Non dite a Piccolo che chi vive di speranza muore cacando

Francesco Piccolo su Maurizio Landini: “Le sue idee sono il male della sinistra”. Finalmente. Era ora che qualcuno degli intellettuali che hanno sostenuto qualche anno fa la svolta moderata del Pd uscisse allo scoperto. “Per me – spiega Piccolo – le idee di Landini sono un ritorno all’indietro, un atto reazionario e in definitiva il male della sinistra”. E, nel sostenerlo, contrappone la retorica della speranza (ancora!?) contro ogni nostalgia del passato.

Sempre lì siamo. E non ci spostiamo. Tra chi è quotidiana carne da macello e se la prende puntualmente in quel posto e chi invece al calduccio di un confortevole salotto fa il tifo per quei poveracci sempre più schiavi del mercato e li sprona a soffrire in silenzio che tanto prima o poi qualcosa dovrà succedere. Basta avere fiducia, avere un po’ di ottimismo e un minimo di predisposizione verso il futuro che per forza di cose non potrà essere che radioso.

Potrei ricordare a Piccolo una sintesi memorabile – che ripropongo per l’ennesima volta – di Mario Monicelli sull’uso strumentale della parola “speranza” per spegnere sul nascere ogni minima rivendicazione da parte di chi dovrebbe piuttosto incazzarsi e parecchio. Preferisco stavolta parlare dell’uovo. Meglio cioè un uovo oggi che la gallina domani. Nel senso che tra chi vive nel ricordo del passato e chi invece confida nel futuro io scelgo il presente. Sempre.

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