L’Inter uccisa dai tifosi che credono ai progetti a costo zero

Thohir con Moratti

L’Inter è agonizzante e noi tifosi crediamo ancora alle favole

Inutile recriminare — Classifica IFFHS – Inter, tutto da rifare: addirittura fuori dalle prime 200 — per come si sia scesi così in basso. Inutile lamentarsi dell’allenatore di turno e della squadra attuale. Inutile innanzitutto perché Mazzarri o Kuzmanovic sono proprio gli ultimi a cui addossare eventuali colpe. Ma è inutile soprattutto perché se l’Inter è messa così male le maggiori responsabilità sono soprattutto di noi tifosi. O almeno di tutti quei tifosi che hanno creduto dopo la notte di Madrid prima ai fantomatici progetti a lunga scadenza di Moratti e ora, come non bastasse, pure a quelli lunghi 2 trattino 3 anni di Thohir. Siamo responsabili di aver permesso a Moratti — per tre stagioni di fila — di smantellare brutalmente la squadra come nemmeno Moggi o Andrea Agnelli avrebbero potuto fare meglio. La verità è che per tre stagioni molti di noi non solo non hanno battuto ciglio, ma hanno subito bollato come infame disfattista chiunque osasse obiettare qualcosa. E gli errori del recente passato non sembrano essere serviti da lezione. Ora la storia si ripete e continua con un altro progetto ancora.

L’Inter non è per tutti: Thohir ha sufficienti risorse e abbastanza coraggio?

Eh sì perché come solo il mago Silvan sa fare dal progetto di Moratti si è passati ora al progetto di Thohir. Ancora una volta senza colpo ferire buona parte di noi ha permesso  — al grido di “Diamogli tempo, è appena arrivato”  — anche al nuovo proprietario di perseguire la stessa strategia. Come se fosse assolutamente normale che uno compri una delle squadre di calcio più importanti del mondo e subito dopo spieghi candidamente di non essere momentaneamente in grado di fare gli investimenti di cui c’è assoluta necessità (stadio di proprietà compreso) per far tornare l’Inter ai livelli che le competono. Il nuovo proprietario si è giustificato sottolineando la difficoltà di sanare le perdite della passata gestione senza che ciò indignasse la tifoseria. E allora? Che discorso è? Come è possibile ragionare in questo modo? L’Inter è forse una fabbrica di scarpe? L’Inter non è da tutti, non è per tutti. E giustamente non è per niente facile da gestire, anzi. Però una volta che si fa un passo così importante poi non ci si può più tirare indietro. Prendere o lasciare. O si hanno sufficienti risorse e, soprattutto, abbastanza coraggio, o non si può nemmeno solo pensare di poter prendersi l’Inter per poi trattarla come un’Udinese qualunque.

Qualsiasi progetto ha bisogno comunque di grandi investimenti

Se Thohir — e prima ancora Moratti, anche se sull’onda emotiva del Triplete — sta maltrattando l’Inter e la sua storia è perché noi tifosi sembriamo ipnotizzati da parole senza senso, da discorsi coniugati sempre e solo al futuro. Sembriamo veramente credere a quella parolina magica che non da ora, ma subito dopo la notte di Madrid, ci viene ripetuta in continuazione come un mantra: il progetto. Ma il progetto senza grandi campioni (e quindi grandi investimenti) che progetto è? I progetti costano e parecchio. Un progetto a costo zero o quasi come quello che Thohir sembra proporre è soltanto una presa per il culo. Nient’altro. Molti tifosi però sembrano non capire, non si rendono conto. E indirizzano amarezza e rabbia nelle direzioni sbagliate: invece di provare a mettere con le spalle al muro la nuova società prendono di mira gli anelli deboli e cioè allenatore e giocatori.

Inter danneggiata dalla svendita di Moratti e da Thohir che non caccia i soldi

Troppo facile però mettere in croce quel povero cristo di Mazzarri (che non sarà certo un fenomeno, ma con l’organico a disposizione dovrebbe fare solo miracoli) o con i vecchi campioni che non hanno più niente da dare e nuove leve ancora troppo inesperte o non all’altezza. Se l’Inter attuale fa schifo l’ultimo dei colpevoli è proprio Mazzarri, come prima lo erano Ranieri o Stramaccioni. Le responsabilità sono invece di chi nel nome del progetto ha sistematicamente svenduto i pezzi migliori e, allo stesso tempo, per un insano spirito di riconoscenza, ha consegnato lo spogliatoio al clan argentino permettendogli di dettare legge e sfasciare assetti ed equilibri frutto di anni e anni di lavoro (iniziato da Mancini e proseguito da Mourinho). E lo sono adesso di Thohir che con la squadra che casca a pezzi a gennaio se l’è cavata prendendo all’ultimo minuto solo un pur utile Hernanes. Troppo poco e soprattutto per niente serio come inizio di gestione.

Ora è inutile lamentarsi, ma a giugno Thohir non dovrà avere più alibi

Trovo abbastanza sterile a masochistico lamentarsi adesso quando invece bisognava incazzarsi e puntare i piedi (come solo qualcuno di noi ha fatto) prima del mercato invernale affinché Thohir non se la cavasse con il solito alibi. Ora è perfettamente inutile recriminare, ora bisogna solo sostenere la squadra per finire la stagione il meno peggio possibile. Sempre che a giugno le cose si chiariscano definitivamente e cioè che Thohir nel frattempo si impegni in un modo o in un altro a sanare i debiti e a fare investimenti adeguati nel prossimo mercato estivo. E cioè prendendo quattro campioni di assoluto valore: un grande difensore, due grandi centrocampisti, un grande attaccante. E che non si azzardi più, Thohir, a ribadire anche una sola volta ancora la storiella del progetto lungo 2 trattino 3 anni. Perché con una squadra ridotta davvero ai minimi termini come solo nei momenti più bui della sua storia, una cosa del genere semplicemente non esiste, non sta né in cielo né in terra. E se noi tifosi accettiamo di farci prendere ancora per il culo saremo allora proprio noi a fare il male dell’Inter, come forse mai a Moggi o ad Agnelli erano riusciti di fare.

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9 pensieri su “L’Inter uccisa dai tifosi che credono ai progetti a costo zero

  1. alebianchi73

    segnale, secondo me sei troppo severo con thohir (mentre sono assolutamente d’accordo sulla parte che riguarda la vecchia proprietà)
    cioè, questo è appena arrivato, ha cambiato quasi completamente l’organigramma, a gennaio non ha fatto cazzate, anzi sono arrivati hernanes e d’ambrosio (sinceramente io speravo solo che non svendessero nessuno) e finora non ha sbagliato una dichiarazione con la stampa, dimostrando di avere già capito come muoversi

    sul “progetto”, ti dico cosa penso
    il prossimo anno arriverano quei 3-4 giocatori forti nei ruoli chiave che al momento abbiamo scoperti, alcuni saranno grandi ed esperti (tipo vidic), altri saranno giovani
    mazzarri andrà via, a meno di miracoli tipo che l’inter cominci a giocare davvero bene e sfiori il 3° posto, cosa che non credo
    se siamo bravi e fortunati ad azzeccare gli acqusiti potremo già lottare per lo scudetto, comunque l’obiettivo sarà la champions
    sui “2-3 anni”, io credo che thohir ragioni in termini di europa e non di italia
    io ho fiducia, mi sembra sia gente che abbia le idee chiare

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  2. claudiopaga

    le classfiche iffhs sono delle cagate pazzesche, la fiorentina e’ messa prima di PSG, Man City e Juve, non e’ corretto quindi usarle come argomento per certificare lo stato attuale dell’inter.
    i tifosi fanno i tifosi, non hanno alcuna responsabilita’ e nessun peso nella gestione della societa’, come e’ giusto che sia.
    su moratti sono d’accordo, la sua e’ stata una gestione scellerata ma da sempre, non solo dal post-triplete.
    su thohir, giudicarne l’operato sulla base di qualche mese e’ superficiale. credere che la soluzione dei problemi dell’inter sia comprare 4 campioni senza modificare la gestione della societa’ ci riporterebbe direttamente all’era moratti. magari ci stara’ anche prendendo per il culo (ma perche’? gode nel buttare i suoi soldi nel cesso?), ma 2-3 anni sono il minimo per far tornare competitiva (in Europa) una squadra con la rosa dell’attuale inter

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  3. segnaleorario Autore articolo

    Esempio: Vidic. Il suo innesto andava bene per rinforzare con l’esperienza di un grande campione a fine carriera una difesa già di per sè forte. Ma non è il caso dell’Inter la cui difesa deve essere invece ricostruita. Vidic, insomma, non può essere il futuro Samuel. L’Inter ha bisogno non di un altro vecchietto (seppure fenomenale) ma di un grandissimo difensore nel pieno dei suoi anni come Thiago Silva per dire.

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  4. claudiopaga

    E’ vero ma probabilmente la scelta Vidic ha anche una ragione di ritorno di marketing asiatico che spero sia azzeccata (vivendo qua e non in indonesia non ho mezzi per valutare).
    pero’ affermare che ci vogliono giocatori affermati e forti per fare una grande squadra e’ ovvvio, ed e’ anche la soluzione piu’ semplice ma fuori dalla realta’ del calcio attuale italiano. solo un folle investirebbe oggi, in italia, 40 milioni per un thiago silva, la difesa forte la fai anche comprando chiellini e barzagli o un kompany giovane cercando di giocare meglio a calcio di come faccia mazzarri. poi si continua a gettare la croce sulle cessioni di balotelli, etoo, snjider, lucio e compagnia, ma non mi sembra stiano propriamente brillando ora. l’unica vera follia e’ stata cedere coutinho e forse thiago motta, che pero’ e’ spesso infortunato

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    1. segnaleorario Autore articolo

      D’accordissimo con te. E qui veniamo a un’altra questione fondamentale per il futuro dell’Inter. E cioè l’assoluta necessità di prendere un grande direttore sportivo capace di pescare in giro per il mondo giovani campioni. Secondo me finché Ausilio e Fassone saranno ancora ai loro posti di comando – mentre andavano cacciati tutti insieme con Branca – significherà una cosa sola e cioè che Thohir sta continuando a portarci in giro con il suo mirabolante progetto di due trattino tre anni.

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      1. claudiopaga

        Hai ragione, il DS diventa un ruolo fondamentale se ci sono meno soldi da spendere, forse Thohir pensa che lo possa fare bene Ausilio senza piu’ l’ombra di Branca? A me sembra che quando si e’ mosso, Thohir l’abbia fatto bene e che tu tenda a giudicarlo troppo negativamente per quello che non ha (ancora) fatto. Poi magari e’ davvero un incompetente, io pero’ aspetterei almeno settembre per tirare qualche conclusione (certo che quest’anno “di transizione” poteva essere gestito meglio, prendendo Hernanes ad Agosto con le difficolta’ che sta avendo il napoli il terzo posto non sarebbe stato un miraggio)

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  5. alebianchi73

    chi dice che dopo vidic non prenderemo anche un difensore più giovane?
    o magari ce l’abbiamo già in rosa il difensore giovane: volendo giocare a 4 (non con mazzarri) la coppia centrale potrebbe essere vidic-juan jesus, con in più rolando e ranocchia

    poi non credo che la priorità sia la difesa, ma come da 3 anni a questa parte, il problema dell’inter è sempre il centrocampo

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