Renzi ha ucciso il Pd e adesso chi glielo dice all’orfano Civati?

Matteo Renzi e Giuseppe Civati

Quante volte abbiamo implorato Giuseppe Civati di uscire dal Partito Democratico e quante volte lo stesso Civati ci ha risposto — olimpicamente risposto — che il Partito Democratico era (piacesse o no) l’unico spazio politico praticabile e che al di fuori di esso non ci fosse nient’altro di concreto? Bene. Quel Partito Democratico cui Civati era così affezionato (tra i tanti post scritti a tal proposito ne linko uno indirizzato a Rodotà: Caro Stefano, c’è davvero bisogno di un nuovo partito?) dopo la staffetta Letta-Renzi semplicemente non esiste (di fatto) più. E se qualcuno avesse ancora dei dubbi si legga allora l’interessante quanto inequivocabile intervista del vice sindaco di Firenze sul Corriere della sera (Nardella: i poteri costituiti temono i leader pd. Si sentono in pericolo perché rompe i rituali) che si conclude così:

“I tempi sono maturi per chiamarci solo ‘Democratici’, senza la parola partito”.

Amen. Una dichiarazione netta quanto sincera, tra l’altro perfettamente in linea con le strategie politiche di Renzi. Così come sembra abbastanza chiaro e inevitabile che caso mai dovesse andare male il governo-staffetta a quel punto a Renzi non rimarrebbe altro che farsi un nuovo partito tutto per conto suo. Vale a dire che inevitabilmente nel momento in cui Renzi ha deciso di fare il premier, forzando non solo i tempi ma soprattutto le regole, ha di fatto tolto ogni residuo futuro al Partito Democratico che tra l’altro era solo un estemporaneo cartello elettorale di correnti (e non poche bande armate).

E cioè praticamente ora Civati non può più scegliere se rimanere o no nel Pd perché Renzi, uccidendo il Pd, ha deciso anche per lui (risparmiandogli così ogni eventuale ripensamento) e l’ha di fatto messo, metaforicamente parlando, in mezzo a una strada. Ma chissà se sarà per forza una brutta cosa. Che da una catena tragicomica di errori non nasca magari qualcosa di buono. Mica è detto che a sinistra tutto debba finire sempre a puttane. O sì?

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4 pensieri su “Renzi ha ucciso il Pd e adesso chi glielo dice all’orfano Civati?

  1. francesco

    in questo momento credo che tutto ciò sia anche solo vagamente di sinistra debba essere punito e pesantemente. da qui la mia campagna virale a favore dell’astensionismo alle prossime europee.
    e non parlo solo del PD renziano (ed insisto: rimpiangeremo non aver fatto vincere Bersani alle ultime elezioni, avremmo avuto uno scenario diverso anche se con i limiti del caso) che è esattamente quello che lui vuole (non c’è bisogno di Nardella per fare o pensare l’eliminazione di quello che più che un partito è stato da sempre un comitato elettorale), ma anche SEL, Tsipras (questa mi sembra poi una roba folle, un greco candidato in Italia…..), verdi, IDV e chi più ne ha ne metta. e parlo pure di Civati, che è un’ottima persona, sicuramente la più pulita, ma anche lui deve fare un bel bagno di umiltà. e anche di realismo. che l’Italia è un paese di merda e non basta avere un bel faccino e qualche idea per convincere gli italiani.

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  2. ornella

    mica è detto che a sinistra tutto deve finire sempre a puttane. o si?
    si. siamo degli imbecilli

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  3. Rudi

    Renzi è il Pd.
    Cuperlo è riuscito a consegnargli il partito bello e incartato.
    Civati si illude (e specula) sui difetti intollerabili del fiorentino, ma non ha più autobus da perdere.
    Alle Europee voterò per chi può fare più male a questo governo, cioè al Pd.

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