Più che una partita, una festa

Kovacic migliore in campo

Kovacic migliore in campo

La solita festa – ormai è una tradizione – allo spaesato Sassuolo vittima del’estremismo tattico di Di Francesco. A sparigliare gli equilibri ci ha pensato un Kovacic (voto 8, migliore in campo) sempre più sicuro di sè. Sono bastati due suoi lampi – assist geniale e gol palla al piede – e dopo una ventina di minuti la pratica era già risolta. Perché puoi scervellarti quanto ti pare per coprire tutti gli spazi, ma se hai di fronte un ragazzino dal talento immenso (e pure in giornata) che inventa calcio ogni volta che tocca il pallone, c’è davvero poco da fare se non alzarsi in piedi e applaudire. Kovacic è l’unico vero fuoriclasse dell’Inter e se continuerà a giocare così presto varrà da solo quanto tutta la squadra. La scommessa di Thohir, del resto, è tutta qui: valorizzare i giovani talenti e far quadrare i conti. Bisognerà poi vedere quanto e se avrà voglia di investire anche per ricostruire un grande ciclo.

La vera novità rispetto alla passata stagione (esplosione di Kovacic a parte) è che avendo finalmente pensionato il clan argentino e fatto quindi a meno di Cambiasso (voto 8 alla carriera) che vuoi o non vuoi condizionava ogni scelta a centrocampo, ora l’Inter è finalmente tornata a giocare con un vero mediano. Il trucido tracagnotto Medel (voto 7,5) che finalmente corre dappertutto con l’unico obiettivo di recuperare palloni e coprire ogni spazio lasciato momentaneamente incustodito. Una bellezza, veramente, vedere finalmente quell’equilibrio difensivo che così mancava da troppi anni ormai.

Difficile valutare la tenuta della retroguardia visto che il Sassuolo ha combinato davvero poco. Handanovic (s. v.) mai veramente impegnato. In ogni caso è sembrato particolarmente rigenerato (soprattutto sugli anticipi) il capitano Ranocchia (voto 6,5) a suo agio anche come centrale. Ordinaria amministrazione per Andreolli (voto 6), un po’ meno per Juan Jesus (voto 6) ogni tanto tradito dalla sua voglia di strafare. Vale la stessa cosa anche per gli esterni. Mentre Nagatomo (voto 6) si è limitato a rispettare i compiti tattici, il pur convincente Dodò (voto 6,5) è sì stato spesso straripante in fase offensiva, ma ha mostrato qualche incertezza di troppo nelle chiusure. Contro squadre meno cervellotiche è un lusso che non potrà più permettersi. Quasi una passerella, quella concessa a Mbaye (s. v.) a partita chiusa.

Così come a centrocampo Hernanes (voto 6) si candida a diventare il nuovo equivoco tattico, quello che la scorsa stagione fu Alvarez. Troppo lento per poter interagire con Kovacic, troppo leggero per poter affiancare efficacemente Medel. Di fatto un pesce fuor d’acqua. Ora come ora destinato a diventare il vero punto debole del centrocampo che squadre meno velleitarie e assai più toste del Sassuolo non mancheranno di sfruttare. Buono l’impatto del ritrovato Guarin (voto 6,5) che entra e fa prima un assist generosissimo e poi segna pure al primo tiro e festeggia onorando la maglia. Speriamo solo che duri, che rimanga così concentrato e umile anche in futuro. Perché finora si è visto per troppe volte poco se non pochissimo.

Della sagra del gol non poteva non approfittarne un opportunista d’area come Icardi (voto 7,5) autore di una tripletta che certifica il suo talento e promette quella continuità che gli è finora mancata. Certo, lui è un grande finalizzatore e per rendere ha bisogno della squadra e, in particolare, del genio di uno come Kovacic. Altrimenti sarà difficile che faccia miracoli. Vale lo stesso anche per Osvaldo (voto 7) che seppure meno lucido (anche perché non propriamente in grandi condizioni fisiche) mostra comunque un’indubbia voglia di fare bene. Fa ben sperare infine anche l’ingresso in campo nel finale di Palacio (s. v.) il cui ritorno a pieno regime sarebbe davvero importante, considerato che lì davanti sono solo in tre.

Obbligato a schierare due punte e con Kovacic che gli ha risolto gran parte del lavoro, Mazzarri (voto 7) fa ancora una volta un figurone contro un allenatore altrettanto tatticamente rigido (anche se esattamente al contrario) come lui.

13 pensieri su “Più che una partita, una festa

  1. francesco

    non si può valutare la partita di oggi, che non ho visto (e potevo vedere a san siro, mannaggia, così assistivo alla festa) se non a livello highlights. e per quello che ho potuto capire la chiave di volta (positiva) della stagione potrebbe essere Medel più che Kovacic

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  2. calci0mercat0

    Partite così fanno poco testo: il gol subito ha messo la partita in un certo modo, e poi ogni tiro entrava e tutto veniva facile.
    Medel stratosferico. Non solo ha corso per tre, non solo ha recuperato centomila palloni, la cosa stupefacente è che non ha nemmeno sbagliato un passaggio

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    1. Segnale Orario Autore articolo

      Ecco sì, questo è veramente incredibile. Non giocando con Fiat o Mediaset pensavo che questo fosse il suo limite. Invece per ora entra sempre pulito. Se riesce a continuare così allora è proprio un fenomeno.

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    1. Segnale Orario Autore articolo

      Vanno sempre a tutta e molto dipenderà da quanto possono reggere a quei ritmi. Certo però che Inzaghi – bisogna ammetterlo – sta facendo miracoli: gioca con un centrocampo di soli mediani, senza una punta vera e con un difesa improvvisata.

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  3. Rudi

    Condivido la diagnosi: Hernanes è un problema, Juan Jesus può presto diventarlo.
    Servirebbero un centrocampista più dinamico del brasiliano e/o un difensore più rapido del brasiliano (o di Ranocchia).
    A gennaio, se fossimo a “tiro” della Champions, spero Thohir lo capisca e provveda.

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    1. SpagnoloNerazzurro

      Io voglio il 4231 prendendo Rolando per fare la coppia centrale con Vidic. Medel + M´Via e lasciare Kovacic/Hernanes davanti loro con, forse Palcio Icardi Osvaldo.
      Sembra pazzo questo modulo, ma quelli tre argentini davanti, con Dodo e Jonathan nella fascia (é la difessa coperta per gli due pitbull) mi piaccerebe guardargli.

      Saluti della Spagna!

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