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Si ricomincia senza nessuna certezza tranne la confusione

Un’orrenda partita estiva che dice poco o niente

Primo tempo da mettersi le mani nei capelli. Squadra priva di equilibrio, tanta confusione, troppi errori e nemmeno una minima idea di gioco. Nella ripresa il contrario: è il Real Madrid (complice Ancelotti che dà spazio ai canterani) a fare la parte di chi non ci sta capendo niente. Alla fine la spunta l’Inter ai rigori (gli americani hanno abolito il pari) ma c’è poco da stare allegri. Si dirà: è un’amichevole estiva. Vabbè: allora è stata un’orrenda partita estiva. A parte il gran gol di Bale (che quando vede l’Inter evidentemente fa sempre il fenomeno) e i rigori parati da un sorprendente Carrizo che comunque per me rimarrà sempre quello della ridicola papera di Torino della scorsa stagione.

M’Vila buono, Dodò inconsistente, D’Ambrosio un mistero

M’Vila è un buon mediano, sicuramente al di sopra della media. Pur non avendo piedi eccelsi, si vede subito che ha senso della posizione e personalità. Potrebbe rivelarsi una scelta indovinata, anche se ora come ora rimane una scommessa. Molto dipenderà cioè dalla sua tenuta mentale (pare sia il suo punto debole) e, soprattutto, da quanto gli arbitri saranno sfortunati nel valutare le sue entrate. Dodò invece continua a essere il giocatore incompiuto visto la scorsa stagione a Roma: ha tecnica e buone gambe, ma non riesce mai a fare la differenza. Mentre D’Ambrosio rimane il solito mistero: come faccia cioè uno così scarso (forse è pure peggio di Schelotto) a giocare nell’Inter.

I tornei estivi a preparazione e mercato in corso sono soltanto dannosi

Poi uno non può fare a meno di chiedersi a che cazzo servono questi tornei estivi. Partite che interrompono la preparazione e sono di fatto inutili per qualsiasi tipo di verifica dato che ogni volta vengono schierate squadre provvisorie e rimaneggiate. Non sarebbe meglio organizzarli poco prima dell’inizio della stagione? Se poi l’Inter è venuta in America con l’obiettivo di conquistare tifosi (e vendere pigiami) allora stiamo freschi: dopo tutti gli orrori visti in campo dubito fortemente che qualche americano possa essersi innamorato di una squadra così mediocre e momentaneamente messa abbastanza male. Spero di sbagliarmi ma secondo me può succedere esattamente il contrario.

La solita Inter con il centrocampo troppo lento

Centrocampo imbarazzante, Mazzarri già in difficoltà

Centrocampo imbarazzante, Mazzarri già in difficoltà

È proprio vero che Massimo Moratti vende l’Inter. Altrimenti, poco ma sicuro, avrebbe già esonerato Mazzarri (voto 6 d’incoraggiamento perché sembra già soffrire oltremodo la panchina nerazzurra). Anche contro il Real Madrid i nostri rimediano un’altra figuraccia. Dopo averne presi quattro dal Valencia ne beccano altri tre pure dal Real Madrid. Ma al di là del risultato (e delle assenze) e del fatto che in fondo era pur sempre un’amichevole, preoccupano i soliti problemi di sempre, quelli cioè tra difesa e centrocampo.

Rispetto ai precedenti allenatori Walter Mazzarri ha pragmaticamente pensato bene di ovviare alle note lacune cercando di coprirsi di più. Togliendo cioè un attaccante per rinforzare la mediana. La scoperta cioè dell’acqua calda. In attacco il buon Palacio — voto 7 per lo stoico impegno —  da solo contro tutta la difesa del Real Madrid è inevitabilmente scoppiato dopo nemmeno mezz’ora a forza di rincorrere tutti i palloni come un cane da riporto. Mentre il centrocampo, nonostante l’uomo in più, ha continuato ad essere inadeguato. Non c’è niente da fare: è troppo lento. E non è certo una novità. Cambiasso (voto 5) e Kuzmanovic (voto 4) come coppia di centrali è davvero impresentabile. La peggio assortita. E meno male che c’era Olsen (voto 6, inesperto e ancora acerbo ma volenteroso e determinato) che ha corso pure per loro due cercando di limitare come poteva i danni. Mentre Guarin (voto 5) continua a denotare gli stessi vizi che aveva con Stramaccioni e cioè nessuno mette in dubbio le sue  qualità — con i piedi ci sa fare — ma continua ad essere tatticamente troppo rozzo. Gioca insomma per sè e della squadra sembra non fregargliene assolutamente niente. Contento Mazzarri, contenti tutti. Ma le amichevoli sono finite e ora si farà sul serio. E non vorrei essere al suo posto. Proprio per niente.

Facile prevedere che adesso si riproporrà il solito tormentone se sia soltanto colpa del centrocampo o piuttosto della difesa. Per come la vedo io troppo spesso in passato il reparto arretrato è stato trasformato in capro espiatorio. Per come la vedo io  anche se i difensori fossero scarsi sarebbero comunque da assolvere perché secondo me è difficile trovare in Serie A mediane più statiche di quella nerazzurra. E tutto ovviamente è dipeso dal debito di riconoscenza che Massimo Moratti ha nei confronti dei senatori argentini, permettendo loro di rimanere titolari inamovibili — e insostituibili — contro ogni imbarazzante evidenza. Prima di puntare il dito contro i difensori secondo me bisognerebbe sempre chiedersi quale sarebbe il loro rendimento se avessero davanti un centrocampo capace di fare filtro in maniera seria. Contro il Real Madrid né Campagnaro (voto 5,5) né Ranocchia (voto 5) né Juan Jesus (voto 5) hanno brillato, ma per me hanno comunque l’attenuante di dover sempre difendersi in sistematica inferiorità numerica. Mentre che dire ancora di Jonathan (voto 5) e Pereira (voto 4,5)? Più di quello non possono dare e criticarli ormai è come sparare sulla Croce Rossa. Come non capire, allora, il sempre più manifesto malumore che traspare dal volto di Handanovic (voto 6 di stima) ogni volta che deve raccogliere il pallone dalla rete?

L’Inter ha assolutamente bisogno non di uno ma di due grandi centrocampisti. Altrimenti, in caso contrario, non se ne esce. Senza una coppia di campioni lì in mezzo al campo (con Kovacic a dare soprattutto qualità) l’Inter non andrà da nessuna parte. Mazzarri farebbe bene a questo punto a imputarsi se non vuole fare la stessa fine di tutti gli altri colleghi che lo hanno preceduto.

E il rigore, comunque, non c’era

Mister Mazzarri può essere contento: almeno non si è perso

Mister Mazzarri può essere contento: almeno non si è perso

Delude la prima sfida stagionale tra Inter e Fiat. Squadre troppo imballate e soprattutto impaurite perché si potesse assistere a qualcosa di buono. Fare un’altra brutta figura dopo quelle rimediate  non era proprio possibile. E infatti entrambe le squadre hanno solo cercato di non farsi del male. Partita noiosa e sostanzialmente inutile. Secondo me tornei del genere non servono assolutamente a niente, ma tant’è. Sufficienza meritata per tutti con forse qualcosa in più per Alvarez che, gol a parte, è stato l’unico a dare qualcosa di più con qualche giocata tecnicamente buona. Solo che viene sempre più il sospetto che si stia ritagliando il ruolo del nuovo Alvaro Recoba, il fuoriclasse incompreso che sembrava dovesse essere sempre lì lì per esplodere e invece non convinceva mai fino in fondo.

I tempi regolamentari sono finiti 1-1. Il vantaggio interista realizzato sugli sviluppi di una delle rare azioni degne di nota è stato vanificato dall’arbitro che ha concesso un rigore come minimo dubbio. Va bene anche così, serve a riabituarsi subito a quello che ci aspetta. Rispetto alla batosta rimediata con il Valencia dove ai primi errori la difesa e il centrocampo sono andati subito in totale confusione, contro la Fiat si sono visti, ma a voler proprio essere ottimisti a tutti i costi, degli inserimenti offensivi o per meglio dire degli abbozzi di giocate sicuramente interessanti, soprattutto nella fase di rilancio, quando occorre cioè dare improvvisamente profondità alla manovra. Rispetto alla passata stagione, insomma, si sono viste delle verticalizzazioni improvvise (anche se non sempre efficaci) e dei cambi di campo per liberare l’uomo sulla fascia che, sempre a voler vedere il bicchiere mezzo pieno, potrebbero far ben sperare per il futuro. Speriamo bene. Per il resto c’è che comunque, seppure ai rigori, si è vinto. L’Inter si piazza penultima e quelli là ultimi. I peggiori, insomma.

Mentre continua a non esserci niente di nuovo, purtroppo, sul fronte del mercato. Nonostante le carenze evidenti dell’organico, nonostante questo stesso ridicolo torneo abbia riproposto i soliti problemi di sempre tra difesa e centrocampo. L’impasse societaria tra Moratti che dice di aver bisogno di tempo per decidere cosa fare e Thohir che rimane in paziente attesa rischia seriamente, se non si danno una mossa, di far sprecare un’altra stagione ancora. Qualcosa bisognerà fare. È impensabile affrontare la stagione con l’attuale organico e pensare di arrivare lontano.

Pronti via e l’Inter ha gli stessi problemi di sempre

INTER-VALENCIA 0-4: Cambiasso e Andreolli non hanno brillato

INTER-VALENCIA 0-4: Cambiasso e Andreolli non hanno brillato

Tra difesa e centrocampo si balla

Pronti via e si ricomincia esattamente da dove eravamo rimasti. E cioè con gli stessi tremendi problemi tra difesa e centrocampo. Lì proprio non la prendiamo mai, non facciamo mai un minimo di filtro e quando il pallone ce l’abbiamo noi quasi sempre non sappiamo cosa farcene. Non è che contro il Valencia l’Inter abbia giocato male. No. Proprio non è stata mai in partita e ha fatto una figura veramente pessima.

Il centrocampo è troppo lento, la difesa va spesso in confusione

La griglia di partenza è pure rimaneggiata ed è quella che è. E cioé l’inaffidabile Chivu (voto 4) centrale di difesa affiancato a destra da un timoroso Andreolli (voto 4,5) e a sinistra da un Juan Jesus (voto 4,5) un po’ troppo nervoso dietro a Cambiasso (voto 5) centrale di centrocampo (lucido ma fiacco) affiancato a destra da un insicuro Kuzmanovic (voto 4) e a sinistra da un Guarin (4,5) al solito troppo individualista. Anomini se non proprio quasi del tutto fuori dalla manovra i due esterni Nagatomo (voto 4) e Alvaro Pereira (voto 4) apparsi poco puntuali in ripiegamento e a volte precipitosi in attacco. Facile intuire che ci sarebbero stati problemi. Facile capire che i due reparti fossero troppo lenti e complessivamente pure male assortiti per reggere  i soliti uno-due in velocità che erano stati tra l’altro anche una delle tanti croci dell’Inter di Stramaccioni. E ben presto, non appena il Valencia ha capito che poteva affondare in scioltezza palla al piede si è divertito per tutta la partita a farci male fin quasi, in alcune occasioni, ad umiliare una difesa andata progressivamente in confusione totale. Tanto che a un certo punto un insolitamente abulico Mazzarri (voto 4) ha pensato bene di sostituire un comprensibilmente incazzato Handanovic (voto 6 per i gol evitati) che secondo me spera sempre di partire per Barcellona.

Squadra modesta e panchina già troppo corta

Inutili i cambi nella ripresa, prima di uno spaesato Ranocchia (voto 5) e del solito inconcludente Alvarez (voto 4) e poi di Icardi (voto 6) che almeno ha un po’ vivacizzato l’attacco, la cui coppia di partenza Palacio-Belfodil (voto 5,5 a tutti e due) ha sofferto molto i rari rifornimenti e ha fatto quello che ha potuto. Cioè poco o niente. Nemmeno da prendere in considerazione le sostituzioni a ruota libera eseguite nella parte finale della gara, più che altro rincalzi, quando ormai era già chiusa da un bel pezzo. Insomma, un disastro.

Poco fiato o piedi storti, ma così non si va da nessuna parte

Un prevedibile disastro, visto che Mazzarri tutto potrà fare tranne i miracoli e se nessuno gli compra almeno qualche buon centrocampista (ma di giocatori validi ce ne servirebbero parecchi altri ancora) non vedo come possa risollevare l’Inter dalla sua attuale pochezza tecnica e atletica. Sì, pure atletica. O c’era forse qualcuno che sperava in un miracolo? E che cioè bastasse una buona preparazione in montagna per restituire cinque anni al pur sempre immenso Cambiasso il cui talento però non è più supportato dalle gambe? O che improvvisamente i piedi di Alvaro Pereira o Kuzmanovic, tanto per citare due nomi a caso, si fossero improvvisamente aggiustati?

Moratti forse vende e Thohir forse compra: ma chi prende i giocatori?

Pronti via e siamo sempre lì: da tre anni non ci sono più i milioni che servirebbero per ricostruire una grande squadra. Moratti pare voglia vendere e Thohir pare voglia comprare. Se solo si sbrigassero però. Moratti dice di voler fare le cose con calma per il bene dell’Inter e Thohir sembra non volergli mettergli fretta. D’accordo. Ma c’è sempre un piccolo problema da risolvere e cioè: chi tira fuori i milioni che servirebbero per prendere giocatori come Luiz Gustavo? O sprechiamo un’altra stagione ancora?

A Glasgow la solita Inter

CELTIC-INTER 1-1 Ennesima prova deludente di Cambiasso

PER UN CAMBIASSO IN PIÙ. Da Glasgow nulla di nuovo, è la solita Inter con i problemi di sempre. Il centrocampo fa fatica, Cambiasso sembra sia diventato un lusso che la squadra non riesce proprio a permettersi più. Meglio (ma era prevedibile) quando nella ripresa è entrato Mudingayi che insieme a Guarin (sempre il migliore nelle prove di luglio) sembra la coppia più affidabile. E Cambiasso? Dove lo mettiamo? Contro il Celtic Stramaccioni l’ha momentaneamente spostato in difesa. Mah…

COTECHIÑO. Confermate ancora una volta — purtroppo — le perplessità sul fisico troppo gracile di Coutinho. In Spagna magari giocano più di fioretto, ma per esempio contro gli scozzesi non ha visto palla. E poi era troppo sacrificato, obbligato com’era a dare una mano in copertura viste le difficoltà dell’Inter sulla mediana. Così si rischia di bruciarlo definitivamente, anche se onestamente (simpatia a parte) sono sempre più scettico sulle sue effettive capacità di imporsi in un calcio, come dire, poco “artistico” come quello della Serie A. Un altro oggetto misterioso, sempre a proposito dell’ormai sparuta colonia brasiliana, è Jonathan che proprio non riesce a sbloccarsi mentre invece a Parma pare si sia comportato abbastanza bene. Vorrà forse pur dire qualcosa? Che cioè è da Parma?

PAZZINI NO, BERGESSIO SÌ? Il reparto che sembra essere già affidabile è l’attacco: Palacio sta prendendo sempre più confidenza con tutti gli altri connazionali e potrebbe risolvere i problemi anche nel caso Milito dovesse accusare qualche comprensibile (alla sua età) flessione. Ma sarebbe un (altro) errore privarsi di Longo. È lui il futuro, per dire. Così come giudicherei patetico l’eventuale arrivo di cui si sta parlando da un paio di giorni di altri due (tanto per cambiare) argentini. Passi per Gomez, anche se andrebbe così a incrementare insieme ad Alvarez e al già citato Coutinho la collezione di fantasisti-giocolieri prediletti dal nostro caro grande presidente Massimo Moratti. Ma come farebbe Stramaccioni a spiegare l’eventuale acquisto di una tipica prima punta che staziona in area di rigore come Bergessio, dopo aver spiegato che Pazzini non andava bene perché non era un centravanti di movimento? Pazzini no, Bergessio sì? E come mai? Escludendo a priori che l’attaccante del Catania possa essere ritenuto parecchio più bravo di Pazzini (siamo seri, per favore) non rimane allora che una sola seconda ipotesi: è stato scelto perché a differenza di Pazzini è argentino. Ora come ora gli argentinti titolari sono già sei e cioè: Zanetti, Samuel, Silvestre, Cambiasso, Milito e Palacio. Arrivassero anche i due catanesi si arriverebbe a otto. Eventualmente nove se Sneijder dovesse andare via, con Alvarez pronto a prendere il suo posto. Non so, ma a me sembra si stia decisamente esagerando…

Bella Atalanta, ma era l’Inter

INTER-CHIEVO 2-3 Moscardelli autore di una doppietta
FACCIAMO GLI SCONGIURI. Al di là del risultato, vedendo Inter-Chievo mi è venuto il mal di testa: mai vista tanta confusione. Dire che sono preoccupato è poco: al netto delle assenze e dei presunti rinforzi, per ora non solo non si vede il gioco, ma secondo me non si vede proprio la squadra. Che Dio ci aiuti.

CENTROCAMPO PIETRIFICATO. Difficile davvero capire come Gasperini possa aggiustare le cose in pochi giorni. Ma una cosa almeno l’ho capita e ne sono estremamente convinto e cioè: Thiago Motta, Cambiasso e Alvarez non possono mai giocare insieme e il perché è semplice: sono troppo lenti. Al massimo in campo ce ne può stare uno per volta, non di più. E se la coppia dei centrocampisti centrali è lenta e non copre come dovrebbe quando il pallone ce l’hanno gli altri sono dolori per la difesa. Solita storia: l’Inter di Gasperini non fa filtro, non riesce a mantenere le giuste distanze in copertura.

IL SOLITO EQUIVOCO. Credo, almeno questo dice per ora il campo, che per giocare come pretende Gasperini ci vorrebbero ben altri giocatori sulla mediana e, soprattutto, ci vorrebbero degli esterni di ruolo (con tanto fiato e piedi buoni) e non dei terzini avanzati e riconvertiti in un ruolo decisamente diverso e di più difficile interpretazione tattica. Spero ovviamente di sbagliarmi (e di parecchio) ma ho la strana, irritante impressione, che siamo ricaduti esattamente negli stessi equivoci di Benitez, che pretendeva pur non avendo i giocatori adatti (o più semplicemente con l’età giusta) un dispendio di energia al di sopra delle possibilità fisiche prima che mentali di gran parte della rosa. Mah…

È TUTTO DA VEDERE. Nella ripresa ho visto Milito e Pazzini giocare insieme e non so dire se l’esperimento sia da ritenersi incoraggiante oppure no. Boh. Chissà, potrebbe anche funzionare come il contrario. È tutto da vedere, da provare, verificare. Come tutta l’Inter, d’altronde. Ora come ora l’Inter non sembra avere i necessari equilibri, si naviga a vista, si fanno esperimenti e si cerca di capire quale sia la soluzione migliore. Ma non c’è più tempo e senza lo sciopero la stagione sarebbe già incominciata. Non posso allora che ripetermi: speriamo bene, speriamo che Dio ci aiuti.

(Ma poi, è quello che mi chiedevo dopo il raddoppio quasi alla Ronaldo dei tempi d’oro, siamo proprio certi  che tra tanti fuoriclasse strapagati non ci sia un po’ di spazio anche per qualche modesto operaio del pallone di poche pretese ma sicuro rendimento tipo uno come Moscardelli…?)

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