La classe dirigente seria, mica (per dire) Berlusconi

Paola Severino

Perché un conto è il capitalismo di rapina di cui parlava nei giorni scorsi Alberto Statera (La morte di Emilio Riva, re dell’acciaio dal boom dell’Ilva al disastro ambientale) e un altro invece la cosiddetta buona borghesia italiana, la classe dirigente colta e soprattutto liberale che mai e poi mai, a differenza (per dire) di Berlusconi, si farebbe risucchiare per una volgare questione di soldi in un pur minimo conflitto d’interessi. Infatti: Severino legale dell’Ilva al tavolo con il governo, Bonelli: “Una vergogna”. Scrive Mario Diliberto da Taranto:

A una settimana dalla morte del patron Emilio Riva, è scattato nel primo pomeriggio il vertice a Palazzo Chigi dedicato al colosso dell’acciaio. L’incontro è stato coordinato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, e hanno partecipato il ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi e il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti. Al gran completo, l’attuale gestione dello stabilimento con il commissario Enrico Bondi e il suo vice Edo Ronchi. La famiglia Riva è stata rappresentata dall’ex ministro della Giustizia Paola Severino. Una presenza che non è passata inosservata, “un fatto gravissimo”, secondo il leader dei Verdi, Angelo Bonelli, che ha aggiunto: “Questa è la prova provata che gli interessi dei Riva sono stati ampiamente rappresentati nel governo Monti e che continuano ad avere sponda anche in questo”. 

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