La domanda non più rinviabile dell’immobile Civati

Il titubante Giuseppe Civati

Civati se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Soprattutto quando nell’ennesimo post contro il suo partito — Il conflitto d’interessi e l’accordo Renzi-Berlusconi — si pone, ancora una volta, l’inelubile interrogativo:

Ma la domanda non più rinviabile è: il Pd vuole salvare se stesso, la dignità della politica e il paese, oppure ha altre priorità?

Conoscendo ormai i tempi decisamente dilatati del perplesso Civati: quanti anni abbiamo a disposizione per rispondere?

In fondo, l’immobilità di Civati assomiglia molto a quella di Grillo: stesso estremismo anche se di segno opposto. Mentre il Movimento 5 Stelle è fermo sulle sue posizioni intransigenti e apocalitticamente inconciliabili con tutti e tutto, Civati lo è altrettanto, ma al contrario, con la sua utopia di voler avviare un confronto politico anche con chi invece lo rifiuta a priori.

Ma, inconsapevolmente, tutti e due così facendo legittimano lo stato delle cose e, anzi, forniscono a Renzi ora come a Letta prima l’alibi che mancava: che cioè le regole democratiche siano comunque rispettate. Quando e se lo capiranno secondo me sarà sempre troppo tardi.

Annunci

Un pensiero su “La domanda non più rinviabile dell’immobile Civati

  1. francesco071966

    Lasciamolo nel PD il Civati, caro segnale.

    Che ci piaccia o no (oggi non ci piace, domani chissa’) e’ dentro il PD che potra’ avvenire qualcosa di buono. Anche noi che non lo votiamo o voteremo dobbiamo averne consapevolezza.

    L’alternativa e’ peggio. Oggi abbiamo visto un grillo iperleghista, ieri ho visto una terribile di quell’imbecille di flores d’arcais con tsipras. Domani mi aspetto una qualche dichiarazione di vendola.

    Per adesso c’e’ l’astensione, poi si vedra’.

    Mi piace

I commenti sono chiusi.