Platini, la Fiat e il fair play finanziario, questo sconosciuto

Michel Platini insieme con Andrea Agnelli nello stadio della Fiat

Il fair play finanziario, questo sconosciuto. Eh sì, perché ogni volta che veniva tirato fuori questo benedetto fair play finanziario inevitabilmente l’associazione era quasi automatica: Inter e Moratti. Da lì non si scappava. Per i media quello del fair play finanziario è sempre stato esclusivamente un problema dell’Inter e di Moratti e stop. E invece no. Sorpresa: sulla Repubblica online Walter Galbiati (uno da tenere d’occhio dato che non è la prima volta che mi trovo a segnalare una sua notizia interessante) ci fa sapere che il fair play finanziario, caso mai dovesse essere applicato sul serio, non riguarderebbe soltanto l’Inter. Eh già: Juventus, tre scudetti, oltre 160 milioni di rosso e 200 milioni di debiti. Copioincollo:

Dall’inizio della sua presidenza (aprile 2010) Agnelli ha già collezionato 159,6 milioni di perdite a cui si aggiungeranno quelle di quest’anno. I debiti sono andati di pari passo. A marzo 2014 la posizione finanziaria netta era negativa per 198,9 milioni in aumento di 38,6 milioni di euro rispetto ai 160 milioni di inizio stagione. Il peggioramento è stata causato, come al solito, dalla campagna acquisti per rafforzare la rosa. 

Vuoi mettere, allora, la soddisfazione? A noi interisti ci hanno frantumato le palle, in questi ultimi disgraziatissimi anni, con il fair play finanziario. Quasi che tutti i mali del calcio dipendessero da Massimo Moratti e del suo troppo amore per l’Inter. Tanto che a ogni occasione i media ci sono andati a nozze, facendo passare Massimo Moratti quasi per un criminale ed evocando scenari apocalittici. Sarebbe cioè finito il mondo (non solo il calcio) se solo Massimo Moratti non avesse smantellato immediatamente tutta la squadra — cosa che in effetti gli è riuscita benissimo — così faticosamente messa insieme nel corso del tempo. Domanda (retorica): tv e giornali ora saranno altrettanto pressanti anche con la Fiat?

Ho sempre ritenuto il fair play finanziario (in linea di principio condivisibile se applicato in maniera imparziale, senza eccezioni) semplicemente una cazzata, non fosse altro perché è un’idea di Platini. Ma soprattutto perché di ardua applicazione in un calcio con interessi troppo forti e tra l’altro ormai fuori controllo. O meglio: Platini ha potuto alzare la voce con Massimo Moratti e costringere l’Inter (e solo l’Inter) a ridimensionarsi, perché Massimo Moratti è, diciamo così, un buono. C’è da dubitare però che Platini possa fare altrettanto con tutte le altre grandi società d’Europa perfino ancor più indebitate. Vedremo allora — e ci sarà da ridere — se per esempio Platini sarà altrettanto inflessibile anche con la Fiat.

3 pensieri su “Platini, la Fiat e il fair play finanziario, questo sconosciuto

I commenti sono chiusi.