Militanti dichiarati e quelli a loro insaputa

Alquanto piccato per le critiche di un autorevole collega, dice Corrado Formigli a proposito del giornalismo per così dire da salotto, tutta chiacchiera e mai una notizia:

“Le critiche di Gad Lerner? Una lezione di etica del giornalismo preferisco non riceverla da chi fa giornalismo con la tessera del partito in tasca”.

In questo caso Formigli ha ragione. Però è anche vero che se non altro almeno Gad Lerner lo ammette. Come Giuliano Ferrara, ammette chiaramente di essere di parte. Ed è a suo modo una forma se non d’onestà di rispetto. A differenza cioè di tanti altri che pur non dichiarandosi lo sono altrettanto e per giunta spacciandosi per obiettivi o, come credo si dica adesso, terzisti.

Che poi, la domanda da fare sarebbe veramente un’altra ancora. E cioè: si può ottenere la conduzione di un talk show senza avere tessere o più in generale determinati appoggi? Esiste – o è mai esistito – il giornalista indipendente? E se sì, vista la qualità complessiva dell’informazione, a cosa diavolo potrebbe servire mai?

2 pensieri su “Militanti dichiarati e quelli a loro insaputa

  1. francesco

    ma questo siparietto tra Formigli e Lerner com’è uscito? io l’ho vista quasi tutta piazzapulita l’altra sera e non mi è parso di aver colto questo passaggio

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