L’insostenibile pochezza dell’essere Veltroni

Walter Veltroni insieme con Romano Prodi ai tempi dell'Ulivo

Sarebbe troppo facile dare sempre la colpa a Berlusconi. Molto più serio piuttosto non rimuovere mai, quando si parla degli ultimi venti anni, che senza Veltroni (o D’Alema) il berlusconismo forse non sarebbe mai esistito. Senza Napolitano (o Violante) forse sarebbe stata tutta un’altra storia, non dico migliore ma con ogni probabilità completamente diversa.

Fatto sta l’Italia è diventata perfino più imbarazzante di quando c’erano Andreotti e Craxi (e non era per niente facile riuscirci) perché abbiamo permesso (soprattutto quelli come me che hanno sostenuto e votato l’ex Pci-Pds-Ds) a gente poco seria di cancellare la sinistra e allo stesso tempo di devastare un paese: senza mai muovere un dito e giustificando l’ingiustificabile.

Tipo la pochezza prima di tutto culturale di uno come Veltroni le cui considerazioni in materia di media sembrano tradire una certa, come dire, arretratezza. Vista l’incapacità di distaccarsi dai soliti modelli nazional-popolari, gli stessi che hanno fatto la fortuna – pensa un po’ tu – di Berlusconi. Esagero? Non penso: basta leggere questa intervista qui. Di cui copioincollo:

Anche alle feste dell’Unità c’erano sul palco gli operai e poi la sera Albano e Romina che magari proprio a quegli operai piacevano. In questo sono molto gramsciano, la migliore cultura della sinistra non ha mai avuto fastidio del consumo culturale.

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