider (voto 6) apparso più convincente in copertura, un po’ meno in fase di costruzione. Il migliore a centrocampo è come sempre Cambiasso (voto 6,5) non fosse altro perché è l’unico che riesce a dare un minimo di equilibrio alla manovra, anche se il più delle volte predica nel deserto. Mentre i due esterni sono stati penalizzati dal fatto di dover soprattutto coprire le fasce su cui Mihajlovic ha intelligentemente fatto fare ai suoi parecchia pressione. Per il Capitano (voto 6 di stima) una prima da titolare sotto la media, mentre Jonathan (voto 5,5) si è visto poco in attacco ed è sembrato meno brillante del solito.

Con una buona parata nel primo tempo e una difficile e complicata respinta nella ripresa su una punizione velenosa di Eder, fa il suo Handanovic (voto 6) ed è sembrato incolpevole sul gol. Senza infamia e senza lode le prestazioni di Rolando, Campagnaro e Juan Jesus (voto collettivo: 6) anche se forse non hanno aiutato abbastanza il centrocampo (soprattutto nella seconda parte della ripresa e cioè quando la Samp ha preso il sopravvento) in fase di impostazione.

Bruttissimi ma vincenti

Il Capitano rientra e fa subito la differenza in campo

Il Capitano rientra e fa subito la differenza in campo

Il ritorno in campo del Capitano (voto 7 di stima) è l’unica luce di una partita bruttissima soprattutto a causa di una gestione di palla veramente pessima. Talmente pessima da far sembrare il centrocampo del Livorno quello del Barcellona. E il fatto stesso che un quarantenne al suo rientro dopo un grave e lungo infortunio possa fare subito la differenza la dice lunga sulla qualità dell’attuale Serie A.

Il sospetto, vedendo la sofferenza a tenere il campo nella ripresa, è che la squadra abbia pagato lo sforzo di Udine. In troppi sembravano parecchio stanchi pur non avendo giocato in coppa. Resta il fatto che una squadra come l’Inter non può farsi mettere in difficoltà dal Livorno che è quasi una Inter B.

Capitano a parte, di positivo c’è il non aver preso gol, anche se tutti i difensori sono stati ammoniti. Handanovic (voto 6) è seriamente impegnato una volta sola e fa il suo dovere. Mentre Ranocchia, Rolando e Samuel (voto 6 a tutti e tre) non commettono errori rilevanti ma sono stati inguardabili nei rilanci. Troppa fretta, troppo nervosismo.

Sulle fasce la solita inconsistenza: molto fumo e poco arrosto anche se nel finale Nagatomo (voto 6) trova insperabilmente il raddoppio e Jonathan (voto 6) è comunque inappuntabile sul piano dell’impegno. Ma tutti e due non sono mai capaci di dare profondità all’attacco e non sembrano avere mai abbastanza personalità nel gestire il pallone. Ogni riferimento a Maicon è puramente voluto.

A centrocampo Cambiasso (voto 6,5) parte male, ma poi riesce a cavarsela anche se troppo spesso da solo lì in mezzo a coprire tutta la mediana. Anche perché scarsamente supportato dalle due mezze ali. Pessimo Taider (voto 4,5) che si è quasi rimangiato tutto quello che di buono aveva fatto vedere a Udine, sfasato e mai veramente in partita Alvarez (voto 5) che si fa notare solo per un bel tiro da fuori nel finale del primo tempo. Male anche Kovacic (voto 5) nella mezzora che è stato in campo, se non si fosse reso protagonista nel recupero di un’azione personale conclusa con l’assist per Nagatomo. Ancora troppo poco per poter pretendere un posto da titolare.

Un pianto amaro anche i due attaccanti. Hanno l’attenuante di aver avuto pochi palloni giocabili, ma è pur vero che sia Guarin (voto 4) che Palacio (voto 4,5) si sono visti davvero pochissimo. Nel caso del colombiano non è certo una novità. Sorprende invece l’argentino, ma secondo me paga la stanchezza fin qui accumulata per essersi caricato sulle spalle tutto il reparto. Impalpabile Belfodil (voto 4,5) che entra sbaglia il primo dribling e subito perde tranquillità e senso della misura. Quando non sbaglia non incide minimamente. Rimandato.

Pur disperandosi al suo solito, Mazzarri (voto 6) non riesce mai a far cambiare marcia alla squadra, ma probabilmente stasera non ne aveva proprio. Tre punti forse ancora più preziosi proprio perché ottenuti senza aver giocato bene. Forse, a essere proprio cattivi, senza aver giocato proprio.

A Udine la partita (sorprendentemente) perfetta

Palacio migliore in campo anche al Friuli

Palacio migliore in campo anche al Friuli

Che poi la prima cosa che viene in mente è: ma non si poteva giocare con la stessa attenzione e la stessa voglia di fare bene anche a Bergamo? Mah… Il calcio è così, tremendamente bello anche perché fondamentalmente stupido.

Praticamente perfetti nel primo tempo: due gol all’attivo e nessun tiro in porta (nessuno!) dell’Udinese e un ordine in mezzo al campo che sembrava un’altra Inter rispetto alle ultime confuse prestazioni. Pratici e concreti nella ripresa, finalmente in grado di gestire il risultato anche se i padroni di casa, con Muriel e Di Natale sostituiti, ci hanno messo del loro e non sono sembrati particolarmente in forma. Ma non è detto che non possa essere anche merito dell’Inter.

Tre giocatori su tutti: nell’ordine Palacio (voto 8) ancora una volta migliore in campo non solo per il gol e l’assist, ma per essere ormai l’uomo-squadra a tutto campo. Poi Cambiasso (voto 7,5) per aver diretto la manovra offensiva e difensiva come gli succedeva nei suoi momenti migliori. E Alvarez (voto 7) perché come mezz’ala diventa spesso l’uomo in più e se non fa la differenza è comunque sempre un problema per gli avversari. Loro tre sono stati indiscutibilmente i protagonisti di una trasferta sorprendentemente positiva su un campo tradizionalmente molto ma molto difficile.

Finalmente una buona prova di Taider (voto 6,5) che piazzato nel suo ruolo naturale ha mostrato più sicurezza e convinzione. Oddio, qualche errore di troppo continua a farlo, ma insomma l’assist per Palacio e qualche altra buona interdizione fanno finalmente sperare che possa migliorare e farlo velocemente. Come buona è stata la gara di Handanovic (voto6,5) che nega a Di Natale un gol dei suoi e per il resto è sembrato sicuro in porta come recentemente non gli succedeva più. Non mi è dispiaciuto Ranocchia (voto 6,5) che piazzato sul centrodestra è sembrato più a suo agio. Eppoi ha fatto pure un grande gol al volo da centravanti puro. Speriamo possa recuperare per la partita con il Livorno. Anche perché è in difesa che si registrano le poche note negative. Samuel (voto 5) butta la spugna dopo aver giocato poco più di 120 minuti tra Bergamo e Udine e prima di uscire regala a Muriel la possibile palla per riaprire la gara. Ha fatto perfino peggio Juan Jesus (voto 5), soprattutto per la sua stupidità) che rimedia un’ammonizione a partita chiusa per un goffo tentativo di perdere tempo. Diffidato, salterà la prossima. Così il reparto ora ha gli uomini contati e cioè Rolando (voto 6) comunque apparso sempre più sicuro e Andreolli (voto 6) più che reattivo una volta entrato a freddo, più un punto interrogativo.

Sufficienti anche se ancora una volta non particolarmente esaltanti mi sono sembrate le prove dei due esterni. Nagatomo (voto 6) forse ha fatto qualcosa in più (nel primo tempo ha sfiorato pure il gol) di Jonathan (voto 6) anche perché il brasiliano sembra essere ormai in riserva. Così come Pereira (voto 6) ha svolto il compitino che gli si chiedeva e non ha avuto il tempo per sfigurare o fare qualche stupidaggine.

Una volta tanto non solo non ha fatto danni, ma ha giocato discretamente bene Guarin (voto 6,5) che piazzato dietro Palacio fa pesare meno la sua anarchia e quindi può mettere in mostra tutto il suo talento anche se a volte lezioso e fine a se stesso. Spostato in attacco e a volte messo quasi a giocare da centravanti ha effettivamente una sua utilità nell’economia di gioco, anche perché non avendo vincoli stretti di copertura la sua discontinuità non pesa più di tanto. Anche se a inizio ripresa stava quasi per riuscire a far rimettere in partita l’Udinese propiziando con un suo errore il tiro di Di Natale che per fortuna Handanovic è riuscito a deviare in angolo.

Ma tra i migliori dell’Inter va messo sicuramente anche il suo allenatore. Mazzarri (voto 7) ha il merito di aver schierato alcuni giocatori al posto giusto, dove cioè possono rendere al meglio. Oltre a Guarin in attacco, Mazzarri ha piazzato Taider finalmente a destra, dove sembra quasi un altro, mentre Alvarez da mezz’ala sinistra è riuscito a fare ancora di più la differenza.  Speriamo allora che sia questo l’assetto più affidabile e che ora la squadra non possa fare altro che migliorare. Soprattutto sotto l’aspetto della tenuta mentale e della continuità.

L’Inter di Mazzari soffre troppo e non va oltre il pari

Kovacic ingabbiato a centrocampo

Kovacic ingabbiato a centrocampo

Una squadretta. L’Inter di Mazzarri non è nient’altro che una squadretta. Una disperante, patetica squadretta che vederla è sempre una sofferenza. Una tristezza infinita, considerato poi il livello tecnico mai così basso negli ultimi dieci anni. In campo si sono viste troppe giocate e atteggiamenti non da squadra di vertice. Ma, appunto, da squadretta senz’arte né parte e da mezza classifica. Manca un minimo di personalità, manca quella compattezza che un gruppo vero deve avere, manca la voglia e la concentrazione per dare sempre il massimo. E, purtroppo, questa partita contro un’Atalanta tra l’altro pure abbastanza modesta non lascia speranze. Non vedo e non credo possano esserci margini di miglioramento, anche perché l’organico (incompleto e non all’altezza) è quello che è e c’è ben poco da fare.

Difficile, di fronte a tanta delusione, riuscire a salvare qualcuno dalla mediocrità generale. Tra i pochi senza colpe Cambiasso (voto 6,5) per essere riuscito comunque a dare un po’ d’ordine alla manovra, come sempre d’altronde gli succede quando i ritmi sono bassi. Se l’è cavata bene con l’esperienza e sfruttando il suo immenso talento tattico che lo fa stare sempre al posto giusto pur camminando.  Così come buona è senz’altro la prestazione di Alvarez (voto 6,5) soprattutto sul piano dell’impegno: è tra i pochi a crederci veramente e a provarci. E  merita un 6 pieno Carrizo che entrato nella ripresa salva un gol. Per il resto mi sembra davvero difficile trovare qualche altra prova sufficiente.

Non certo la difesa che di gol stavolta ne ha presi solo uno ma solo perché l’Atalanta se ne è mangiati almeno un paio. Comportamento inspiegabile quello di Handanovic (voto 5) semplicemente ridicolo alla prima uscita e che poi si fa male su un rinvio e seppure infortunato rimane in campo per tutto il primo tempo. Praticamente lasciando l’Inter senza portiere. È da un po’ che certi suoi atteggiamenti lasciano davvero perplessi. Non è più lo stesso di una volta, quello sempre freddo, lucido e concentrato qualsiasi cosa succedesse. A me dà sempre più la sensazione di aver già preparato la valigia. Un buon rientro con una macchia indelebile (la figura da dilettante fatta sul gol di Denis) per Samuel (voto 5) che poi però non commette altri errori irreparabili. Un po’ meglio Rolando (voto 5,5) ma secondo me non garantisce pienamente quella sicurezza di cui avrebbe tanto bisogno il reparto. Da prendere quasi sempre a calci quando ha la palla al piede un Juan Jesus (voto 5) sempre più anarchico e indisponente.

Jonathan (voto 6) meglio nel primo tempo, Nagatomo (voto 6) meglio nella ripresa. Ma a me pur rilevando l’indubbio impegno continuano a non entusiasmare. Non giocano male, ma nemmeno fanno la differenza come mi piacerebbe che fosse.

Ennesima prova così così di Kovacic (voto 5) che messo dietro Palacio fa solo confusione e mette troppo in difficoltà i compagni nella gestione della palla, un po’ meglio (ma sempre insufficiente) quando inverte la posizione con Alvarez. Il croato ha sicuramente molto talento ed è già un mezzo campioncino, ma l’Inter attuale non lo sostiene come dovrebbe e il rischio è che possa bruciarsi. Mentre, per quanto riguarda il centrocampo, senza ombra di dubbi la palma del peggiore in campo va a un Guarin (voto 4) di una supponenza e presunzione  che lascia senza parole. D’accordo, ha pure evitato un gol che Handanovic aveva deciso di regalare tanto per gradire ai padroni di casa, ma per il resto non pervenuto. Sostituito, con la squadra che cercava di vincere, ha impiegato quasi un minuto per uscire dal campo. Roba veramente che non ci si crede. Non giudicabile, invece, Taider entrato nei minuti finali.

In attacco stavolta Palacio (voto 5) non solo non ha fatto miracoli, ma stasera proprio non c’era o quasi in campo. Ma a uno che ha fatto il fenomeno fin qui si può benissimo concedere che una volta possa rifiatare. Assai sfortunato invece Icardi (voto 6) che ogni volta sui pochissimi palloni a disposizione si rende sempre pericoloso. Il palo salva l’Atalanta, ma onestamente l’Inter per quello che ha fatto vedere non meritava la vittoria. Anzi.

Di buono c’è il risultato, ma si prendono ancora troppi gol

Palacio ancora una volta migliore in campo

Palacio ancora una volta migliore in campo

Di buono c’è il risultato. Tre punti indispensabili che chiudono la striscia negativa. Anche se arrivati tutti su altrettanti svarioni difensivi del Verona, quattro gol sono tanti e danno fiducia. Ma i due presi (più un terzo di Toni che a me è sembrato regolare) confermano i soliti problemi. Errori che fanno tornare di nuovo a galla i soliti difetti di reparto e gli inevitabili limiti di squadra. Alle prime difficoltà comincia subito a serpeggiare il panico. Il problema maggiore rimane sempre quello: si prendono troppi gol, troppo spesso stupidi. A centrocampo e in difesa l’Inter balla troppo e mostra ancora una volta insicurezze e paure che abbiamo imparato a conoscere bene.

Cominciamo dal migliore che è — ancora una volta — Palacio (voto 7 per la capacità di fare reparto da solo e l’opportunismo in area). Lui ha tutto quello che, chi più chi meno, manca ai suoi compagni. E cioè la capacità di giocare in maniera serena e con grande lucidità. Quella che non hanno per esempio Ranocchia (voto 5,5) e Juan Jesus (voto 5) il primo in difficoltà perfino con un Toni ormai a fine carriera e il secondo sempre troppo svagato. Se la cava meglio Rolando (voto 6) anche perché trova il gol della sicurezza e si fa notare un paio di volte per alcune chiusure buone. Incolpevole sui gol Carrizo (voto 5) ma a parte un’uscita clamorosamente sbagliata non ha mai occasione per rendersi veramente utile.

Meno assenti che a Torino, i due esterni stavolta si fanno vedere di più. E se Nagatomo (voto 6) prende un palo e va vicino al gol, Jonathan (voto 6) ha il merito di sbloccare il risultato (anche se è un autogol) ma da loro ci si aspetta molto di più.

Un vero pianto amaro ancora una volta il centrocampo. Favorito dai ritmi molto bassi Cambiasso (voto 6,5) riesce a fare il suo bravo compitino, ma non appena il Verona prova ad avvicinarsi all’area nerazzurra il reparto va subito in barca. Si soffre oltre misura se attaccato in velocità. D’altronde le due mezze ali in campo hanno difficoltà a fare la fase difensiva. Guarin (voto 6,5) si è fatto vedere in attacco e se lasciamo stare tutti quei tiri sbagliati ha sostanzialmente giocato bene nella fase offensiva. Ma in copertura ha aiutato davvero poco. Così come non si poteva pretendere la stessa cosa da uno come Alvarez (voto 5) che a differenza del colombiano non ha inciso nemmeno in attacco. Male per quel poco che ha giocato Taider (voto 5) che evidentemente soffre la pressione di San Siro e dopo aver sbagliato un paio di partite ora non gioca più tranquillo. Un po’ meglio Kuzmanovic (voto 6 d’incoraggiamento) subentrato nel finale a Cambiasso con il compito solo di fare soprattutto melina.

Insufficiente mi è sembrata la prova di Kovacic (voto 5) non tanto per il ruolo dietro la punta ma perché è stato poco aiutato dai compagni e appena vedeva il pallone cercava sempre di strafare peccando così in leziosità. Male pure Belfodil (voto 5) soprattutto per la stupida espulsione a partita finita oltre che per la poca determinazione con cui è entrato per giocare uno spicchio di partita comunque importante per uno che deve farsi spazio.

Mentre che dire di Mazzarri (voto 6 di stima) che continua a voler giocare con una sola punta senza per questo riuscire a rinforzarsi dietro? Secondo me sarebbe ora di cambiare, ma è pur vero che Mazzarri ha sempre concepito il calcio così e sarebbe perfino autolesionistico che snaturasse il suo gioco.

Inter semplicemente vergognosa in una partita nemmeno da Serie A

Palacio migliore in campo, uno dei pochi a salvarsi

Palacio migliore in campo, uno dei pochi a salvarsi

Una partita semplicemente orrenda. Tecnicamente orrenda, tatticamente orrenda, agonisticamente orrenda. Una partita che non sembrava nemmeno la Serie A e che francamente fa venir voglia di lasciar perdere di seguire un calcio così brutto e a tratti perfino patetico. Torino-Inter è stata una partita senza intensità e senza qualità, con giocatori che camminavano in campo, il pallone che sembrava impazzito, mischie in area a palla fa tu come nelle partitelle tra amici. Mai due tre passaggi giusti di fila. Uno scandalo. Così come, nonostante la scusa di aver giocato per quasi tutto il tempo in 10, la maggior parte dei giocatori scesi in campo a Torino secondo me non merita la maglia dell’Inter. Non la meritano innanzitutto perché hanno dimostrato ancora una volta di essere molto più affezionati a quelle delle loro nazionali che all’Inter, molti hanno giocato solo per timbrare il cartellino. Mi dispiace per Mazzarri (voto 6 di stima) ma ho la forte sensazione vedendo certe distrazioni in campo che il gruppo che ha disposizione, questo gruppo, potrebbe fargli fare la stessa fine di Stramaccioni.

Un gruppo che ha dimostrato di non essere sufficientemente motivato. Una squadra senza carattere, con giocatori che si limitano al massimo a fare il proprio compitino. E anche quei pochi che ce la mettono tutta alla fine si confondono nel marasma più totale. Seppure in 10 l’Inter ha preso gol assolutamente ridicoli, si è difesa in maniera ridicola. Handanovic (voto 5) è uscito per prendere la palla e probabilmente non commette fallo, ma ha comunque sbagliato i tempi. Carrizo (voto 5) ha parato a freddo un rigore ma poi ha preso un gol così ridicolo che è incommentabile. Ho visto una volta Rolando (voto 5) tra le poche cose buone e le molte cattive alleggerire letteralmente la palla a uno del Torino. Ho visto Ranocchia (voto 5) in difficoltà contro un attaccante che rientrava dopo mesi e un Juan Jesus (voto 4) che Cerci ha improvvisamente ridimensionato a difensore grezzo e ancora inesperto. Ingiudicabile Wallace anche perché un ragazzino come lui non andava buttato nella mischia in una situazione del genere.

Ingiudicabili, ma perché semplicemente è come se non fossero mai entrati in campo, Jonathan e Nagatomo. Loro come il povero Kovacic subito sostituito dopo l’espulsione di Handanovic. Quelle dei due esterni sono state due prestazioni imbarazzanti dal punto di vista tecnico, tattico o anche solo comportamentale. Dov’erano? A che pensavano? Sapevano dove si trovavano e perché?

Per quanto riguarda il centrocampo la prestazione di Cambiasso (voto 4) la definirei con una sola parola: patetica. Credo che sia ora non chiudere ogni volta gli occhi e guardare la realtà per quella che è. Cambiasso così come tutti gli altri senatori argentini hanno fatto il loro tempo ed è ora che si metta finalmente la parola fine, insieme con l’era Moratti, anche al clan argentino. Per carità, hanno fatto la storia dell’Inter, nessuno toglierà loro meriti e riconoscimenti. Ma adesso basta: altrimenti diventa tutto sempre più – appunto – patetico. Mentre Guarin se ha giocato bene la fase offensiva (voto 6,5) ha fatto solo danni – e tanti – nella fase difensiva (voto 3). Tant’è. Bisogna allora chiedersi: vale la pena puntare su un mezzo giocatore così? Secondo me no. Anche perché è folle difendere sempre con un uomo in meno (stasera in 9 quindi) e concedere ogni volta la superiorità numerica in mezzo al campo. Dei tre centrocampisti Taider (voto 5) è quello con meno colpe. Deve tamponare a destra e sinistra e spesso va in confusione. Poi indovina l’assist del 2-2 e Mazzarri lo toglie.

Ma Mazzarri aveva a quanto  pare ragione. Perché Belfodil (voto 6) dopo alcune incertezze iniziali si inventa un’azione personale che regala a uno stoico Palacio (voto 7 per la grande lucidità nonostante tutto il casino intorno a lui) il momentaneo vantaggio. Da lì in poi l’Inter ha aspettato quasi il gol del pareggio che è arrivato nella maniera più ridicola che si potesse immaginare. Su una punizione neanche tanto forte che scavalca Carrizo clamorosamente fuori posizione, roba che nemmeno nei dilettanti. Da prenderli veramente tutti a calci.

Se invece dei giocatori è Mazzarri ad andare nel pallone

Più che l’Inter ad andare nel pallone è stato chi non ti saresti mai aspettato. Stavolta è venuto a mancare proprio quello che finora è stato il punto di forza e cioè Mazzarri (voto 4) che, innanzitutto, sbaglia formazione. Errore doppiamente grave per aver messo in campo tra l’altro alcuni giocatori apparsi decisamente stanchi che andavano fatti riposare. Ma ancora più grave (e imperdonabile) è sembrato l’inspiegabile ritardo con cui fa i cambi e, cosa veramente fuori da ogni logica, l’aver tenuto poi in campo Guarin (voto 4, un voto in più per il palo colpito nel primo tempo) oltre ogni ragionevole comprensione.

Se ha l’attenuante di aver utilizzato un Pereira (voto 4) disastroso in difesa e ininfluente in attacco a causa dell’infortunio di Jonathan, Mazzarri è invece indifendibile per aver schierato alcuni giocatori che dopo pochi minuti sono sembrati a corto di fiato, forse perché si sono fin qui spremuti giocando sempre al massimo delle loro possibilità. Giocatori come per esempio un irriconoscibile Palacio (voto 5) o un Alvarez (voto 5,5) a corrente alternata che alla fine è stato costretto a uscire dal campo lasciando l’Inter in dieci.

Mazzari a parte, centrocampisti ed esterni sono stati secondo me i maggiori colpevoli del disastro per non aver protetto una difesa che orfana di Campagnaro è andata troppo presto nel panico. Troppo spesso abbandonato al suo destino, Taider (voto 4,5) si complica la vita da solo e sbaglia cose che non può e non deve sbagliare. E se dall’altra parte Guarin fa perfino peggio forse era davvero chiedere troppo a Cambiasso (voto 5) nel dover farsi in tre, lui poi che è il meno dinamico di tutti. Né ha inciso Kovacic (voto 5) subentrato a Taider a giochi praticamente fatti e che nella confusione generale sbaglia i primi due passaggi e perde improvvisamente ogni sicurezza. Lo si sapeva, ma Totti e compagni avrebbero creato problemi sulle fasce e effettivamente gli esterni lasciati sempre da soli sono andati puntualmente in tilt. Pereira ha mostrato la sua inadeguatezza tecnica e forse direi anche mentale, mentre anche Nagatomo (voto 5) non è riuscito a garantire la solita spinta. 

In difesa il meno peggio è sembrato Rolando (voto 6) ma Campagnaro è un’altra cosa. Primo tempo horror per Ranocchia (voto 5) ma nella ripresa riprende almeno conoscenza e smette di essere un problema per tutto il reparto, mentre Juan Jesus (voto 5,5) è apparso più del lecito insicuro. Di Handanovic (voto 5) mi piace sottolineare l’aver evitato il quarto gol, ma per il resto, forse sbaglierò, comincia a non convincermi per come forse dovrebbe dirigere e dare ordine al reparto.

Di Icardi (voto 5) c’è da segnalare un’occasione appena entrato e un altro tentativo senza esito, poi niente più. Non è entrato in partita, anche se è comprensibile viste le difficoltà accusate dalla squadra. Non è sufficiente però come attenuante: deve dare di più, da lui ci si aspetta sempre che faccia la differenza. Pure Milito (n. g.) la palla non l’ha vista mai: a parte un tiraccio forzato è come se non fosse entrato. D’altronde, anche nel suo caso è stato un errore: inutile e forse dannoso in quella situazione buttarlo nella mischia.

Comunque, la brutta figura l’Inter di Mazzarri l’ha fatta non per i tre gol presi nel primo tempo, ma per una ripresa inguardabile in cui praticamente non si è resa mai pericolosa. Il secondo tempo  ha messo improvvisamente a nudo tutti i limiti — risaputi — che finora grazie alle grandi capacità tattiche di Mazzarri e alla forza di volontà del gruppo erano stati così bene mascherati. Forse, l’aver preso tre sberle tra l’altro immeritate nel primo tempo ha fatto perdere la bussola a tutti, non solo ai giocatori in campo. Stavolta il peggiore in campo è stato quello che di solito era il migliore e cioè l’allenatore. Speriamo ora che non ci siano contraccolpi psicologici. Sì, perché la disfatta nella seconda parte della gara fa inevitabilmente venire in mente situazioni già viste la scorsa stagione. Non per voler essere negativi a tutti i costi, ma i numeri fanno pensare male: ora l’Inter di Mazzarri ha un punto in meno rispetto all’Inter di Stramaccioni. Tocchiamo ferro.

Stanca e rimaneggiata, l’Inter di Mazzarri di più non può

Buona prova di Belfodil a Trieste

Buona prova di Belfodil a Trieste

Se giochi con uno scoordinato quanto confuso Pereira (voto 4) o con un anarchico senza cervello e senza gambe come Guarin (voto 5) e uno spaesato Rolando (voto 5,5) e qualche altro ragazzino ancora da svezzare poi non puoi prendertela con la sfortuna. Mazzarri (voto 7 per aver messo in campo comunque una buona squadra) ha finora fatti miracoli, ma l’organico che il nostro caro grande presidente Massimo Moratti gli ha messo a disposizione è da sesto posto. Ci sono cinque squadre più forti e tutto quello che dovesse arrivare in più sarà solo merito della forza di volontà della squadra e del suo allenatore.

Ottima prova nel primo tempo di Kovacic (voto 7) per un paio di accelerazioni notevoli e un’ottima visione di gioco, un po’ meno nella ripresa forse perché stanco. Nel secondo tempo mi è piaciuto soprattutto Nagatomo (voto 7) per l’assist ma anche per la personalità e concretezza per come ha tenuto la posizione sulla fascia destra. Per contro sull’altra fascia Pereira (diventato titolare a causa del forfait fisico di Jonathan) è sembrato un pesce fuor d’acqua. Sicuramente il vero Pereira non è e non può essere quello che si è visto finora all’Inter. Rimane il fatto che ha perso ogni sicurezza e gioca con un certo impaccio e un evidente terrore di sbagliare.

Icardi di testa per il momentaneo vantaggio

Icardi di testa realizza il momentaneo vantaggio

In attacco a me Belfodil (voto 6,5) è piaciuto e alla sua bella prova manca solo il gol che ha sfiorato in una bella azione sviluppatasi sempre sulla zona destra del campo. Ma Icardi (voto 6,5) pur non essendo mai entrato in partita ha avuto il merito di segnare un gol che tra l’altro non poteva sbagliare. Alvarez (voto 5) non pervenuto. Un paio di spunti e poi è progressivamente scomparso. Ma ha le attenuanti. Un po’ il campo troppo pesante perché potesse esprimersi e un po’ forse la stanchezza, non poteva evidentemente essere la sua partita.

Fermo restando che per quei pochi minuti che hanno giocato la vecchia guardia ha dimostrato di essere ancora irrangiungibile. Sia Palacio che Milito (voto 6,5 a prescindere per entrambi) hanno sfiorato il gol sul primo pallone giocabile. Buon segno, ma a Trieste l’Inter di Mazzarri ha dovuto lasciare a una squadra di seconda fascia i primi due punti che poi, sommati a tutte le altre occasioni perse, alla fine fanno la differenza in classifica.

A centrocampo ha giganteggiato come sempre Cambiasso (voto 6,5) anche se stavolta non ha inciso in attacco come giovedì scorso. Anche perché ha dovuto caricarsi addosso tutto il reparto e mentre Kovacic ha corso per due per contro Guarin mi è sembrato, come al solito, indisponente nella sua abulia tattica. E secondo me sta diventando un problema serio negli equilibri dello spogliatoio.

In difesa l’insicurezza di Rolando (determinante la sua deviazione sul gol di Nainggolan) ha fatto sicuramente rimpiangere Campagnaro. Senza infamia e senza lode invece mi sono parse le prestazioni di Ranocchia e Juan Jesus (voto 6 a tutti e due) mentre Handanovic (voto 6) è stato determinante nel primo tempo su un colpo di testa velenoso di Pinilla, ma nella ripresa in almeno due occasioni è intervenuto con troppa sufficienza.

Un’Inter da urlo: soffre, ma non si arrende mai

Se il gol partita lo fa il peggiore in campo è segno che l’Inter di Mazzarri (voto 7 soprattutto per come riesce a gestire l’emotività dei suoi giocatori) è una squadra veramente vincente. E che i tempi bui forse sono solo un ricordo. Di fronte a una Fiorentina tecnicamente più forte e tatticamente impeccabile per buona parte della gara, l’Inter ha messo in campo quello che aveva più degli avversari e cioè il carattere e la voglia di dimostrare che non basta soltanto saper giocare con i piedi per vincere a calcio.

Proprio per questo motivo è una vittoria che vale doppio. Per come è stata caparbiamente cercata, per il valore dell’avversario e per quello che rappresenta in prospettiva. L’Inter di Mazzarri sta crescendo a vista d’occhio e, quello che è più importante, non ha più paura. Non ha più paura degli avversari ma soprattutto di se stessa. E ha fatto ritrovare a noi tifosi l’entusiasmo dei giorni migliori, quegli urli liberatori di mourinhiana memoria.

Montella l’aveva impostata bene la gara, tenendo i ritmi bassi e facendo girare a vuoto il centrocampo nerazzurro con un possesso palla asfissiante e improvvisi lanci in profondità. A voler far il conto delle occasioni ne ha avute sicuramente di più la Fiorentina e il vantaggio è sembrato più che meritato. Ma dopo il gol di Rossi su rigore l’Inter sembra essersi improvvisamente sbloccata. Mazzarri ha prima inserito un più reattivo Kovacic (voto 6,5) rispetto a un insolitamente spaesato Taider (voto 5) e, a furor di tribuna, sostituito un Guarin (voto 4) mai entrato in partita (e alla fine fischiato) per Icardi (n. g.) che pur non toccando praticamente palla è servito a dare più peso in area. Ma determinante è stato secondo me lo spirito di squadra. Bellissimo il gol in mischia del pari di un Cambiasso  (voto 7) con una ripresa da protagonista assoluto. Ma ancora più bello quello di Jonathan (voto 6,5 ma solo per il gol) che pescato da un assist bellissimo di un a tratti perfino stoico Alvarez (voto 6,5) solo in area prima sbaglia un controllo facile facile e poi si inventa una rasoiata sotto l’incrocio che cancella improvvisamente tutti gli orrori commessi fino a quel momento. Un po’ meglio di lui è andato Nagatomo (voto 6 ma solo per la voglia che ci mette) e comunque i due esterni sono stati il vero punto debole. Positivo, per quei pochi minuti che ha giocato, Pereira (voto 6) troppo egoista però a non servire Palacio (voto 6) in un contropiede che avrebbe chiuso la partita senza dover soffrire così tanto nel finale.

Mentre in difesa il migliore mi è sembrato ancora una volta Campagnaro (voto 7) solito trascinatore da par suo che almeno in un paio di occasioni ha risolto situazioni complicate. Ranocchia (voto 6,5) forse più lucido di Juan Jesus (voto 6) che ha provocato un rigore evitabile. Ottimo come al solito Handanovic (voto 6,5) tranne l’occasione in cui gli è scappato di mano il pallone e ha rischiato un clamoroso autogol.