L’Inter di Mazzarri? Un’altra stagione sprecata

Icardi festeggia l'inutile gol del momentaneo pari da vero pirla qual è

Icardi festeggia l’inutile gol del pari da vero pirla qual è, immagine forse simbolica dell’Inter di Mazzarri

Mazzarri aveva sicuramente tutte le attenuanti di questo mondo…

Essendo andato ad allenare nella società più scombinata che c’è Mazzarri aveva tutte le attenuanti di questo mondo. E cioé: si è ritrovato una squadra stanca, logora e reduce da una stagione a dir poco fallimentare che aveva minato sicurezze e tranquillità. Gli hanno preso poi rinforzi non scelti da lui e nel frattempo gli hanno fatto sapere come se niente fosse che invece di Moratti che lo aveva ingaggiato era Thohir il nuovo proprietario che, naturalmente, sul da farsi era forse perfino più confuso di lui. Insomma, un bel casino veramente. Ma nonostante tutto, pur facendo tantissimi errori, gli va sicuramente riconosciuto il merito di aver messo ordine a uno spogliatoio fuori controllo (soprattutto per colpa del clan argentino che condiziona squadra e società) e di aver rimesso in carreggiata una squadra data per spacciata. Finché si è trattato di ritornare alla normalità tutto ha funzionato forse più di quanto ci si aspettasse. Ma poi, quando bisognava alzare l’asticella e far crescere il livello di gioco e la tenuta nervosa tutto è ben presto naufragato.

… ma lui e la squadra hanno fallito anche contro avversari molto più modesti

I giocatori non si sono rivelati all’altezza non tanto per lottare ai vertici (l’organico è oggettivamente modesto) ma nemmeno per imporsi contro squadre di provincia ancora più modeste come per esempio ieri l’Atalanta. Ora, Mazzarri può benissimo giustificarsi sostenendo che la sua Inter non ha le qualità per competere con la squadra della Fiat, la Roma, il Napoli o la Fiorentina. E nel dire questo ha perfettamente ragione. Ma non può chiamare in causa la sfortuna se poi la sua squadra soffre (e perde) contro avversari tecnicamente inferiori e di parecchio. Ieri poi c’erano finalmente le condizioni ideali per svoltare. Il periodo negativo era alle spalle, la squadra era al completo e in discreta salute. Che si voleva di più? Eppure l’ennesima occasione per dare un senso alla stagione è stata ancora una volta sprecata. E se nessuno può mettere in croce Mazzarri per i punti di distacco dalle prime della classe, è altrettanto vero però che alla prova dei fatti (dopo tre quarti di stagione) quanti (io per primo) fin qui l’hanno difeso a oltranza hanno ora il diritto di sostenere che se lui si fa mettere sotto dall’Atalanta non è e non può essere un allenatore da grande squadra.

Indifendibile la sua fissazione per alcuni giocatori troppo sopravvalutati

Avrà pure un organico scadente, ma Mazzarri ci sta mettendo anche molto del suo. Mazzarri per esempio è un debole perché si fissa sui giocatori. Tre in particolare su cui ha scommesso tutto e, alla prova dei fatti, ora si può benissimo dire che ha perso su tutta linea: Alvarez, Guarin e Campagnaro. Contro l’Atalanta Campagnaro è stato il peggiore in campo. Eppure Mazzarri l’ha tolto soltanto a dieci minuti dalla fine. Dopo tutti gli sfracelli che ha fatto andava sostituito già nell’intervallo. Il primo gol dell’Atalanta è quasi tutta colpa sua, per il resto non è riuscito a fare due cose buone di seguito e ha costantemente disertato la fascia destra di sua pertinenza (chissà dove andava a nascondersi) lasciando Jonathan da solo (del tutto impensabile che Guarin potesse degnarsi di tornare a dare una mano) a farsi mettere in mezzo dagli avversari.

Cambiasso per Alvarez? Un cambio che purtroppo parla da solo

La perla è stata la cervellotica decisione di fare a meno del mediano. Di cambiare cioè Cambiasso per Alvarez. Cambiasso per Alvarez? Togli l’unico incontrista per fare cosa? Per Alvarez che non ne indovina una giusta dal 2013?  Semmai, se proprio vuoi fare un azzardo del genere allora fai entrare Kovacic o Taider. Ma che c’entrava in quel momento, in quella situazione, uno come Alvarez che tra l’altro da quando è tornato in condizioni pietose dalla lunghe vacanze di Natale da allora non si è mai più ripreso? E che senso aveva piazzare da improbabile regista Hernanes (fin lì l’unico a capace di fare bene la mezzala) davanti alla difesa? Per non parlare poi dell’anarchico Guarin che a quanto pare Mazzarri dà licenza di fare tutto quello che gli passa per la testa in quel momento, come viene viene. Con risultati a volte accettabili, quasi sempre imbarazzanti, soprattutto sotto l’aspetto tattico. Inoltre Guarin può ogni volta dare libero sfogo al  suo divertimento preferito e cioè, come al luna park, il tiro in curva. Chissà, forse Thohir potrebbe aver fissato pure un apposito premio al primo ultrà che il tenace colombiano riuscirà ad abbattere e far venire giù sul campo. Sì, perché nell’Inter di Mazzarri, purtroppo, succede pure questo. 

Mazzarri sta sulla panchina dell’Inter come noi sul divano davanti alla tv

A parte tutto, la cosa che più colpisce è il modo in cui Mazzarri sta sulla panchina dell’Inter e cioè esattamente come noi sul divano davanti alla tv. Mazzarri urla, si lamenta e si morde le mani in panchina, ma non riesce mai a farsi sentire dai giocatori esattamente come noi davanti alla tv. Un giocatore non tiene mai la posizione? Si incazza come noi davanti alla tv, ma poi non succede mai niente. Un giocatore continua a fare sempre lo stesso errore? Mazzarri si incazza come noi davanti alla tv, ma poi non succede mai niente. Un giocatore si perde la marcatura? Si incazza come noi davanti alla tv, ma poi non succede mai niente. E, nel dopo partita, se poi gli chiedono spiegazioni per esempio a proposito del gol segnato da Bonaventura lasciato da solo, Mazzarri ha subito la risposta pronta e cioè: “Un centrocampista s’è scordato della marcatura”. Già. Cosa c’è di più chiaro e semplice di così? Il giocatore si è distratto e lui si è incazzato, esattamente come ci siamo incazzati noi davanti alla tv. Cioè come se un allenatore non avesse nessuna voce in capitolo sul comportamento dei suoi giocatori in campo. E lui in quanto allenatore dell’Inter che siede sulla panchina dell’Inter si incazza come noi davanti alla tv, ma poi non succede mai niente.

E ora, dopo un altro fallimento, bisogna di nuovo ricominciare da capo

Fatto sta che alla fine della giostra le cose non stanno propriamente come sosteneva Mazzarri alla vigilia della partita con l’Atalanta e che cioè il cammino dell’Inter sia “da considerarsi fin qui ottimo”. È falso. Copioincollo quando ho scritto ieri sempre alla vigilia della stessa partita: il percorso dell’Inter è stato finora pessimo. L’Inter ha fallito tutti gli obiettivi stagionali (dato che l’Europa League è un contentino per squadrette di provincia) e nel frattempo è stato sprecato un altro anno inutilmente. Il progetto non è mai partito e quest’estate si dovrà ricominciare ancora una volta da capo. Perché (anche e soprattutto per colpa di Mazzarri) molti dei giovani su cui l’Inter aveva investito o si sono persi per strada o non hanno mai avuto la possibilità di dimostrare se siano oppure no da grande squadra. Per contro, l’aver rinunciato a fare esperimenti in prospettiva futura non ha portato nessun beneficio in classifica. Anzi. Tant’è che ora come ora l’Inter ha gli stessi punti della passata stagione tre punti meno della passata stagione.

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