Dal giornalismo militante a quello a tassametro

Il giornale online a pagamento è un controsenso. Lo è perché il potenziale lettore che un tempo comprava in edicola il suo giornale (o, se ne aveva i mezzi o la voglia, una mazzetta dei giornali ritenuti migliori) ora ne legge molti di più e non saprebbe più nemmeno come sceglierli. Anche perché l’offerta nel frattempo è cambiata e ci sono pure i blog e i social network. Quello stesso lettore che tendenzialmente privilegiava la Repubblica o il Corriere della sera ora legge tutti i giornali e nessuno. Legge, contemporaneamente, tutto quello che trova gratuitamente in rete: notizie su un sito di un quotidiano, sui suoi blog di riferimento, sui social network. E legge – se conosce le lingue – anche tutti i giornali più importanti del mondo.

Ragion per cui, coerentemente a quanto faceva in passato ora dovrebbe abbonarsi non a uno ma, se non a tutti, a parecchi siti a pagamento. Ed è questa la pretesa – anacronistica secondo me – degli editori nel momento in cui scelgono di mettere a pagamento l’informazione come se invece di internet ci fossero ancora le edicole. Scelta ancora più sbagliata nel momento in cui l’edizione cartacea disponibile per abbonamento propone per forza di cose notizie vecchie di un giorno. Semmai, allora, l’abbonamento bisognerebbe chiederlo per l’aggiornamento delle notizie. Per quelle fresche, insomma, e non certo per notizie già pubblicate e già ampiamente discusse e approfondite dalla rete.

Certo, se è facile capire ciò che non funziona, meno lo è trovare soluzioni. Nel senso che sembra poco serio scommettere sulla voglia degli italiani, da sempre poco propensi alla lettura, di leggere i giornali e per di più pretendendo pure che si abbonino quando online possono trovare quello che vogliono. Un’alternativa valida, però, pare non ci sia ancora. La pubblicità, dicono, non investe a sufficienza online. Se poi si prendono in esame giornali per esempio come Il Manifesto che già ne aveva poca anche su carta, si capisce allora quanto possano diventare complicate le cose. Magari sarà solo una sensazione sbagliata, fatto sta però che le news a tassametro non fanno una bella impressione, ancor di più su un giornale di sinistra.

Le notizie a tassametro del Manifesto online