Di che parliamo quando parliamo di calcio?

Il palo colpito da Dzemaili

Il palo colpito da Dzemaili

Il palo di Dzemaili e quello di Pinilla all’ultimo secondo danno perfettamente il senso di un calcio gonfiato a dismisura con campioni presunti che scompaiono alle prime difficoltà in partite in cui alla fine è quasi sempre solo una questione di culo. Nient’altro che culo.

Come il culo avuto dall’Argentina oggi contro una modesta Svizzera (sì, Messi e compagni hanno sofferto fino all’ultimo secondo contro la Svizzera di Behrami) e prima ancora il Brasile di Neymar. Per non parlare poi di come si siano qualificate Germania e Olanda.

Mondiale equilibrato? Non certo le retribuzioni dei giocatori. A vedere certe scamorze in campo viene da ridere solo a pensare ai loro stipendi stramilionari e alle loro quotazioni talmente esagerate da essere addirittura improponobili per il calcio italiano.

Ed è forse giusto anche così che paesi meno fortunati si riprendano con gli interessi ciò che gli è stato tolto vendendoci per oro colato giocatori spacciati per fuoriclasse, ma di cui in Italia se ne potrebbero trovare a decine. Se solo potessero giocare.

No? Non è così? Prendete uno come Di Maria. Avrà pure segnato il gol della qualificazione, ma fino a quel momento aveva sbagliato così tanti palloni da meritare di essere cacciato via a pedate. E poi siamo seri: per chi ha visto giocare Moriero uno come Di Maria fa solo ridere.

3 pensieri su “Di che parliamo quando parliamo di calcio?

  1. claudiopaga

    ma e’ sempre cosi’ col calcio, piccoli-grandi episodi cambiano la storia (l’inter del triplete ad esempio e’ nata a Kiev, salvata da 2 gol dopo l’85esimo quand’era sotto 1-0 ed eliminata ai gironi!) e’ normale che lo sia ancor di piu’ al mondiale dove squadre come cile, algeria etc si giocano la partita della vita. poi pero’ alla fine vincono (quasi) sempre i soliti, che poi sono gli stessi che hanno i bale e i di maria in squadra.

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