L’insignificante Leopardi del presuntuoso Martone

La locandina del film Il giovane favoloso di Mario MartoneIl giovane favoloso
di Mario Martone
con Elio Germano, Michele Riondino, Massimo Popolizio
(2014)

Sconclusionato. Il giovane favoloso è un film semplicemente sconclusionato. Indefinibile com’è nel suo disorganico sviluppo e, cosa ancora più grave, nell’essere del tutto privo di un registro narrativo ben riconoscibile. Non è un film drammatico, ma nemmeno melodrammatico. Non è un film che segue un particolare filo storico-biografico, ma non ha nemmeno, per contro, un approccio intimistico-sentimentale. È un film stilisticamente irrisolto.

Film il cui difetto maggiore è forse l’ossessivo virtuosismo tecnico del regista che prevarica e invade ogni scena e dialogo quasi facendo entrare in campo la stessa macchina da presa. Il risultato è quello di un esercizio di stile – inquadrature abbaglianti, fotografia notevole e attori bravissimi – con una messinscena perfetta quanto fine a se stessa. E in fin dei conti insignificante. Insignificante quanto presuntuosa. Il giovane favoloso più che a Leopardi è un insulto al cinema.

Anche perché forse non è nemmeno un film su Leopardi. Magari, chissà, la vita del poeta di Recanati alla fine per l’autore è soltanto una scusa per parlare di se stesso. Della disperazione di Mario Martone che probabilmente attraverso l’infelicità di Leopardi voleva in realtà esprimere quella sua, personalissima quanto altrettanto ingiusta, nei confronti della natura matrigna – e puttana – che ha permesso a Paolo Sorrentino di vincere l’Oscar e a lui invece no.

Genere: nocivo – Consigliato: a chi serve l’alibi per non andare più al cinema – voto: 4

7 pensieri su “L’insignificante Leopardi del presuntuoso Martone

  1. nino44

    l’ho visto e devo dirti che non mi è dispiaciuto
    per quanto riguarda la ricostruzione del personaggio, chi di noi sa come era veramente Leopardi e in che modo viveva fino in fondo le sue problematiche? Martone l’ha visto a modo suo e io ne ho preso atto…ti dirò, ci sono stati dei passaggi in cui declamava alcuni versi o altro che mi hanno addirittura commosso: ho percepito piu di quanto non fossi riuscito a fare al liceo il rapporto tra il suo essere e quei pensieri…grande rispetto. E comunque sempre di un film si sta parlando e per me il cinema è immagine, immaginazione, visione , interpretazione…sarò capitato nel posto sbagliato…una sala inaspettatamente piena che alla fine del film si è lassciata andare ad un bell’applauso di apprexzzamento

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    1. Segnale Orario Autore articolo

      Eh, eh… risposta spiazzante, praticamente un gol in contropiede.

      Boh, sarà che ci tengo molto a Leopardi perché lo considero un po’ il poeta di casa (c’è stato un periodo in cui visitavo religiosamente la sua biblioteca almeno una volta l’anno) e guai a chi me lo tocca…

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