Si legge Nazionale ma si chiama Fiat

Il marchio Fiat sulle maglie d'allenamento della Nazionale

Non c’è niente da fare, la Nazionale rimane proprietà Fiat. L’allenatore dovrà essere per forza di area Fiat o gradito alla Fiat. Meglio ancora se sono due e cioè  — è la candidatura del momento — Marco Tardelli e Antonio Cabrini. Tecnicamente sarebbe una scelta che non si regge in piedi, come del resto lo sarebbe l’altrettanto improponibile Fabio Cannavaro.

Ma tant’è: se qualcuno non l’avesse ancora capito è dai tempi di Calciopoli che la Nazionale è stata presa praticamente in ostaggio dalla Fiat, quasi come una specie di risarcimento per l’orribile sgarro subìto. Chiunque sia il nuovo ct, l’importante è che rimanga sempre leggibile il marchio Fiat, come lo era in Brasile perfino sulle maglie azzurre d’allenamento.

Tanto poi cambierà poco perché a selezionare i giocatori e a consigliare la formazione giusta sarà ancora una volta quel simbolo così immacolato di sportività che è l’eroico capitano Gigi Buffon. Inutile dire, infatti, che la base della nuova Nazionale sarà composta dallo stesso blocco Fiat che ha preso gol ridicoli da Costa Rica e Uruguay. Per colpa, ovvio, di Balotelli.

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