Lettori deboli per forza ed editori soprattutto stronzi

Continuo a essere fermamente convinto che pur sfondando una porta aperta nel dover ammettere che gli italiani (e soprattutto quelli laureati) leggano poco e soprattutto male è pur vero secondo me che i lettori forti (perché sembrerà strano ma esistono anche questi) siano anche quelli economicamente più deboli. E che da ciò possa benissimo dipendere anche uno dei i motivi per cui in Italia si comprano pochi libri. E cioè: i libri costano troppo. O meglio: chi ne compra uno all’anno non ci fa nemmeno caso. I libri però costano troppo per chi ne vorrebbe comprare parecchi al mese.

Al di là del necessario e indispensabile editing, un tempo questi costi esagerati (se è già di per sè difficile vendere un prodotto come il libro, figurarsi se poi è pure caro) si giustificavano con i continui aumenti del prezzo di un bene prezioso come la carta, le ingenti spese di stampa, il trasporto e la distribuzione. Ora però ci sono gli ebook che, piaccia o no a chi della carta romanticamente non vorrebbe fare a meno, hanno magicamente cancellato proprio quelle voci che più di altre (non certo i diritti d’autore) appesantivano irrimediabilmente le spese di produzione.

Eppure nemmeno adesso i lettori forti ma economicamente più deboli citati all’inizio del post possono finalmente comprare quanti ebook vogliono. Perché anche gli ebook costano relativamente troppo rispetto ai libri. A volte solo qualche euro meno dell’edizione di carta se non, addirittura, di più. Come ho scoperto andando su Ibs, una delle più importanti e fornite librerie online: il tascabile di Edmondo Berselli Sinistrati costa 4,75 euro, mentre l’ebook  6,99 euro. Cioè il libro digitale immediatamente scaricabile con un clic costa di più del libro di carta che dovrà essere impacchettato e spedito a domicilio.

Su Ibs l'ebook Sinistrati costa di più dell'edizione di carta

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17 pensieri su “Lettori deboli per forza ed editori soprattutto stronzi

  1. Carlo Menzinger

    Assurdo! Eppure penso che il futuro del libro sia la sua totale gratuità: basterebbe trasformarlo in veicolo pubblicitario e potremmo finalmente avere libri gratis per tutti i lettori, pagati dagli sponsor. Questo dovrebbe esser vero soprattutto per gli ebook dove poche pagine di pubblicità dovrebbero bastare a pagare il volume. Comunque per gli ebook c’è già un giro enorme di testi gratuiti.

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  2. camillozigliani

    L’anno scorso su Amazon trovai l’edizione in copertina rigida de “La grande strategia dell’Impero Bizantino” a 5 euro, mentre l’edizione brossurata costava più del doppio!

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  3. marco14124808rco14124808

    Assolutamente d’accordo. E lo dico sempre a tutti quando mi capita di parlare di ebook. I costi “materiali” legati al libro cartaceo sono enormi: stamparlo, la carta, il trasporto, lo stoccaggio fisico, il rischio di non venderlo. Non so che % è la revenue dell’autore e dell’editore. In un ebook, a parte la piattaforma di vendita ( ma anche la rete di vendita fisica ha il suo costo) è tutto ritorno. Oggi un libro che esce ( un bestseller) costa 15 – 20 € in carta e 10 in ebook ed à assurdo. Il “vero” costo dell’ebook è quando viene venduto in promozione, ad esempo su Amazon c’è l’offerta del giorno, dove vengono venduti ebook a 0,99 – 1,99 al massimo 2,99 euro. La settimana scorsa c’èra “È il tuo giorno, Billy Lynn!”, a 2,99. Mi sono incartato (non l’ho ordinato subito) e per sbaglio l’ho ordinato su carta a 14.45 spedito a casa. Mi è arrivato ed è marcato 17 €. Secondo me il valore di un e book dovrebbe essere il 15%, massimo il 20% del prezzo su carta ( e giàsono certo che editori e autori ci guadagnano molto di piu’, sul singolo pezzo, su un ebook al 15% del prezzo del libro di carta che non vendendo – a 100% – il libro di carta). E invece, sui libri “normali” non scontati, il prezzo dell’ebook è dell’ordine 50 – 60% del libro di carta. Sono ciechi. Tengono blocato un mercato che potrebbe esplodere e dare molte piu’ revenues sui volumi.

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  4. gigidibiagio

    A “penalizzare” attori come Amazon ci ha pensato la legge varata ad hoc che limita al 15% massimo lo sconto applicabile rispetto al prezzo di copertina (ma solo per le edizioni cartacee, cioè la grossa fetta di mercato). Quota che proprio amazon sforava spesso e volentieri a tutto svantaggio non, come la hanno venduta, dei piccoli librai, ma degli altri giganti dell’online che perdevano quota (IBS e Feltrinelli su tutti).
    Quanto all’ebook temo che la spinta modesta da parte degli editori sia legata innanzitutto a una scarsa diffusione dei reader (che comunque costano una cifra che un lettore “normale” ammortizza in un certo lasso di tempo col solo risparmio rispetto al cartaceo), ma anche, credo, al non voler lanciare eccessivamente un sistema che, abbattendo i costi, aumenterebbe la concorrenza di player troppo piccoli per permettersi di competere in maniera efficace sul mercato del cartaceo.

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  5. gigidibiagio

    Mera curiosità: a che punto si diventa “lettori forti”? Qual’è la linea di confine? Solo per vedere come varia la definizione in base a chi risponde

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    1. segnaleorario Autore articolo

      Un libro a settimana? Sì, almeno. Anche se rispetto le medie italiane sarebbe sufficiente leggere una dozzina di libri all’anno per diventare extraterrestri.

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  6. gigidibiagio

    22 titoli nel 2013. Praticamente Francesco mi ha fregato in volata per l’europa league (statistiche anobii, non sono così maniacale da ricordare il numero esatto eh)

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  7. arancioeblu

    p.s. l’anno scorso mi son fermata a 31, ma uno è Guerra e Pace.
    Dovrei rientrare nei ‘forti’ quantomeno per il coraggio e la perseveranza 😉

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    1. segnaleorario Autore articolo

      Infatti, stiamo generalizzando. Contano anche i contenuti. Quello che ho sottomano adesso, L’uomo che sussurra ai potenti, è un libro-intervista facile facile da affrontare e si legge velocemente, in scioltezza, in poche ore. Ma c’è libro e libro. Io per esempio ho un sogno e cioè riuscire a leggere per intero la Recherche. Tutta, senza saltare una sola pagina del capolavoro di Proust. Secondo me un’impresa del genere vale da sola a dire poco almeno dieci anni di letture cosiddette forti.

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