Conte e le dimissioni che non si possono raccontare

Giornalisti e opinionisti Sky

Semplicemente da applausi a scena aperta il post di Rudi Ghedini sul giornalismo (sportivo e non) che ha bucato le dimissioni di Conte: Le dimissioni di Conte spingono a una domanda definitiva: a cosa serve la stampa sportiva?
Copioincollo, in particolare, due passaggi. Il primo:

Mi torna in mente una frase di Alessandro Donati, l’allenatore che ha scoperchiato la pentola del “doping di Stato”, ben prima della famosa intervista di Zeman sul calcio che doveva uscire dalle farmacie. Scriveva Donati: “la quasi totalità dei media dello sport sono dei semplici e ripetitivi narratori dell’apparenza”.

E ancora:

Mi rifiuto di credere che nessuno sapesse: piuttosto, chi sapeva, ha scelto di non pestare i piedi alla Vecchia Signora, magari in cambio di qualche indiscrezione “esclusiva” sul successore di Conte.

Un’analisi secondo me inappuntabile che segue quella sempre in tema e altrettanto feroce fatta da Massimo Mantellini e da me citata qualche post fa.

2 pensieri su “Conte e le dimissioni che non si possono raccontare

  1. francesco

    ti dico questa. due sere fa su Tele Lombardia Marcello Chirico, pasdaran della juventinità ad oltranza delle tv locali del nord, ha attaccato Conte perchè non si accontentava degli acquisti di Morata, Evra, Iturbe (e Pereira). con toni mai usati. quindi mi sa che si sapeva, anche se da non moltissimo tempo per me…..

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  2. Rudi

    In un giorno come questo vorrei solo avere vent’anni di meno e andarmene da questo Paese.
    Che si merita la Juventus e Renzi, Ruby e le feste eleganti. E di andare a fondo.

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