Le mirabolanti scoperte di Cofferati e gli altri sul Pd che non sarebbe più di sinistra

Il Pd, dice oggi quello che avrebbe potuto benissimo dire anche sette-otto anni fa Sergio Cofferati,

si è allontanato dalle ragioni per le quali è nato e c’è una trasformazione costante del suo profilo che non può essere più definito un profilo di riformismo forte. Sui temi cruciali prevale un orizzonte neocentrista che porta all’oscuramento di alcuni valori: il valore sociale del lavoro, il progressivo indebolimento delle protezioni sociali soprattutto verso i più deboli”.

Ma dai, viene subito da pensare, ma tu pensa se n’è accorto pure lui.

Ora, a parte che il Pd non si è allontanato un bel niente – basterebbe rileggersi (o ascoltare) quello che diceva a suo tempo Walter Veltroni sulle ragioni per cui i Ds dovevano confluire in un partito non più di sinistra come appunto il Pd – quello che più colpisce delle brillanti considerazioni di Cofferati è la tempistica. I tempi cioè che occorrono a gente come Cofferati  – o come per esempio Giuseppe Civati o Stefano Fassina – per capire dove si trovano (in che luogo e in che epoca) e la reattività con cui poi decidono di prendere posizione.

Se per capire in che partito stanno impiegano di solito dai sette agli otto anni di tempo, diventa quindi comprensibilmente difficile prendere sul serio gente come Cofferati, Civati o Fassina. Nel caso di Cofferati poi pesa per forza anche l’aggravante di aver cambiato opinione sul Pd subito dopo aver perso le primarie in Liguria e scusate se è poco. Di fronte a manifeste difficoltà a capire la realtà – anche perché di Matteo Renzi tutto si potrà dire tranne che non sappia farsi capire – come si fa allora a non chiedersi se uno ci è o ci fa? E cioè vale a dire: ma sono veramente così stupidi come vogliono farci credere o ci stanno piuttosto prendendo per il culo?

8 pensieri su “Le mirabolanti scoperte di Cofferati e gli altri sul Pd che non sarebbe più di sinistra

      1. Dora Buonfino

        Allora aspetterai un bel po’! WP non essendo italiana non ha interesse. Siamo noi a dover provvedere… La legge dice che siamo obbligati a mettere un’informativa visibile per il lettore, appena entra prima che cominci a navigare. Vedi un po’ tu…

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  1. Rudi

    Ognuno di questi si è illuso di poter “guidare” il partito nella direzione in cui crede.
    Illusione che ci può sembrare ridicola, ma che fino all’irruzione di Renzi aveva qualche fondamento.
    Lo dimostra la stagione di Bersani, nella quale il Pd sembrava un timido partito socialdemocratico e dialogava – raccogliendo insulti – con i 5 Stelle.
    Con Renzi è cambiato tutto, e giustamente Fassina lo definisce il più coerente erede del pensiero veltroniano espresso al Lingotto.
    Uno ad uno, costoro, hanno capito che la partita nel Pd è chiusa, e gli va almeno riconosciuto quel po’ di coraggio che continua a mancare a Cuperlo, D’Attorre, Gotor e compagnia bella.

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