Violante scrive al Corriere: Parlamento ingrato. E stronzo

Con una lettera astiosa al Corriere Luciano Violante rinuncia alla Consulta dopo aver riproposta la candidatura ad oltranza

Violante scrive al Corriere per la rinuncia alla Consulta dopo aver riproposto invano la candidatura a oltranza

Una lettera – Violante rinuncia alla Consulta: «Deriva che offende le istituzioni» – con uno stile, come dire, talmente agghiacciante nella sua freddezza burocratica e con dei toni così astiosi che sembra quasi evocare fantasmi da socialismo reale. Quella scritta da Luciano Violante sul Corriere sella sera in cui cerca – a mio personalissimo (quanto opinabile) avviso con un’incredibile faccia tosta – di ribaltare un po’ la realtà. Sì, perché, ora si scopre che non era certo lui, Violante, a voler imporre la sua candidatura alla Corte costituzionale (candidatura imposta, contro ogni logica e convenienza, al Parlamento a oltranza, per sfinimento o quasi). No. È colpa semmai di tutti quei colleghi, ingrati e oserei dire anche un po’ stronzi, che ribellandosi alla sua nomina e forzando così la vita parlamentare hanno bloccato la democrazia (sic) con una

deriva che offende l’autorevolezza delle istituzioni e la dignità delle persone.

Secondo Violante, infatti,

le leggi sono inefficaci senza i buoni costumi, che impongono comportamenti misurati e lungimiranti soprattutto quando sono in questione le nomine di organi di garanzia.

Ed è proprio per queste ragioni che Violante si sente anche in dover di lanciare un appello ai colleghi parlamentari ricordando loro che

il nostro Paese ha dimostrato in tante vicende lontane e vicine di possedere la forza per ripartire. Queste energie sono presenti in misura vasta anche nelle Camere. Se non esistessero saremmo miseramente crollati da tempo. Permettetemi di sperare, al di là della questione che mi ha personalmente coinvolto, che le classi dirigenti, di cui voi siete parte rilevante, consapevoli che l’essere tali costituisce non un privilegio ma una responsabilità, diano anima a queste energie, rendendosi interpreti dell’interesse generale e restituendo così alla politica l’autorevolezza che le spetta in una democrazia funzionante.

Quel senso di responsabilità e quell’interesse generale venuti meno, ribadisce insomma Violante, nel momento in cui il Parlamento si è opposto, in maniera inaudita verrebbe da leggere tra le righe, alla volontà espressa da Violante di entrare a far parte della Consulta. Ma stiamo scherzando? Come cazzo si sono permessi? Come hanno osato “ribellarsi”? Vergogna.

Un pensiero su “Violante scrive al Corriere: Parlamento ingrato. E stronzo

  1. nino44

    “deriva che offende l’autorevolezza delle istituzioni e la dignità delle persone”
    ma si riferisce a quando il parlamento ha votato la nipote di mubarak…

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