Santi, dittatori e pedofili

Wojtyla insieme con il dittatore Pinochet

Nei giorni scorsi il New York Times ha riproposto l’omertà di Wojtyla sui preti pedofili: A Saint, He Ain’t. Ma per sollevare comprensibili dubbi sulla presunta santità del papa polacco sarebbe già sufficiente il sostegno dato ad alcune dittature e, in particolare, la solidarietà espressa in più occasioni a Pinochet che durante il suo regime fece torturare e uccidere migliaia di cileni. Per non parlare poi dello Ior di Marcinkus e di certi legami mafiosi. Ho sempre pensato che le religioni (soprattutto quelle più intolleranti e violente) rappresentino un peso tremendo per l’umanità e ho sempre avuto il sospetto che quella cattolica sia, probabilmente, tra le più ipocrite. La beatificazione di Wojtyla non depone certo a suo favore.

Vignetta di Vauro sulla solidarietà di Wojtyla a PinochetFermo restando il mio rispetto per ogni credente (beato lui, mi viene sempre da dire) di qualsiasi religione (compresa quella cattolica) trovo però inaccettabile che quello stesso credente possa ipocritamente rimuovere come se niente fosse quello che sappiamo benissimo e cioè che tutto si potrà sostenere tranne che Wojtyla fosse un santo. Il suo pontificato è troppo controverso perché possa essere riproposto in chiave agiografica. Punto. Non ho problemi, per quanto mi riguarda, a rispettare per esempio l’attuale papa (almeno fin quando continuerà a dire cose buone e giuste) ma nessuno riuscirà mai a convincermi della santità di uno come Wojtyla.

Poi, è chiaro: ognuno sceglie da che parte stare. Non per niente le religioni sono lì apposta per esorcizzare in qualche modo la morte e la paura di morire. Si può essere cioè cattolici a prescindere, convinti sempre a prescindere della santità dell’amico dei più sanguinari dittatori nonché protettore dei più infami pedofili e accettare tranquillamente tutto ciò senza essere minimamente sfiorati da un pur minimo dubbio. Del resto, da sempre l’uomo si è reso capace di questo e altro. Non sarà certamente la prima atrocità commessa (e giustificata) in nome di una fede o un’ideologia che sia. L’Olocausto è lì a ricordarcelo in tutto il suo angosciante orrore. In fondo, ognuno ha la coscienza che si merita.

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