Il (troppo) lungo addio

A Torino l'ultima grande impresa della grande Inter del Triplete

Anche solo un anno fa ci sarebbe stato solo da commuoversi. Quando cioè il Capitano avrebbe ancora fatto in tempo a chiudere in bellezza quella che è indiscutibilmente una delle storie più straordinarie dell’Inter. Poi, purtroppo, non più. Ora è davvero troppo tardi, ora siamo davvero troppo fuori tempo massimo. Il grave infortunio della scorsa (pessima) stagione era stato un segnale inequivocabile. Invece niente. Così è accaduto quello che non doveva succedere e cioè che il ritiro non sia più una sua scelta, ma è semmai la società che gli chiede di farsi da parte dopo un campionato passato tristemente a fare la riserva, lui che era stato — sempre e comunque — titolare inamovibile.

Anche se non possiamo non esprimere tutta la nostra riconoscenza (se la merita veramente, almeno fino al Triplete) a una delle bandiere più belle dell’Inter, allo stesso tempo non possiamo non tirare un sospiro di sollievo. Perché del clan argentino che ha tenuto praticamente in ostaggio ogni allenatore arrivato dopo Mourinho (clan che ora, presumibilmente, sarà costretto a sbaraccare) davvero non se ne poteva più. Quattro stagioni fallimentari (assolutamente vergognose le ultime due) vissute di rendita grazie al credito di fiducia accumulato con il Triplete possono anche bastare. O no?

Perché per il bene dell’Inter l’addio di Javier Zanetti e di Diego Milito dovrà necessariamente essere seguito anche da quello di Walter Samuel e, ahimé, di Esteban Cambiasso. Ma non perché Samuel e, soprattutto, Cambiasso non siano ancora capaci di giocare ai loro soliti immensi livelli. E tantomeno perché si pensa che possano essere facilmente sostituibili. No. È che arriva un momento in cui bisogna girare pagina e guardare avanti. Semmai il problema è che, in quanto inevitabili, erano scelte che andavano fatte molto prima invece di perdere colpevolmente così tanto (troppo) tempo. Ma ora l’Inter non può davvero più aspettare.

cropped-a0.jpg

2 pensieri su “Il (troppo) lungo addio

  1. voici

    Come insegnava il maestro Manzi: non è mai troppo tardi.
    Senza se e senza ma: grazie di tutto Capitano.
    Per aver condiviso e onorato con noi venti anni di storia nerazzurra. Gioie e dolori.

    Un po’ retorico ma “quanno ce vò c’è vò”.(Trilussa)

    Mi piace

I commenti sono chiusi.