Chi ha paura del Sassuolo?

Osvaldo e Kovacic: da loro ci si aspetta che facciano la differenza

L’Inter di Mazzarri per ora sembra spaventarsi pure della sua ombra

Prima partita a San Siro all’insegna del solito strazio. Dopo il modesto esordio di Torino pare di essere quasi già al clima del dentro o fuori e per di più contro quei fenomeni del Sassuolo. A questo punto ormai siamo, che perfino una squadretta di provincia può rappresentare un ostacolo ostico. Ma tant’è: l’Inter in versione Mazzarri (quella della passata stagione così come anche l’attuale che sembra ricopiarne i limiti mentali) sembra per ora una squadra che ha innanzitutto paura dell’avversario (qualunque esso sia) o forse, prima ancora, della sua ombra.

A Torino si è visto una squadra fondamentalmente repressa

A Torino, al di là della mancanza di idee e soprattutto quel minimo di personalità nel momento in cui si è chiamati ad indossare una maglia importante, Mazzarri è apparso ancora una volta il peggior nemico di se stesso nel suo perfezionismo tattico dettato da un’ossessione che assomiglia molto a un complesso d’inferiorità di scoprirsi il meno possibile, anche a costo di non giocare proprio. Cosa che di fatto reprime ulteriormente una squadra già di per sè non particolarmente dotata di estro e con scarse capacità creative.

Manca ancora la necessaria mentalità da grande squadra

Fatto sta che alla prima di campionato l’Inter di Mazzarri – ed è bene sottolineare anche di Thohir che sembra aver pienamente sposato questa idea di votarsi alla mediocrità pur di assicurarsi un’ipotetica tranquillità da comprimari – ha fatto una pessima impressione. E non tanto perché Mazzarri abbia schierato due mediani e un solo attaccante davanti a un Torino orfano di Cerci e Immobile e irrimediabilmente spuntato. O meglio: non solo. Ma soprattutto perché non si è mai vista in campo la mentalità da grande squadra.

Se non giochi all’attacco e non ti scopri nemmeno contro il Sassuolo…

Fa allora veramente ridere leggere gli ultimi aggiornamenti sulla probabile formazione che esordirà a San Siro. Fanno ridere di cuore le notizie che ipotizzano il possibile impiego delle due punte, quasi come se fosse una decisione coraggiosissima – se non un azzardo – e non piuttosto una scelta obbligata. Cioè, se non schieri due punte nemmeno in casa contro il Sassuolo bè allora andiamo tutti a casa e buonanotte, lasciamo perdere il calcio e passiamo al baseball (sempre ammesso che prima o poi riuscirò a capirne le regole).

La formazione

Andreolli o Campagnaro? Andreolli tutta la vita, anche perché Campagnaro, in mancanza di offerte gradite, ha preferito rimanere pur non rientrando nei piani di Mazzarri. M’Vila o Hernanes? Per me M’Vila perché almeno copre meglio il campo, ma con Mazzarri è per ora una battaglia persa. Però ribadisco ancora una volta che Hernanes è un inutile (e assai più lento) doppione di Kovacic. Palacio o Osvaldo? Palacio la spalla perfetta di Icardi. Ma cosa gli è successo prima, durante e dopo il mondiale? Che ha Palacio? Si riprenderà?

Handanovic – Andreolli, Ranocchia, Juan Jesus – Nagatomo, Kovacic, Medel, Hernanes, Dodò – Osvaldo, Icardi

Il pronostico

Non scherziamo: la vittoria è fuori discussione e l’unico dubbio ammissibile riguarda il numero dei gol.

2 pensieri su “Chi ha paura del Sassuolo?

  1. daniele

    anch’io non sottovaluterei il Sassuolo, e non perché ci giochiamo contro. hanno fatto un’ottima campagna acquisti, davanti hanno tre talenti, e un allenatore che non ha paura di perdere 7-0.
    Sono d’accordo con te su tutto il resto, Segnale: mi chiedo a cosa sia servito rafforzare il centrocampo con due mastini se poi non li usi per “proteggere” un gioco d’attacco.

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