Arbitro non all’altezza? Ma no, poverino, è solo sfortunato

Quello degli arbitri è un falso problema perché a condizionare il calcio italiano sono i conflitti di interessi tra controllori e controllati. Esilarante quanto esemplare (a proposito dei rapporti tra Fiat e giornali) il giudizio dell’inviato della Repubblica Emanuele Gamba sull’arbitro Doveri che ha diretto oggettivamente in maniera a dire poco pessima la partita di Verona:

Arbitra bene ma inciampa sugli episodi: tre gol su quattro sono in fuorigioco (a sbagliare è l’assistente Stallone) e una mano di Vidal era da rigore. Ma sono errori millimetrici, dunque soprattutto sfortunati.

Capito? Secondo il parere di Gamba ben tre gol su quattro (mica uno) erano irregolari e in più Doveri non avrebbe fischiato un rigore contro la squadra della Fiat (anche se le cronache televisive dicono che i falli di mano in area erano due e non uno). È possibile allora chiedersi: cosa deve succedere di più in una partita della massima serie perché possa ritenersi condizionata (e falsata) dagli arbitri? Cosa deve succedere di più in una partita della massima serie per poter avanzare quantomeno il dubbio che come minimo (per non dire peggio) l’arbitro non sia stato all’altezza? Se nemmeno i giornali e le tv possono esprimere almeno dei dubbi che informazione abbiamo? E che calcio è se perfino un inviato di un autorevole e prestigioso quotidiano come la Repubblica non può permettersi di bocciare l’operato di un arbitro i cui errori sono stati visti e rivisti in tv da milioni di persone?

Considerata cioè la gravità degli errori commessi (e per giunta in una sola partita) chissà, magari si potrebbe al limite anche dubitare del fatto che lo sfortunato Doveri sia un arbitro da Serie A? Ma quando mai: come spiega bene l’inviato Gamba lo sfortunato Doveri è semplicemente stato sfortunato. E stop. Voto? 5,5. Quindi appena appena sotto la sufficienza. Lo sfortunato Doveri ha falsato la partita in tutto e per tutto, ma per l’inviato della Repubblica lo sfortunato Doveri è niente di più che appena appena insufficiente. Pure Gianni Mura, che sulla stessa pagina firma la solita messa cantata, evidentemente è d’accordo.

Repubblica giudica appena insufficiente l'arbitro Doveri che ha falsato Verona-Juve

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Un pensiero su “Arbitro non all’altezza? Ma no, poverino, è solo sfortunato

  1. wwayne

    L’ anno scorso ho frequentato un corso di Storia Medievale. Il professore che lo teneva confrontava il linguaggio dei documenti politici medievali con quello odierno, e ci faceva notare che rispetto ad allora oggi si tende a sfumare tutto, ad evitare espressioni forti, ad usare molti eufemismi, a cercare di essere politicamente corretti anche quando si potrebbe tranquillamente dire pane al pane e vino al vino. Invece di dire brutto, diciamo quasi bello. Invece di dire vecchio, diciamo non più giovane. Invece di dire orrendo, diciamo non riuscito.
    Tendiamo sempre a morderci la lingua, a reprimerci nel nostro modo di parlare e di scrivere anche quando non ce ne sarebbe assolutamente bisogno. Proprio perché é così raro trovare una persona che parli senza peli sulla lingua, quando in tv qualcuno comincia a farlo subito diventa un personaggio: pensiamo a Sgarbi, alla Maionchi, ad Aldo Busi eccetera.
    Anche il linguaggio calcistico ha risentito di questa tendenza: adesso, quando una società vuole lamentarsi di un arbitro, non dice che é incompetente, men che meno osa insinuare che sia corrotto, ma preferisce dire che é sfortunato. Spesso chi usa quest’ aggettivo lo fa con una faccia così furibonda e paonazza che si capisce benissimo che vorrebbe usare degli aggettivi mille volte peggiori: e allora perché non li usa, mi chiedo io? Gli sparano se dà di scarso ad un arbitro?
    Altro esempio. Qualche anno fa un giornalista chiese al nostro ex direttore sportivo Corvino se era interessato a quel colossale scarpone di Tiago della Juventus. Lui sul momento rispose “Non sono mica pazzo!”, poi si rese conto di essersi sbilanciato troppo e tentò di recuperare dicendo: “Noi giochiamo con un centrocampo a 2, mentre Tiago é più adatto ad un centrocampo a 3.”
    A mio giudizio questo patetico tentativo di aggiustare il tiro Corvino avrebbe dovuto risparmiarselo: non solo perché ormai la frittata era fatta, ma anche perché non c’era niente di male nel dire che soltanto un pazzo avrebbe acquistato Tiago. Non l’ aveva mica accusato di essere un assassino o uno spacciatore! Non capisco questo buonismo, questa volontà di smussare gli angoli a tutti i costi, anche quando non ce ne sarebbe assolutamente bisogno. Ma forse sono io che sono troppo schietto, e quindi non mi faccio imbrigliare la lingua da niente e da nessuno.

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