Lo strano caso della squadra della Fiat senza più avversari

Montella

Avversari ma non troppo: come se l’importante sia solo fare bene la parte

Montella è bravo e sa come far rendere al massimo i giocatori a disposizione. Questo mi sembra fuori discussione. Ma la Fiorentina è troppo scarsa (la difesa per esempio è qualcosa di inguardabile) per poter minimamente impensierire la squadra della Fiat che tra l’altro a livello europeo fa solo ridere. Come del resto da un po’ di tempo fanno ridere tutte le altre squadre italiane. Talmente dimesse che sembra si siano quasi messe d’accordo da qualche anno a questa parte per evitare anche solo di fare ombra alla Fiat. Così determinate come sembrano nel voler recitare la parte di comprimarie, come se per un tot di anni i giochi siano stati già fatti e magari decisi pure a tavolino.

Una restaurazione discreta e indolore che sembra mettere tutti d’accordo

La sensazione insomma è che dopo Calciopoli la Fiat abbia ricompattato le fila e ripreso in mano la situazione come e più di prima. Del resto, chi potrebbe obiettare qualcosa? Berlusconi sembra avere altro cui pensare, Thohir il problema nemmeno se lo pone (se non tra due trattino tre anni) e De Laurentiis, bè De Laurentiis chissà di quanto tempo ha ancora bisogno prima di riuscire a capirci qualcosa, sempre ammesso poi che ci riesca. Mentre Della Valle, bè Della Valle continua come sempre a fare il pesce in barile. Parla parla però quando si tratta di fare sul serio rimane sempre un passo indietro. Sia politicamente e, peggio ancora, nelle cose di calcio: Il pranzo Agnelli-Della Valle, “Ci siamo chiariti”.

Del resto, finché i tifosi continuano a crederci (e a spendere)…

Evidentemente mister Tod’s non si è più ripreso dallo choc da quella volta che lo misero in mezzo, costretto come fu, lui che si era coraggiosamente fatto avanti per riformare il mondo del calcio, a scendere a patti con i delinquenti pur di salvare la Viola massacrata dai cecchini in giacchetta nera di Moggi. Forse quell’esperienza potrebbe averlo segnato a tal punto che il massimo che si ci può aspettare da lui è il solito traccheggiamento di chi parla parla ma poi, stringi stringi, alla fine non succede mai niente. Intanto gli anni passano e la Viola è sempre lì a fare l’eterna incompiuta. Un destino cinico e infame, insomma, comune d’altro canto a quello di tutte le altre squadre, a loro volta ridotte (perfino le più importanti) a fare le comparse. Certo, contenti i tifosi, contenti tutti. Però che tristezza questo calcio italiano sempre più brutto e noioso.

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