Il Mazzarri che non ti aspetti ora fa autocritica

Permaloso lo è sicuramente. Ma ultimamente a Walter Mazzarri va riconosciuta un’indiscutibile onestà intellettuale. Quella che gli fa dire alla Gazzetta una verità non facilmente digeribile:

“A Palermo non abbiamo giocato come sappiamo e non voglio sentire alibi per il caldo”.

D’accordo, l’errore di Vidic e quello del guardalinee hanno condizionato il risultato. Rimane il fatto però che l’Inter ha sofferto troppo il Palermo. Mazzarri per primo ammette che c’è qualcosa che non va. Tanto di cappello, allora, per il coraggio di non negare l’evidenza delle cose.

Resta da capire quali siano le cause delle attuali difficoltà visto che rispetto alla scorsa stagione questa è la sua squadra, quella che voleva lui. Tosta e compatta, cioè, con Medel che finalmente dà la copertura che mancava e Kovacic sempre più brillante di partita in partita. Cosa manca, allora, a questa squadra per potersi esprimere al meglio? E soprattutto: quali possono essere i margini di miglioramento che Mazzarri dà per scontati?

Sicuramente, il rientro di Palacio è importante. Darà profondità e maggiori soluzioni offensive. E soprattutto darà la qualità che manca. Ma basterà Palacio a risolvere tutti i problemi? La manovra, cioè, diventerà improvvisamente meno lenta e macchinosa? Il gioco sarà meno scontato e prevedibile per cui agli avversari non sarà più sufficiente raddoppiare gli esterni per inceppare quasi sempre ogni azione d’attacco e mandare in confusione tutta la squadra?

Mazzarri fa autocritica: a Palermo l'Inter ha giocato male

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