Illusionisti e illusi

La locandina del film "Magic In The Moonlight" di Woody AllenMagic In The Moonlight
di Woody Allen
con Colin Firth, Emma Stone, Eileen Atkins, Simon McBurney
(2014)

Visto il grande successo avuto tre anni fa con Midnight In Paris, il genio comico di Manhattan si rituffa di nuovo nell’ebrezza vagamente frivola quanto esotica degli anni Venti – hai visto mai che funziona ancora? – anche se stavolta invece che a Parigi siamo sulla Costa Azzurra. In costume, ma pur sempre una commedia alla Woody Allen. In cui i toni leggeri – tendenti qui e là al frizzante – mascherano come sempre il tentativo di dissimulare quello che un film del tardo Woody Allen (ne ha appena compiuti 79, mica no) non può che essere. E cioè una sarcastica quanto amara se non proprio disperata riflessione sulla cupezza della vita, sulla sua mancanza di senso e sull’inevitabile bisogno di illudersi, nonostante tutto, che non sia così. Il solito risaputo fosco quadro, a volte però provvidenzialmente illuminato dallo stupido richiamo dei nostri ottusi quanto miracolosi sensi.

Un'inquadratura del film "Magic In The Moonlight" di Woody AllenIl canovaccio è semplice e sperimentato: Colin Firth, illusionista serio e razionale, è chiamato a smascherare la deliziosa Emma Stone che, spacciandosi per infallibile medium, cerca di raggirare una ricca, quanto credulona, famiglia americana. Dialoghi brillanti, con qualche battuta azzeccata, che sembrano ritagliati su misura addosso agli attori. A me, per esempio, è piaciuta molto Emma Stone che in quanto a presenza scenica forse non fa rimpiangere – non vorrei passare per blasfemo nell’azzardare un simile confronto – Scarlett Johansson. Anche se poi il solito birignao standardizzato del doppiaggio, poco attento alle sfumature, non rende giustizia alla qualità degli interpreti, rischiando così quasi di far passare Magic In The Moonlight per un film al massimo gradevole e cioè il peggio che si possa dire. Un tale giudizio però sarebbe riduttivo, perché Magic In The Moonlight può essere ritenuto l’ennesimo capitolo di un unico grande film e come tale va inserito nel contesto complessivo dell’opera di Woody Allen.

Certo, già immagino le consuete obiezioni di chi non lo trova non dico divertente ma nemmeno più tanto interessante. In effetti, da qualche lustro il cinema di Woody Allen sembra essersi attestato su un livello medio al di sotto delle aspettative. Solitamente discreto, quasi mai folgorante. Sempre troppo pochi, insomma, i film veramente buoni. Anche se quando ciò succede gli riescono parecchio bene, come per esempio il drammatico Blue Jasmine dell’anno scorso o, prima ancora, l’irresistibile Basta che funzioni, solo per citare quelli che a me sono piaciuti molto. Ma vedere i nuovi film di Woody Allen – detto da uno che ormai da tanti anni non si perde una sua prima – va considerato come un appuntamento che va perfino al di là del cinema in sè. C’entra molto, forse, anche un certo modo di essere e di pensarla. Si tratta cioè più che altro di un rito. Probabilmente destinato, in un futuro che personalmente spero il più lontano possibile, a mancarci parecchio.

Genere: Woody Allen – Consigliato: a chi ama Woody Allen – Voto: 7 d’ufficio

4 pensieri su “Illusionisti e illusi

  1. P37

    Colin Firth l’alter ego di Allen è razionale,disilluso come dici tu.Secondo me Allen vuole sì soffermarsi sulla cupezza della vita ma anche farci notare come solo l’amore sia capace di riscattarla.

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  2. arancioeblu

    Bello il coup de theatre, divertente la richiesta di matrimonio, soprattutto quando sfiora l’isteria.
    Per il resto l’ho trovato decisamente poco brillante, per non dire noioso.

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  3. Rudi

    Penso anch’io che i film di Woody vadano visti tutti, a prescindere. E mi riconosco largamente nei tuoi giudizi: i miei sono lievemente meno positivi, perché la classe non basta a sopperire a un problema di scrittura, che stavolta mi è sembrata troppo convenzionale.
    Certo, per uno che ha fatto più di 40 film, riuscire ancora a indovinare la “chimica” fra i protagonisti – Firth e Stone – è una lezione magistrale.

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