Moby Dick è morto

Francesco Di Giacomo

A me Francesco Di Giacomo fa venire in mente quando ero giovane. A notti universitarie passate soprattutto a perdere tempo. Ricordo quando a un concerto gratuito del Banco in uno scalcinato quanto improbabile parco di periferia di Roma (a Pietralata se non ricordo male) uno a fianco a me che faceva parte di un gruppo molto rumoroso e che sembrava conoscerlo bene a un certo punto, con un’ottima scelta di tempo, gli ha gridato “Mozzarella con la barba”. E ricordo come lui avesse riso (almeno così mi è sembrato) insieme a tutti quanti noi. Ricordo anche di un’altra notte quando io con altri amici (probabilmente già abbastanza alticci) l’abbiamo incrociato, sempre a Roma, in una stradina di Trastevere e non volevamo lasciarlo andare perché volevamo fargli sapere quanto gli volevamo bene. Tanto che poi lui si è messo a scappare e noi a inseguirlo, chi urlando il suo nome e chi storpiando ignominiosamente Moby Dick (ed era forse anche per quello che fuggiva) finché non è riuscito a rifugiarsi in un portone amico. Chissà se quella volta un po’ si è divertito pure lui, se avrà capito che l’affetto (anche se decisamente sopra le righe) era vero. O magari ci avrà mandato giustamente a quel paese, nel qual caso non potrei di certo biasimarlo per averlo fatto. A parte questo dispiace non poco venire a sapere che è morto. Vittima di un incidente stradale, uno stupidissimo banale incidente stradale che si è portato via quello che per me era un mito prima ancora che un artista vero, uno dei pochi musicisti italiani che ho sempre preso sul serio.

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3 pensieri su “Moby Dick è morto

  1. antoniodaroma

    Segnale, mi sembra di essere nel pieno di un incubo, prima Roberto Antoni adesso Francesco……pezzi della mia vita che se ne vanno.
    Un abbraccio forte ai suoi cari, non colmerà nulla, mi terrò stretta la sua voce, un dono che non finirò mai di apprezzare.
    Che tristezza

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  2. francesco071966

    Abbiamo più’ o meno la stessa eta’ io e te. Banco di terra e’ uno dei primi dischi che ho comprato in adolescenza (linea tre della rca se non sbaglio) e credo di non sbagliare che l’esperienza del banco (più’ della pfm e degli area) ha reso grande la musica italiana degli anni ’70.

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