I fenomeni sudamericani e i modesti (ma concreti) tedeschi

La grinta di Schweinsteiger

Quattro anni d’attesa e un mese di partite per poi vedere una fetecchia del genere come la brutta e noiosa finale che è stata Argentina-Germania. Ulteriore conferma, se ce ne fosse ancora bisogno, della modestia tecnica a volte quasi imbarazzante dei Mondiali. Se poi però vogliamo far finta di no, che sia la massima manifestazione del calcio (potrei lasciarvelo dire solo dopo almeno due bottiglie di buon rosso) bene allora è davvero ora di sottolineare che, numeri alla mano, la Germania con le sue otto finali è la nazionale più forte. Sì, proprio la Germania. E soprattutto bisognerebbe farla finita una volta per tutte con il mito del sopravvalutato calcio sudamericano.

Nel senso che non è più possibile che possa essere ancora sufficiente la nazionalità argentina o brasiliana per essere automaticamente ritenuti fenomeni. E in questo senso la sconfitta dell’Argentina è quasi una liberazione. E lo è in particolare per noi interisti che abbiamo visto la nostra squadra presa in ostaggio negli ultimi quattro anni da un clan che non aveva più niente da dare e solo tutto da arraffare. Milioni, milioni e milioni dispensati come se fosse stato tutto dovuto. E come dimenticare veri e propri insulti come Silvestre, Zarate o Schelotto? Sarebbe bello se in futuro tutto diventasse un po’, almeno un po’, più serio.

Tipo: siamo veramente sicuri che nell’attuale organico (compresi tutti i giovani sparsi in giro per l’Italia) non ci sia uno all’altezza di quel medianaccio infame della nazionale cilena che pare l’Inter sia ridicolmente intenzionata a prendere (chissà poi per quanti milioni)? Potrei capire se arrivasse uno come James Rodriguez, ma che senso ha investire le poche risorse a disposizione per uno scarpone spaccaossa che per la sua ferocia pare sia soprannominato Pitbull? Che ce ne facciamo di uno così? A che serve e perché deve per forza essere un sudamericano?

E poi: se proprio si vuole dare sfogo a questa evidente irrefrenabile esterofilia, perché prendere ancora sudamericani quando è la Germania ad aver vinto il Mondiale? Se dobbiamo per forza pescare all’estero prendiamo semmai i tedeschi. Torniamo allora alle vecchie abitudini dimenticate, quando all’Inter arrivavano solo tedeschi e per giunta fortissimi. Tra l’altro, a ripensarci, se qualcuno mi chiedesse quale sia stato il migliore straniero che ho visto ora come ora non direi né Ronaldo e nemmeno Ibrahimovic. No. Il più bravo di tutti per me è un altro ed è tedesco: si chiama Lothar Matthäus. E se proprio ne dovessi scegliere un altro chissà perché mi viene in mente ancora un altro tedesco e cioè Andreas Brehme. Ma pensa un po’ tu.

Lothar Matthäus, Jürgen Klinsmann e Andreas Brehme

Lothar Matthäus, Jurgen Klinsmann e Andreas Brehme

Medagliere dei Mondiali di calcio

5 pensieri su “I fenomeni sudamericani e i modesti (ma concreti) tedeschi

  1. claudiopaga

    ma chissa’ cos’avresti scritto sul calcio sudamericano e gli argentini dell’inter se palacio la controllava un filino meglio e la metteva dentro🙂

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    1. segnaleorario Autore articolo

      Higuain è riuscito a fare pure peggio. E sicuramente l’Argentina ha perso proprio la partita in cui secondo me ha giocato meglio. Ma ripeto: se non hai i milioni (tanti, troppi) per prendere fuoriclasse assoluti allora tanto vale tenersi Destro. Che magari sbaglia lo stesso davanti al portiere, ma ti costa parecchio di meno.

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  2. francesco

    io non penso che sia stato un brutto mondiale, ne abbiamo visti di peggiori, tipo USA 94 e Giappone/Corea 2002. ma sono d’accordissimo su quanto scrivi sul calcio sudamericano che viene – giustamente – ridimensionato da questo mondiale. cosa di cui sono decisamente contento

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  3. claudiopaga

    beh ma allora come giudicare il calcio europeo dopo le prestazioni di italia, inghilterra e spagna mandate a casa da uruguay, cile e costarica?
    poi io son anche d’accordo di tenere destro, ma con chi lo si fa giocare? anche stramaccioni diceva che i primavera erano impreparati per la prima squadra, e le prestezioni dei vari prestiti al livorno etc gli danno ragione. il fatto e’ che in realta’ e’ piu’ facile e probabilmente piu’ economico prendersi il sudamericano di turno che crescersi in casa un giovane italiano

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