Tre punti e basta (e avanza) così

Il gol di Palacio

Facendo il minimo indispensabile, a volte soffrendo, spesso addormentando la partita, però alla fine pur sempre vincenti. Anche se con un gollonzo, anche giocando male. Ma visto come siamo messi meglio di niente è sicuramente.

Stavolta, ed è una rarità, a fare bella figura è la difesa. Già, la rimaneggiata difesa che indovina la prova migliore. Bravissimo Ranocchia (voto 7) soprattutto per la prestazione perfetta nel primo tempo in cui ha annullato Immobile e prezioso Rolando (voto 7) soprattutto nel saper contenere Cerci, nella ripresa. Non ha fatto danni nemmeno Campagnaro (voto 6) anche se troppo spesso ridicolo negli avanzamenti. Ottimo l’impatto di Andreolli (voto 6) entrato nel finale, subito reattivo e  protagonista di due o tre interventi convincenti. Mentre dopo una mezza papera nel primo tempo che poteva costare caro, nella ripresa Handanovic (voto 7) si è rifatto con tre buone parate.

Come sempre fondamentale la presenza di Hernanes (voto 6,5) non tanto per la qualità in più ma soprattutto per l’equilibrio che dà al centrocampo. A guadagnarci è soprattutto Cambiasso (voto 6,5)  che fa meno fatica ed è più lucido nelle coperture. Mentre Guarin (voto 5) come al solito fa storia a sè: gioca più che altro una partita tutta sua e per una buona giocata che fa ne sbaglia altre dieci. Si vede benissimo che potrebbe fare di più e soprattutto meglio, ma proprio non gli viene bene, soprattutto a San Siro. Vabbè, ci vuole pazienza, come per tutta questa stagione non certo esaltante. Finalmente positivo l’impatto di Kovacic (voto 6) subentrato a metà ripresa. In una bella azione personale ha cercato anche il tiro e per il resto ha fatto vedere che i numeri per far bene ce li ha e che forse ha solo bisogno solo di tempo per crescere e maturare. Ingiudicabile la comparsata di Taider (s. v.) entrato a pochi minuti dalla fine.

Prove di ordinaria amministrazione quelle dei due esterni. Jonathan (voto 6) e Nagatomo (voto 6) non hanno inciso, me nemmeno hanno fatto danni. La sensazione è che, al di là del fatto che non siano certo dei fenomeni, stiano attraversando un periodo di appannamento o forse solo tirando il fiato.

Determinante ancora una volta in attacco l’instancabile Palacio (voto 7). Nel primo tempo fa gol sul colpo di testa sbagliato, mentre Padelli gli smanaccia in corner quello a botta sicura su un bel cross di Guarin (forse la sua unica vera cosa buona di tutta la sua tormentata gara). Nella ripresa, su uno schema da calcio d’angolo si ritrova, smarcato, un pallone d’oro per il possibile raddoppio, ma lo gira male e lo spedisce ahimé in curva come uno scarpone qualsiasi. Anomima anche se di fatica come uomo d’area, la prestazione di un Icardi (voto 5,5) mai veramente pericoloso. A sua discolpa il fatto che ha avuto davvero pochi palloni giocabili.

Bisognava fare tre punti e, rispetto a qualche passo falso di troppo in passato, stavolta l’Inter almeno ci è riuscita. Mazzarri (voto 6) ha ottenuto l’obiettivo e finché fa punti, con l’organico che si ritrova, ha sempre ragione lui. Ora stare a sottilizzare sui difetti e sui limiti della squadra e del suo gioco a tratti balbettante è ingeneroso oltre che inutile. Questa stagione è ormai incanalata così e c’è solo da portarla a termine nel migliore dei modi.

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Un pensiero su “Tre punti e basta (e avanza) così

  1. francesco

    anche se alla fine siamo sempre lì in classifica, visto che il Parma non perde un colpo. per la champions direi che è meglio non pensarci proprio.

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