È l’Inter di Palacio, Hernanes e… Ranocchia

Il gol di Palacio

Due gol, due traverse e almeno un altro paio di occasioni abbastanza buone e per contro un solo vero errore difensivo su un buon cross indirizzato sul secondo palo (lo smarcato Moras però non ne ha saputo approfittare) e poco più. L’Inter non fa mai niente di eccezionale, ma un miracolo lo compie. Quello cioè di giocare sempre in maniera semplice e concreta. In più, non si disunisce quasi mai ed è sempre tatticamente ordinata. E, aspetto ancora più importante, riesce finalmente a tenere il campo mantenendo costantemente un buon livello d’attenzione.

Secondo me si può benissimo dire che si sta vedendo (era ora) la mano di Mazzarri (voto 7 d’ufficio) e che con l’organico non eccelso a disposizione sia comunque riuscito (anche se forse quando la stagione volge ormai al termine) a dare quell’equilibrio che mancava. Soprattutto a centrocampo, dove ancora una volta Hernanes (voto 7) ha fatto (soprattutto nella ripresa) la differenza, capace com’è di essere un fondamentale punto di riferimento per la manovra. Così come sta diventando sempre più determinante sui calci piazzati, tanto che in un’occasione la traversa gli ha negato un gol bellissimo. L’innesto di Hernanes sta facendo soprattutto bene a Cambiasso (voto 6,5). Ha sempre il tempo di cui ha bisogno per coprire tutti gli spazi, mentre quando attacca (grazie all’aumentata qualità delle giocate e del conseguente possesso palla più ragionato) Cambiasso non deve mai forzare il lancio. E fa bene il ritrovato equilibrio a centrocampo perfino all’anarchico e discontinuo Guarin (voto 6) apparso sicuramente più disciplinato e disposto a sacrificarsi per la squadra se non fosse per la sua ormai insopportabile ostinazione a calciare da fuori tiri improbabili che finiscono tutti inesorabilmente in curva. Una fissazione, ormai, la sua. Con esiti sempre più ridicoli. Meglio di lui ha sicuramente fatto nei venti minuti che è stato in campo un Kovacic (voto 6,5 d’incoraggiamento) perfino più sicuro e intraprendente che contro il Torino. A tratti strepitoso nelle giocate di prima, devastante quando punta la porta. Con un’azione personale di notevole bellezza ha cercato poi anche di compiere il miracolo di far segnare Hernanes di testa. Ingiudicabile Kuzmanovic (s. v.) entrato nel recupero.

E se il centrocampo funziona a guadagnarci è anche la difesa. Soprattutto se Mazzarri indovina a (ri)giocarsi la carta Ranocchia (voto 7) che dopo l’ottima prova contro il Torino si ripete di nuovo. Stavolta è inappuntabile non solo dal punto di vista tecnico, ma pure sotto l’aspetto nervoso: aveva un cliente difficile (e parecchio scorretto) come Toni che ha cercato ripetutamente di simulare falli da rigore. Ma Ranocchia se l’è cavata benissimo, dimostrando una freddezza che pochi gli riconoscevano, capace di gestire le situazioni più difficili. Insomma, non sembra essere più quel bluff come più di una volta è stato bollato. Come al solito impeccabile la prova di Rolando (voto 6,5) che ormai gioca con una sicurezza dei propri mezzi disarmante. Il meno brillante (anche perché dalle sue parti il pur confusionario Iturbe ha spinto parecchio) è stato Campagnaro (voto 6) a volte poco attento per troppa sufficienza, anche se la sua prestazione è sembrata complessivamente positiva. Inoperoso o quasi fino al novantesimo, Handanovic (voto 6,5)  si rende protagonista nel recupero con una doppia parata non propriamente facile, soprattutto sulla ribattuta.

Se Hernanes fa la differenza a centrocampo e Ranocchia in difesa, il terzo grande perno su cui gira l’Inter di Mazzarri è (come sempre dall’inizio stagione) Palacio (voto 7) che se incantava facendo reparto da solo ora con Icardi (voto 6 se non altro per la traversa a inizio gara e il lavoro sporco da centravanti boa) che gli crea spazi è diventato ancora più imprendibile palla al piede e devastante sotto porta. Segna un gol che non poteva sbagliare, ne poteva fare anche un altro nel finale: evidentemente tradito dalla stanchezza, anche lui come Guarin ha mandato la palla in curva. Ma gioca per due ed è, continua ad essere, determinante in ogni partita. Cosa si vuole di più?

Ma il migliore stavolta è stato proprio chi più di ogni altro questo blog ha sempre preso di mira (e a volte anche con una certa cattiveria) e cioè quel Jonathan (voto 8) che a Verona ha fatto veramente tutto lui. Prima l’assist a botta sicura e poi il gol della sicurezza (anche se c’è forse da stendere un velo pietoso sull’inguardabile difesa del Verona) e il tutto disputando una prova di insolita e sorprendente lucidità e, incredibile ma vero, tenuta atletica. Chapeau. Molto meno entusiasmante, sull’altra fascia, la prima da titolare di D’Ambrosio (voto 5,5) che pur mettendoci tanto impegno e correndo non poco, non è riuscito mai a spingere con una certa continuità e per di più ha commesso qualche errore di troppo in difesa. Anche se, considerati i pochi minuti giocati finora, ci sta. Ben altro impatto ha avuto invece il Capitano (voto 7 di stima) che entrato a metà ripresa ha subito ripreso autorevolmente possesso della fascia sinistra. Rivederlo in campo emoziona e fa venire in mente momenti indimenticabili che sembrano ormai così lontani. Anche se al Bentegodi si è vista un’Inter che soprattutto nei primi venti minuti della gara ha giocato davvero da grande squadra. È già qualcosa.

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2 pensieri su “È l’Inter di Palacio, Hernanes e… Ranocchia

  1. P37

    vado un pò fuori tema…che bello non sentire più le interviste da marciapiede del nostro grande-amato-ex-presidente!non trovi?

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