A Reykjavik un buon allenamento

L'Inter festeggia a Reykjavik

Pratica chiusa senza problemi. Tre gol fatti in scioltezza e nessuno subìto, nonostante un paio di distrazioni nel finale, distrazioni che potevano costare caro. Troppo modesto l’avversario per poter capire quanto valga l’Inter. La squadra però ha comunque preso sul serio l’impegno e ha così iniziato nel migliore dei modi la stagione.

A centrocampo a piacermi di più è stato proprio quello che si è visto di meno e cioè M’Vila, relegato da Mazzarri a oscuro mediano tutto sostanza e nessun fronzolo. Continua a dimostrare umiltà e spirito di sacrificio e questo è molto importante. L’Inter aveva bisogno di un giocatore così e il francese sembra aver accettato di calarsi pienamente nel ruolo.

Dodò alla fine è sembrato il migliore in campo, ma per valutarlo meglio sarà opportuno vedere come se la caverà contro avversari più competitivi. Sull’altra fascia si è visto il solito Jonathan con la sua spesso stucchevole flemma e qualche buona idea ogni tanto. Per come Mazzarri vuole far giocare l’Inter, dipenderà soprattutto da loro due buona parte della spinta offensiva.

Con avversari incapaci di cercare la porta per quasi tutta la partita, alla difesa nerazzurra è andata proprio di lusso. Non appena lo Stjarnan è riuscito finalmente ad avvicinarsi all’area, una volta sotto pressione il reparto ha improvvisamente perso ogni sicurezza. Un paio di svarioni di troppo e alla fine Mazzarri si è incazzato anche in questa occasione.

Così come l’allenatore non ha gradito l’eccessiva leziosità di Icardi e Osvaldo sotto porta. Ma sarebbe stato davvero ingiusto infierire contro i poveri islandesi in una partita che è sembrata più che altro poco più di un allenamento. E ancora una volta non del tutto convincente la prova di Kovacic cui sembra mancare sempre quel qualcosa in più che potrebbe e dovrebbe dare.