Thoir e Mazzarri separati in casa?

Walter Mazzarri

Mai visto Mazzarri così triste e sfuggente e che per giustificarsi si dichiara stanco e provato. Non senza far intendere, tra le righe, di essere soprattutto deluso. Eppure, una volta tanto ieri sera l’Inter è riuscita perfino a vincere a San Siro (anche se contro una Lazio assai sprecona) che in questa disgraziata stagione è un vero e proprio avvenimento. Così come appare pretestuoso quel suo voler rinviare ogni giudizio alla fine del campionato quando manca soltanto una partita. Che potrà dire mai la trasferta di Verona contro il Chievo di più di quello che non si sa già?

Chissà, forse potrebbero essere tutti segnali che qualcosa tra allenatore e società probabilmente si è rotto. Del resto, il colpo basso inferto, non si sa fino a che punto involontariamente, da Thohir alla vigilia della partita dell’addio agli argentini è di quelli che lasciano senza fiato. Appena sbarcato alla Malpensa il presidente dell’Inter ha risposto così a chi gli chiedeva cosa ne pensasse delle critiche rivolte dai tifosi a Mazzarri dopo il derby:

Lo capisco, anche io ero un po’ deluso, ma dobbiamo comunque dare una possibilità, perché è importante iniziare la nuova stagione con stabilità nell’ottica di una crescita sostenibile”.

Apriti cielo. I media non se lo sono fatto ripetere due volte e ci hanno ricamato sopra come meglio non si poteva. La Repubblica per esempio non sembra avere dubbi sulla corretta interpretazione di cosa intendesse dire il presidente a proposito di “stabilità nell’ottica di una crescita sostenibile” e va giù pesante: Inter, Thohir conferma Mazzarri: “Ha un contratto e dobbiamo rispettarlo”. Ma è un matrimonio obbligato.

Scrive Andrea Sorrentino:

Quando Erick Thohir afferma che “deve” confermare Mazzarri perché il tecnico ha ancora un anno di contratto, racconta una verità incontrovertibile, fondata sui soliti dannati bilanci che all’Inter si faticherà a far quadrare nei prossimi anni. Come tutte le altre situazioni che Thohir ha ereditato dalla precedente gestione, anche quella dello staff tecnico è un po’ bizzarra, un po’ grottesca, un po’ senza apparente via d’uscita. Si apprende infatti che se anche l’Inter volesse ingaggiare un nuovo allenatore per la prossima stagione, la spesa si sommerebbe a quella già stanziata per altri due tecnici ancora sotto contratto col club fino al giugno 2015, ossia Mazzarri e Stramaccioni, per i quali il club dovrà spendere la cifra di 11.400.000 euro. Sì, avete letto bene: undici milioni e quattrocentomila euro, al lordo. Il costo comprende gli ingaggi dei due allenatori e dei relativi staff, ma ovviamente è una cifra che colpisce, sconcerta e aumenta le inquietanti domande su come siano stati gestiti i conti dell’Inter negli ultimi anni.

Thohir, insomma, avrebbe le mani legate: volenti o nolenti Mazzarri sarebbe l’unico allenatore che ora come ora l’Inter può permettersi. Bum! Una forzatura della stampa per surriscaldare ad arte il clima non propriamente ideale dopo il vergognoso derby? Perché no? Può essere. Già, ma se così fosse perché allora nessuno all’Inter si è premurato di smentire tali illazioni che mettono così in cattiva luce l’allenatore? Anzi. Si continua invece a ripetere stancamente, come un disco incantato, che Mazzarri rimarrà al suo posto e stop. Senza mai aggiungere altro. Qualcosa, come dire, di più incoraggiante, qualche attestato cioè di fiducia più convinto. Niente di tutto questo. Solo dimesse dichiarazioni d’ufficio.

Come se si trattasse quasi di una specie di strategia per logorare i nervi (già abbastanza scossi per sua stessa ammissione) del tecnico. Come se si volesse quasi spingerlo a dimettersi lui. Che a questo punto, stessero veramente così le cose, non sarebbe nemmeno un’ipotesi da escludere. Anche perché Mazzarri si troverebbe in una situazione decisamente grottesca. Dovesse decidere di far valere comunque il rispetto del contratto (anche a costo di avviare un braccio di ferro con la società) rischierebbe di andare incontro a un’altra stagione forse perfino più infernale di quella che sta per concludersi. Mentre al contrario dimettersi significherebbe (oltre a perdere un bel po’ di milioni) di fatto ammettere il proprio fallimento. In ogni caso, insomma, un bel casino.

Un pensiero su “Thoir e Mazzarri separati in casa?

  1. francesco

    in azienda un mio vecchio capo sosteneva che “le società sono libere di sbagliare”. e direi che nel caso delle società sportive questa libertà è ancora più facile da consumarsi. e chiaramente ad un costo importante. quindi per quanto tifoso dei nostri colori io non sono nè stupito nè scandalzzato. trovo ridicolo (ridicolo !!!!!!) che nel calcio (povero) di oggi ogni allenatore abbia un (suo) staff di cinque, sei persone e a volte anche più. cosa che non avveniva non solo nel calcio degli anni ’70, ma neanche dieci/quindici anni fa. ogni società ha i suoi allenatori, tecnici, osservatori, preparatori, onesti professionisti senza essere dei maghi. e allora gente come Mazzarri (ma dico Mazzarri perchè parliamo di lui) si tenesse loro. Thohir ragiona da imprenditore. e sai che ti dico? è meglio così, perchè alla fine con i sentimentalismo questa società ha sputtanato tanti di quei soldi che metà basta

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