Beppe Viola, maestro d’ironia, ricordato da Gianni Mura

Beppe Viola maestro di scrittura e di vita all'insegna dell'ironia

Beppe Viola maestro di scrittura e di vita all’insegna dell’ironia

Per il compleanno di Beppe Viola – ieri avrebbe compiuto 75 anni – il solito, bellissimo, ricordo di Gianni Mura:

Beppe aveva un’aria ciondolante da fancazzista, che non gli ha impedito di sgobbare come una bestia per tutta la sua breve vita e di morire lavorando, tanto per cambiare. “Come un pirla”, avrebbe chiosato lui.

È morto in Rai, una domenica sera, 17 ottobre 1982, mentre stava curando la sintesi di Inter-Napoli 2-2. “È andato”, disse al Fatebenfratelli il suo medico curante, dottor Jannacci Enzo.

Ma prima di far circolare la notizia bisognava aspettare. Il tempo necessario per l’espianto degli organi. Generoso sempre, Beppe. Anche da morto. Gli occhi andarono a una cieca madre di sei figli (questo l’ho saputo da Franca, moglie di Beppe). Da vivo, se aveva solo un sacco (mille lire) e un amico gli chiedeva una scudo (cinquemila) chiedeva a un terzo amico altri quattro sacchi per accontentare il secondo.

Era fatto così, Beppe. “Primatista italiano del mal di testa, recordman dell’accoppiata caffè-sigaretta”, si definiva. “Mio nonno aveva la passione delle carte, mio padre dei cavalli, io modestamente tutt’e due”. Prototipo del milanesone, aveva radici a Contursi, provincia di Salerno. Un giorno il padre gli aveva detto: “Vedi quella collina? Se l’è ballata tutta tuo nonno a cocincina”. Lui, l’ho visto giocare e ci ho giocato solo a scopa d’assi. In Italia e all’estero. A Montevideo per il mundialito, sera di san Silvestro. “Sciambola totale” disse Beppe. Finimmo a mangiar male in un posto deprimente e aggravammo volutamente la situazione con una sbronza triste, non di quelle secche e anestetizzanti, ma di quelle che ti fanno tirar tardi parlando delle famiglie e dei casini sul lavoro”.

Lui ne aveva, in Rai. E lo sapeva. Gli avevano tagliato anche la mazzetta dei giornali. “Resisto per battere il record mondiale di mancata carriera”. Alla Rai (mai una promozione) era entrato nel 1962. All’esame da giornalista Enzo Biagi gli aveva chiesto: “Secondo lei Fanfani è di destra o di sinistra, nella Dc?”. “Dipende dai giorni”, aveva risposto. Promosso.

3 pensieri su “Beppe Viola, maestro d’ironia, ricordato da Gianni Mura

  1. Yuri Buccino

    L’ha ribloggato su Appunti Scomodie ha commentato:
    All’esame da giornalista Enzo Biagi gli aveva chiesto: “Secondo lei Fanfani è di destra o di sinistra, nella Dc?”. “Dipende dai giorni”, aveva risposto. Promosso.

    Beppe Viola nel ricordo di Gianni Mura

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  2. voici56

    Se non l’hai già letto: “Mio padre è stato anche Beppe Viola”.
    Un punto di vista inaspettato e piacevole. C’è anche il Giuliano.

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