D’accordo giocare, ma ora la coppa non va assegnata

Le autorità assistono a Napoli-Fiorentina nonostante tutto

Le autorità assistono tranquillamente alla finale di Coppa Italia nonostante i disordini fuori e dentro l’Olimpico

Se per problemi d’ordine pubblico la finale di Coppa Italia ieri sera andava fatta comunque disputare (già, ma che necessità avevano le autorità di rimanere imperterrite all’Olimpico ad assistere a una simile vergogna?) oggi però — a bocce ferme, senza più il ricatto dei possibili disordini e con la mente lucida — si dovrebbe cancellare quella partita e non assegnare il trofeo. Altrimenti non solo il calcio, ma con esso anche lo stato, da vittime degli ultrà diventano complici dei delinquenti e della violenza.

E se nessuno ha la dignità di farlo, o peggio ancora le istituzioni non ne sentono la necessità, allora sia lo stesso De Laurentiis a fare un gesto destinato a cambiare per sempre la storia di questo disgraziato paese prima ancora che del suo derelitto calcio, lo stesso che avrebbe dovuto fare quasi 30 anni fa Agnelli dopo la strage dell’Heysel, quello cioè di restituire una coppa senza più nessun valore. Questa sì che sarebbe una risposta forte, un segnale inequivocabile per il rispetto delle regole senza cui una democrazia non può dirsi tale.

Perché questo è il problema: non tanto quello che è successo ieri sera (con tutte le comprensibili attenuanti per la preoccupazione su quello che poteva succedere) ma quello che non succede oggi. Perché se ieri sera era prioritario fare tutto il possibile per preservare la sicurezza, oggi invece no. Oggi per esempio si potrebbe benissimo delegittimare i delinquenti semplicemente delegittimando quell’evento sportivo che di sportivo ha ben poco, creando così un precedente che non ammette più deroghe.

3 pensieri su “D’accordo giocare, ma ora la coppa non va assegnata

  1. clara

    si si aspetta che il Dela lascia la coppetta…ora parleranno un po’ i soliti soloni e da domani tutto come prima,anzi la w la juve,conte,lo scudetto dei record e tutto il marcio finirà a tarallucci e vino

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  2. mozart2006

    Vi invito ad un esercizio fenomenologico di realtà. Abitate in una repubblica parlamentare dove è il presidente della repubblica a governare; dove un tizio per vent’ anni ha dettato legge (non governato) come Napoleone III -demagogia plebiscitaria- pensando di essere Napoleone I e avvalendosi di un partito fondato da un mafioso latitante; dove se ti ferma un tutore della legge per un semplice controllo hai il 50% di probabilitá di non uscirne vivo, o comunque devi sperare di beccare quello onesto; dove se evadi il 70% di tasse finisci almeno eletto in regione, ma se perdi uno scontrino dalla tasca bucata ti arriva Equitalia; dove le banche tassano il conto dei correntisti, operando prelievi illegali; dove i politici promulgano leggi mai lette e non sanno di cosa parlano. In un paese del genere è perfettamente normale che istituzioni e forze di polizia prendano ordini da Genny ‘a Carogna. Mica può farlo Angelo ‘o Stincodisanto.

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  3. segnaleorario Autore articolo

    Infatti in un paese così è pure strano che poi Genny ‘a Carogna l’abbiano arrestato (a scoppio parecchio ritardato). Almeno così mi sembra di aver letto da qualche parte.

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