Forlan zombie uruguagio

La panchina uruguagia sotto choc

O grandi imprese o umilianti figure di merda: il calcio uruguagio è sempre stato così. E Tabarez, mettendo in campo una formazione a dir poco imbarazzante, ce l’ha messa davvero tutta per realizzare la seconda opzione. Certo che vedere in campo ex giocatori come Forlan (no, dico: Forlan) e Lugano oltre a fare una certa impressione dice molto sull’approssimazione e la cialtroneria che dominano il mondo del calcio a qualsiasi livello.

E che dire di Muslera sempre esattamente nel posto sbagliato che fa ogni volta solo la cosa peggiore possibile? Mentre il Cavani turista (e pure abbastanza scocciato di essere lì in mezzo al campo) ci mancava proprio. E pensare che la partita si era messa come meglio non si poteva, con l’Uruguay immeritatamente in vantaggio grazie a un mezzo rigore e a quel punto tatticamente a suo agio e in pieno controllo.

Ma la batosta, contro un Costa Rica che definire modesto è il minimo, ci sta eccome. L’Uruguay è così: prendere o lasciare. Nel bene come nel male comunque eccessivo. E quindi capace di pessime cadute e allo steso tempo anche di impossibili recuperi. A questo punto però, anche ammesso che Tabarez abbia l’umiltà di ammettere gli errori fatti con Forlan e Lugano, come gli si potrà mai perdonare la mancata convocazione di Alvaro Recoba?

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